Uh, mi sono dimenticata. Due martedì fa ho visto i Briefs a Torino. Una merda. Nemmeno Joey Tempest si mette in posa per farsi fotografare mentre suona. Loro si. Questa sottonicchia della nicchia formata da stupidi figuri con i capelli perossidati e in jeans in chiappa ha rotto il cazzo.
In generale le nicchie hanno rotto il cazzo. Le nicchie deficitano di autoironia. Le nicchie ridondano. Io mi annoio e non sono niente, ascolto una canzone per volta, da album diversi, perché già tre canzoni del medesimo disco o genere, ascoltate una di seguito all’altra, mi provocano spasmi enterici, perdita di bava e ribaltamento del bulbo oculare. persisto nel non essere pertinente in alcun luogo, dopo anni passati a pertinere fieramente. sbadiglio. ho solo voglia di montagna, spaccare tronchi d’albero a testate e pernottare a 3000 metri in tenda.
Giovedì scorso invece ho suonato, come di consuetudine, con gli uochi toki, in un posto vicino all’Idroscalo. Locale carino, trattamento principesco, ottimo cachet, gran quantità di dischi venduti (dopo due anni! Dopo due anni la gente si ostina ancora a comperare quella ciofeca, meno male che a settembre esce il secondo), persone di un certo interesse conosciute in loco, la mia Sorella venuta ad abbracciarmi prima della (sua) partenza. Unico neo, il dj set finale, a base di hit random da figa di kevlar indie rock. la tipa che metteva i dischi ci provava coin l'agente, in modo un po' film trash anni 80, tipo mettendogli dei chupa chups in bocca e sculettandogli con sottofondo di strokes e altre stronzate. credo ch'ella non volesse risultare *intenzionalmente* trash. i pattern seduttivi non sono innumerevoli.
Prima stavamo guardando il giustiziere della notte 3 e durante la pubblicità abbiamo girato su brand new. La maugeri accasciata sul Divano Marrone annunziava entusiasticamente che “uscirà per ipecac records questa nuova sinergia tra fantomas e melvins, che, come ha preannunciato mike patton, verrà portata in giro anche come live; due ore di pura follia e improvvisazione, arte, avanguardia e cazzinculo”
Chissà che due coglioni di concerto
Gli unici spettacoli televisivi degni di nota ultimamente sono i documentari sugli animali e l’andy milonakis show.
Da giovedì a lunedì sarò in Sicilia e suonerò in questi luoghi.
Ore 22.30 - € 4.00
Ingresso ridotto iscrivendosi alla lista on-line su www.balarm.it
. 31 marzo @ geco, Floridia (Siracusa)
. 1 aprile @ zero90, Messina
l’agente s’è preso uno di quei cappellini da rapper tipo questo, quelli da pirla con la visiera diritta, tipo classe di bambini trisomici in gita. Essendo nel pieno fulgore del suo periodo hip hop, è convinto che indossare un cappellino da pirla gli conferisca skills da produttore di basi rap della madonna. L’ ho già avvertito che quando esce con me quel cazzo di cappellino rimane a casa. Sono preoccupata per l’agente che rimane solo a casa quattro giorni, e soprattutto quattro notti, mentre io sono in sicilia. parto col patema d’animo. Gli cucinerò lasagne e cannelloni e dei sughi per condire la pasta e congelerò il tutto nel freezer in monoporzioni in modo che percepisca la mia vicinanza affettiva.
Il negro del mcdonald di alessandria incarna stupefacentemente il prototipo del negro rasta cosi come appare sovente nell’immaginario del popolo. Quando accompagno qualcuno di automunito al mcdrive, lo posso scorgere alla cassa tutto molleggiato e pervaso dal groove, che canticchia i suoi inni di giustizia sociale negra tipo ullelle ullelle babylon justiiice, è fuori come un poggiolo e da resto sbagliato e panini sbagliati, allora per trarsi fuori dalla situazione imbarazzante fa il negro simpa, “scusate raga minchia se sono fuori” cercando, invano, la nostra complicità di gggiovani alternativi. Ma incontra solo sguardi di compatimento e disapprovazione, che a) non siamo rasta b) non siamo presi bene c) non facciamo uso di cannabinoidi. Questa persona tra l’altro serve pure da bere al bar del csa subbuglio, sempre in alessandria. Arguta fu la gag dell’ex coinquilino, che in tale circostanza gli ordinò un big mac.
Parti molto importanti del corpo
Doloroso rilevare come le uniche due figure femminili di grossa rilevanza per la mia persona siano entrambe migrate all’estero. La Sorella, che da pochi giorni si è stanziata in quel di nuova york, e la mia adorata collega di strepiti e manifestazioni solipsistiche sul palco, che alberga in quel di pechino. l’umanità circostante (o supposta tale) la mia persona versa in condizioni di deriva.
Assisto al fenomeno di sorprendere me stessa nell’atto di cumulare e lucidare ricordi, nello stesso modo in cui l’ebreo conta le monete, e non sapere se propendere per l’altare votivo o il lanciafiamme. Non è concessa l’opzione “forziere blindato”. Non mi è mai stata concessa. vogliamo tutto! per favore.
ma non per questo è triste e sola, qualche amico la consola, ha un cavallo per esempio che vuol bene solo a lei
da circa un mese non riesco più ad ascoltare musica. nell'accezione "punk hc" del termine, ma anche no.
odio tutti i miei dischi, indistintamente, li passo in rassegna, li apro e li scruto, invano. non costituiscono attrattiva, giacciono scialbi e consunti dagli ascolti. Li custodisco gelosamente, ma è come mettere sotto chiave dei totani andati a male. del resto, se entro in un negozio di dischi, il pattern si ripete tristemente.
sono nella fase, ciclica, del Rigetto della Mia Cultura Musicale.
all'ecatombe sopravvivono solo i descendents, gli altro e i la quiete, per il resto è un tripudio di hip hop italico con Kaos, Cdb, In the panchine, Stokka e Madbuddy, Bassi Maestro, inframmezzati da sigle anni 70/80 (italiane) di cartoni animati nipponici che mi sono scaricata recentemente.
Poiché qualche notte fa La Sorella dormiva con me, e discorrevamo dell'abissale superiorità dei cartoni 70/80 rispetto agli odierni. di come ora preponderi la piattezza dei contenuti e l'assenza di roboante morale intimidatoria. Di come ora vi sia allarmante deficit di trame verosimili, di vicende di vita tragicamente vissuta, di viaggi perigliosi, della lotta per la sopravvivenza, della ricerca del pezzo Di Pane Da Mandare Giù Sennò Crepi Di Stenti. Di come l’animazione nipponica fosse cosi goliardicamente prospera di inviti subliminali al consumo di droghe pesanti, e nel plot del cartone, e nella sigla, e di come questa usanza si sia barbaramente persa nelle nebbie del tempo. Di come i cartoonist stessi fossero, a mio modesto dire, preda essi stessi della dipendenza da droghe pesanti, data la perversione allucinogena delle trame e delle situazioni.
Di come Conan, Babil junior e The Monkey siano state le pietre angolari della mia prima infanzia.
Interludio: No pallino no party
Parte del gioco delle compulsioni consiste anche nel farsi venire una buona idea, e utilizzarla all’infinito, finchè essa non si tramuta in una pessima idea.
E ora scusate, ma continuo quest’aggiornamento in un momento più acconcio, che ho aperto la porta di casa e il vento tiepido m’ha investito, e sono testè pervasa da irrefrenabile spinta al pedalamento serale, con svariate ore di musica di merda nelle orecchie.