venerdì, luglio 28, 2006

damir scrive:
e comunque, sto sempre aspettando che myspace imploda rovinosamente, vedi napster
damir scrive:
ma qua ci sarà più gusto
pasta con il porco dio scrive:
nooooooooooooo
pasta con il porco dio scrive:
il mio impero
di 1549 friends fittizi!
damir scrive:
ecco appunto
damir scrive:
così ti togli anche quel piglio da nazista alla conquista del congo belga
pasta con il porco dio scrive:
certo! questi bantu di merda li ammaestri con dei vetrini colorati
pasta con il porco dio scrive:
e myspace è la nave che mi porterà verso i loro giacimenti di zinco e manganese
pasta con il porco dio scrive:
(questa va dritta sul blog)
damir scrive:
ma a cosa serve il manganese, a parte il confezionare dei prodotti venduti in farmacia in realtà perfettamente inutili?
damir scrive:
(ok, ti firmo la liberatoria, faxa i tuoi dati al mio agente)
pasta con il porco dio scrive:
i prodotti da banco arricchiscono le multinazionali farmaceutiche
pasta con il porco dio scrive:
cazzo te ne frega della materia prima
pasta con il porco dio scrive:
se ci puoi mangiare laidamente sopra col prodotto finale

sic transit gloria mundi
, a costo di ripetermi
in verità vi dico alle ore 10:11 | Permalink
giovedì, luglio 27, 2006

from across the room i spotted him there, then i grabbed his butt and decided oooh yeah, i took him to my car and exploited him there, i said give me some head bitch, so he did, made him take me home, he tried to kiss me goodnicht, i said lay off babe, i'll call you later, but i never did, i had jessie blatz i had jessie blatz iiiiiii haaaaaddddd jessie blatz

la non soluzione è spesso una gran ficata di soluzione
a parte queste fregnacce di ordine etico-salutista-attitudinale domani e dopodomani missvioletta e l'agente aka woodie aulin aka progetto hip hop del suddetto piu mia ridicola coadiuvazione suonano qui
stoned fest a mantova
siateci, mi dicono ci sia pieno di raver fattoni, una inusitata quantità di gag, gli psychofagist che spaccano i culi, ragazze diciottenni in ketavet facilmente coitabili con o senza il loro consenso, fighe di marmo fan degli hot gossip altrettanto facilmente stuprabili, campeggio free, panini con lammerda, una pletora di indie rockers da prendere e scaraventare nel po, tanto non si ribellano, eccetera.
io suono sul tardi, credo.l'agente suona sabato.
in verità vi dico alle ore 09:50 | Permalink
lunedì, luglio 24, 2006

stasera svegliatami dalla pennichella ho trovato sulla mia scrivania questo biglietto dell'agente



street poems.
sto cominciando a preoccuparmi.
l'agente si sta metamorfizzando in backpacker.

uscendo, abbiamo trovato dei palloncini rigonfi di elio attaccati  a un pilone di cemento dopo il ponte sul tanaro. li abbiamo slegati, e in un primo momento me li sono attaccati al manubrio della bici, ma poi mi sono rotta il cazzo e li ho fatti volare via. l'agente a questo punto ha avuto un gravissimo rigurgito emozionale che ormai non si potrebbe piu permettere di avere, in teoria, e si è messo a frignare

agente: noooooooooooooooo, i palloncini! hai slegato i palloncini! sei cattiva! mi ricordano la mia infanzia! un amore finito! un sogno infranto! (abbozza a un similpianto)
io: smettila di frignare e di fare il frocio. sei un rapper, adesso.
agente: (riprendendosi di colpo) giusto. posso toccarti il culo?


in verità vi dico alle ore 06:54 | Permalink
domenica, luglio 23, 2006

sleeping while driving prevents old age
la bolla di merda calda africana ci sta inculando tutti. ma sta casa ha i muri spessi e viviamo nella frescura, per ora, e senza nemmeno l'ausilio di un mezzo di ventilazione. come mi ha fatto notare giustamente l'agente, è proprio un gesto furbo, avveduto e calcolato l'approntare per un trasloco nella capitale in contemporanea all'uscita del mio secondo disco, del libro , e a un disco nel quale spicca una mia collaborazione. amo il multitasking.

