sabato, settembre 30, 2006

schlutzkrapfen chainsaw massacre
poi un giorno il signor tim mi spiegherà perchè esattamente qui cioè qui ho 5 tacche di ricezione e  qui dove segnato da freccia verde, nemmeno mezza.

in verità vi dico alle ore 22:52 | Permalink
mercoledì, settembre 27, 2006

chiamatemi dawson, giro col crick
dling dlong

miss violetta comincia  a incrinarvi l'assetto scrotale dal 7 ottobre, in una magnificente data romana con altri due magnificenti gruppi.






in verità vi dico alle ore 18:18 | Permalink
lunedì, settembre 25, 2006

le mie parole non mi servono a un cazzo.


in verità vi dico alle ore 16:53 | Permalink
lunedì, settembre 25, 2006


per tutti coloro che si pongono delle domande sul mio status psicofisico attuale



Mr.White scrive:
programmi per la giornata?....

miss violetta scrive:
sopravvivere



Gutta cavat lapidem, dio porco


in verità vi dico alle ore 14:17 | Permalink
domenica, settembre 24, 2006

Balbum melius bulbi verba cognoscere, e sti gran cazzi no?
caro ________,
non so per quale arcano motivo. ma credo che Lei rientri a pieni canoni nell'olimpo dei viventi che mi duole di aver trattato come una merda. è successo poco meno di tre settimane fa. probabilmente non Si è manco accorto del fatto che L'abbia trattato come una merda, e ancora piu probabilmente non gliene ne fotterà una fava di nulla. ma, a causa di certe marcate linee stilistiche che ho scorto preponderare nel Suo modus vivendi (et operandi nei miei confronti), credo di doverLe tributare, instintivamente, senza conoscenza di fondo, cosi, de default, della Stima. A maggior ragione dopo che un individuo di mia conoscenza, individuo dal ridicolo spessore morale peraltro, s'è scomodato a decretare che Lei è uno sfigato. aka, se il suddetto individuo ha sentenziato a proposito del Suo status presunto di sfigato, significa che per la mia persona Lei è essere umano degnissimo di nota e rispetto. peccato io non abbia un Suo contatto per palesarLe live queste mie esternazioni, e peccato che Lei non legga (per mia grande fortuna?) questa pagina. peccato che io sia anche potenzialmente in grado di procurarmelo, il Suo contatto, in minuti 0,5 semplicemente alzando la cornetta e chiamando una pletora di conoscenze comuni; ma mere questioni d'orgoglio miste a "qua nessuno si fa i cazzi propri" costituiscono gravissimo impedimento. ogni tanto ho pure provato a materializzarmi furtivamente nei pressi del locale dove L'ho conosciuta, ma senza successo alcuno. Non ho particolare fretta, indi aspetterò che Lei sbuchi inaspettato da una qualche angolatura random dell'Urbe, una sera imprecisata, e (faticosamente) Le porgerò le mie scuse. in maniera incespicante e criptica, chè non sono davvero abituata ad esercitare codesta pratica. poi mi teletrasporterò modello kurt wagner (il che rimanda al fumetto di cui disquisemmo fino ad un orario osceno, e che mi fece pensare, "ehy quest'uomo ci sta dentrissimo, sta sacrificando l'inclinazione coitale per parlare con me degli x men")(o in seconda analisi la chiave di lettura avrebbe potuto essere "gli faccio talmente schifo al cazzo che preferisce parlare degli x men invece di trombare") in qualche luogo celato agli occhi dell'umanità tutta, a farmi un endovena di 500 cc di orgoglio e di faccia di tolla.

ha.



