la dignità è un dono innato
ti voglio bene, ma sei disgustoso.
i wish i'd taken pictures so i'll never forget your beautiful ass
il clima siberiano, le biciclette incastrate sotto un metro di neve e altrettanta neve davanti all'uscio fan presagire che le prossime due settimane minimo saranno allegramente claustrali per me e l'agente.
sarebbe d'uopo uscire, camminare contemplativi e scattare fotografie pretenziose a particolari innevati.
è in queste situazioni che il ricordo del mio cane husky, il Signor Michele, si fa dolorosamente presente, quando sedici anni fa lo accompagnavo a zompare goffamente in mezzo al permafrost bergamasco. allora era cucciolo, e in salute, e vitale, e si strozzava col guinzaglio.
avete presente quando i cani agitati e (mia interpretazione) felici si strapazzano tanto di corse da venirgli tre metri di lingua ansimante e spalancano talmente gli occhi da vedersi il bianco. ora invece sono costretta ad ascoltare mia madre al telefono che si lamente di come il Signor Michele ora arranchi faticosamente nella neve. sicchè la voglia di esplorare il territorio mi si è afflosciata di colpo.
l'altro coinquilino se ne è andato ieri, per sempre. piu che lasciare un vuoto, ha lasciato dello spazio.
sogghigno.
la casa, e soprattutto la cucina, sono di nuovo in Mio Potere e sotto la Mia Giurisdizione.
no tocca.
Sembli avele un bel figulino vuoi passale un bel momentino paga plima non c’è scontlino cento eulo e ti fai il festino Tokio Pechino culo e bocchino cinque lagazze nel salottino scegline una e paga bambino (cit)
non è che se un'operaia del macdonald ti offre un big mac perchè ti conosce di vista, allora significa che te la vuole dare. adesso mi immagino te che passi tutti i giorni da macdonald nel tentativo di pasturarti la tipa, e la tua già pingue figura fisica rimpinguarsi ulteriormente, alla faccia degli sforzi da me compiuti onde farti mangiare sano e genuino. ingrato del cazzo.
un po' come hai fatto quest'estate con la commessa della libreria, spendendo l'equivalente monetario di quindici pelli conciate di boa constrictor in dozzinali libercoli di merda giusto per trovare una scusa per passare dalla feltrinelli, e non pago di ciò, per essere sicuro di scopartela hai scritto una canzone paracula su di ella, che hai poi inserito nell'ep acustico su cdr. geniale. solo che poi la tipa si è infatuata e tu non sapevi piu come scrollartela dai genitali, come sovente i capita con i soggetti caritas.
ti consiglio stavolta di riciclare la medesima canzone cambiando alcuni elementi dl testo, nel seguente modo
da
short hair girl working in a bookstore
a
"inserire nazionalità orientale indefinita" girl working at macdonald,
tanto chi cazzo se ne accorge? lo scopo è il medesimo.
ah, comunicazione di servizio, non abbiamo bisogno della madre teresa di calcutta di staminchia che venga a sincerarsi della nostra situazione psicodomestica. preoccupati della tua piatta vita di merda, piuttosto.
good good things
sabato sera l'ipocrisia si tagliava col coltello, al dauntaun.
è stato molto più corroborante il pomeriggio, trascorso osservando i pinguini e le foche et cetera e picchiettando sul vetro dell'acquario come i bambini di cinque anni (si, si. l'acquario è uno zoo ed è crudele tenere animali selvatici in cattività bla bla), e facendosi scherzi cretini nella dismessa ala israelita del cimitero di staglieno, correndo su e giù per delle scalette scivolose imboscate sul crinale della collina, sotto un plumbeo cielo color topo. e teorizzando che gli ebrei mettono dei sassi e non fiori sulle tombe, perchè sono gratis, e non appassiscono.
sta proprio in questo il plusvalore delle pietre, che diamine.
depennare dalla lista significa
depennare dalla lista.
non crediamo nella resurrezione.
non crediamo nell'accanimento terapeutico.
non crediamo (più) nell'impuntarsi ad ottenere il riscatto micragnoso dell'orgoglio ferito.
non poggiamo nemmeno corone di fiori.
abbiamo visto pet sematary uno svariato numero di volte e abbiamo fatto tesoro dell'insegnamento.
