mercoledì, settembre 28, 2005

I would like so much to reach out to you and touch you in your loneliness. What would it be like, I wonder? What would be wrong with that? I realize that you are not a person in the strictest sense of the word, but, um, maybe you're right about that too. Maybe what's wrong, it's not us, it's this... I mean, when they compare you to vermin, to rodents and to lice. I just, uh, you make a good point. You make a very good point. Is this the face of a rat? Are these the eyes of a rat? "Hath not a Jew eyes?" I feel for you Helen.
[leaning forward to kiss her]
No, I don't think so. You Jewish bitch, you nearly talked me into it, didn't you?
in verità vi dico alle ore 15:51 | Permalink
lunedì, settembre 26, 2005

carrie: "Our timing has been very bad. "
charles: "Yes it has been. Very bad."
carrie: "It's been a disaster. "
charles: "It has been, as you say, very bad indeed"


"io diventerei volentieri frocio, il problema è che la figa mi piace troppo" (l'agente durante la visione di quattro matrimoni e un funerale)
l'agente ha portato a casa una fisarmonica. di quelle da zingaro sulla metropolitana. l'ha acquistata per cinquanta euro in germania. è contenuta in una custodia che ho rinominato "l'antro di aziz" per la puzza di negro che emana. è da una settimana aperta in cortile a prendere aria e ancora è impregnata di tali mefistofeliche esalazioni.

un'altra inutile elongatio penis dell'agente.
che perdipiu odora di kasbah.
diocane.

 

 

in verità vi dico alle ore 16:48 | Permalink
mercoledì, settembre 21, 2005

Una cosa è sicura diverremo tutti magrissimi

 I coinquilini tornano tra poco. Io in circostanze tipo tour riesco sempre a lavarmi in modo piu o meno decente, a pezzettini, piegandomi funambolicamente nei lavandini. L’agente come del resto quasi tutte le persone che conosco se ne sbatte il cazzo e sta per una settimana con le stesse mutande e gli stessi calzini. Tornerà a casa e puzzerà come una catasta di carogne di cane rimaste sotto il sole. Con tutto il bene che gli voglio non sono assolutamente nella modalità di farmi sommergere da un esondazione di report post-tour. Sicchè sto accarezzando l’idea di predisporre in cucina un pubblico di nanetti di gesso plaudenti, cui egli possa raccontare i propri trascorsi. Assisteremmo al curioso fenomeno della migrazione spontanea dei nanetti verso il cortile, passettin passettino. 

Nelle giornate di giovedì e venerdi ho scoperto che oltre ad essere una attention whore sono pure una medical care whore, nel senso che godo ad essere circondata da personale medico e paramedico che m’assiste e mi armeggia intorno. In realtà più che un’attitudine da matrona romana circondata da ancelle (“schiave cospargetemi di gelatina per l’ecografia!”) è più un godimento scaturito dal senso di protezione infuso da codesti estranei che senza alcun motivo si affaccendano intorno ai miei problemi fisici. Estranei capite? Se fosse mia madre, un amico, o un fidanzato li manderei a cagare e mi rigirerei sul lettino mostrandogli le terga. Questi estranei sono disinteressati quindi scevri da qualsiasi sbavatura morale nei miei confronti. Aka essi evitano l’autoinfondermi del Senso di Colpa che, ineluttabile, arriva ogni qualvolta qualcuno a cui voglio del bene si interessa dei Problemi Del Sacco Di Merda aka Me. Ecco perché amo le cure mediche. Mi fa sbavare il solo pensiero di un prelievo sanguigno, dell’ago che entra, il sangue che esce, e l’infermiera preposta che mi strofina il batuffolo di cotone con l’alcol. “tieni ben premuto e il gomito piegato”. È una sborrata. Vorrei essere circondata da quindici infermiere che mi prelevano sangue in quindici diversi punti del corpo, indi mi strofinano i batuffolini di cotone sulle ferite. Vogliamo parlare delle ventose dell’ecg e dell’eeg. Vogliamo parlare dell’anestesia totale. Esistono i pusher di anestesia totale per umani? E’ figo immolarsi sull’altare del degente.

