lunedì, gennaio 29, 2007

i will now kiss the goat


scritto postpostoÈ bello alzarsi a mezzogiorno di domenica nelle nebbie alessandrine con la sensazione che ti abbiano versato una colata di cemento fresco nelle cavità cranicogastriche, scendere al primo piano della casa e scorgere sul tavolo di tommi e dell’agente una decina di incarti vuoti di aulin e svariate lattine di birra orrenda del discount. Dio cane, almeno drogatevi come la gente normale.
Ieri sera (settimana scorsa ndA) l’agente ha suonato la batteria nel gruppo pop punk di suo cugino al four bears pub di alessandria.
Il cantante del gruppo è tale marco rosini, è un ex boy scout quindi un individuo fondamentalmente mediocre, succube, frustrato e con un senso della comicità agghiacciantemente prossimo allo zero. Per qualche motivazione a me oscura egli pare intimorito dalla mia presenza e io non perdo occasione d’essere munifica e particolarmente fantasiosa nell’insultarlo e metterlo in imbarazzo di fronte al pubblico.
Tra l’altro constatavo come sto posto, dal mio trasferimento, si sia riempito di mignottelle teen e relativi accompagnatori sfortunatissimi; mignottelle teen che, non avevo dubbi, l’agente conosce e saluta tutte.
Peraltro l’agente ha anche fatto un incursione sul palco post show portandosi delle strumentali in un lettore mp3 e ha pure cantato in qualità di rapper.
È migliorato molto devo dire, ora deve solo rettificare due cose: a) che si muove come un ritardato b) che parla come se avesse un chilo di merda in bocca
Nel mentre c’era un tizio che tangibilmente cercava di farmi ubriacarmi onde concupirmi e m’ha offerto una serie di shottini di rum di cui scagliavo i corrispondenti bicchierini vuoti cercando di centrare il batterista del secondo gruppo, alchè s’è scatenato un parapiglia generale di gente che scagliava oggetti random sul palco, cori tipo si-rin-ghe si-rin-ghe si-rin-ghe, un africano a cui mi sono avvicinata e ho chiesto se mi vendeva del crack e s’è offeso, che in realtà era uno studente giamaicano in interscambio, and your statement is really racist o qualcosa di simile m’ha risposto, insomma il succo era non è che siccome sono negro allora devo essere per forza un pusher
Alla fine è saltata fuori l'amara verità che mi voleva portare nel suo appartamento, in via guasco ma io ho glissato inventando li per li che quella sera mi piaceva un altro, e lui ha sbottato con un “fuck black people!”  che m’ha lasciato perplessa,  credevo fosse una presa di posizione nei confronti dei negri ma come poteva essere, il mio interlocutore era un negro, poi ho capito che era un invito ad avere rapporti sessuali con gente di colore l’ho lasciato li a sucarsi le sue good vibrations.

 A un certo punto l’agente e tommi sono spariti e ho chiesto un passaggio a un tipo random del pub che mi ha ricondotto a casa senza farmi a pezzi e sparpagliarmi nella roggia vicino al bivio san Michele, nonostante avesse i modena city ramblers nello stereo dell’autoradio e io insistessi nel volergli fargli sentire un cd di mp3 gabber

Il film Napoleon Dynamite è la versione down pacifista di Gummo.


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lunedì, gennaio 29, 2007

it's accollo time
ai reggio emiliani sabato sera ho cacato nel panino, come si suol dire, trionfalmente coadiuvata da king Lou Chano come fonico, che la metà del merito e anche di più è sua.


intervallo meditativo

M: senti ce stanno le amiche tua che fanno a fila pe pià sto cazzo e te stai a fa tutte ste storie.... n'somma che devi fa... è?.... a voi sta robba? Che voi ... ORO O ARGENTO??? Se no che ne so famme npompino