in verità vi dico alle ore 21:58 | Permalink
sabato, settembre 23, 2006

fenomenologia della rompicoglioni insoddisfatta
mi manca il rumore del treno sulla massicciata, rubare i pomodori dall'orto del padrone di casa, l'agente che scende in mutande dalle scale al mattino, mimetizzando invano una imbarazzante erezione post dormita, mi manca fottere generi alimentari al club del risparmio, che qui i commercianti sono tutti troppo sgamati. mi manca requiescere con la bava alla bocca e gli occhi ribaltati sul Divano dello Sfondamento tornando col treno delle sette da torino, mi manca essere assalita da uno sciame di api, mi manca la frustrazione da mancanza di socialità (aka questa è la quadratura del cerchio, il provare disagio per il deficit di una sensazione in cui si provava deficit per una situazione di cui ora si dispone aka matrioska di situazioni deficitarie). mi mancano le nutrie nel cortile nebbioso, mi mancano le partite a punkgolf nei campi arati delle campagne dell'alessandrino a gennaio. mi manca la mia dimensione fieramente montana. mi sta silentemente sul cazzo che sti stronzi mi debbano prendere bonariamente per il culo perchè vengo dalle montagne, e li vi tornerò per creparci, sicuro come l'oro. mi sta sul cazzo che i romani non siano consci del loro patrimonio archeologico e non ne siano piu affascinati. l'assuefazione dovuta al "ci passo n parte tutti i giorni" non è una scusante. cioè, avete una mega girella di marmo grossa come il porcodio che vi sbuca dal nulla nel centro di roma, magnificentemente eretta duemila anni fa da diecimila negri frustati a sangue, e non la cagate di striscio. l'altra mattin all'alba la osservavo e non pensavo che si potesse provare una tale emozione urinando di fronte al Colosseo. stavo pisciando davanti a un gigantesco strudel di marmo messo all'impiedi costruito 2000 fottuti anni fa, e mi veniva da piangere sentendomi cosi violentemente soverchiata da sta forza storica, e mi indignavo (sempre pisciando) al pensiero di tutti questi romani ormai algidamente indifferenti.
pearls to the pigs, come al solito

in verità vi dico alle ore 05:12 | Permalink
sabato, settembre 23, 2006

too scared to sleep because of the creep
alle due di venerdi notte aka sabato mattina solo gli stronzi stanno online. tre, per la precisione, e di una qual certa caratura. invece di fare gag di pessimo gusto e di imballarmi di schifezze dietro a largo argentina, o come tu starai facendo al Lab o qualche altro stronzo locale in quel di torino fingendo di apprezzare questa socialità autocoercizzante della minchia, io sto qui a disquisire di vacue merdate, chè momentaneamente La Cosa, riavutasi dalle legnate che le ho dato qualche giorno fa, è tornata prorompente, sorridente come un urlo di Munch carneo, e m'ha fatto trovare tutte le porte e le finestre simpaticamente sprangate, il ventre gonfio e sanguinante, vestiti comodamente larghi dentro i quali accoccolarmi, e si è leggiadramente appropriata delle chiavi di casa che ora giacciono nella tasca sinistra del suo frusto grembiule da vecchia.
La Cosa non s'è espressa con gran prestidigitazione retorica stavolta. M'ha stupito per quanto sia stata franca e meramente diretta.
io: "tu sei una troia. tu mi vuoi rovinare la vita. e io non so come impedirtelo"
lei: "ti dimentichi sempre che io appaio solo se evocata. e tu sola hai il potere di farlo. tu qui disponi di tutto quello di cui abbisogni. hai una situazione sociale invidiabile, un tetto, guadagni denaro a sufficienza. la verità è che ti cachi in mano. indi ti rendi fisicamente orribile onde preservarti da una socialità della quale non ti senti all'altezza, laonde TU mi evochi perchè io venga a custodirti in casa e costituisca, altresì, valida scusa alla tua reclusione. conosci i miei metodi, sei al corrente delle dinamiche, ma perseveri. poi ciancichi "La Cosa non mi lascia uscire di casa, La Cosa è cattiva, La Cosa è cstantemente volta a progettare situazioni e atteggiamenti che reprimono la mia spinta all'uscire dal loop merdoso dal quale mi sono lasciata fagocitare ". con un sospiro di sollievo mi vedi giungere, poi mi prendi a sprangate, fuggi, perseveri nel pattern di autodistruzione della tua immagine sociale, io mi rialzo e faccio quello per cui sono preposta, per cui tu mi hai evocato, realizzi, arrivi schiumando, osservi il mio operato e ancora hai il coraggio di insultarmi."

capo chino.