Le persone a cui voglio parecchio bene hanno la curiosa tendenza a regalarmi delle armi bianche/oggetti contundenti vari. Già la Sorella  mi regalò una balestra per il mio compleanno (e io le donai un cuneo di ferro per difendersi dai malintenzionati). Sabato seba mi ha regalato un pregevolissimo serramanico. E’ il più bel coltello che io possegga. Nonché, siamo andati a vedere il Film Mainstream del Cazzo del mese di Settembre aka Madagascar. Sono fiera e godo nel varcare la patinatissima soglia del warner village di torino mentre voi nei vostri cinema d’essai del cazzo cercate di rimanere desti durante la visione di una retrospettiva di un regista rumeno doppiata in ladino con sottotitoli in eschimese. Madagascar è un film mediamente comico con una trama un po’ del cazzo, va da sè che gli unici a ridere dall’inizio alla fine, nel mezzo di una sala gremita di infanti, eravamo io ed egli.

 Intervallo featuring
L’email simpa del mese

ciao miss violetta

ti andrebbe di suonare ad una delle nostre feste?

sarebbe il 28 ottobre

però devi suonare nuda

Come no. Vi conviene maggiormente noleggiare una scrofa e torturarla pungolandola con degli elettrodi , otterrete il medesimo effetto audiovisivo. E al termine ci sta anche che la sgozzate e ci fate il coticchione con le lenticchie.


Domenica siamo stati in quel dell’arci taun, a fidenza, chè suonavano i groovie ghoulies e i retarded.
Prima che mi dimentichi, il proposito della settimana:

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Non berrò mai più a  stomaco vuoto

Dejavu costante dall’inizio alla fine. Quelle scene che vedi ripetersi decine di volte nell’arco di una decina d’anni di frequentazione di determinati ambienti (e che da un paio d’anni snobbavo per altri ambienti, in virtù di nonsobenechecosa, lagnandomi poi del fatto che frequentassi concerti di merda, in posti di merda ricolmi di gente di merda, di generi musicali che mi entusiasmavano all’inizio ma che in sunto non m’han mai dato un cazzo) tipo paco orsi che arriva e abbraccia chris polecats, sempre la stessa gente davanti al palco che fingerpointa con minimo ed essenziale ricambio generazionale, sempre la stessa gente che litiga, sempre la stessa gente che fa le gag. Eppure domenica ci stava assolutamente tutto questo, e non risultava né ridondante né patetico. Forse perché me ne sono stata principalmente ai margini al posto di gravitare secondo lo schema sociale della biglia da flipper cosi comune ai concerti.
I retarded han spaccato i culi. Loro e il mosh punkrock  I groovie ghoulies non ce la fanno piu ma li rispetto e amo tutti i loro dischi.

Dopo i groovie ghoulies sono uscita e mi sono seduta su un muretto e tutto quello che mi ricordo è di aver detto sieg heil al voluminoso cantante degli ffd che mi ha bollato prima come nazi, poi al mio “era una gag sono ebrea” come sporca sionista o qualcosa del genere. Da li in poi nacht und nebel come direbbe heinrich himmler, mi ricordo sprazzi di inizio di tafferugli e varie stronzate con lo stupido ciccione suddetto, che andava molestando verbalmente chiunque. Io non so perché nessuno si sia degnato di rendergli pervio il buco del culo a calci. Mi dicono che nulla di ciò è avvenuto.  Il giorno dopo mi sono svegliata con i palmi delle mani trafitti da una moltitudine di spine, interrogandomi per un paio d’ore sulla causa di tale curioso fenomeno. Seba mi ha riportato alla mente che prima di salire in macchina abbiamo avvistato un giardinetto dal quale lui ha sradicato un cespuglio e io ho prelevato un vaso contenente un cactus. Ma siccome sono tuff, e anche un po’ un sacco di merda, l’ho trasportata fino all’abitacolo tenendola per il cactus, e non per il vaso. La cosa è finita con seba che mi ordina di gettare la pianta dall’auto in corsa. Era una bella pianta, m’è dispiaciuto separarmene.