riposinoinpaceamen.
comprende?
in pace.
amen.
purea di ceci. yum.
se non trovi il ragazzo è perchè sei un cesso [cit.]
un quarto alle sei e ancora pimpante e pregna d'energie.
avverto, soffuso, un lieve scricchiolio percorrermi la dura mater, ma soprassiedo.
erano le tre circa quando l'agente è arrivato in casa. io stavo mollemente adagiata sul divano della cucina a visionare un documentario sull'acna di cengio. l'agente biascicava e strascicava i piedi. poche volte l'ho visto ridotto da biascicare e strascicare i piedi. ha un chè di eroicamente patetico il suo volere a tutti i costi chiarire e sistemare questioni inchiaribili e insistemabili, vuoi per l'ora tarda, vuoi per tono grottesco della situazione, vuoi per sua incapacità psichica. è figo che anch'egli ogni tanto abbia dell'incapacità psichica pesante derivanta da sostanza psicoattiva x, conclamata e sfottibile. arma a doppio taglio, chè una persona può sempre utilizzare lo status di ubriachezza e mettersi in modalità autogiustificazionista sfoderando l'evergreen "ero ubriaco, non sapevo quello che facevo". anche io l'ho usata varie volte. anch'egli l'ha usata ieri, onde spiegare la stupidità di un suo gesto, peraltro gratuito, ingiustificato ed evitabile, e come al solito ci è cascato come uno stronzo nel cesso, se mi avesse risposto "me l'hanno ordinato gli omini color lampone che vivono nelle tubature di ghisa del calorifero" ci avrebbe fatto una figura migliore. per cui tre o quattro ore fa ci ho goduto come una biscia quando l'agente si è seduto goffamente sulle piastrelle lucenti della cucina cercando vanamente di ri-giustificarsi con una inconsistente voce impastata, e poi vederlo accasciarsi sull'impiantito gelido. e quando mi sono alzata dal divano, ho acceso la luce di colpo creando il temibile effetto visivo stevie wonder e con un piede gli ho picchiettato la sommità cranica, invitandolo ad alzarsi e recarsi al piano superiore.
è in momenti come questo, o nell'attimo prima di collassare me medesima per un qualche motivo x, che, luminosamente e concretamente, vedo equipararsi gli intenti, le modalità di svogimento, e gli effetti di una gran varietà di vizi, compulsioni e/o devianze. (che è un gran comodo nido gustificazionista e paraculo, ma shhhh)
e immagino un'ampia stanza addobbata con gran pompa, ricolma di gente che non riesce a stare in mezzo ad altra umanità se non assume alcoolici, gente che si ubriaca fino al collasso, gente che svuota frigoriferi e li riversa nella tazza del cesso, gente che digiuna, gente che si fa cagare in petto da altra gente, gente che si fa dare martellate sui coglioni e ne trae godimento, gente che si trattiene, gente che si sbraca, gente che brama di collezionare un numero crescente di vagine penetrate, gente che suona per ottenere validazione dalla propria nicchia sociale, gente che si fa le pere, gente che si automutila, gente che si esibisce, gente che si nasconde, gente che emula.
gente che si crede migliore di altra gente basandosi sull'assunto che secondo le loro regali persone va giudicato in primis il sintomo esterno, e non il malessere interiore.
gente stupefatta di quanto si è tutti così orrendamente simili l'uno all'altro, una volta spogliati degli orpelli coi quali ci si trastulla. inaccettabile!
fine del fascino dell'unicità, fine del menavsela, fine delle discviminazioni, fine dei tuoi assunti del cazzo, poveva/o sfigata/o.
sei tanto quanto me, solo un po' più, o un po' meno, sacco di merda.
oh oh oh
agrodolce è il sapore dela consapevolezza ridanciana
no, non andrò a quel cazzo di Road to Ruins a febbraio a roma. piantatela di chiedermelo. la suddetta manifestazione non solletica la mia curiosità nè la mia spinta a spostarmi, una consistente fetta di gente ivi presente mi starà sui coglioni, costituisce piu attrattiva stare a casa da sola a confezionare agnolotti, zappare la terra gelata dei campi e pulire lo sporco delle righe delle piastrelle in bagno.