Mr.White scrive:
valà mi ascolto il tuo disco

Mr.White scrive:
ho bisogno di qualcosa che copra il rumore dei pensieri

tafferugli sulla palmiro tojota scrive:
ahahahahahahahah

tafferugli sulla palmiro tojota scrive:
beh sicuramente il mio disco, il rumore

tafferugli sulla palmiro tojota scrive:
lo copre con maestria diocane.

Mr.White scrive:
sei così fottutamente deviante

tafferugli sulla palmiro tojota scrive:
noblesse oblige

molto astutamente amo circondarmi di ego boosters umani.


in verità vi dico alle ore 02:19 | Permalink
sabato, settembre 23, 2006

voglio scendere - no non puoi
è troppo veloce -  non mi sono neanche mosso
è buio la fuori - basta solo respirare

io ce la metto tutta per avvicinarmi all'essere un fottuto automa.
ma or ora non ce la faccio,  e qui la/le situazione/i lo stanno richiedendo in modo diperatamente insistente.
porco. dio.




in verità vi dico alle ore 00:17 | Permalink
giovedì, settembre 21, 2006

una collezione di frammenti senza vincoli logici apparenti quattro lati due luci quattro ombre

Alle due virgola quaranta antimeridiane le articolazioni inferiori mi si liquefano sulle scale della abitazione romana, lasciano pozzanghere nere come è nero il punto di collisione stomaco/nocche delle mani, come è nero il punto di collisione guancia/palmo, come è nera quella costola che sembra traforarmi il polmone. Mi causa pianto quando rido e risate nel deliquio piagnucolesco. Lunedì notte. E’ tutto ammantato di un bel nero ossidiana come le famose Colonne Nere Che Attraversano Lo Spazio teorizzate dall’ex coinquilino Napo. Laonde, mi sento cosi internamente densa rispetto alla maggior parte degli autoctoni. Tanto che onde dimostrarlo materialmente, una di queste sere mi scaglierò fisicamente a caso contro la gente con cui esco, e ne sono convinta, mi trapasseranno da parte  a parte, e io sentirò un lieve disagio compenetrativo ma nulla più. Del resto QUI, ogni fottuto giorno di merda, nell’atto di scagliarmi mentalmente contro alcuni di essi, mi ritrovo a combattere solo contro una fiacca resistenza testosteronica, persino nelle donne. Ma il testosterone è propedeutico al farsi alzare la minchia e rendere trofica la barba e i peli del, quindi (intro di risate amare e beffarde ) sai quanto cazzo è difficoltoso averci a che fare (outro di risate amare e beffarde).

Istintivamente non credo, nella maniera più assoluta, che l’Urbe sia ambiente preposto alla crescita di sentimenti di una certa valenza. Ho trovato alcune (poche e selezionate) persone delle quali mi cimenterò a coltivarne l’amicizia. ma se vogliamo parlare di “sentimenti”, lascerò il cuore a requiescere nel congelatore, per ere geologiche svariate. Sono arrivata, voi non credete in me di default, come io di default non credo in voi, nel modo più categorico e assoluto. con  arroganza penso di non avere nulla da darvi, nulla da ricevere, e nulla da mettere in palio. Ciò che è accaduto lunedi notte ne è la riprova. Questo posto non mi vuole, e quando mi vorrà, avrà ancora da farmi inghiottire tanta di quella merda prima di tangere il punto d’accettazione, da farmela uscire dalle orecchie e dalle narici. Solo che vi è un minuscolo particolare da voi forse trascurato, o ignorato del tutto, cristina gauri alias violetta beauregarde alias heidi666 con la merda ci fa pure i pupazzetti di neve, ci addobba l’albero di natale, ci dorme, ci si veste e ci mangia già da anni 29 e mezzo. Quindi potete anche spararmi nelle ginocchia, froci, ma io vado avanti lo stesso, sui gomiti.