 


in verità vi dico alle ore 18:08 | Permalink
martedì, settembre 20, 2005




oggi mi sento un po' come carrie white nel giorno del prom
in verità vi dico alle ore 20:37 | Permalink
martedì, settembre 20, 2005

ti sei lavata le mani tesoro

heidi666 scrive:

ai concerto indie ed emo ci si annoia, non ci vado più, mi son rotta il cazzo.
 heidi666 scrive:
la gente è li solo per dire cattiverie e guardarsi le spillette e basta
 heidi666 scrive:
anche nel nostro giro si dicono cattiverie
però non cosi cattive e feroci
 heidi666 scrive:
è tutto piu umano e allegro e si risolve tutto subito, a schiaffazzi e pacche sulle spalle
 whatchu gonna do when the crowd goes ayo? scrive:
si
 whatchu gonna do when the crowd goes ayo? scrive:
siamo piu' leali li'
 whatchu gonna do when the crowd goes ayo? scrive:
e piu' urbiachi
 whatchu gonna do when the crowd goes ayo? scrive:
non puoi fare l'emo se sei ubriaco
 whatchu gonna do when the crowd goes ayo? scrive:
perdi punti stile
heidi666 scrive:
che froci di merda
heidi666 scrive:
viva il punk diocane


domani, report dell'intero weekend.
in verità vi dico alle ore 01:00 | Permalink
sabato, settembre 17, 2005

cause oh oh oh hide the smiles for the evening. cause we do do keep the smiles for later. that's really how it should be.
sono definitivamente tornata e verso in buone condizioni di salute.
adesso vi inculo tutti.
in verità vi dico alle ore 13:45 | Permalink
giovedì, settembre 15, 2005

ohhhhh penny you put me through hell and i've got nothing to sell that will save you, cause we're in trouble now we’re underground we're in trouble now and i don't believe you

 ahahahah che contorno grottesco assumono ora quelle email in cui qualcheduno si complimenta per il mio stile scrittorio. i coinquilini sono partiti ieri e questa casa è infestata da me stessa, aka, in data attuale, una curiosa matrioska composta da due soli pezzi concentrici. Dovrei tentare il riposo in virtù del fatto che domani ci si sveglia presto ma come si fa?
Non sono abituata a dormire da sola nella Magione degli Stronzi. c'è sempre qualcuno in casa, napo che ascoltando wagner dirige un orchestra fittizia con ispirazione alla von karajan, l'agente sbronzo che si masturba al piano terra visionando, a turno, un episodio di big tits round asses, fotografie di synnove suicide o antonella clerici col grembiule muccato che stende la pasta sfoglia. oppure seba in visita che mi fa le prese da wrestler mentre dorme (lui dorme.)
Indi vago come un fantasma per i due piani spostando oggetti e cercando di dominare senza convinzione l’entropia casalinga. Il nazismo igienista, il nitore e il profumo ariano di ammoniaca sulle piastrelle si fottano in sti giorni, che non ho la forza di sollevare nemmeno un lenzuolo.
Non serve avere Spessore se all'interno non vi risiede una qualsivoglia forma di Consistenza. Ho le ginocchia molli e con tutti gli sforzi non sono in grado di curvare lo spazio, in data attuale. Anche i migliori subiscono la defaillance. Qualcosa lo ha curvato per me, e seguita a farlo, ostinato pur nella sua precarietà e debolezza e compresso in quattro disinvolti centimetri di spazio. la sua volontà di affermazione è sproporzionata al suo stato (aperte le virgolette) fisico (chiuse le virgolette) attuale. va aldilà di qualsiasi concezione. eppure cosi è, e io sono pateticamente orgogliosa di esso. Per voi è un problema se in virtù di tale fatto mi metto a frignare? Per me assolutamente no. se vi da fastidio, vi sciacquate dal cazzo. Sono un po’ meno allegramente caustica, un po’ meno ricolma di gag, non faccio ridere e non me ne curo particolarmente. E vorrei vedere voi diocane. mi sto autogiustificando.
Allora perché dovrei volere uscire a quest’ora e sfrecciare con la bici da qualche parte con qualche canzone evocativa risuonante nelle cuffie del walkman, come l'istinto mi suggerisce? Chiaramente per avere scampoli di fighezza audiovisivotattile sui quali frignare ulteriormente e immedesimarmi allo scopo di cacciare ulteriormente, alla maniera degli struzzi, l’encefalo nella merda. Sotto per la precisione. Questo procedimento chiamasi anticamera dell’emo. E io fino a  prova contraria non posseggo, fieramente, un account su myspace.

