i will now kiss the goat
scritto postposto
Ieri sera (settimana scorsa ndA) l’agente ha suonato la batteria nel gruppo pop punk di suo cugino al four bears pub di alessandria.
Il cantante del gruppo è tale marco rosini, è un ex boy scout quindi un individuo fondamentalmente mediocre, succube, frustrato e con un senso della comicità agghiacciantemente prossimo allo zero. Per qualche motivazione a me oscura egli pare intimorito dalla mia presenza e io non perdo occasione d’essere munifica e particolarmente fantasiosa nell’insultarlo e metterlo in imbarazzo di fronte al pubblico.
Tra l’altro constatavo come sto posto, dal mio trasferimento, si sia riempito di mignottelle teen e relativi accompagnatori sfortunatissimi; mignottelle teen che, non avevo dubbi, l’agente conosce e saluta tutte.
Peraltro l’agente ha anche fatto un incursione sul palco post show portandosi delle strumentali in un lettore mp3 e ha pure cantato in qualità di rapper.
È migliorato molto devo dire, ora deve solo rettificare due cose: a) che si muove come un ritardato b) che parla come se avesse un chilo di merda in bocca
Nel mentre c’era un tizio che tangibilmente cercava di farmi ubriacarmi onde concupirmi e m’ha offerto una serie di shottini di rum di cui scagliavo i corrispondenti bicchierini vuoti cercando di centrare il batterista del secondo gruppo, alchè s’è scatenato un parapiglia generale di gente che scagliava oggetti random sul palco, cori tipo si-rin-ghe si-rin-ghe si-rin-ghe, un africano a cui mi sono avvicinata e ho chiesto se mi vendeva del crack e s’è offeso, che in realtà era uno studente giamaicano in interscambio, and your statement is really racist o qualcosa di simile m’ha risposto, insomma il succo era non è che siccome sono negro allora devo essere per forza un pusher
Alla fine è saltata fuori l'amara verità che mi voleva portare nel suo appartamento, in via guasco ma io ho glissato inventando li per li che quella sera mi piaceva un altro, e lui ha sbottato con un “fuck black people!” che m’ha lasciato perplessa, credevo fosse una presa di posizione nei confronti dei negri ma come poteva essere, il mio interlocutore era un negro, poi ho capito che era un invito ad avere rapporti sessuali con gente di colore l’ho lasciato li a sucarsi le sue good vibrations.
A un certo punto l’agente e tommi sono spariti e ho chiesto un passaggio a un tipo random del pub che mi ha ricondotto a casa senza farmi a pezzi e sparpagliarmi nella roggia vicino al bivio san Michele, nonostante avesse i modena city ramblers nello stereo dell’autoradio e io insistessi nel volergli fargli sentire un cd di mp3 gabber
Il film Napoleon Dynamite è la versione down pacifista di Gummo.
you should pay rent for staying in my mind, e anche un cestello di sticazzi
la settimana alessandrina è finita, le nebbie si dissolvono e io mi appresto a ridiscendere valigiadicartonemunita. i fantasmi riprenderanno a inseguirmi e io a fuggire, linee nere partiranno dal mio stomaco, occhi cervello e polmoni ad inseguire fuggitivi. ma con discrezione eaffinamento sopraffino dell'arte del camouflage.
la settimana di detossicizzazione e anestesia dalla realtà è terminata.
ritorno nel luogo dove le ferite fanno male il triplo della norma, e le escoriazioni sulle ginocchia si tramutano in punte di blackedecker sulle rotule, e dove, proporzionalmente, devi essere perito nel'arte di saper dissimulare con amplissimi sorrisi e trionfanti "sticazzi" da sfoderare come stellette ninja di fronte agli astanti, e anche un po' te stesso.
l'iddio rotto nel culo.