mi è caduta della senape tra il tasto della t e quello della r e adesso fatico a digitare.

comunicazione di servizio
infame di merda
in verità vi dico alle ore 04:58 | Permalink
mercoledì, luglio 19, 2006

Cindy's on methadone we see it in her eyes, sounds so much better but it's just another high, she stopped calling at three thirty, stopped looking thin and dirty stopped screaming bloody murder when she got cut off

oggi il deficit di skill sociali mi impedisce di affrontare relazioni elementari aka una persona di fiducia che mi viene a fare visita, o fare visita ad essa.
rivoluzione della metafora del sorcio da laboratorio. io sono il roditore, il formaggio è posto in fondo alla strada, ma il labirinto consta di una sola via, senza svolte peraltro. e il formaggio, peraltro, sa da di piscia di gatto ma in data attuale è un problema agevolmente surfabile. in altra sede m'avevano abituato meglio. e la trappola è dentro il formaggio, non intorno ad esso.
tutto agevole come previsto comunque. non puoi dire che non abbia imparato bene.
so stare elegantemente al mondo, e ne rispetto le convenzioni, pur nel mio non sapere stare al mondo.ha.

i wanna beeeeeeeeeee i wanna be an homosexual



in verità vi dico alle ore 18:49 | Permalink
mercoledì, luglio 19, 2006

so let's play chess and let's get undressed one more time before i go
bramerei sapere chi è l'esimio stronzo buontempone che, in contemporanea alla sottoscritta, sta visionando il contenuto di questo blog, giacchè il contatore in questo momento fa due persone, e sono le 6 e 42 antimeridiane.
siamo tutti a corto di benzodiazepine ah?

nel frattempo i lemmings continuano a cadere silenti.