In questi giorni (oltre a me ovviamente) contano quattro persone.

Tu, che perdi il sonno per le mie stronzate e ti fai il culo quadro per starmi vicino nonostante io sia, a conti fatti, un idiota.
Tu che sei mia sorella e ho detto tutto.
Tu che ormai ti sei rassegnato ad avere per amica una calamita per gli psicodrammi.
Tu che quanto ci si sente/messaggia, mi sproni al sorriso a 56 denti e mi fai sentire un po’ abbracciata.
ho ecceduto nella caramellosità? me la sucate.

 

“ricordiamoci bene di questo momento!” imperativo aka il rituale sulla montagna ce l'ha messo nel culo


tzè! uomo di poca fede a me non vanno fatte queste raccomandazioni. (sorrisetto) Anche nel peggiore degli epiloghi non metterò mai il limiter sulla memoria, è una cosa che non mi è propria. Io grondo come una spugna di luce figa, temporali notturni fighi, dominazioni di elementi in rivolta tenendosi per mano, accenni di risse con sconosciuti, degustazioni di cose che in teoria non si potrebbero mangiare, rischiare la vita per nulla su dei pendii, propositi di suicidio in luoghi ameni et inaccessibili, vacanze sturm und drang, discorsi surreali su cartelloni stradali semoventi con disegni di caprioli, camere di bed and breakfast umidicce, padroni di bed and breakfast che sembrano salad finger con i quali sfodero i miei skills di idioma crucco, rumore di acqua che preme sulla diga, seminare eventi atmosferici catastrofici, svago e degvado quando suono in giro e c’è da bere gratis, prendere a testate gli stambecchi, parlare come idioti,  comportarsi come idioti,

ma anche no. Et cetera.
e' da tre mesi che vorrei parlare di te. ma come si fa a parlare di te a 600 teste di cazzo? pearls to the swines diocan

in verità vi dico alle ore 02:13 | Permalink
lunedì, settembre 12, 2005

La progenie dei mortali è simile al germinare delle foglie

Sono tornata.
invece i coinquilini partono per un tour germanico di una settimana.

Un altro tramonto con luce figa. Che palle. Non voglio piu assistere a tramonti con luce figa. Dolgono. Sono inutili. In questo esatto istante sono superflui alla continuazione della mia esistenza.Vorrei che il mondo sprofondasse in una tenebra fitta e densa e frazionabile a colpi di roncola. Nel frattempo l’agente si diletta nel suo passatempo preferito cioè il generatore di canzoni finte di Carmen consoli. Lo stiamo spronando a fare un disco su questo concept.Quanto tempo è che non redigo un aggiornamento come si deve?
All’incirca una settimana fa approfittando di sgami vari ho assistito gratuitamente alle due giornate di rock in idro e indipendent days.

non sono capace di fare i report discorsivi.

Non sono capace di fare i report, punto.

Eppoi in questi giorni ho un tono dimesso ed opaco.

Le love in elevator sembravano uscite da un disco delle babes in toyland.

I turbonegro sono dei ridicoli pagliacci del cazzo.

I social distortion sono stati poco piu vitali di un concerto di luciano ligabue.

Io e margherita sulla collina lanciavamo improperi annoiati.

Mike ness è un imbolsito patetico nanetto che demagogizzava la folla a colpi di fuck bush fuck bush. 

Il tipo dei maximo park rassomiglia a un impiegato dell’inps.

Avete presente quel video di eminem con tutti gli eminem uguali che escono dalla fabbrica. Ecco, però con la frangetta color ebano e i tatuaggi di dadi e ciliege. E quelle merde di vestiario con iconografia obsoleta ma modernizzata e decontestualizzata con scritto sopra “lucky 13”

Applicazione per il genere maschile: banane lucide, e tatuaggi di fiamme e dadi. E quelle merde di vestiario con iconografia obsoleta modernizzate decontestaulizzata con scritto sopra lucky 13.

Gli hives me li aspettavo peggiori.

Tutti dovrebbero comprare l’ultimo disco degli stinking polecats, diocane.

Word mi corregge “diocane” con “giocane”

serie di cose annotabili nella casella "cazzi miei"

Non chiedo scusa a meno chè non credo di esser in torto.