 

Nel frattempo

La Cosa giace esanime in un angolo. Faccio schifo al cazzo, ma non rimango barricata. No. Lo Spirito Jedi del Ciccione Livoroso conduce e conforta l’anima mia sui vasti sentieri del. Chiara si ubriaca e mi fa fare figure di merda apocalittiche e io la amo, decisamente, e non vedo l’ora che pure la Mia Sorella la conosca. Il Gel è sempre più molesto ma glielo si perdona, sarebbe come arrabbiarsi con un bambino trisomico sordomuto che combina marachelle. Do sfoggio di sorrisi di teflon più tendenti alle paresi facciali con vari astanti che già scremo e catalogo come poco influenti ma di contorno, parlo della hitlerjugend con Swaitz, ricevo consigli pragmaticoesistenzialisti sulla sopravvivenza romana e sulla sopravvivenza in generale dall’ottima Rossella e spero che Germana torni a casa tutta intera stanotte. Spero che il dottor Brullonulla, l’Agente e Juri si palesino al più presto in queste terre. Spero di riabbracciare presto Damir, e spero altresì che non apra un account su myspace, o meglio spero che lo apra per permettermi di premere pomposamente il pulsante DENY sulla sua friend request, cosi per sfregio punitivo, (non malignate ora, che io amo questuomo). Spero che TU non ti recherai a quella festa al plastic perché non ti si addice e perché chi va al plastic è un frocio fallito. Perché questa massa di punkrockers dei miei coglioni ci sfracella la minchia dandoci dei pirla giacchè ora frequentiamo giri hip hop, ed invece essi pur mantenendo lo status di (aperte le virgolette) punk (chiuse le virgolette) si recano settimanalmente in questo covo di troie e laidi sodomiti solo perché ormai i concerti non se li incula più nessuno e la fica va tutta li a farsi inforcare nei cessi da tre stronzi imbriachi come zampogne. Clap, clap. Dove sta la decadenza? Spero che arrivi presto l’autunno cosi potrò indossare la giacca Lonsdale nera da nazi con i pantaloni della tuta in triacetato. Spero, ora che l’assestamento psico-logistico mio è finalmente in atto, di riuscire a rientrare in quel paio di pantaloni che a luglio mi stavano larghi e ora manco riesco più ad allacciarli, dio stronzo. Poiché la tensione nervosa di queste ultime settimane ha avuto effetti deleteri sul mio essere fisico. Porremovi rimedio.

A tutto.

Un po’ troppo facile scrivere in mood propositivo dopo una carrettata di perno nel setto nasale uh?

e chi se ne incula.

in verità vi dico alle ore 04:03 | Permalink
martedì, settembre 19, 2006


qua a roma è la stagione dei monsoni, e delle Grosse Gag Della Disagevolezza.
*qualcuno* s'è scordato di allacciare le apposite cinture di sicurezza sull'ottovolante.
credo altresì che tra poco mi verrà da vomitare.

aggiornamento polposo domani.