non mi tange l'evento mondano del cazzo, non mi interessa stare in un angolo a fissare le macchie sul muro, non me ne fotte un cazzo dei gruppi, ergo fatemi questo favore, cessate di stupirvi alla mia risposta negativa.
siete ridondanti. tutti.
giusto due promemoria
martedi 17 gennaio al for bears pub di alessandria, via mazzini 40, live set acustico di agent pazz
giovedi 19 gennaio sempre al four bears pub dj set di dj jenny bresaola + dj johnny minchia, aka io e l'agente mettiamo i dischi.
l'acquisto, al bennet, di due confezioni di zucchero di marca " Zuccher ", ha rischiarato la mia già ridente giornata.
uno zero uno zero uno zero uno zero
sabato si torna nelle lande natie a supportare infarto scheisse, lady tornado e altri gruppi in quel del csa paci paciana. le serate di quel tipo non han mai deluso. eppoi sono un po' orgogliona della collaborazione coi lady tornado, viva.
spero che l'inverno duri per sempre.
nel bagno di sopra mancava la carta igienica.
l'agente è appena tornato sbronzo dal pub, l'hanno fermato i carabinieri. perchè si è messo a parlare con i travoni del distributore.
era in bici.
c'è una bottiglia di acqua sgasata e imbevibile vicino al portatile.
seba è arrivato stasera con un giubbotto di jeans col pelo dentro tipo nipote di vasco rossi, che però gli stava molto bene.
e mi ha regalato il primo fascicolo dell'enciclopedia degli insetti.
ho un calzino bucato.
e il calendario di cronaca vera.
mi son venute le lacrime nella scena finale di an american history x.
so quasi a memoria l'orazione civile del vajont di marco paolini.
e anche ghostbusters, howard il papero e balle spaziali.
domani settecento persone leggeranno questa lista di cagate inutili.
ma vi rendete conto.
Per stare un po’ più comodi
Questo post è stato scritto la vigilia di natale, mentre guardavo la televisione coi miei. Per non so quale motivo è rimasto a stagionare in un file word in un angolo del desktop senza trovare la propria collocazione nel blog. L’ho riesumato ora.
I miei genitori alfine sono giunti qui da me, l‘agente si è pavidamente dileguato e consuma kebab con napo, e io mi sto ingozzando di tartine prenatalizie.
Mio padre è davanti allo schermo televisivo con sguardo accigliato. Sta visionando alcuni video sul canale televisivo “Yos” e mi chiede con tono polemico, come se fosse colpa mia, perché nei video sono tutti pettinati come si pettinava lui quarantanni fa, perché si vestono tutti come dei cretini, perché fanno dei video che sembrano girati e montati dell’83. Annuisco mortificata. E mi strappa la promessa che col prossimo disco girerò un video tipo l’ultimo di farrell, con dei coguari al guinzaglio e delle bighe in fibra di carbonio trainate da degli elefanti, e un cameo dell’agente sdraiato su un triclinio assieme a brullonulla, con toga e corone d’alloro, circondati da delle ancelle con le chiappe cosparse di olio lucidante.
Stamattina invece vagavo per le vie del centro alessandrino brulicante di acquirenti di regali dell’ultimo momento aka gente che non gliene frega un cazzo ma si sente costretta. Amo guardare le vetrine. Sono attratta dall’opulenza e dal sovraccarico di cattivo gusto e dall’imposizione, neanche poi tanto sottile, all’acquisto. Mi diletto nella discutibile arte dell’osservare, nelle altre persone, la compulsione all’acquisto, e con (patetica) superiorità mi beo di non esserne schiava. E no, come ribadii con veemenza in passato, non spendo nemmeno soldi per discutibili apparel alternativoidi. Quindi realmente ne sto al di fuori. Realmente non ne sono schiava. sono schiava, al contrario, del non esserne schiava.
L’acquisto di beni voluttuari come potrebbero esserlo i vestiti mi imbarazza. Lo faccio in solitudine, con aria colpevole, al mercato,o in posti plebei tipo la standa o l’oviesse o i cestoni del supermercato. O rubo i vestiti dall’armadio dell’agente. Il concepimento della scelta di un paio di scarpe è un parto. Vorrei essere un cartone animato, che si veste sempre nel medesimo modo, o come batman, che com’ognuno sa, ha un armadio di tutine tutte uguali, e svegliatosi di buon ora ogni mattino apre il guardaroba e s’interroga gaiamente: che cosa mi metto oggi? Che gag.