accidere ex una scintilla incendia passim, e che due maroni
a parte questo posseggo attualmente un grosso bug. anzi due grossi bug.
il primo chiamasi "non accettazione della dimensione reale e relativo vissuto e conseguenziale presa di provvedimenti che assurgono tutt'al più allo status di toppe, e non di soluzioni, e si, hai ragione, in un anno sono invecchiata di due lustri"
il secondo denominasi "l'hai presa nel culo perchè per i motivi di cui sopra non sei riuscita a tenerti stretta qualcosa a cui tenevi assai, e adesso gli zamponi unghiuti del rodimento ti frugano le viscere e no, mandare in rewind il vissuto e rivederlo col senno di poi non è consentito, nè ti può giovare, nè ti riporterà indietro ai brevi fasti passati, nè del resto ti consente di programmarti il futuro con lucidità.
ma
potrebbe anche non essere colpa tua, del resto, e del resto potresti -del resto- trovarti di fronte allo schema situazionale denominato dello squalo inappetente e tu sei stata null'altro che l'incauto natante preso a brani random e poi rigettato, e -del resto- non è più confortevole assumere questa posizione,
autocommiserarsi
mettere a repentaglio determinati fattori regolativi delle funzioni biochimicofisiche
aspettare che il porcodio si abbatta su tutto e tutti
giacere esangue
osservare la situazione da sotto le coperte con un sorrisino tirato e verificare la coda di paglia degli astanti e in particolar modo quella dell'astante x
vergognarsene lievemente, ma anche sticazzi

e
e
e
e
e
e

alt
esimia natante,
se lo squalo L'ha rigettata, significa che La trovava di perigliosa digeribilità, e/o scarsa appetibilità
hey Signor Cane, trova di Suo gradimento la Propria coda?

vaffanculo."



voglio jago, il dotto zubongo, freddy, le mani sudaticce dell'agente e relativo alito al sapore di interno di cavità gastrica di lampreda morta, gli schlutzkrapfen della signora wurzr, l'electribe della korg, un abbraccio reale che duri delle buone decine di minuti, la facoltà di segare le gambe, per pura ritorsione solipsistica, alle persone un tempo amate, colpendole nei punti piu rilevantemente dolorosi, e di non provare senso di colpa ma gran liberazione e sfoggio di ilarità.


in verità vi dico alle ore 03:47 | Permalink
sabato, gennaio 27, 2007

Now I know that you are just a blue eyed lover that buried another for the sake of some face and some undercover.

They don't know you and just why would they want to be another beautiful bruise?

Now I'm a brown eyed super shinning star. Not quite as high as you are.

And you're just a blue eyed actor and my latest disaster and all I was after was the real you.


in verità vi dico alle ore 02:11 | Permalink
venerdì, gennaio 26, 2007

domani sabato 27 gennaio
miss violetta beauregarde + bonora (parma)
al calamita di cavriago (RE)
via guardanavona 11 zona CREMERIA

info qui


essici
in verità vi dico alle ore 18:27 | Permalink
lunedì, gennaio 22, 2007

you should pay rent for staying in my mind, e anche un cestello di sticazzi

la settimana alessandrina è finita, le nebbie si dissolvono e io mi appresto a ridiscendere valigiadicartonemunita. i fantasmi riprenderanno a inseguirmi e io a fuggire, linee nere partiranno dal mio stomaco, occhi cervello e polmoni ad inseguire fuggitivi. ma con discrezione eaffinamento sopraffino dell'arte del camouflage.

la settimana di detossicizzazione e anestesia dalla realtà è terminata.

ritorno nel luogo dove le ferite fanno male il triplo della norma, e le escoriazioni sulle ginocchia si tramutano in punte di blackedecker sulle rotule, e dove, proporzionalmente, devi essere perito nel'arte di saper dissimulare con amplissimi sorrisi e trionfanti "sticazzi" da sfoderare come stellette ninja di fronte agli astanti, e anche un po' te stesso.

l'iddio rotto nel culo.

