Come previsto, accade che gli stessi adepti della scena punk-hardcore d.i.y. Italiana, che 5 anni fa mi davano della starlette underground e della venduta al sistema, e gridavano oltraggiati allo scandalo se comparivo intervistata su Rumore o andavo a Brand New o scrivevo su Rocksound, o nel piu benevolo dei casi, aggrottavano la fronte dissenzienti, ora sgomitano, scaìnano e s'azzuffano a conquistare/difendere il loro micragnoso ritaglino di notorietà mediatica – in contesti e situazioni peraltro abbastanza imbarazzanti. Sapete chi siete.
Aka quando lo facevo io stavate giocando a fare i panc in casa dei vostri genitori e quindi ero una stronza, ora che il gioco vi è andato a noia, o che comunque, crescendo, avete preso segretamente coscienza che il mondo non è una rotaia monodirezionale e che anzi fa perno sui principi che abbiamo sempre odiato (e bene o male dobbiamo farcene una ragione), allora via libera al puttaneggiare mediatico.
Tanto adesso non v'è più nessun gonfalone da reggere o baluardo da difendere no?
I tempi cambiano, e con essi le priorità, le preoccupazioni, i sogni, le aspirazioni che avete incantenato per tot tempo ad una sola parola, modellato contro le pareti di una sola stanza. Semplicemente vi rodeva il culo che io mi prendessi la libertà di uscire dalla porta della succitata stanza, e seguissi la strada che più garbava. Perchè l'avreste voluto fare pure voi, ma eravate troppo codardi e facce di cazzo per permettervi di avere un'opinione vostra. E adesso che il comparire sui mass media è stato sdoganato, che con internet il punk è veramente morto, e a sto punto era pure ora, ora che nessuno spacca più il cazzo su questioni mediatiche, siete liberi di aspirare al Mezzo con la coscienza monda.
Stasera al Rashomon c'è la serata di presentazione del mixtape dei Gente de Borgata, e ritengo che dovremmo andarci in massa a supportarli. Costa 5 euro e ai primi 500 ingressi ti danno il mixtape in omaggio.
Sì, stasera i fighi vanno tutti al Circolo a vedere i Crocodiles, e il mio interesse per la serata è inversamente proporzionale al numero di amici su facebook che aderiscono all'evento, cioè tantissimi. Questo video riassume la mia posizione nei confronti delle serate come queste:
Questa settimana diamo spazio a un po' di amici fratelli random che spaccano in vari campi dell'ignoranza, tipo Ale Psy Nazarri, che tatua in quel di Milano, e questi sono alcuni dei suoi lavori:
e questo un video degli zii nel quale possiamo vederlo in azione:
per contattarlo, scrivete a superdrunkboy @ hotmail . com
Invece, DOMENICA 8 NOVEMBRE al Big Star (Roma) dalle 19,00 Miss Violetta + Lavi dj set 100% D.i.y. Punk Alterigia - 90's Punkrock Bashing - R'n'R Disprezzo - Surf Pop Rancore - chi non viene è nostro nemico.
a.: hey sabato c'è il No More Minute al Macro! Ci vai? Ho visto su facebook che un po' di contatti tuoi partecipano!
io: non mi vedi? sto già là.
Il sabato sera, soli per scelta, a casa, è un momento di estatico, dedizioso dedicarsi a sé stessi. (i miei mentori mi incitano giustamente a sostituire termini volgari e grossolani come “farsi i cazzi propri il sabato sera” con espressioni più acconce e di più ampio respiro semantico) Silenzio, lavoro alacre ai vari progetti, lettura, estensione della conoscenza e distensione dell’Io. Tanto là fuori, il sabato sera, ormai, abbiamo imparato/visto quasi tutto, e faceva quasi tutto schifo, anche quando ci pareva bello, o suscitava amare risate. La Bellezza intesa come senso del Bello, non la trovi certo a Testaccio, o ai Magazzini generali, o ai Murazzi del Po, o al rave X in località Y. Però lì trovi un sacco di squarcione ubriache con i tacchi incastrati nelle fessure dei sanpietrini, che smascellano come carrelli di macchine da scrivere, e portano un led luminoso intermittente attaccato sopra la testa, recante la scritta “VI PREGO DATEMELO”. Pure quelle volendo possono apparire belle. Un concetto di bellezza un po’ utilitaristico, se vogliamo, giacchè a conti fatti costa meno offrire un drink alla succitata zoccola già mezza sverza in da club, che caricarsi una estone sulla Colombo alle 5 del mattino.