in verità vi dico alle ore 06:46 | Permalink
lunedì, luglio 17, 2006

vi presento Gran Master Cubetto di Merda!
ormai il nostro ciclo vitale è affanculo, sono le 5 e 20 e ancora siamo svegli a teorizzare stronzate, io sono appena rientrata da un disperato giro in bicicletta che non ha sortito l'effetto voluto aka coadiuvarmi nel dimenticare che ho voglia di fare certe cose ma non si puote. in compenso non hanno ancora sistemato l'illuminazione pubblica sul cavalcavia del bivio san michele, sicchè, immersa nella tenebra impenetrabile, sono caduta nel fossato in parte alla discesa come un sacco di merda, mi sono spaccata un ginocchio, e ciò va ad aggiungersi all'infinita pletora di lividi, sbucciature, graffi, tagli, morsicate e abrasioni, ogni giorno una nuova, sembro il vendicatore tossico, il mio corpo materiale è una calamita per le ingiurie fisiche, anche quando non faccio nulla per farmi menare o cado o mi menano uguale. ieri sera al concerto dell'agente + mio dj set e dissing arringatorio tra un pezzo e l'altro, avevamo free drinks illimitati, e fin li ci stavam dentro, poi alla fine di tutto, il proprietario del locale mi ha offerto 45 shots di qualsiasi cosa, che mi hanno quel pelo segato le gambe, tant'è che siamo dovuti stare tre quarti d'ora sdraiati sul marciapiede con lo zaino dell'agente sotto la nuca per ripigliarci, e poi tornare implacabilmente in biciletta, stamattina non capivo perchè avevo dei pezzi di gomma da masticare appiccicati alle braccia e sotto le ascelle. poi ho faticosamente rimembrato. odio i black out, tipo quello di lunedi sera a roma, in cui ho due ore di vuoto irrisolvibile, in cui non ho idea di dove posso essere stata, cosa possa avere detto, e, peggio ancora, fatto, mi sono risvegliata con la testa pendente fuori da un auto, e una pizza di vomito sul marciapiede perpendicolare al mio cranio, e il noyz piu storto di me che mi prendeva per il culo ridendo di gusto. odio questi momenti, so che il giorno dopo qualcuno implacabilmente cercherà di farmi credere di avere approfittato sessualmente del mio deliquio per organizzare un bukkake ai miei danni. oppure a settembre dopo avere visto i groovie ghoulies a fidenza, che mi risvegliai il mattino dopo con le mani trafitte da una moltitudine di spine di cactus, per poi ricordarmi verso fine pomeriggio che mi ero impossessata di una pianta del suddetto, brandendola dalla parte della pianta e non dal vaso, per poi gettarla dall'auto di seba in corsa.
teorizzo un paintbrush o clone stamp utilizzabile nella realtà. è bello il discesone del bivio san michele, all'inizio del quale troneggia laido il Bar Bivio, ritrovo di camionisti, travi uruguayani e cocainomani di varie età e fasce sociali. è bello anche il nome del Bar Bivio, è evocativo. perchè sei davanti a due strade, la strada del cazzo e quella della merda, ampia possibilità di scelta ah?
io e l'agente teorizziamo e progettiamo e vagliamo e ci industriamo per portare avanti l'Ambizioso Progetto. non abbiamo piu voglia di fare nulla, lui di lavorare nella fabbrica della morte io di tenere in ordine la magione degli stronzi, il rudo si stratifica ma lo lascio requiescere li dove stà, pulirò alla fine se ne abbiamo voglia. nel frattempo non so per quale astruso motivo il ricordo dell'ex coinquilino fa capolino, e lo rimembriamo affettuosamente nel momento topico della giornata cioè quando egli cucinava. egli era ed è, credo, convinto di sapere cucinare. e si faceva vanto di sapere cucinare con tutto. il fatto è che per egli il concetto di tutto consiste realmente nel tutto, quindi lo sentivamo declamare convinto tra sè e sè "sisisi, oggi cucinerò dei deliziosi resti di copertone bruciato con pasta, uova andate a male e ananas secco", brandendo il suo cazzo di inutile mestolo di legno (che poi era il mio, e me l'ha pure spaccato) e il suo minchia di inutile grembiule, inutile perche tanto gli puzzavano semrpe i vestiti di ascella,  a sto punto cazzo te ne frega se ti salta qualche macchia sui pantaloni, puzzi di schifo uguale. ovviamente sporcava mille pentole e posate e non ne puliva nessuna e noi ci vedevamo costretti a praticare del fastidioso digging massivo nel lavandino per ripescare forchette e piatti, lavarli e riutilizzarli a nostra volta.
insomma una palla di piombo attaccata allo scroto. credo che il suo modo inadeguato di amministrare la cucina sia uno dei motivi per cui ho desiderato, per mesi, che se ne andasse fuori dai coglioni.

ora mi farò una doccia, che sono sporca di fango del fossato
ma piu che una doccia, ora come ora desidererei un vasca di ammoniaca


in verità vi dico alle ore 05:41 | Permalink
sabato, luglio 15, 2006

territorial dissing
agente: "un giorno io e te andremo in giro sull'Hummer, e Quagliano dei DDP ci farà da autista, e Cattelan passerà la cera sul cofano e gli metteremo delle puntine da disegno nei calzini."

spero di rimediare una lavanda gastrica stasera.
in verità vi dico alle ore 20:36 | Permalink
sabato, luglio 15, 2006

Consolatium misero comites habere penantes, ma stocazzo.

