"in sudtirolo troveremo minimo 20 metri di neve!" " e tu ti prenderai minimo 20 metri di cazzo"
se stasera in quel di mariano comense nevica come ho visto accadere stamattina in quel di torino, temo sarò costretta a suonare dinnanzi a un pubblico di sedie vuote. mea culpa, m'ero abituata troppo bene al nutritissimo pubblico del Covo venerdi sera. che per inciso non era in loco per me ma per assistere alla presentazione del disco dei Giulio and The Chiappettas aka The Death of Anna Karina, il cui concerto è stato godibile e il cui disco spacca assai, ma tant'è, è sempre gradevole parassitare il pubblico agli headliner. la prossima volta che suono a bologna devo ricordarmi di piombare in mezzo al pubblico con una macchinetta per tagliare i capelli e falciare random pettinature da froci. bello rivedere gli amici persi di vista da qualche mese tipo il quattrocchi e l'albanese e michele e giorgia e rocco, e uber alles il dottor brullonulla in forma smagliante. ma soprattutto bello dopo tanto tempo che non lo si faceva, ritrovare la formula dei Cugini Merda aka io e l'agente a zonzo di città in città a ubriacarsi e scatenare tafferugli. è stato didattico osservare l'agente, fuori dal suo ambiente naturale, cercare di interagire con le personalità presenti al covo, e vederlo constatare livoroso l'irraggiungibilità sessuale di una certa tipologia femminile aka fighe di tungsteno del covo, nonchè constatare ancora piu livoroso l'assenza delle sguanazze che tipicamente cerca di infilzarsi in quanto femmine insicure e sovente all'ultimo stadio di disperazione in quanto a) non chiavano da mesi b) c'hanno il tipo ma versano in uno status di insoddisfazione sentimentalsessuale tale che le porta a compiere reiterati atti di meretricio fedifrago piu o meno virtuale. oggetto del meretricio: l'agente, ovvio, che non rappresenta certo il sogno erotico delle suddette sguanazze in quanto non dotato di ciuffo, corporatura snella e gusti musicali indie adeguati (aka gruppi i cui nomi sono composti da almeno tre lemmi di differenti idiomi quali sanscrito, ottentotto e inglese), ma rappresenta comunque una valida alternativa alla plumbea vita emozionale delle suddette sguanazze, per via del suo pagliaccesco brio e del suo dissacrante piglio artistico bla bla bla, aka uno che fa il buffone e viene acclamato da tutti, della figa la riesce sempre a tirar su, se non si sta a sindacarne troppo la qualità. Sgauanazze, vi svelo un segreto. L’agente è un gran chiavatore, ma scordatevi il pagliaccesco brio. È uno specchietto per le allodole. Se arrivate ad un età maggiore dei ventanni e ancora seguitate a sperare che arrivi un uomo a sedurvi col suo castello di ridanciane stronzate e vi porti per mano nel walhalla della comicità e delle gag, vi do un modestissimo consiglio. Fatevi chiudere le tube di falloppio e diventate lesbiche. Non avete ancora capito un cazzo. Gli uomini fan le gag tra di loro, o in fase di conquistaggio, o se trovano una donna che regge il gioco delle gag. Cioè non con voi, che pendete dalle labbra di un egomane osssessionato da se stesso che si autoliscia le piume sfoderando battute alla woody allen di stocazzo o si finge comprensivo dei vostri problemi quando in realtà gliene fotte sega.
If i only if i only if only had a heart
Comunque.
L’agente (ed io con lui) ha poi ritrovato la sua dimensione il giorno successivo, quando abbiamo raggiunto il terzo Cugino Merda aka Chris polecats e ci siam recati in quel di Genova a trovare l’altro paio di Cugini Merda. Svago degrado e porco dio. Non ho piu tempo di scrivere, devo prendere venticinque treni per raggiungere la brianza e suonare per tre persone.comunque da sabato gli offlaga discopax sono amici miei perchè mi hanno dato sei consumazioni del milk
Odi profanum vulgus et arceo
Yeah, Silent Bob, your a rude motherfucker, you know that? But you're cute has hell. I could go down on you, suck you, line up three other guys and make like a circus seal.