La scelta degli abiti è un inutile spreco di energie e tempo. che cazzo mi frega di addobbarmi per essere piu civettuola? Si vede già fin troppo che ho cromosomi xx, perché fomentare ulteriormente. E lasciamo perdere le fotografie ignude, che mi ritraggono (moooolto vagamente) civettuola: sono solo esigenze, per cosi dire, sceniche, ed un tentativo (fallito, giacchè non l’ho piu praticato, avendo acquisito coscienza della sua inutilità) di esorcizzare questo statusdi perenne imbarazzo verso me stessa.
Consecutio temporum is a friend of mine
Comunque dicevo: stamattina vagando per il centro ad un certo punto mi sono imbattuta in questo negozio che vende SOLO orpelli femminili quali collane, anelli, cinture, fermagli, spille, legacci per capelli, di ogni colore, foggia, materiale, impostazione stilistica. Solo ed esclusivamente orpelli.
Sono entrata nel negozio, sfidando me stessa. Passando in rassegna tutti gli orpelli mi sono soffermata sulla sezione Orpelli Neri. Acquisterò un orpello di colore nero, mi sono annunciata, e lo indosserò, mostrandolo a seba, ed egli rimarrà sorpreso. Egli mi incoraggia spesso, invano, e credo che ormai se ne sia accorto, a sviluppare la mia femminilità. Volevo stupirlo con codesto slancio estemporaneo. E, sapendo di compiere uno di quei periodici e vani tentativi, mi sono messa a frugare con lo sguardo tra i vari articoli, scansionare i laccetti gli anelli di plastica i bracciali i cerchietti gli orecchini nastri per capelli le spille di stile vagamente vittoriano. E ho compiuto il fatale errore di osservare per piu di due secondi l’immagine del mio volto riflessa in una specchiera. Ho avvertito, netta, un implosione secca all’interno della mia gabbia toracica, mi sono ingobbita, o per meglio dire, arricciata su me stessa, come facevano i lumacotti rossi che da bambina cospargevo di succo di limone, piegata ad origami, e, vergognosamente colpevole per avere solo pensato di potere assurgere allo status di donna civettuola, sono scivolata da sotto la fessura della porta del negozio come un foglio di carta, sibilando.
E ho fallito anche stavolta.
Comunicato per La Gente Che Non Mi Sopporta. Fate un favore a voi stessi. Io so chi siete, voi sapete chi sono. piantatela di leggere questo blog. perché, e ne ho le prove, so che lo leggete, sperando in cuor vostro che io scriva di voi e delle vostre miserevoli esistenze. e in tal caso vi sentireste legittimati ad autocompatirvi e diventerste le vittime e io il carnefice taaanto cattiiivo e tutto quadrerebbe e costituirebbe pretesto per altre asprezze e livorosità. Piantatela di leggerlo, dicevo, perché io ci godo a vedervi schiumare, e voi vi rosicate solo delle cellule epatiche. Chiaro e circolare.
Comunicato per i pirla: mi fareste un favore se la piantaste di mandarmi, tutti quanti, email in cui mi chiedete cosa ne penso di Tying Tiffany. lo fate sperando forse che vi dia dei pareri negativi, realizzando cosi una vostra perversione di lotta nel fango virtuale perchè è bello vedere le due zoccole arriviste e poco talentuose che si graffiano tra di loro nevvero? vi piacerebbe.
mi duole il muscolo cardiaco a dirvelo ma
1.Tiffany è persona affabile e simpatica (al contrario della mia persona, e sicuramente della vostra)
2. le nostre musiche, i nostri intenti e spesso gli ambienti in cui suoniamo costituiscono due universi a parte, sicchè far parallelismi è inutile e propedeutico solo alle seghe internettiane di cui sopra. ma dimenticavo che voi solo questo siete avvezzi a fare, quindi si, continuate a far parallelismi, che l'onanismo previene il cancro alla prostata.