in verità vi dico alle ore 23:49 | Permalink
giovedì, settembre 14, 2006

I'm tired, so tired I'm tired of having sex (So tired) I'm spread so thin I don't know who I am Monday night I'm makin' Jen Tuesday night I'm makin' Lyn Wednesday night I'm makin' Catherine Oh, why can't I be makin' Love come true? I'm beat, beet red ashamed of what I said I'm sorry, here I go I know I'm a sinner but I can't say no Thursday night I'm makin' Denise Friday night I'm makin' Therese Saturday night I'm making Louise
Oh, why can't I be making Love come true? Tonight, I'm down on my knees Tonight, I'm beggin' you please Tonight, tonight it bleeds Oh why can't I be makin' Love come true?
ovverosia, secondo la tua solipsistica visione cosmica, al mondo è passibile di considerazione solo la tua magnificente persona, e il riflesso della stessa in ogni qualsivoglia superficie riflettente, dal cofano di un automobile alla mia scoglionata iride oculare. e ahimè, non posso nemmeno asserire di aver trovato un ego che in ingombro possa competere col mio. ma solo, mestamente, un'altra anima pirletta che si crede il Cazzo Di Dio In Terra.
-sbadigli
-tedio
-mostruoso calo di interesse
nel mentre, io ascolto gabber alle quattro del mattino in macchina con chiara e matteo swaitz. onore e gloria ad essi. che dire. ci si diverte con poco, ma ci si diverte assai.
in verità vi dico alle ore 21:52 | Permalink
martedì, settembre 12, 2006

dling fuckin dlong
badate bene.
oggi martedi 12 settembre esce il disco di MIss Violetta Beauregarde, Odi Profanum Vulgus Et Arceo, per la pregevole etichetta Temporary Residence Ltd.
16 pezzi, 19 minuti, copertina di Mr Baronciani e Mr Toffolo per menarmela ad oltranza, versione cd ed lp.
tur finesettimanale invernale in tutte le vostre città di merda in allestimento. avrete info e aggiornamenti.
il cd è distribuito Wide.
se volete bookarmi delle date, andate qui, ci pensano loro, che io ne avevo pieni i coglioni di gestirmi tutto.
per altre fregnacce varie ed eventuali, andate qui, ci pensano loro #2
in ogni caso per qualsiasi cosa sempre e comunque scrivete pure prima alla sottoscritta, ormai già sapete che sono un egomane accentratrice e voglio avere tutto sottomano.

inoltre!
tra tre giorni esce invece il disco di AntiAnti,   progetto solista di Dade dei Linea77, in cui mi pregio di cantare e smanettare elettronicamente in una canzone, "the old girl's spite". il disco si chiama "Il tappeto dava un tono all'ambiente" e posso arrogantemente asserire che il titolo l'ho suggerito io, è una citazione dal Grande Lebowski.
in questo modo potrete sciacquamenarmi i coglioni illazionando sul fatto che sono una troia venduta di merda al music biz e che non sono nè coerente nè punk nè hc.
Bravi! C'avete raggione.
altresi, ribadisco che sono fiera di avere partecipato a questo progetto non foss'altro per l'amicizia che mi lega a Dade, il quale umanamente è una delle persone migliori che abbia conosciuto nell'anno e mezzo corrente. supporto e onore imperituri a lui, e vaffanculo al cazzo.
in verità vi dico alle ore 15:39 | Permalink
lunedì, settembre 11, 2006

"lo sai che ti sei messa in una brutta situazione e non pensare di venirne fuori" (cit)
eh.
vi piacerebbe.


in verità vi dico alle ore 20:27 | Permalink
giovedì, settembre 07, 2006

i always promise i will walk in your shadow, i always promise i will act like i dont know
ho trovato casa, e domenica mi ci installo. gaudete, ma soprattutto, me la sucate tutti quanti.