[Jay makes a rude head gesture and car horn honks] Ewww, you fucking faggot, I HATE guys. I LOVE WOMEN!
Se rigettato dalla cavità gastrica il cibo di macdonald si riassembla nella forma originaria, a contatto dell’acqua del water, e da li inizia il viaggio nelle tubature, viaggio nel quale assume forma vitale per poi prendere a terrorizzare i viandanti una volta uscito dalla rete fognaria. nella nostra dimora vige, in questi ultimi giorni, un delirio egomane che porta ciascuno dei tre abitanti ad ascoltare, in cuffia, solo le proprie produzioni musicali. Oppure al curioso fenomeno di tre persone nella stessa stanza che pesticchiano sulle tastiere e strascicano mouse, autisticamente e a custicamente isolati l’uno dall’altro. L’agente tenta di ibridare kid606 e venetian snare con la ferma convinzione che questo lo aiuterà a tirar su della vagina supplementare, napo campiona i braid e ne fa basi rap, io tento di finire il disco con risultati pessimi. Tre falliti insomma.
Qualche mattino fa io e napo, facendo colazione con annesso zapping mattutino (zapping. Parola colma di memorie famigliari. Mia madre non riesce mai a tenere a mente la parola “zapping” e la sostituisce con altri svariati gerundi di origine anglofona. “piantala di fare pissing!” l’ho sentita apostrofare mio padre piu d’una volta.) ci siamo imbattuti in una vetustissima puntata dei robinson, la sit com educativa autoghettizzante e wannabe comica dei negri borghesi anni 80/90. in ogni sit com che si rispetti vi è la puntata didascalica che tratta l’argomento droghe (leggere). Plot tipico della puntata: il ragazzo di famiglia viene traviato dalle cattive compagnie scolastiche ed indotto a fumare uno spinello. Il padre o chi per esso scopre l’accaduto. Il padre si adopra in una comprensiva predica per il bene del pargolo. Il pargolo si ravvede. Abbraccio paterno. Applauso. Nelle sit-com negre tutto questo assume contorni grotteschi. Cioè, sapete bene che il futuro dei vostri figli, la di loro inclinazione et aspirazione piu alta è quella di diventare assidui consumatori di crak. Cazzo fate la paternale sugli spinelli? Dai è ridicolo. Non che io supporti il consumo di tali sostanze, per citare ed norton in an american history x “l’erba è da negri”, però suvvia, un po’ meno ipocriti.
Non riesco piu ad aggiornare come una volta. Troppi cazzi miei.
cold cold chicago go-go dance out the door before your party gets bored and ignores you
Non berrò mai più a stomaco vuoto
Non berrò mai più a stomaco vuoto
Non berrò mai più a stomaco vuoto
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Non berrò mai più a stomaco vuoto
Non berrò mai più a stomaco vuoto
in questo modo eviterei di arrivare a fine serata strisciando sui gomiti. sempiterna gloria ai retarded, all'agente che gira per i vicoli di genova chiedendo a persone random "scusate, stiamo cercando della droga al fine di assumerla, sapete dove sia possibile recuperarla", al puttanone dei distillers che fa i tatuaggi storti e non so come si chiama, ai Cugini Merda e a chi ha caricato me aka il Sacco del Rudo sul proprio motorino sottraendomi dalle spire del coma etilico.
ora però vorrei dormire.
l’eterna lotta tra il male e il malissimo
l’insonnia è un animale merdoso.
Il rebound benzodiazepinico lo è maggiormente.
