venerdì, ottobre 27, 2006


la mia città sta oscurando (cit)



domenica sera ho vissuto in una dimensione talmente normale dal rimanerne a tratti agghiacciata. come gli internati nel lager di gusen per darvi un esempio lampante, che trascorrevano mesi e mesi lavorando forzatamente sotto terra, e una volta estratti dai cunicoli, rimanevano accecati dalla luce solare.
del come una situazione perfettamente allineata con la nitida realtà, una volta tanto, può apparire grottesca e distorta. ho scoperto l'acqua tiepida, manco calda. domenica sera sono uscita a fare un giro con d., a cui piace vandalizzare in modo puntigliosamente artistico svariate superfici murarie romane e appiccica cose adesive in giro. siamo andati a taggare in giro ma io ero disallenata da anni di latitanza dall'esercizio della pratica e menomata al dito indice destro, come una stronza proprio, e le mie produzioni han fatto sensibilmente cacare,e me ne sono dispiaciuta. in compenso abbiamo trascorso svariate ore peregrinando per angoli romani di cui non sospettavo l'esistenza e di cui d. mi faceva puntigliosa cronistoria. amo le descrizioni puntigliose e accurate che mi permettono di rivivere momenti storici nel luogo di osservazione. nessuno in due mesi si è mai offerto di fare ciò.
del resto non è colpa mia se giro con gente che crede che la Piramide Cestia l'abbia importata dall'egitto Mussolini, smontandola pezzo per pezzo e imbarcandola su un'apposita nave. abbiamo altresì discorso di gruppi arcor degli anni 90. ecco, mi mancava qualcuno con cui sfornare pippe nostalgiche sulla scena musicale diy degli anni 90, e discutere sull'inenarrabile bruttezza del packaging del demo dei bluid, e, l'implacabile domanda "ma te c'eri alla two days of struggle del 96". "come no, e abbiamo pure suonato a quella del 97!" "porco dio." non ci si scappa. mentre deambulavamo mi sentivo leggera leggera, scevra da quella sensazione di opprimente inadeguatezza che scandisce le mie giornate e incombe sul mio vissuto. come quando deambulo con l'agente, o con damir, o con lo ste, o il dottor brullonulla. quella gradevolissima sensazione traducibile con "che ti conosca o meno, non ho bisogno di dimostrati/celarti un cazzo, non ho bisogno di difendermi, non mi sento attaccata, e non mi sento nemmeno all'altezza, perchè non vi nè altezza nè livello, ma solo discorsi e risate e silenzi rispettabili".
insomma domenica notte ho preso sonno facilmente e con gaudio.
insomma, un acquisizione nel novero delle conoscenze romane che in qualche modo lasciano il segno da subito.

mentre scrivo penso che mi mancano un sacco le strade nere di torino, deambulare come morti viventi funzionanti a batterie, lanciare stellette ninja contro i portoni sotto i portici di via po, vedere l'alba ai murazzi con relativo spettacolo di subumani che a roma non vedrò mai, le sere d'inverno nebbiose coi geloni alle mani e i metodi empirici per farsi passare il freddo, e pensare che col cazzo che in italia c'è un posto cosi. pro e contro.
perchè qua a roma mi sa tutto di posticcio e farlocco e inutilmente ostentato, mentre a torino è tutto cosi pesantemente scuro e genuinamente doloroso?

(continua)
in verità vi dico alle ore 09:03 | Permalink
venerdì, ottobre 27, 2006

voi oggetti sessuali non avete il minimo senso dello humour

nel merdoso periodo estivo giustificavomi asserendo: è il merdoso periodo estivo.
ora pare che sia il merdoso periodo autunnale, ergo l'autogiustificazione si presenta da sola, a bordo di uno zampettante vassoio d'argento.
forse c'ha ragione ghemon, che lui è conscious e ne sa a scaffali più di me, che dovrei dedicare il mio tempo al volontariato, a servire i vecchietti nei ricoveri o scodellare della zuppa calda nei rifugi dei negri e dei drogati abbandonati, o spalare la merda dei cani nei canili. magari la finirei di cesellare finemente il monumento equestre che ho dedicato a me stessa, son 29 anni che seguito a cesellarlo, oramai la figura appare vieppiù esile e filiforme (pfff, che paradosso stridente con la realtà), ancora un altro po' di cesellamento e resterà soltanto il cavallo in impennata, e della mia figura, un insignificante cazzillo informe a dondolare sulla sella.
cambio. mi deformo. esternamente si, ma anche internamente. il processo pare inarrestabile e più mi cimento nell'arginarlo più mi pare di arginare un'ipotetica piena del tevere con muretti di sabbia eretti a mezzo paletta e secchiello di plastica. sono cambiata, negativamente e radicalmente, e attribuisco al prossimo i miei cambiamenti, all'inverso.
caro prossimo voglio svelarti un segreto: il mio è un trick di sopravvivenza, dal cattivo funzionamento peraltro. so benissimo che non siete voi gli stronzi, ma io. non riconosco più nemmeno il mio stile scrittorio.
questa
non
sono
io.