in verità vi dico alle ore 19:20 | Permalink
venerdì, gennaio 19, 2007

voi contate le barre, io conto le bare.
Il rock’n’roll non butta più un cazzo.
Ecco perché un paio di settimane fa io e Lavinia al concerto delle motorama al lettere caffè, in mezzo a una pletora di ultratrentenni debosciati, ci siamo sedute a sorseggiare sdegnose delle tisane al finocchio. Con mignolo alzato, gamba accavallata e ghigno schifiltoso. Siamo zitelle, ci stanno tutti sui coglioni e non ce ne frega più un cazzo. Ammesso che ce ne sia mai fregato qualcosa.
Lavinia quella sera metteva pure i dischi.
Accanto alla consolle, di tanto in tanto, si palesavano degli esempi di umanità decisamente decadente. Pareva che qualcuno avesse distribuito dei flyer per trastevere due ore prima, recanti l’annuncio: se hai piu di trentanni, hai calvizie incipiente, non te la stai dando, vivi nello sbiadito ricordo dei tuoi mediocri anni ruggenti, hai gusti musicali obsoleti e ridicoli, vieni al lettere caffè e rompi i coglioni alla ragazza che mette i dischi stasera, con richieste poco attinenti al tono musicale della serata e in generale della vita.
Ci stava pure il tizio che recitava nel video vecchio degli offlaga discopak, quello occhialuto col riportino che faceva il presentatore, e che ha partecipato pure a un altro video di non mi ricordo mai chi con delle puttanazze anni 60 che ballavano dentro una piscina. S’è avvicinato e ha chiesto a lavinia “hai i buzzcocks?” e
lavinia (trattenendo faticosamente uno sguardo disgustato ma sorridendo, provocandosi una emiparesi facciale) “no”
tizio: “ah” (sorride annuendo)
lavinia “eh” (sorride annuendo)
io “non li ha, i buzzcoks” (sorrido annuendo)
in questi momenti di stasi ed empass sociale lo spaziotempo si dilata, s’assottiglia e si stira come un profilattico sotto test qualitativo. Il punto del non ritorno aka il momento in cui io pronuncerò una frase risolutiva aka una qualsiasi bestialità che frantumi il piano reale come una mandria di elefanti caduti sopra una campo cosparso di cristalli di Boemia, è assai prossimo.
Sfortunatamente il tizio del video degli offlaga se ne è andato prima che una delle mie stronzate potesse roboare nella stanza.
Siamo andate a casa, abbiamo bevuto dell’altra tisana al finocchio, abbiamo ulteriormente sparlato di chiunque, e ci siamo messe a dormire con i cetrioli sugli occhi.
V’è da dire che ormai le mie uscite romane, (esauritasi la voglia di cavalcare l’onda della disneyland sociale capitolina, che i primi tempi mi divertiva e mi intratteneva ma ora è anche giunto il momento che basta), ricalcano dei pattern consolidati: uscire con una-massimo tre, quattro persone che stimo e di cui mi fido e con cui ho buona affinità caratteriale – raggiungere situazione sociale x (facoltativo) – cagarsi il cazzo – non socializzare con essere umano alcuno- prendersi male tutti assieme – annoiarsi – ricagarsi il cazzo – andarsene sdegnati – divertirsi da soli con attività infime e plebee che ci rallegrano tantissimo.
Il giorno dopo sono andata a vedere i jersey line con emiliano e silvia.
A dire il vero, più che assistere al concerto sono stata tre quarti d’ora ad osservare le tre prime file del pubblico.
Cioè.
Con quale astuta mossa strategia di marketing e immagine, e soprattutto con quelle facce, i Jersey Line sono arrivati ad avere un target di quasi sole teenager e shampiste che s’appostano sotto il palco a fotografarli coi telefonini?
Il giorno dopo sempre con emiliano sono tornata al circolo degli artisti a vedermi il festivalone hardcore. Temevo di dovere scappare dal luogo urlando e tirandomi dei pugni in testa invece mi sono dovuta smentire, che l’ambiente mi si confaceva, pochi gagnetti del cazzo, molta gente vecchia e livorosa e nostalgica e molto sobria, gruppi validi di cui alcuni mai visti. Poi è bello andare ai concerti harcor a roma, ho scoperto, chè la gente si veste tutta di nero, sembra di stare a un funerale, mi piace sta cosa. Certo, la metà dei gruppi dei palco trasudava più testosterone di una sauna dell’YMCA, però anche sticazzi. Ho anche conosciuto chef ragoo che mi ha confessato con entusiastico candore, e con mio incommensurabile imbarazzo di fronte a una decina di astanti, che s’è segato per anni sulle mie foto di sg, Giubilo.
Poi giovedì ho suonato io al circolo, di spalla a alec empire.
Sono venuti a prendermi damir e lou chano. Damir in qualità di Nobile Parassita, Lou Chano in qualità di fonico, e similmanager.
Io non sono ancora abituata a questi gesti di riguardo che hanno il nome di “catering”, “cena al ristorante”, “fonico professionista”, tizio che allo scoccare di ogni mezz’ora ti chiede servilmente “tutto a posto? serve nulla?”. Mi imbarazzo tutto questo, mi sento sempre come se fossi una merda sfruttatrice e che nulla mi sia dovuto. E infatti è cosi, se proprio vogliamo vedere bene.
Comunque sul palco avevo 38,5 di febbre, zero voce e ogni tanto mi pareva di scorgere tra le luci del palco la Madonna di Fatima che mi porgeva delle mazzette di siringhe ipodermiche mentre le uscivano delle salamandre dalla bocca.
Quindi credo sia andata un po’ cosi, anche se mi dicono dalla regia che il concerto ci stava tutto. Boh.
 