Comunicato per i pirla #2: se non vi aggiungo al mio contatto msn, un motivo c'è, e non vi lamentate piagnucolando che "me la meno". semplicemente non mi fotte un cazzo di conoscervi con questo mezzo. ho già sufficienti amici nella realtà, non ho bisogno di annoiarmi a parlare di che tempo fa e di che scarpe indosso con un ciula YZ che manco so dove sta di casa, nè di giochicciarci a fare i seduttivi online.
stessa cosa per myspace, che nonostante continui a pensare che sia un ricettacolo di imbecilli e scarti della società, se correttamente utilizzato può avere una funzione utilitaristica e non solo di abbordaggio emopsicodrammatico/scenesteriale; mi sono iscritta su consiglio/richiesta di terze persone coinvolte nelle mie produzioni musicali, e per me le entità aggiunte nella lista significano solo amici reali/potenziali ascoltatori/gruppi con cui fare cose/etichette/organizzatori. se volete fare due chiacchiere mi beccate in giro e vi presentate, senza passare per il web, se siete troppo lontani mandate un email, ma msn ve lo scordate.
si fa sentire l'esigenza di mettere delle faq in un angolo di questo blog.
sfaccendat
in questo momento sl mio blog ci sono 11 persone online.
non avete proprio un cazzo da fare.
abbiamo pantaloni larghi cazzo ti guardi
qui trovate l'ufficializzazione di quanto ho scritto alcune settimane fa. cosi la smetterete di mandarmi email chiedendomene conferma, e ne potrete disquisire in tono oltraggiato e incredulo sui vostri forum della minchia, come già qualcuno aveva iniziato a fare, se non erro.
per il resto, come sempre, l'Oracolo della Figa© ha maestosamente, ineluttuabilmente dimostrato di avere ragione. ma tu non darmi mai ascolto.
I’ll give you once once and one time only and then i’ll leave you lonely and then i’ll break your heart
Dicevo, ho degli arretrati. Tipo una due giorni Genova-firenze di inizio mese e dei concerti significativi a cui ho assistito. Merda, il cantante dei negroamaro ha la scarpe verde fluorescenti. Merda, il cantante dei negroamaro è l’ibridazione perfetta tra il commissario montalbano e samuel dei subsonica. E vasco rossi ha appena dichiarato di non avere mai fatto uso di eroina. Merda. È sempre bello vederlo agitare le braccine, sul palco, con le pupille grosse come una capocchia di spillo. Devo spegnere la tele. L’otto dicembre scorso ho suonato a Genova, al milk, con uochi toki, agente, rocktone rebel e la one man band di quadratino. Quadratino, al secolo michael qualcosa, svizzero, suona nei plus nomination, è la versione emo del principe Emanuele Filiberto, e non si sa per quale motivo abita a genova, ignomignosamente, giacchè io ad esempio farei carte false per ricongiungermi alla Madre Patria. Lo chiamo quadratino per via delle sue ridicole scarpe a quadretti della vans, di quelle tipo ciabatta da vecchio, senza lacci. Ridicole per un uomo, intendo. Io invece mi sto impuntando di trovare delle scarpe col velcro, come se ne trovavano a prezzi modici nei cestoni della Città Mercato, 20 anni orsono. Mi piace sta cosa di Genova, che si parte da alessandria con un clima antartico, e puntualmente, arrivati al Milk, ci accoglie, avvolgente, a tratti commovente, una mite temperatura autunnale. Questa è stata la prima sera che non mi sono ubriacata al milk. Aka, non ho insultato/preso per il culo/molestato nessuno. La penultima volta avevo dato del finocchio a kevin aper tutte le volte che l’ho visto aprire bocca. Vabbè, questo l’avrei fatto anche da sobria. L’ultima volta, ho inseguito per i vicoli Gessetto, un amico di Quadratino, colpendolo più volte con una trave di legno e conficcandomi inavvertitamente nel polso un chiodo che sporgeva dalla trave stessa. Insomma, il concerto. Chi se ne frega, anche. Ho suonato discretamente, l’agente idem, gli uochi idem, quadratino mi ha fatto cacare perché si vedeva benissimo che voleva imitae vagamente l’agente facendo il simpa, cosa che non gli riusciva per