mercoledi sera ho suonato a milano. poi sono stata portata a presenziare ad una Situazione Sociale Similaltolocata, assieme a un manipolo di Figure Sociali Vincenti, o presunte tali, o comunque molto ben inseribili in qualsivoglia tipo di contesto. come eraVATE TUTTI molto ben inseribili, nonostante l'alternatività delle vostre vesti. l'unica che non c'entrava una beneamata bega di un cazzo ero io. perchè simulare disadattamento quando poi vi sgamo a muovervi scioltamente in ogni ambiente? VOI non vi sentite una macchia di merda che striscia lungo i soffitti. VOI non dovete tenervi il cappotto dell'autoinumazione anche con 40 gradi. VOI non siete obbligati da nessuna voce incistata visi nell'encefalo a ingobbirvi rannicchiarvi tentare di occupare il minor volume spaziale possibile. VOI portate vestiti stretti che esaltano la vostra figura. nessuna sorpresa se poi alle sei del mattino fuggo su un treno che mi riporta in quest'altro girone dantesco.
l'indomani mattina mi arrivano dei messaggi predicatoriali in cui mi si dice di ripigliarmi che non sono piu io, e che l'assunzione di sostanze sintetiche mi sta rovinando.
grazie al cazzo che non sono piu io, non mi ci volevano i vostri test di rorschach fatti con le macchie di merda per intuirlo.
per tutta risposta giovedi sera ho accettato un passaggio da uno sconosciuto, e relative sostanze sintetiche, in zona prenestina.
venerdi sera sono stata al kollatino, Andrea Lo Zio organizzava una serata drum and bass. chi se l'è mai inculata la drum and bass.
il kollatino è un luogo molto angusto e sta dietro casa mia, quindi perchè non andarci. sapevo che per lo meno avrei incontrato un paio di persone degne. dicevo il kollatino è un luogo molto angusto e quando l'evento è degno di menzione si imballa di umanità come un supplì di vermi da pesca pressati, aka i muri prendono a sudare e agli avventori tocca respirare a turno. ho passato tutta la serata seduta all'ingresso a osservare a turno Lo Zio che riscuoteva ebraicamente la pecunia, e il Pasquarelli in parte a me che fissava mutamente il vuoto. interim, gente random interloquiva con me
in modo circostanziale. io credo che certuni qui non abbiano ancora capito con chi hanno a che fare. e lo dico senza accezioni positive nei confronti di me stessa. ho capito che in serate come questa più non mi levo dal mio scranno posto in un punto x del luogo sociale, piu mi trovo a mio agio, essendo la posizione seduta di massimo comfort e minimo ingombro spaziale. a una certa ora la fra e il noyz mi hanno caritatevolmente depositato sotto casa mia.
sabato sera c'era il phag off al forte, che è pure esso dietro casa mia, anzi davanti. c'era pure il mio padre adottivo matteo swaitz e rossella e la banana, quindi gran macello. ma ero a disagio, anche in una situazione sociale che avrebbe dovuto essermi piu consona, sicchè mi sono tirata giù mezzo grammo di mdma tutto assieme e ho pazientemente atteso l'arrivo di quella piacevole sensazione di combustione degli organi interni e sfacciata onnipotenza nonchè le prime avvisaglie di sindrome del Koala o dello Zainetto, aka stimolo incontrollato ad avere contatto fisico affettuoso con chiunque. a questo c'è da aggiungere che quando assumo l'mdma finisco qualsiasi tipo di frase, in qualsivoglia contesto e situazione, con il lemma "sbora", risultando, nel lungo periodo ma pure nel breve, di una grevitudine et ridondanza ingestibile.
La sindrome del koala sabato sera ha assunto delle proporzioni preoccupanti, tant'è che a un certo punto mi sono recata dallo Zio apostrofandolo "abbracciami e non farmi deambulare in giro per il forte sennò stasera finisce in un bukkake e francamente non me la sento" Lo Zio ha risposto laconico "hai gli occhi come i pupazzi della trudi", e si è messo giovialmente a ridere. ma fortunatamente la mia vis copulandi è ormai da eoni costantemente tenuta in scacco da un autostima iperbolicamente tendente al meno infinito, aka se uno non arriva, si presenta, mi parla e mi fa chiaramente intendere che ce n'è, io non muovo un mignolo, mi limito a osservare in lontananza la fauna a cromosomi xy e, in ogni caso, tenendoli tutti lontani con grevi battute di cattivo gusto. il fatto che nessuno ci stia provando con me in questo periodo comprova un unico fatto: faccio schifo al cazzo, et lux perpetua luceat eis.
alla fine si è ballato fino a orario mattutino, e poi ci siamo recati nella casetta antestante il forte, dove abitano lori e veronica, due grosse acquisizioni nel campo delle persone romane degne. è stato piacevole il mattino e il pomeriggio con esse e con il resto degli amici presenti, come sempre sono piacevoli le giornate passate ammassati sui divani promiscuamente abbracciati come quei simpatici cani shar pei delle cartoline di auguri, a teorizzare minchiate, fingere di starci dentro e dissimulare dei clamorosi ribaltamenti delle pupille e tremolii del collo.