E mi porta ad aggirarmi raminga per casa fino all’alba, tendere l’orecchio, percepire nell’ordine i miei passi, l’agente russante al piano di sopra, il treno che sferraglia sulla massicciata, napo occasionalmente rigirantesi nel letto. Ho sviluppato la convinzione che napo dorma in posizione supina con le braccia perfettamente allineate al corpo, e che di tanto in tanto compia un giro di trecentosessanta gradi su se stesso per poi ritornare marzialmente dritto e immobile alla maniera delle mummie, o dei vampiri, o dei deceduti nelle relative casse lignee. Confesso altresì che prima di scrivere “supino” ho dovuto immettere il lemma dentro il cercatore di immagini di google perché confondo sovente il prono col supino, cosi come la destra con la sinistra. È per quest’ultimo motivo che non sarò mai una guidatrice, e che la gente mi odia quando fornisco delle indicazioni stradali.
L’insonnia mi si attacca addosso e penzola, come una lampreda fuor d’acqua, e io vago per la casa cristonando e strascicandone la coda per terra. spalanco la porta dell’abitazione che da sul cortile, e dopo il cortile vi è il campo arato, e dopo il campo la massicciata ferroviaria, e da tramite tra essi solo la nebbia lattiginosa. Amo la nebbia lattiginosa, è avvolgente e mi rassicura al pari del cappotto dell’autoinumazione.
silenzio
Un tempo la temevo perché foriera di pensieri funesti, caratterizzati da monotematicità, e soprattutto perché nascondeva creature bizzarre e temibili, come i negri, ad esempio, che nella lattiginosità trovano rifugio e nascondiglio propedeutici al perpetrare ( wow che allitterazione) nefandezze e ruberie.
Ora la amo e la supporto e ne faccio la mia abitazione e il mio scudo. La porta si spalanca su un baratro rassicurante, la rarefazione e il rumore bianco. La porta si richiude davanti a me ed ecco di nuovo la casa tiepida e dormiente, eccezion fatta per me, ovviamente.
A questo punto vorrei spaccare tutti i vetri delle finestre e ingoiarli e sollevare le piastrelle dell’impiantito urlando, incendiare i campi di grano e irrompere nelle stanze dei coinquilini e di tutti i dormienti di questo lato oscurato del globo terracqueo e tenerli desti fino al giorno del Giudizio Universale, e quando verrà l’agnello diddio con quindici occhi e uno scettro di ossa di bambini groenlandesi nella zampa a giudicarli si ritroveranno delle spade di fuoco del porco dio a trapassargli il colon tutto, poiché Morfeo vi bacia lascivo tutte le notti, immondi fornicatori, e si dimentica di passare a far visita a me, che possa egli sprofondare nell’Abisso e ridursi a una poltiglia verminosa.
Tranne quando qualcuno mi mette a posto le coperte e mi parla come gli animaletti di paperissima.
Comunque io so cosa è successo a cogne.
in quanto a te, ti scordi sempre che io sono L’Oracolo della Figa, e quel che predico/introspetto/sospetto/intelligo riguardo alle tue frequentazioni femminili si avvera, puntualmente, svizzeramente, implacabilmente, e tu sai di non avere scampo.
Nella fattispecie questa volta hai permutato la ragazza con cui esci con un laptop. Se non è indicativo questo. E comunque è deprecabile il comportamento di una persona che passa mesi a testare il comportamento di un individuo e, all'atto del (doveroso e auspicabile) controtest mostra di non volere stare al gioco nonchè di imporre le proprie regole come uniche e prioritarie. bah.
Pare che il tredici novembre dovrò mettere i dischi alla festa di BAM!zine al taun, a fidenza. Amo mettere i dischi. Concettualmente da quasi più soddisfazione del suonare in giro. Si perché suonando imponi mezzora delle tue produzioni di merda a un pubblico pagante, e finisce li. Mettendo i dischi imponi per una intera serata i tuoi gusti musicali di merda a un pubblico pagante, bevi gratis, e puoi influire massivamente sull’umore degli astanti, un po’ il corrispettivo del sottoporre i tuoi ospiti alla visione delle diapositive del tuo becero viaggio in _________ (inserire località del cazzo)