Constato come sia oramai di nessun effetto il training autogeno che opero su me stessa alle ore due antimeridiane. Aka, non serve piu a un cazzo. Siamo assuefatti al Nido nella Merda, esso ci si è stratificato addosso ed assurge ormai tristemente allo status  di Prigione nella Merda. La prossima prospettiva è il cavalcavia e relativi oggetti contundenti scagliati da, approfittando della tenebra. Il passo che segue è apporre delle pietre sui binari della torino alessandria, sulla massicciata davanti a casa nostra, e poi stare in veranda e osservare il treno deragliante. E poi sorridere se ci viene addosso con gran rovinare di travi laterizi e calcinacci e spoltigliamento delle nostre interiora, che almeno saremo riusciti a lasciare il segno da qualche parte, in finale. Qui non c’è più un cazzo che ci appartenga, se non la polvere, le pantegane e le sterpaglie, quattro troie frustrate del pub del cazzo che ci provano con l’agente, e i laidi colleghi di lavoro dello stesso che cercano di adescarmi sulla superstrada in parte ai distributori dei travoni, quando torno a casa alle due di notte e mi incrociano in auto. Almeno avessero da offrire del perno. Questo posto è talmente un buco di culo di merda che persino il caramba stronzo che mi ha chiesto i documenti l’anno scorso, perché sgamatami a conversare ubriaca coi suddetti travoni, s’è fermato apostrofandomi con un “ma tu sei violetta beauregarde?”. E non mi scomodo nemmeno a esprimerlo con eloquio pomposo. Tutto affanculo, e stop, e non v’è bisogno di trovare ampollosi giri di parole per enunciarlo. La palestra stilistica sta a zero, in data odierna sono più preoccupata dal fatto che bastino le budella di una nutria investita sparpagliate sul selciato a catturare fanciullescamente la mia attenzione, manco avessi avvistato l’ultimo esemplare di Raphus cucullatus alias Dodo aggirarsi guardingo sul porfido di via roma. Siamo talmente assuefatti al vuoto pneumatico e alla solitudine e alla noia che persino un interruzione di corrente dell’illuminazione pubblica al bivio san Michele, che rende perigliosa la deambulazione in bicicletta, mi fa fremere di gaia trepidazione per l’evento, per il fatto che mi fionderò giù dalla discesa del bivio senza mani sul manubrio, nella tenebra più integra, urlando quella canzone delle team dresch remember who you are, it makes up who you are, e cercando di crederci. E poi cristonare perché la discesa è finita ed è finita la sensazione di premorte, e allora mi infilo contromano in una strada random, e non bado ai passi carrai, e il pensiero più positivo è lo scaramantico “spero che il tutto avvenga in modo pressocchè indolore”, come cosi ho pensato ridendo lunedì sera, nell’appoggiare la faccia sporca di sbocco sulla spalla di un conducente di motoveicolo più fatto di me, e poi beata e tranquilla e immemore mi pascevo del vento in faccia, che tanto è uguale, mentre il ciclomotore barcollava . Perché sostare a ripigliarsi quando puoi giocare un altro po’ alla roulette russa degli stronzi?

 
The world in oyster locked in a shell, you like the taste of it but cant take the smell

Ci tiriamo fuori di qui caro coinquilino, da subito, e ti perseguiterò implacabile come il delirium tremens finchè non avrai schiodato il culo, che senza di te non me ne vado, non ti lascio qui da solo a pietrificare in questa casa usher versione valpadana, a ubriacarti da solo e ingobbirti su canzoni bellissime che rimarranno a frollare nel tuo hard disk per l’eternità. Non posso permettere che la tua più alta aspettativa di vita sia finire divorato dall’acido fluoridrico della tua fabbrica di merda o gasato di sarin o esploso o caduto da una torre, mentre passi i turni di notte con colleghi di lavoro ignoranti come boasse di vacca secche che provano gusto nel mobbarti affettuosamente e tenerti inchiodato in quella fogna a nome Solvay Solexis, poi torni a casa e nella migliore ( o peggiore) delle ipotesi trovi me con un blocco di pietra lavica al posto del cervello che sbatto pugni sui tavoli e scardino infissi. O nella peggiore (o migliore) delle ipotesi torni in mia assenza, chè sono scappata in qualche luogo a raccontarmi stronzate, e ancor più frequentemente, a farne. Morirai qui sennò, e tutte le tue ex tranne me verranno sulla tua lapide a cagarti sopra la foto, e ad apostrofarti beffarde “Hai visto? Te l’avevo detto coglione”

Non vorrai per caso tributare ragione a quella sottospecie di travone nasuta con le tette a sciarpa, o alla commessa fallita della feltrinelli con le mutande di manu chao (la commessa ha le mutande di manu chao, non la feltrinelli) e che ha chiamato il gatto Ganja, o a quella specie di grizzly cristiana positivista del cazzo trapiantata milanese che mi dava della tossica. Cosa t ’hanno conferito? Cosa t’hanno sottratto? E a me cosa è rimasto di ciò che ho dispensato? E dello stoccaggio di quello che ho depredato? Io non permetto a nessuno di praticare scatting sulla mia lapide, almeno non prima che mi chiudano in faccia il coperchio del cofano di legno.