talvolta questa vis astratta provenente dalle fogne di sto posto, presumo, risulta un po' ingestibile. o forse è ingestibilmente stronzo e riottoso  il refolo di autostima che m'è rimasto, posto ancora più in basso della fogna medesima, e io ingestibilmente debole nel tentativo di ammaestrarlo.
odio rimanere fagocitata dalle situazioni. odio quando l'entropia me lo mette in culo.
odio il non ritorno. odio le macchie sul curriculum. odio quando entro nel loop coccodrillesco.
fortunatamente qualcuno ieri sera m'ha destato dal sopore dei trick mentali, che sono solita adoperare per acquietarmi la coscienza sporca di merda, detta papalmente.
per ora, egli sta risultando una persona valida.
sublime come, con estrema arroganza e totale mancanza di tatto m'abbia tirato una sacchettata di letame in piena faccia studiando il momento meno opportuno per farlo, ergo il più opportuno per farlo. solitamente sono grata alle persone che si prendono la briga di infierire sulle mie bestialità. lo ritengo altruista, in un certo qual modo.
ah si e odio anche questo mio ossimorico lato caratteriale, che talvolta ho bisogno di sprangate sulla spina dorsale per camminare a schiena diritta.
osservo sta stanza di laboratorio piena di provette con una targhetta e un nome apposta sopra ciascuna e annoto. qua l'elaborazione pare laboriosa.
e adesso come faccio?
i cilici di crine e punte di rovo secco stanno a zero, tocca procurarsi una paresi facciale sorridendo fuori e innalzare il lavori in corso dentro. speriamo di non cagarci addosso dallo sforzo. non sono mica una stronza. o meglio, non sono stronza fino a questo punto. anche perchè ora non ci sta più nessuno a pulirmi le terga.
a novembre dell'anno scorso scrivevo questo
come è giusto che sia il mio percorso di tanto in tanto devia dall'andamento spiraloide (ma permettetemi di nutrire dubbi sulla spiraloidità dell'andamento, che a me pare piu una matrioska di circonferenze collegate da porte dimensionali varcabili a piacimento) e una porticina ci si spalanca magicamente sotto ai piedi e noi (plurale majestatis) mollemente scivoliamo nell'Abisso.
mi sono macchiata, sono immonda, sono stata cattiva, mea culpa, genufletto. parole.
la genuflessione è una posizione discutibile ci hai mai fatto caso? indica pentimento e contrizione, ma anche le puttane si inginocchiano nella pratica del meretricio e non certo per reclamare la loro fetta di Redenzione; il gesucristo che ti impone le mani sul capo ha intenti salvifici oppure vuole solo schiacciarti la faccia contro il cazzo? assillata da questo dubbio io non mi genufletto, io mi stacco le braccia a morsi, le infiocchetto e te ne faccio dono perchè comunicativamente non valgo un cazzo, incespico e mi impiastro nelle parole e trovo piu comoda ed immediata l'automutilazione dell'aspettare che il separè di titanio che ci divide in queste situazioni si smaterializzi. non mi hanno istruita a modo nell'arte di attendere che il porco dio si dipani, devo squarciare la nebbia a colpi di machete e sventrare la defaillance, soffocare le urla della coscienza a sprangate e incollarmi le palpebre col bostik.
allora posso respirare, con la testa infilata in un cumulo di ghiaia. porvi rimedio.

ho da rimettere in discussione quel par di punti.

l'angolo della meta-polemichetta

ma a voi interessa sul serio, dopo tre anni, di quello che scrivo qui sopra? oppure state solo onanizzando e cercando di intelligere leggendo tra le righe che cosa io stia combinando qui?

stanotte il rottweiler non russava ma biascicava pesantemente. "se vuoi ci sono dei giornali da leggere"   "nah, è più interessante osservare il tuo cane che ansima" del come l'etologia non sia acqua.

nel frattempo La Cosa rimane nell'angolo in penombra, silente, e sorride.
dio cristo, stai lontana almeno tu.
almeno qui.

 

 

in verità vi dico alle ore 10:55 | Permalink
lunedì, settembre 04, 2006

Quella sensazione come di “tò, ho testè combinato una grossa stronzata”

Profughizzo in quel di Roma, come al solito, i miei sforzi nella ricerca di un alloggio o rifugium peccatorum che dir si voglia hanno forse trovato risoluzione. Incrocio le falangi.