(continua)
in verità vi dico alle ore 07:19 | Permalink
giovedì, ottobre 26, 2006

vabbè, sai che ti dico
muori


(notare come il grado di sfasciume e deriva mentale sia qui amplissimamente denotato dalla tendenza del tutto adolescenzial-checcaisterica di utilizzare lo spazio internettiano di pubblica visione all'uopo di mandare affanculo et versare copiosi improperi ad un oscuro interlocutore, ignaro e randomizzato)

ah, e i tuoi rullanti mi fanno desquamare l'epidermide da tanto che fan cacare


in attesa del monumentale aggiornamento settimanale, ladies and gents, il porcodio sotto le sembianze di pms.

e parli come un mongoloide

dio mio, che miserrimi livelli semanticoattitudinali sto raggiungendo. ora capite perchè io me ne devo andare da qui

buona notte, o voi che siete capaci di dormire
l'indomani non sta di certo per giungere stanotte.

in verità vi dico alle ore 00:25 | Permalink
martedì, ottobre 24, 2006

strappa gli occhi ai sordomuti
non ho un cazzo da dire, a parte che seguito a non riuscire a tenere la testa alta, se non grevemente ed esogenamente e chimicamente coadiuvata , in questo posto/periodo di merda, e che è solo a causa di una faraonesca spinta d'orgoglio che non mollo tutto e mi deatomizzo in direzione della mia abitazione originaria.

voi non lo capite ( e, del resto, chi ve lo fa fare?) ed io d'altro canto non ho pazienza di esplicare, nè il dono di farlo in modo intellegibile.
il Cappotto Dell'Autoinumazione è frusto e logoro. non è più a sufficienza. sarebbe d'uopo infilarsi in un apposito scafandro, ora come ora, e parimenti mi sentirei nuda come un verme e circondata da barracuda.
in verità vi dico alle ore 11:19 | Permalink
martedì, ottobre 17, 2006

comunicazione interna
a stronzo, vah che non ho bisogno di alcun nume tutelare per compiere/pronunciare cazzate divertenti in pubblico. non è che prima di scendere a roma ricamavo a tombolo.
non è che il mio amico "ha creato un mostro". non è che "sono eccessiva" non è che siccome possiedo un ego ingombrante, allora non ne sono fautrice, poichè la tua retrograda fallocrate linea di pensiero può attribuire codesta grandezza solo all'opera di plasmaggio di un altro "geniale " essere a cromsomi xy sulla mia persona. rassicurante eh? che mai non sia!

e tu saresti un punk?
io vedo un misero infimo intimoribile frocio del cazzo.
porta rispetto, coglione, che hai la metà delle gonadi maschili che possiedo io da femmina.