Continuando a dragare indiscriminatamente nel petrolio abbiamo tirato su solo oggetti imbrattati di merda nera, a pescare a strascico nella disperazione abbiamo tirato su solo disastro e disgusto. E non mi illudo, continueremo a farlo, ma intanto cominciamo a sciacquarci dal cazzo da qui. Continuiamo a farlo perché è nella nostra natura et inclinazione et c’abbiamo l’alone nero intorno tipo coso viola dell’aidiesse. Non è pigrizia come la suddetta grizzly sosteneva. Solo, non siamo stati illuminati dalla cosiddetta grazia divina di stocazzo che può essere rappresentata dal gesucristo, un indottrinamento salutista, o altra corrente pseudofilosofica che me la può sucare alacremente. Non è che siccome TU grizzly credi in qualche cosa, allora io sono la stronza. Non è che siccome a te t’hanno regalato un sogno e non c’è niente che hai bisogno, io devo bearmi teco della vacuità delle tue serene e superficiali stronzate. Dici di ricercare l’essenza e i veri valori e il significato della vita, salvo poi arretrare come vlad l’impalatore davanti ai crocefissi nel confrontarti con qualcuno che non si vuol far coadiuvare e/o catechizzare dalle tue teorie prestampate da mongoloidi. Vai in crash se non rientriamo nelle tue schematizzazioni da test di rorschach fatto con le macchie di merda. tu vuoi infondere giuoia e serenità e speranza, io preferisco sblastare a ferro e fuoco la mia esistenza e quella altrui, marchiare tutto come le chiappe di una vacca (vacca inteso nel senso di mucca e non di donna dalla vasta esuberanza sessuale), livellare le macerie e ricostruirci bellamente sopra. Le situazioni e le persone sono come cipolle, o matrioske, o sarcofaghi egizi concentrici. Io personalmente amo sbucciarle fino all’osso, e arrivata all’osso lo scortico e me lo suco fino al midollo, e quando è finito pure quello tiro su pure le briciole dal tavolo comesappiamochi. io non faccio ingresso nel tunnel tanto per il gusto di percorrerlo, prediligo tastarne le pareti. Io non mi tuffo in un lago di pece solo per il gusto di rimanerne imbrattata. Cerco dieci secondi di bellezza atroce rimestando in cinque ore passate con stridere di denti spasmodico, fissando il cassone di un pianoforte con la certezza assiomatica che ne uscirà un morto vivente a incularci tutti e fissando un quadro orrendo con la convinzione che la tizia raffigurata mi stia fissando, per poi accorgermi che sono appoggiata con la fronte al cranio di qualcuno che per un lasso di tempo irrisorio sta rantolando in sincrono con me. E sorridere per un nanosecondo con un angolo della bocca. Trovato l’attimo. Valsa la pena. Fine delle trasmissioni.

Qua nulla vale la pena per nulla.
Coinquilino, abbiamo già colto in toto da parecchio tempo la bellezza del non potersi e non volersi raccontare stronzate, e del non promettere niente, e soprattutto del non aspettarsi una beata fava di nulla, cosicchè tutto ciò che arriva inaspettato è come biblico nutrimento dal cielo. La accendiamo? Me la appoggi?

ah si volevo aggiungere un'ultima cosa per tutti i miei amici che mi stanno seguendo da casa
Sborra

 

in verità vi dico alle ore 07:59 | Permalink
venerdì, luglio 14, 2006

buonasera siamo dei rottinculo, enjoy
domani sera se siete degli immeritevoli laidi sodomiti di merda ve ne andate a torino ad incracckarvi al concerto degli strokes, se invece vi ritenete persone sgamate e ammodo vi recate al 4 bears pub di alessandria, via mazzini, ore 23, dove potete parimenti incracckarvi, e altresi visionare il primo concerto di Woodie Aulin aka L'Agente che esordisce con il famoso progetto rap, nel quale lo coadiuvo, e per il quale vi ho ammorbato i coglioni con gustosi racconti in tutti sti mesi,
a seguire la sottoscritta metterà dei dischi imbarazzanti ad nauseam per tutta la serata
una valida alternativa all'mdma.
accorri numeroso.