un cazzo perché quadratino non è antipatico, ma non puoi avere la faccia di Emanuele Filiberto emo e risultare simpa al pubblico. Il primo gruppo non l’ho sentito. Ho fatto il mio solito dj set irritante e via a dormire. Nel frattempo l’agente ha fatto in tempo a limonarsi una tipa ubriaca con giaccavento lunga bianca, pelle marrone e stivali da cavallerizza, mentre matte si faceva la sua amica, della quale mi ricordo solo le narici pantagruelicamnete larghe, e una felpa cosparsa di pietre preziose finte. Merda, ma james blunt è davvero un finocchio. Devo perdere il vizio di portarmi il pc a letto e lasciare accesa la tele mentre scrivo. Il giorno dopo il furgone dei pezzenti (noi) parte per Firenze. Suoniamo al mandela forum, che io non avevo compreso essere un palazzetto dello sport con un palco tipo festival bar, la cui vista mi perplime e mi imbarazza alquanto. Suoniamo con gli Amari, e altri gruppi di cui non rimembro il nome. L’organizzazione è maestosa. Abbiamo il camerino con scritto il nostro nome, il catering, la cena pagata, pure l’albergo. Ogni tanto è gradevole respirare parvenze di sboronate, il miraggio di qualcosa che non sarà mai consuetudine, e per questo ha il sapore speciale della ricompensa una tantum per gli sbattimenti quotidiani.
Si fa il check, Perone che è il nostro fonico ninja come al solito ci fa dei suoni roboanti e ci garantisce i nostri soliti 2 db in più degli altri gruppi, nonchè prepotenza e tracotanza equalizzatoria. Perone è anche un pedofilo e un gerontofilo, a tempi alterni. Mangiamo e torniamo al posto che intanto s’è riempito. L’organizzatore ci annuncia che ci sono 2000 persone e io ho una sensazione tipo nodo scorsoio nel duodeno. Ma ci sono Margherita e Anita, bellissime e luminose, e come ad arezzo, mi distraggono da pensieri funesti di miei macchinari che si impiantano e varie figure di merda. Salgo sul palco. Non avevo mai suonato in un palazzotto dello sport semipieno. Attacco la prima canzone, mi prendo bene, facco la pirla, primo salto, secondo salto, al terzo salto, L’iddio cane merdoso, forse per le vibrazioni del palco, forse perché il mio lettore cd fa cacare, mi si pianta la base. Di fronte a 2000 persone. Disinvoltura. Passo i venti minuti del set con la vena della fronte grossa come il mio dito indice pregando che non si pianti di nuovo, il miracolo avviene, per la tensione lancio una bottiglia d’acqua in mezzo al pubblico, senza volerlo centro una tipa in prima fila, applausi, fine.il resto son seghe, e una inusitata quantità di cd venduti. Sborra. Bella li. Viva i pezzenti. Gli uochi proseguono e fan piazza pulita. Salgono gli amari che sul palco han posizionato dei tubi neon colorati. In tinta con le loro magliette, non so se questo fosse voluto. Colori un po’ da finocchi, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo. ma forse sono io che esagero, tollerando solo queste gamme di colori nel vestiario
nero
marrone scuro
grigio scuro
blu scuro
verde militare
bordeaux scuro
rosso scuro
viola scuro
Non so come si chiama il genere che fanno gli amari.
Ho sonno, credo di avere scritto a sufficienza per un report. E poi c’è il video di gwen stefani al party dei negri, e degli afroasiatici, che un po’ la canzone mi piace. Buona notte.
stupefatt
hillary duff riuscirebbe a essere puttana anche infilata in un costume dei banana splits.
nello sri lanka le donne di malaffare solgono essere sfigurate lanciandogli in faccia l'acido per batterie d'automobile. credo dovremmo metterci tutte al riparo, allo stato attuale delle cose. chi piu chi meno
Tipo: e' la pressione a 100 che mi rende ostile
e' la tensione che da' sul mio stato mentale
ecco i guaglioni con i nervi a pezzi,
e scoppiano scazzi, e i miei fratelli sono pazzi
Meglio tener la porta chiusa:
sta per scoppiare un gran casino nella casa
e uno dopo l'altro i miei fratelli se ne vanno via
a compimento di una strana profezia
ah, la sindrome premestruale.