Juliette lewis gran figa e gran voce. Ci crede.

Queens of the stone age unico gruppo in tre giorni che ho seguito dall’inizio alla fine, applaudendo ad ogni canzone, quasi sotto il palco.

Notevole il tipo che nel pogo urlava ramingo ed anacronistico KYUSSS KYUSSSS tra l’icomprensione dell’ignorante pubblico.

Lo stesso tipo che nell’esagitazione m’ha dato una manata in faccia e m’ha strappato il pirsing.

Gli errori di valutazione si scontano mangiando merda.

E altro.

Et lux fuit.

Peccato. Fuit nel momento meno appropriato. E non ci è dato (plurale majestatis ma anche no) di scegliere/aspettare/tornare indietro.

Non sapevo se visionare il concerto di skin o dei blood brothers. Dovendo scegliere tra una negra e dei froci,  ho optato per l'omosessualità ariana.

ahia. mi fanno notare che skin è negra e gay, e che nei blood brothers suona anche un negro.

distillers mi ha riportato a casa quando ormai giravo per l'indipendent days scalza con le scarpe in mano e un principio di pianto isterico dopo tre giorni di roboanti cazzi nel culo esistenziali. Anche gli amici di distillers sembran bravi ragazzi.

ste ha ospitato per due giorni io e lavi e fra che giravamo in mutande ubriache pronunciando frasi irripetibili e rendendolo suo malgrado partecipe di svariati psicodrammi da femmine.

Lavinia svaligiava negozi di mutande.

Qualcuno si faceva odiare.

Qualcun’altra era bellissima.

Qualcun’altro mi stringeva affettuoso il crapino ad impedire che ne fuoriuscissero stronzate sotto forma lacrimoide.

Ma s’è visto che io sono tuff.


tra l'altro mi sovviene or ora che questa tazza di latta smaltata non è mia.

Hanno regalato un televisore a napo, che lo ha posizionato nella cucina.
Sicchè il baricentro sociale della nostra casa s’è soavemente spostato dalla sala, sede della connessione internet, alla cucina, sede dello schermo audiovisivo. E come tre imbecilli visioniamo le puntate di paperissima estate ridendo immemori dei piccoli cacariso che cadono di testa dai seggioloni. L’agente guarda i video dei negri e si immedesima, sognando la tettona vestita di vinile rosa e frustinomunita del video di 50 cents.


“Che cosa è uno scoppione?”
“ti verrà svelato a tempo debito”
I won't say your name, you know who you are I'll never be the same again now - no way I just want to say Thank you for playing the way you play. Eccetera.
I descendents lo dicono meglio di tutti.
Del resto sarebbe stata un’ingiustizia cessare di ascoltarli solo per colpa di una piovosa giornata di merda. Uno prende quel che può. Da chi, cosa, e dove può.

Diomio come sono piattamente lapalissiana. E mi sa che fino a  venerdi sera/giornate immediatamente successive la musica non cambierà di tanto.
in verità vi dico alle ore 21:55 | Permalink
venerdì, settembre 09, 2005

hai troppo ragione quando declami "siete spietati anche involontariamente". quattro parole circolari e quadrate.
non c'è altro da aggiungere.

in verità vi dico alle ore 17:38 | Permalink
mercoledì, settembre 07, 2005

the man with the golden gonads
so frustrated that something (so) complicated could hang over my head on my first day back and already i'm treading on unsteady ground so strike me down or check me out
so elated that this soul so understated could be making eyes at me, but first i'll be another innocent victim looking for some sense of sympathy

tra poco torno.



in verità vi dico alle ore 17:09 | Permalink
lunedì, settembre 05, 2005

My girlfriend cuddles me and holds me  when i cry I tell her that i'm scared, she says that i won't die She tells me i'm OK
but i don't believe her, but it makes me feel better anyways.
(team dresch)




in verità vi dico alle ore 15:02 | Permalink
giovedì, settembre 01, 2005

i can't believe that is septembeeeeeer
pare incredibile che questo sudaticcio ed umiliante calvario sia quasi giunto al termine, e che tra un mese massimo ci lasceremo alle spalle codesta barbara usanza di deambulare con gli arti scoperti.
in verità vi dico alle ore 19:47 | Permalink