Non dovremmo poi scordarci che la moltitudine di noi ha oltrepassato, o sta per oltrepassare, la soglia dei 30.
Non è che siccome
1. ci vestiamo come dei cretini,
2. abbiamo degli scarabocchi indelebili (I-N-D-E-L-E-B-I-L-I. significa “finchè non muori”) su parti del corpo che ci identificano con una sottonicchia X di altri deficienti come noi (“che però no, io non seguo il trend della mia sottonicchia, i tatuaggi li faccio per me stesso, hanno tutti un significato personale e non li ho fatti per senso, cioè ansia di appartenenza all’antimassa)
3. tiriamo le cinque del mattino tutti (chi piu, chi meno) acchittati nel minimo particolare, mai fermarsi a riflettere sul fatto che seguiamo i medesimi rituali sociali e iter seduttivi dell’altro sesso, identici a quelli in voga presso le popolazioni Cimbre e Longobarde nel primo millennio avanti Cristo (però quanto stiamo avanti aò! Quest’anno tutti a new york a vedere la mostra di 4300 polaroid ritraenti schiene di vecchi affette da piaghe da decubito)
4. varie ed eventuali ridicolaggini che ora non mi vengono in mente,
possiamo fingere di avere 22 anni.
E di non avere una dignità. Dignità è la parola che comprende tutto. Poi andate pure a fare i freshoni al lanificio stasera, che ci vado anche io (si ci vado sul serio)
ma lasciate stare quelle nate dopo il 91, cristo di un dio.
ah. we love MC LARS.
Come si fa a non ridere, passando col treno dalla stazione di Chiavari?
È perché io sono cheap, e anche un po’ naif, e anche un po’ un’idiota, mi rendono noto certe persone di comprovata altissima caratura sociale; ma soprattutto sottolineano cheap. E quindi mi beo di queste grossolane facezie.
“Sei sei una persona cheap, niente ti può essere di aiuto” , ha detto mi pare Karl Lagerfeld. Ma io non ho chiesto l’aiuto di nessuno, ergo vai trà, disgustosa busta di piscio pederasta crucca.
“Vendetta per il colonnello Von Brixen!” ha invece immortalmente vergato a colpi di mortaio Ernst Jünger, altro crucco ma di maggior rilevanza, sui libri del quale mi sto parecchio ingarbugliando ultimamente, (ringrazio DdT per avermi introdotto al succitato scrittore) permettetemi di consigliarvi “tempeste d’acciaio” e “le api di vetro”.
Invece dovrei parlarvi del weekend appena trascorso. Giovedì sera all’Alpheus, Cripple Bastards + Napalm Death. Non mi sbrodolerò su questioni marginali quali elevato prezzo del biglietto (chi se ne frega, tanto non pagavo) concausa dell’affluenza non elevatissima, ma anche grandioso trick involontario per tenere lontana tutta la pletora di crostosi anarcopunkabbestia e fetidi affiliati.
Il pubblico era di quello che ti fa sentire a tuo agio, cioè no indie, no emo, no omo, no hypsters, atmosfera pesantemente incentrata sull’ascolto del concerto e non sull’Obbiettivo Copula, ma senza sfociare nel nerdismo saputello cazzomoscio punk-hc-diy alla bolognese; La Figa è dannosa e distoglie dal Metal e come tale va confinata in zone circoscritte della propria vita, ed è giusto cosi. Potrei pure evitare di parlare dei gruppi tanto lo sa anche mia nonna che spaccano; e i napalm mi sono piaciuti particolarmente, con il cantante pacioso e divertito che parlava ridendo tra un pezzo e l’altro.
Venerdi sera non ho fatto nulla a parte bermi duecento Brancamenta con Ottone e guardare con Lavi questa specie di reality show involontario che si svolgeva davanti al fish’n’chips, di una folla stupidamente oceanica che faceva a botte per entrare in quel buco e respirare zaffe d’ascella di ragazze che non te la danno.
Sabato c’era il concerto all’Atlantico di Colle, Gente de Borgata, Noyz Narcos e Metal Carter, posto imballato di ragazzini, grandi prestazioni di tutti bla bla, alla faccia di chi era presente solo perché attirato dai rumori provocati dai recenti accadimenti giudiziari/mediatici, il Truceklan c’era, ha spaccato, e v’ha pisciato in testa, volete dello Scottex?