e ha un sapore amaro come un chiodo conficcato in gola
e la mia testa vola
ti porto dove andiamo quando andiamo fora
rivedo scene col finale che non c'e',
qualcuno ha scritto fine e non si sa il perche'
vada come vada
di noi rimane solo un nome sul muro, con una croce su
siamo cani della strada
percio' se domani mi sveglio non ci penso piu'
(SXM)
questo post è stato rieditato, prego leggere di nuovo
È cosa nota e assodata che una discreta fetta della categoria dei giornalisti musicali sia, (tranne numerose eccezioni che io mi pregio di conoscere. Ma il namedropping è di cattivo gusto e voi sapete già chi siete), non essendo capaci di compiere una determinata attività, solgono disquisirne, male, con uno stile farcito di velleità frustrate, con supponenza, livore, gratuità, ricerca spasmodica dell’hype e della leccata di culo alla chiappa del momento. Et cetera. A questo proposito leggo su xl di questo mese, in un riquadro posto sotto una fotografia di due anni fa, per la quale, tra l’altro, mi sovviene di non avere mai firmato una liberatoria (ingenua io al tempo e figli di troia coloro che mi scattarono le fotografie senza informarmi di questa pratica, ma anche a questo porremo rimedio), un articoletto che riguarda la mia presenza sul sito delle SG.
E cosi il il signor “giornalista”, precipitando nel baratro della provincialità (mettere su i dischi al milk la vigilia di natale non è che lo renda cosi chiccosamente cosmopolita neh) non potendo argomentare su notizione riguardanti star del jet set, tenta lo scoop del cazzo con me che abito al bivio san Michele.
Ma ripigliati, continua di questo passo e finisci a lavorare per cronaca vera a raccontare la storia della signora Adalgisa che ha trovato venti gattini nel bidone del rudo, chi li vuole adottare, è Natale.
Minchia che scoop, complimerda. A parte la tristezza del riportare dati fasulli, come ad esempio un mio presunto set di fotografie a novembre, quando in realtà l’ultimo uscì ad aprile, alla mia dipartita, e fu scattato in gennaio, basta loggarsi e cliccarci sopra per avere conferma, se non aveva quattro dollari per iscriversi a SG glieli regalavo io. O la stronzata dell’avermi ripetutamente contattato dopo la prima volta, giacchè non ricevetti né telefonate né sms né email. il fatto è che fui contattata tempo fa dal sig. "giornalista", che mi propose l'intervista. all'inizio mi era parsa cosa fattibile, poichè da tempo mi premeva di comunicare certe verità riguardo il suddetto sito, che non ricalcano pienamente l'immagine estriore del sito stesso. poi vi ripensai, decidendo di farlo in altra sede e con altra giornalista, e mandai un sms in cui negavo la mia disponibilità. chi tace acconsente, e io non lo sentii mai piu. i casi sono due, o nel giro di qualche giorno ho avuto contemporaneamente ko cellulare e email, oppure il sig. "giornalista" è un contapalle. fate vobis.
A parte la tristezza nell’usare, una volta ancora, inesorabilmente, artifizi retorici inutili per nascondere verità e palesare squallidamente alcuni particolari a seconda di cosa si vuol fare apparire a discapito dell’immagine di una persona, usando termini come "Doppio gioco" o "Detournement". in realtà me ne andai dal sito ad aprile, e a metà agosto mi è stata ridata la password per navigare sul sito onde 1. vendere e promuovere i miei dischi li sopra 2. entrare gratis a un paio di grossi concerti a cui volevo presenziare 3. stare più agevolmente in contatto con una manciata di ragazze meritevoli; e non ho più fatto fotografie da allora, fino a prova contraria. Su XL è stato scritto che Missy, la padrona (di facciata) del sito, ha negato che io me ne fossi mai andata. spero che pure questa sia una distorsione della realtà operata dal "giornalista", in caso contrario il numero di facce di cazzo salirebbe a due, in questa storia. perchè fino a prova contraria ci sono circa 900 ragazze sul sito, piu i miei scritti sul journal di sg di gennaio, piu i vari forum sul sito, che potrebbero testimoniare il contrario. tanto per.