in verità vi dico alle ore 09:36 | Permalink
martedì, ottobre 17, 2006

Noli tu quaedam referenti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntu

amo chattare di inezie con l'agente a notte fonda

A come Aulin scrive:
sai che dopo aver recitato in questo film io andrò alla Solvay Solexis (luogo lavorativo dell'agente ndr) e mi faranno un trono di platino in mezzo al piazzale?
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
bella forza, tu dovrai solo recitare la parte dell'infame
A come Aulin scrive:
esatto
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
io invece mi sacrificherò
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
sull'altare del narcotraffico e della cassa distorta per voi stronzi, e mi beccherò delle pisellate in testa



mi emoziona essere la prima donna a recitare in un film porno senza doversi levare le mutande
noblesse oblige

in verità vi dico alle ore 03:46 | Permalink
lunedì, ottobre 16, 2006

damir scrive:
ma devi fare anche interviste mercoledì?
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
no
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
e se qualcuno volesse
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
dico che il mio agente damir ivic farà le mie veci
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
prendo te e stefano gilardno
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
e rispondete voi
tanto le sapete le risposte
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
basta che dite le solite quattro stronzate
ci inframmezzate due volte sborra e quattro porchidii ed è fatta
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
se diventate bravi tra qualche intervista vi pago pure
damir scrive:
dai, anche noi diamo prestigio a te, siamo due firme prestigiose
damir scrive:
porcodio, aggiungerei
Dittatura Armata Pedofila Rivoluzionaria scrive:
diocane si



a proposito, mi stavo scordando, freudianamente credo, di pubblicizzare il seguente evento:

mercoledi 18 alla casa 139 milano, via ripamonti 139
MISS VIOLETTA BEAUREGARDE DISQUISISCE PUBBLICAMENTE SULLA "FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO" di GEORG FRIEDERICH WILHELM HEGEL
a seguire, concerto presentazione nordista(o live showcase se vogliamo fare le fighe di legno) del disco "odi profanum vulgus et arceo" fuori ora per Temporary Residence Ltd


ingresso gratuito
arrivate numerosi, e soprattutto, arrivate presto, cosi finiamo prima e mi vado a fare i cazzi miei, yo.

il banchetto tiene pure i dischi nuovi ed il vinile, ergo arrivate coi soldi.
in verità vi dico alle ore 18:53 | Permalink
sabato, ottobre 14, 2006

dejavu
- interlocutore falsamente disinteressato: "mi dai l'idea di una persona interessante e dotata di acutezza e intelligenza"
- io: "ehy rilassati, bastava dire: muoio dalla voglia di mettere le mani su quelle tette"

in verità vi dico alle ore 18:10 | Permalink
sabato, ottobre 14, 2006

questi gruppi finto estrosi con le tastierine di plastica hanno rotto il cazzo.
vi svelo un segreto: usavo la tastierina di plastica perchè era l'unica cosa che facesse ciadello e che potessi permettermi con 15 euro. una volta arrivata la grana, ho abbandonato l'inutile  ed ingombrante orpello con sollievo, soppiantandolo con un più acconcio sp303 della Boss.
vi svelo un altro segreto: usare le tastierine non è figo, nè particolarmente gag. fa ridere solo voi e i vostri amichetti con l'orchite che son venuti a vedervi suonare per carità divina.
e vi svelo un terzo segreto: ormai l'aere ne è totalmente ammorbato, non costituisce nemmeno più una curiosa  attrattiva gioiosa e ridanciana. siete solo (inserire nr. componenti del gruppo) stronzi con una o più merde di tastierine di plastica.

nel frattempo mi chiedo quando moriremo, plurale majestatis, e se sia indicativo di un qualche malessere psicofisico il fatto che senza causa apparente mi alzi di frequente alle cinque del mattino, di soprassalto, con ritmo tachicardico da farmi esplodere testa cassa toracica e polmoni, un corvo che mi uncina la fronte e un predellino di marmo pigiato sullo sterno, e che solo alle sette realizzi di aver quasi finito di compiere a piedi il tragitto palmiro togliatti/san lorenzo andata e ritorno, ascoltando in loop crying in my beer degli screeching weasel

Surf gabber i’m in love with you

È da una settimana che questo aggiornamento preme per essere espulso (participio passato di espellere, a quest’ora del sabato mattina al rientro dal tour deambulatorio suddetto, è assai periglioso poi tornare al desco e dilettarsi nella Nobile Arte del Coniare Participi Passati Corretti).