 
 
L’agente s’è scaricato due film di alex infascelli, il siero delle vanità e h2odio
H2odio l’abbiamo tolto al 17esimo minuto e 22 secondi compresi i vezzosi titoli di testa.
In teoria mi hanno spiegato che è la storia di cinque mestruate imbevute come spugne di false stronzate sull’autoaffermazione femminile, che si rifugiano su un’isola a fare sta fantomatica dieta di sola acqua, poi alla fine, come è naturale che sia, svalvolano tutte quante e succede il porcodio.
In pratica la morale della storia è donne dell’est uguale donne di merda, come sostenuto da un collega di lavoro dell’agente.
Io mi sono fatta la personale idea che infascelli abbia tirato su una zecca universitaria a San Lorenzo e 4 zoccole slave in Barbellotta, il cui pappa le ha subaffittate al suddetto con una promessa di celebrità fittizia. Mettendola in culo alle signorine dell’est, che sto film non è manco uscito al cinema, lo davano in dvd con non mi ricordo quale giornale.
Il siero delle vanità mi è piaciuto.
In particolar modo l’ex miss italia cocainomane che stava tanto scimmiata di perno che a un certo punto pensavo, sta qui con una snasata tira giù l’intonaco dei muri.
Poi a un certo punto c’era pure una tipa che conosco, fa le fotografie in giro agli eventi romani, ha pure fotografato me all’Acab o come cazzo si scrive mentre ballavo della musica di merda durante un temibile gioione da pezza di emmedi, avevo le pupille degne della puntata natalizia di don chuck castoro, diocane che vergogna, quella sera ho grattato il fondo degli inferi di qualsiasi livello di subumanità.
Qualcuno però spieghi a chi di dovere che nel 2007 non esiste alcun fantomatico liquido verde fluo iniettabile tipo reanimator che però addormenta le persone.
 
 
in verità vi dico alle ore 19:34 | Permalink
giovedì, gennaio 18, 2007

L'arte perduta di rispondere alle sassate con i colpi di mortaio
 
La pubblicazione di questi scritti e postdatata di un giorno
 
Sono in treno verso le terre alessandrine.

orazio mi ha appena caricato sul convoglio Eurostar promettendomi che settimana prossima mi porta
a ballare al rialto S.Ambrogio MA solo se mi vesto bene e in tinta con le sue scarpe, non vado in giro a scoattare e a vendere sostanze stupefacenti agli avventori del rialto.
È bello essere amici di orazio.
 
Parlo a te, tipo seduto alla mia destra, che mi stai slumando il desktop del pc da mezzora.
Posso affermare con sufficiente sicurezza che anche tu come tutti noi hai quel cestello di cazzi tuoi che attendonti scodinzolanti. Perché non vi ti dedichi?
Come al solito, svogliatezza, crescente coefficiente di velleità zero di condividere i cazzi miei col pubblico (essendosi il pubblico incrementato proporzionalmente alla grevità dei cazzi miei) e poco tempo da dedicare all'ego boosting internettiano fanno sì che io trascuri impunita questa pagina.
 
Ah. È uscito “Che cosa avete fatto a Metal Carter”, il nuovo disco di Metal Carter, su Vibra Records, supportate Phakt Rec., Quadraro Studio, TruceKlan, e il Porco Dio.
 