Scrivo dal Quadraro Studio, Louchano registra Cole, e Metal Carter dirige, io accucciata in un angolo osservo e disquisisco con quest’ultimo sulla indiscussa grandezza artistico/precursoria di Marco Masini a fine anni 80 e ogni tanto pesticchio sulla tastiera. Il Quadraro Studio nel suo linoleum rosso e anecoico grigio topo e bandiera della morte e casse e monitor neri assume l’aria di un Maestoso Tempio del Porcodio, e idealmente non ci va molto lontano considerata la contenustica del prodotto musicale medio uscente dal Quadraro medesimo (E ciò va visto con sole accezioni positive.).  Maestoso Tempio del Porcodio si, ma ormai cosi famigliare e accogliente per la mia persona. Mi piace stare qui accucciata e osservante silente il processo di creazione. È come assistere a velocità mega fast forward alla fecondazione di una cellula uovo, e le successive suddivisioni in morula, e l’impianto embrionale, e gradualmente osservare il feto crescere meravigliosamente affetto da palatoschisi, o con due vezzose teste a mò di giano bifronte, o con una mano cresciuta in mezzo al petto. Mi piace altresì prenderne pure parte, al processo creativo, giacchè ormai Violetta ufficialmente registra qui.

Ieri sera constatavo con apposita compagnia notturna che finire arsi vivi in una bara abbronzante (aka quei lettini a forma di sarcofago, con apposito coperchio alzabile) sia una morte singolare ma invero affascinante. questa immagine mi si è incistata a tal punto nel cervello che la sto sognando in loop da due notti, con conseguenze comiche sul mio equilibrio psicofisico notturno. Inoltre, non credevo possibile che un rottweiler femmina adulta potesse essere in grado di russare al pari di un homo sapiens maschio 60enne.

 

Mi manca il mio coinquilino, mi manca la sua logorrea infinita  e snervante su stronzate reiterate alla nausea da ormai un lustro, mi manca la puzza di sabbia di gatto (usata) che m’assale perentoria quando apro la porta di camera sua la mattina per svegliarlo, mi manca vederlo che si prepara il condimento per gli spaghetti versando la conserva fredda di frigo sopra la pasta appena scolata, e a seguire, mezzo panetto di burro e qualche cucchiata di formaggio grattugiato, mi manca sentirlo registrare i suoi pezzi vergognandosi della mia presenza, mi manca sorprenderlo che si struscia ubriaco su ragazze che non gliela daranno mai, e che se gliela daranno gli faranno rimpiangere di aver eiaculato ogni singola goccia di sperma, allargandosi esse come torte lievitate e rompendogli l’anima fino al giorno dell’Apocalisse. Mi manca il fetore di cassa da morto scoperchiata della sua biancheria intima usata, che io strenua mi premuro di lavargli. Mi manca la sua maniera cosi ferocemente menefreghista, superficiale ed egotica  di sdrammatizzare i miei egotismi e i miei psicodrammi. Mi manca perché la nostra presenza contemporanea è condizione affinchè ci si possa spalleggiare vicendevolmente con le nostre gag del cazzo e si possano monitorare le circostanze con due paia d occhi pressocchè gemellari, e scambiarsi sguardi d’intesa immediati e sincronici, e ridere per la stessa grottesca percezione e filtraggio della realtà. E se questo secondo voi è poco. E invece tutto questo ora tocca spalleggiarlo da sola, tocca fare lo schiavo egizio di stocazzo che si porta appresso quell’indicibile peso dell’estraneità alle situazioni, peso che va alleggerendosi man mano, e che, rispetto alla prima volta che arrivai qui, è un fardellino lieve e sopportabile, ma comunque presente, e chissà quando si dissiperà. Laonde, sono oltremodo felice che egli scenderà giovedì e venerdi onde presenziare a questo concerto che mi dicono di pubblicizzare, e se non siete degli immondi rotti nel culo e vi trovate in quel di Roma sarebbe cosa saggia recarsi nel suddetto luogo pubblicizzato.

Mi manca anche la mia Sorella, e chissà ancora per quanto tempo non riuscirò a vederla, dio di quel cane rognoso.

in verità vi dico alle ore 10:44 | Permalink