sabato sera dopo il mio concerto il crew della disperazione si è spostato in direzione gazometro, che c'era un grosso rave.
ho scorto il tuo Sorriso Sociale nel capannone del rave, e mi risuona il monito di marco paolini: india hotel 870. la speranza che tu muoia è il phantom che incenerisce il tuo falso dc9 di socialità.
È comodo essere felici mentre stiamo tutti fatti di qualsiasi cosa abbiamo trovato in giro e rimbalziamo le spine dorsali sulla cassa rotterdàm.

mi chiedo, perchè solo io mi devo prendere la briga/responsabilità/fardello di porvi, nel mezzo del divertimento, le seguenti scomode domande

"cosa ci succede quando ci scende tutto di colpo?" 

"avete presente che se qui in mezzo uno di noi, per assurda ipotesi, avesse casualmente contratto il virus dell'hiv, è altamente probabile che il 95% di noi ne sia contagiato, in un modo o nell'altro?"

"avete presente che la struttura del tetto sovrastante potrebbe cedere da un momento all'altro e noi ci ritroveremmo tutti e 3000 circa partecipanti alla festa ridotti a una poltiglia di carne, laterizi e
sacchetti di droga" (sticazzi, mi risponde swaitz. io risorgo dalle macerie e ci sbòro sopra)

"alle medie ci dicevano che fa male prendere tutte ste pastiglie"

il rave si è protratto nell'arco di 24 ore in vari luoghi.
ci sono vari livelli di raggiungimento del limite.
io tendo semplicemente a volerlo oltrepassare, per mia vocazione di schiavitù alla compulsione. o meglio, a ignorarlo del tutto. tanto in un modo o nell'altro ci si arresta per conto proprio.ad esempio quando realizzi di stare accucciata in un angolo remoto del piazzale del Pirateria in preda a sbalzi termici interni di delta t superiore a 35° C ogni 5 minuti circa, col labbro superiore tremulo alla maniera dei leprotti che annusano le carote.

ho fatto fatica a starmi vicina in questi frangenti. credo di essere risultata assai pedante, ridondante e di cattivo gusto.
sicuramente ho suscitato del disgusto e del disappunto nella tua persona. vi è che dopo un primo attimo di scoramento ora non mi sto mangiando i coglioni. che io in fondo sono realmente cosi, e la situazione ha solo sbucciato un layer di filtraggio del mio ingombro, e se non reggi la situazione et l'ingombro stesso, non vali un cazzo, e non mi terrai testa, e quindi sei un inetto, a mio modestissimo parere.
sticazzi.
e quindi ora, constatato che non ne uscirò viva, e che nemmeno otterrò l'agognato quid, è tempo del porcodio.

corollario della serata futurist-decadentista: all'uopo di giustificare elegantemente ogni nostra incoerenza, che inevitabilmente creerebbe conflitto di sistema coi nostri proclami aka gente che caga la minchia con mere questioni attitudinali, ci dichiariamo dadaisti, cosi possiamo fare tutto il cazzo che vogliamo, cosicchè la nostra coscienza ne esca virginalmente monda. che poi, anche se non ne uscisse monda, sticazzi lo stesso.

in verità vi dico alle ore 17:48 | Permalink
mercoledì, ottobre 11, 2006

spaccacuori? spaccacazzi

Miss Collins: Carrie? Carrie. Carrie, what's the matter? What happened?
Carrie White: Nothing.
Miss Collins: Was it one of the girls? Did one of the girls do something to you?
Carrie White: No.
Miss Collins: What is it, then? You can trust me, you know that? Would you tell me?
Carrie White: I got invited to the prom.
Miss Collins: That's great! That's fantastic! So what are you down here moping around for?
Carrie White: Tommy Ross asked me.
Miss Collins: That's even better. He's really cute, huh?
Carrie White: I know who he goes around with.  he's just trying to trick me again. I know.