Te sparo come na carogna
Provo disgusto per quei video di imbecilli che praticano quella forma patinata di alpinismo sulle facciate dei palazzi e sugli elementi architettonici.
Li guardo, patinati, sorridenti e chirurgici nei gesti, solo nella speranza di vedere una mano mancare l’appiglio, un piede scivolare, un parapetto staccarsi con un lento e lagnoso gnihihihihihihihiiiiiii. Una vecchina affacciatasi a una ringhiera che vi tira una provvidenziale bacchettata sui metacarpi. Un gatto che vi sguscia tra le gambe mentre state appesi come le cazzo di bertucce. Due secondi di silenzio, poi rumore tagliato sulle frequenze alte di ammasso di ossa muscoli e liquidi organici che impatta al suolo, urlo tagliato sulle frequenze basse di essere umano che si contempla le ossa che fan capolino dall’epidermide, di essere umano con il midollo spinale spezzato, di essere umano con il cinto pelvico in briciole.
Niente più musichette accattivanti mezze elettro mezze hip hop mezze lo stracazzo che ti s’incula, niente più abbigliamento streetgiovanilesportivodinamico, niente più soda muscolatura, niente più versioni extracomunitarie dell’hitlerjugend sorridenti che mi ricordano la mia condizione di essere umano inferiore; poiché non sono in grado di raggiungere il terrazzo della vicina per chiederle una bracca di sale grosso con cui tagliare l’md, saltando da una ringhiera all’altra come la porcodio di controfigura di chuck norris dopo che si è calata un hoffmann (con quante enne).
Io so solo che se dovessi vederne in azione o se venissi a sapere che nei dintorni del quartiere in cui vivo si pratica codesta attività, mi adoperarei per ungere di strutto, olio di semi e merda fresca tutti i corrimano, i muri, i gradini, i poggioli, le sporgenze e le bizzarrie architettoniche, svitare e debullonare tutte le ringhiere, cospargere i muretti con un mix di vomito piscio e scarti di macellazione lasciati sotto il sole tre giorni, avvertirei tutti i coatti del Quarticciolo e farei indire una giornata di Tiro allo Stronzo settimanale.
Pam.
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh.
Splatch.
DLING DLONG
sono in quel del'alessandrino.
l'agente, che notoriamente è un dritto, s'è fatto segare la connessione alice e non l'hanno ancora riconnesso.
indi mi vedo costretta a sucare internet dal cellulare di tommy, per mezzora al giorno.
indi significa che non risponderò alle vostre inutili missive del czzo a menochè non vi sia reale bisogno ed urgenza.
indi significa che operete tutti economia di cazzate e non intaserete il mio myspace con inutili commenti e richieste  spam  che io leggerò e cancellerò seduta stante per rappresaglia.
in verità vi dico alle ore 22:04 | Permalink
martedì, gennaio 09, 2007

giovedi 11 gennaio 2007

alec empire + miss violetta beauregarde
al circolo degli artisti
via casilina vecchia 42 Roma
ingresso un puttanaio di soldi

ah, mercoledi ore 15,00 intervista promo a Radio Città Futura (http://www.radiocittafutura.it), ascoltabile da internet

venerdi 12 gennaio 2007

ore 16 intervista piu messa in onda dei pezzi a Radio Città del Capo (http://www.radiocittadelcapo.it)
a seguire ore 22,00
miss violetta beauregarde + bologna violenta
Villa Serena
via della Barca 1, Bologna
ingresso libero

(è gradito l'abito scuro)




in verità vi dico alle ore 14:30 | Permalink
martedì, gennaio 09, 2007

abusum non tollit usum
damir scrive:
un giorno però la smetterai con questi carpiatismi da tuffatrice provetta

damir scrive:
solo che al posto dell'acqua la piscina è ricolma di guano

siamo piacenti ma il paziente è morto scrive:
in questo caso

siamo piacenti ma il paziente è morto scrive:
di cemento armato

siamo piacenti ma il paziente è morto scrive:
asciutto.

siamo piacenti ma il paziente è morto scrive:
con i tondini di ferro che spuntano

damir scrive:
ma una pozzangheretta di piscio io ce la metterei...

siamo piacenti ma il paziente è morto scrive:
ma si, perchè lesinare sul piscio



in verità vi dico alle ore 12:03 | Permalink
sabato, gennaio 06, 2007

è mia ferma opinione che nascosto nell'acqua si celi sempre qualcosa di minaccioso che ti vuole amputare un qualche arto

in verità vi dico alle ore 15:52 | Permalink
venerdì, gennaio 05, 2007

dling dlong
it's consuntivo time
aka punte per taggare i vetri delle vostre Audi


ricordovi che giovedi 11 gennaio 2007 suonerò al Circolo degli Artisti di Roma di spalla ad Alec Empire. costa un botto di soldi, e non perchè suono io, ovviamente.
aka, situazione in cui non sarò all'altezza dell aspettative, aka situazione di disinvoltura simulata aka fondoscala della sfortuna. il demiurgo e o chi per esso vomita merda dal cielo sorridendo, io abito sempre meno a san francisco, e ci sarà una ragione per cui non riesco ad appendere nulla di significativo e rappresentativo dei miei gusti/inclinazioni/preferenze ai muri della mia stanza come mi fa gentilmente notare qualche acuto osservatore/visitatore. il fatto è che aborro gli elenchi, e aborro il fatto che voi possiate pensare di conoscermi solo osservando le pareti del parallelepipedo di mattoni e calcestruzzo in cui (aperte virgolette) vivo (chiuse virgolette).
ora mi raccomando, scrivetemi numerosi elencandomi (ahahah) tutte le volte in cui nella mia esistenza ho compitato degli elenchi di preferenze varie. avrete sicuramente risposta. oh si.