come affermai in passato, anche ora ritengo che SG sia un sito di merda, con un etica di merda e che nasconde, dietro un edulcorato paravento di falsità, una gestione sessista e assolutamente anti-quello che vorrebe far apparire. la stragrande maggioranza delle ragazze presenti sul sito non si discosta dallo stereotipo della velina di canale cinque versione alternativa, vuoi per intenzioni vuoi per QI. una mandria di vacche con le chiappe tatuate che fanno si con la testa e leccano il culo a un laido personaggio a nome sean, vero padrone del sito, che non si fa problemi a censurare i diari e gli interventi delle ragazze, e sbatterle fuori dal sito, se esse provano a esprimere pareri contrari al suo modello di gestione di Sg, e quindi delle ragazze stesse. questa è la libertà di espressione e il self empowerment tanto decantati. ci ho creduto anche io in passato. ah.ah.bella l'igenuità. Ciononostante, adesso sfrutto questo canale per i miei porci comodi come esso ha sfruttato la mia immagine, anche dopo la mia temporanea dipartita. Sfrutto questo canale senza piu dargli mie fotografie, prendendo quello che c'è da prendere e facendomi, nel contempo, i cazzi miei, e fregandomene di tutto quello che vi sta attorno.
e sapete perchè? perchè secondo il sistema attuale del sito, se in data odierna decidessi di ritirarmi nuovamente, non solo il mio profilo e le mie fotografie rimarrebbero online nell'archivio di SG (come del è sempre stato per le ragazze archiviate), ma il mio nome rimarrebbe ugualmente nella barra di scorrimento delle ragazze attive sul SG, quella in alto a sinistra sulla homepage. questo perchè in seguito a una fuga massiva di ragazze (a settembre, tra quelle cacciate per censura e quelle che se ne andarono schifate a seguito di questo fatto, sg ha contato 30 e più dipartite di modelle), tra cui quelle piu popular e cliccate, le "buttadentro" del sito, i padroni, temendo un calo dell'utenza, pensarono bene di riesumare le ragazze dall'archivio, come se esse fossero ancora attive su sg, senza il permesso delle ragazze stesse. indipercui, in data odierna, chi volesse farsi archiviare, avrebbe comunque visibilità suo malgrado e la sua immagine verrebbe comunque usata e sfruttata, senza nulla in cambio. tanto vale quindi rimanere li sopra e sfruttare, vicendevolmente, le opportunità che vi si possono creare, senza mandare ulteriori sets fotografici online.
Parliamo anche della tristezza incommensurabile da voltagabbana ingiustificato del sig. "giornalista", che dopo avermi intervistato un anno fa, dedicandomi quattro pagine su rumore, ora si mette a spander merda senza saperne un cazzo, senza documentarsi, con il solo scopo di creare il chiacchiericcio e l'interrogativo pruriginoso.
dicesi professionalità.
Il fatto è che io sono nata a Bergamo, capite bene che noi con la retorica ci si pulisce il culo.
Io non devo spiegazioni a nessuno, tantomeno a Lei, signor “giornalista”. Non mi spaventa lo spauracchio dello sputtanamento mediatico, sono già sputtanata di mio, ciononostante, come vedete tutti, ancora sto qui a fare il cazzo che mi pare, come mi pare, nella modalità e nei tempi che più mi garbano.
Non è che sono io la “bambina cattiva”. Siete voi ad essere degli eunuchi, che non respirate se non affibbiate le vostre categorizzazioni della minchia addosso a qualsiasi cosa vi si pari davanti.
Lei non fa giornalismo per informare. questo è assimilabile a un patetico tentativo di emulare, in piccolo, un mondo giornalistico nel quale vorrebbe sguazzare, ma non ha la capacità di farlo, e mai l’avrà. questo è giornalismo, se si può ancora scomodare il termine, da novella 2000 dell’indie, seghe scrittorie a base di puntiglio e bassa autostima, per segaioli come lei che si divertono a vedere il declino e l’ascesa di personaggi x attraverso le suddette seghe. Il fatto è che i personaggi x se ne strabattono la ciolla, dei vostri scritti. Noi continuiamo con o senza. Ma è giusto far notare dove e quando qualcuno caga fuori dal vaso. Soprattutto se caga in casa tua.