in verità vi dico alle ore 21:02 | Permalink
giovedì, luglio 13, 2006

sono tornata, ho il morale alto e fiero e una polpetta di merda al posto del cervello.
in verità vi dico alle ore 13:00 | Permalink
martedì, luglio 04, 2006

egli sborra puntine da disegno!

mi osservo allo specchio rigidamente incementata sul piastrellato del pavimento.
un sorrisino, stavolta, solca orrendamente il mio volto.
un lampo di orgoglio, stavolta, mi illumina d'immenso le iridi.
eheh.
eheheheh.
ehheheheheh.
eheheheheheheheh.
ehehehehehehehehehehehe.
eheheheheheheheheheheheheheh.
La Cosa non ha ancora bussato alla mia porta quest'anno. vorrei parlare agli insetti come fa Nausicaa.
E io differisco da qualche anno fa.
È estate e ciò dovrebbe rappresentare il punto di massima decadenza psichica e distruzione morale del mio anno solare, invece in data odierna mi ritrovo a sentirmi vagamente entusiasta di piccoli gesti quotidiani e insulse attività giornaliere. è la prima estate dopo molti anni, della quale non depreco totalmente l'arsura. oggi mi sorprendevo a sfrecciare in bici nel sole e a godere del caldo e del vento e del paesaggio brullo e mediocre dell'alessandrino.
qualcosa è cambiato.

mi beo del taccheggio al supermercato Club Risparmio (che è per l’appunto, per definizione, un locus risparmii quindi ci sta dentrissimo che lo si depredi impunemente); del saccheggiare i raperonzoli nell’orto della padrona di casa; del giocare all’antisommossa con la canna dell’acqua in cortile, saltellando in mutande sotto il sole, (e nelle sue varianti aka #1 la decontaminazione chimico/nucleare e #2 la decontaminazione settimanale dell'internato nel manicomio); del conversare di cazzate importantissime con damir (a proposito, damir ha le manopole dei rubinetti del bagno di marca “rolex”); del fare le battle (gustoso come, cambiando la posizione della lettera elle, battle si trasformi in blatte peraltro) con l'agente, lui in mutande e canottiera, io in implacabile acetato nero, stravaccati sulle poltrone della sala; dell' osservare, il sabato mattina alle cinque, un nostro conoscente rovinare giu dalla balaustra dei Murazzi, cadere nel Po con un tonfo e guadagnare faticosamente la riva, mentre due ore prima un altro nostro conoscente si sfracellava parimenti, colpendo, meno fortunosamente, il volto su un predellino in marmo sporgente dall'acqua del medesimo fiume; del constatare che torino è meravigliosa all'alba, anche se ci piove addosso merda, e nella radura in periferia ci circondano i morti deambulanti, e constato mutamente che anche noi lo siamo, solo, operiamo il ridicolo distinguo del "le nostre gambe funzionano ancora a dovere" aka crediamo di farcela. per una moltitudine di motivazioni differenti.

la Sindrome Del Festival Random Di Giugno, come ogni anno, ha colpito chirurgica e implacabile. come di consueto, il resto dell'anno prenderà una piega differente. Non vi si sfugge. io mò parto per la Capitale, e vi albergo per giorni x, accoccolandomici un po', alla ricerca di sorrisi distesissimi e scevri da aggrottamenti di ciglia pre e post. magari aggiorno meglio più tardi prima di prendere il treno. ma prima abbisogno di un grosso autotreno che si porti seco sta montagna di merda che alberga davanti casa. figurativamente, se non ci siete arrivati.
porco dio, è incredibile.
oggi non ce la fo proprio, a sentirmi infelice, e non ce la fo proprio, a sentirmi in colpa perchè non mi sento infelice.
arridimi, opera i le migliorie necessarie (o peggiorie, dipende dal punto di vista), sii sereno. anche tu. poichè io ho finito di tessere il drappo nero, che non v'è più filo.

 

in verità vi dico alle ore 05:34 | Permalink