del resto la mia esistenza qui è ridotta ai minimi termini,
e del resto perchè non stilare testè un elenco?
uno spoglio cubo di cemento armato in cui dormire,
strumenti (neri) per comunicare con l'esterno
strumenti (behringer e boss) per dare fastidio all'esterno
una bicicletta
tre felpe (nere) tre paia di pantaloni (scuri) tre magliette (scure) e svariate paia di calzine e mutande (scure) e due paia di scarpe
un berretto (nero)
e no, è inutile che voialtri ironizziate sul fatto che forse dovrei acquistare altri capi di abbigliamenti ed, hey, te la regaliamo noi una felpa nuova per natale dio mio che immondo cattivo gusto il vostro transitare e sostare sull'involucro.
varie e/o eventuali?
e a chi cazzo servono.
non mi è più utile nemmeno la nuda verità. piuttosto, mostratemi la Radiografia della nuda verità.
il Piccolo Principe è una cagata per liceali frigide come panda in letargo: poichè l'essenziale è visibilissimo agli occhi, basta solo non averli spalmati di merda orpellosa, voi la anelate e ne siete in deficit perenne? beati voi, io non ne abbisogno (più). cos'è, se mi vedete spogliata di tutto sentite freddo a vostra volta?
a proposito, sono stata due giorni a discorrere con l'ex ex coinquilino aka napo aka il Dissidente aka il Monarca Assolutista Non Costituzionale, in visita di confabulazione nella Capitale. i punti di vista pragmatici e risolutori, pur essendo spesso poco pragmatici e risolutori, sono una boccata d'aria fresca.
oggi la mia faccia non vedrà la luce del sole. e nemmeno quella della luna, e lo puntualizzo per dribblare l'escamotaggio del "hey, mica c'è il sole di notte"
è venerdi, e la gente di venerdi sera si diverte. indipercui.
e domani?
uhm, domani.
non è mica detto che esca per divertirmi, infatti.
in verità vi dico alle ore 12:25 | Permalink
giovedì, gennaio 04, 2007

entro in discoteca con un mitra e ammazzo tutti (cit)
pare che l'Iran abbia deciso di attaccare il Quarticciolo.
sic est, è il quattro di gennaio e ancora sulla palmiro toyota risuonano colpi di mortaio residuati dei bombardamenti di fine d'anno.
reduce da situazioni sociali intessute sull'impalcatura tipica del modello "pallina da flipper".
il capodanno al Kollatino con la Phakt rec. tutta a sborare sulle consolles, 450 euro guadagnati con l'ignominia, recuperare il mattino dopo gente con le occhiaie dispersa sulla casilina addormentata nei parcheggi, attacchi di nervi, bengala sparati ad altezza d'uomo, arti amputati, vomito fecale, telefonata assolutamente inaspettata aka primo colpo di Sega Sternale Della Dottoressa Weaver del 2007, ragazzini minorenni che che chiedono a me e al noyz se abbiamo della robba da vendergli, alle due antimeridiane del primo gennaio.
mia successiva dissertazione e discussione su come il messaggio veicolato dalle varie espressioni artistiche sia, in ultima analisi, passivo di plasmaggio di modelli e messaggi altamente negativi da proporsi alle giovani generazioni italiche.
aka, potenzialmente potremmo riempire di merda il cervello dei regazzini, e va benissimo cosi, se essi sono tanto coglioni da accogliere le nostre suadenti stronzate
.
ah.
non ho bisogno di espletare funzioni fisiologiche ingombranti per sentirmi parte del Tutto Sociale.
non DEVO nulla. e non siete mie amiche.
in verità vi dico alle ore 21:08 | Permalink
mercoledì, gennaio 03, 2007

tarakoo tarakooo turi ta turi tarakooooo
Paris Hitler scrive:
oh chiaramente mi fate entrare gratis al Circolo sabato
*andrea* scrive:
è gratis
Paris Hitler scrive:
ah che pacco
Paris Hitler scrive:
allora non vengo
Paris Hitler scrive:
volevo che si pagasse
Paris Hitler scrive:
e che potessi entrare gratis per menarmela
*andrea* scrive:
fai finta che sia così
Paris Hitler scrive:
che scrausi sti jersey line
in verità vi dico alle ore 18:41 | Permalink