Solo il disgusto, solo la sfiducia e solo il disagio. non è successo nulla di ecltante, ma istintivamente, per una sorta di autoconservazione da cacasotto sono sempre e comunque portata a pensare il peggio di tutti. il che fagocita la voglia di interloquire, e organizzare costrutti sintattici decenti e accurati da donare al prossimo, ti grava sui legamenti della mascella finchè non te li cementa. Perché percepisco la realtà che mi sta circoscrivendo è un idraulico con le mani sporche di merda vestito da venditore di enciclopedie sorridente, che mi si introduce in casa a tradimento e mi costringe a ingoiare una tolla di bostik e masticarla finchè non mi si solidifica in bocca, mi mette mani e piedi dentro secchi di cemento e attende che il tutto s’asciughi, poi, invece di gettarmi nel tevere con un calcio nel culo, mi abbandona sotto il  sole al centro della strada. A essere bersaglio di cacate di cane, a venir smembrata dalle macchine di passaggio, allo stupro di mille occhi e mille orecchie e mille bocche. Ho ancora la forza di sorridere, anche con tre pali di ferro trapassanti lo stomaco, non temete. rimango sempre e comunque più merda di voi. l'ho colto netto nei tuoi occhi sabato sera, l'abbraccio viscidamente lieve e gentile, e l'occhio seduttivo che tentava invano lo sfondamento psichico, una breccia di porta pia nel mio encefalo, un calcio nello stomaco per farmi vomitare slanci di cui in seguito mi sarei pentita. ma ormai sono cintura nera nella Nobile Arte del Camouflage, e me la suchi, sorridente mignotta maschile dei miei coglioni.

alla fine l'unica differenza tra alessandria e roma, è che a roma c'è più droga, e che qui ci abita il mio padre illegittimo 


e dovete solo onorarlo, inutili sodomiti.

in verità vi dico alle ore 02:20 | Permalink
martedì, ottobre 10, 2006

non sono morta, è solo che ho un grosso acquario pieno di piranha al posto dell'encefalo, un sorriso da ebete in faccia e una grossa effige sulla fronte recante la scritta PORCODIO in comic sans.
pazientate, che il polposo aggiornamento sta per arrivare.
interim, le mie testate sugli spigoli non hanno soluzione di continuità.


in verità vi dico alle ore 14:02 | Permalink
martedì, ottobre 03, 2006

הןהש עךן קנרקן גןםבשמק


ci sarà pure un modo per tornare in mezzo agli esseri umani e non morirne
non sto piu tagliandomi i capelli. questo significa che a breve potrò praticare un headbanging serio e motivato, in ogni situazione acconcia.
bando a queste stronzate orpellose, se un giorno dovessi mai incontrare dal vivo le componenti delle CSS, credo considererei epidermicamente  l'ipotesi di rifargli ex novo il maxillo facciale a colpi di crick.
per il resto, sono esultante e al contempo agghiacciata dal fatto che mezza italia mi comunica via email sms e messaggi myspace che sabato sera sarà al traffic. agghiacciata poichè se questa condizione si avverasse, allo stato attuale della mia ancora non corroborata situazione psicofisica credo mi ci vorrà una bombola di Rivotril allo stato gassoso da inalare con apposita maschera per farmi uscire dalle righe delle piastrelle del cesso del traffic. 
se questa dovesse essere una banfata di gente che promette di alzare il culo e poi rimane inchiodata a casa, pax vobis, per lo meno riuscirò a deambulare per il Traffic senza cercare di mimetizzarmi col pavimento.
ho scelto proprio un bel lasso temporaneo del cazzo per farmi riassalire dai rigurgiti di inadeguatezza et antisocialità.




in verità vi dico alle ore 13:53 | Permalink
martedì, ottobre 03, 2006

L'Angolo del Porcodio
ma come cazzo si fa a chiamare un gruppo "the Pipettes"
in verità vi dico alle ore 00:09 | Permalink
lunedì, ottobre 02, 2006

"Io so dopo cosa mi succede, non mi guarderanno piu i ragazzi. E poi quando finalmente incontrerò quello che mi vuole e vedrà le mie tette non uscirà piu con me non mi vorrà piu. I ragazzi sono fatti cosi" (cit)
da tre giorni a questa parte ogni mattina mi sveglio con accanto la mia pelle, tipo muta del serpente.
penso spesso a quella volta che mi sentii come dentro un cubo di rubik con all'esterno un mona che non riusciva a trovare la soluzione.
per il resto, un grosso merdoso ammontare di filmini adolescenziali che mi fanno ululare nel verde.
oh oh oh.
inconsistenza. meglio non seguitare a scrivere.



in verità vi dico alle ore 18:02 | Permalink