non me l'aspettavo.
ma avete vinto voi.
ora potete grassamente riderci sopra.
"identificarsi nei testi delle canzoni is not a crime"
no, ma è da quindicenni del cazzo. allora già che ci sei mettiti ad ascoltare laura pasini. piantala li.
è stato molto bello stamattina osservare il fenomeno dell'alba andando in bicicletta sul ponte del tanaro e godersi il fresco del mattino e bere il succo di pera in un bar appena aperto. è stato intimamente emozionante.
adesso però, porco dio, vorrei dormire.
il piano è di stare sveglia almeno fino alle otto di sera e poi crollare, onde regolarizzare questa sorta di jet lag farmaceutico che ho contributito a creare mea sponte.
l'autoprescrizione non è mai un' idea furba. oh, no.
ieri sera sempre per restare in tema mtv ho visto anche un live dei chemical brothers. essi erano circondati da ogni sorta di pantagruelico macchinario per sintetizzare musica. io non ci credo che usino tutta quella roba in due per fare i concerti. a me piace piu pensare che in mezzo a quel coacervo di campionatori e synth, proprio al centro, i chemical brothers abbiano inchiodato al tavolino un lettore cd di quelli che trovi a 17,50 euro all'eurospin, di marca "Lettor". cosicchè la qualità non perfetta della musica in uscita venga scambiata dalla massa di critici coglioni per "avvolgente e caldo suono vintage".
e che il resto sia tutta scena, come è giusto che sia.
quattro paciughi del cazzo fatti col fotosciòp = grafica.
a vabè.
allora io sono i dream theatre
agoraphobic nosebleed is playing at my house
non riesco a prender sonno. i comodi blister della synthelabo hanno sovvertito fastidiosamente lo svizzero rigore dell'orologio biologico. del tipo che ho acquisito il ritmo vitale di un criceto. di giorno molle letargia, di notte tenere accese delle lampadine tramite dinamo, correndo speditamente su una ruotina. stanotte io e l'agente, dopo mesi di cessata attività abbiamo assistito alla programmazione notturna dei video di mtv. era da secoli che non osservavo i video notturni di mtv. non mi perdevo un cazzo in effetti. recensione del video di fisherspooner. io nella mia gioiosa ignoranza musicale credevo fosse, per assonanza, un gruppo tipo nickelback. invece è un tizio a metà tra elton john e maurizio crozza da giovane che fa, prodigio dei prodigi, elettroclash. l'unica nota divertente è che in mezzo ci sono dei rumori random messi a mò di stacchetto, per fare il simpa. l'agente fa notare che il video per apparire per lo meno interessante dovrebbe esser pieno di puttane discinte. invece è pieno solo di inquadrature di sto finocchio egomane. è quindi questa la nuova o seminuova sensazione della musica internazionale? il gioca jouer rifatto un po' meglio.ah però. è un po' recensione del video di juliette and the licks. lei è diventata steven tyler. io la prediligevo quando recitava in "california".recensione del video dei bloc party. il negro con l'indie intorno! anche le vibrazioni han fatto un video simile, solo che al posto del bacarozzo c'era un cane. recensione del video dei nine inch nails. mi devo fare una maglietta con scritto "cassa in quarti free youth". l'agente si è primitivamente chiesto se esiste qualcuno che, posto nelle vicinanze di quel gingillo a chiodini, non abbia avuto la tentazione di appoggiarci il cazzo. recensione del video di vitalic. la tizia che canta sembra vagamente kim shattuck uscita da un negozio di parrucchiere col morbo di parkinson. ma tanto ci saranno venti persone tra i lettori di sto blog che sanno chi è kim shattuck senza cercare il nome su google
adesso rimembro perchè non guardavamo piu mtv
finocchi
è tendenzialmente una giornata di merda.
avverto che palpabili sussistono dei cambiamenti e posso solo assistervi. in tribuna d'onore! ma qualcuno furbescamente mi ha inchiodato il dorso delle mani ai braccioli della poltroncina, affinchè ogni tentativo d'interazione sia vanificato. che sia me medesima. che sia una forma di autoconservazione. stavolta niente altare sacrificale, niente biscotti, niente maria goretti che tanto non ci crede nessuno. il baratro nel quale cadere ve lo stioppate nel didietro. solo il raggruppamento massivo della pletora di stilettate, frecciate, bastonatine, inciampi, pugni sui denti, umiliazioni, unghie negli occhi. che per l'appunto, massivamente raggruppate vanno a costituire un onnipossente tsunami di merda e piscio. è li che attende. preme sordo come sulle pareti di una diga.
per essere colonne non basta lo spessore. ci vuole densità costante.
saranno dei mesi perigliosi quelli a seguire, aka un autunno/inverno di merda. e noi abitanti di questa magione ci apprestiamo, inespressivamente, ad affrontarli.
la soluzione per me appare meravigliosamente sotto forma di comodi blister da dieci della premiata ditta synthelabo. piu una pala, impassibile faccia di merda, ed escavazione di fossa. bella profonda, stavolta, e al morto gli si da un colpo in testa preventivo. ricoprire, fare pat pat con la pala, e andare a dormire. lontano.
però ho scoperto che l'animale piu bello del mondo dopo il wombato e il kiwi è il tree kangaroo.
"l' animale piu bello del mondo è il mio cazzo", sentenzia l'agente ravanandosi nei pantaloni.
noblesse oblige.
dovrei fare un report dell'austria, che merita, in effetti, ma non ne ho un cazzo voglia.
schlutzkrapfen chainsaw massacre
tornammo anzitempo per via delle inondazioni e del maltempo austriaco. ora sono a bologna dal dr brullonulla, ma stasera sarò a casa. aleggio in questo sentimento bifronte, la brama di tornarmene nella dimora alessandrina e il fastidio che la vacanza sia finita prematuramente. la smania di starmene in eremitaggio e l'ammettere faticosamente la mancanza di una tal persona.
inconcludent.
vi hanno mai spaccato in testa un cubo di rubik per sbaglio? non è divertente.
comunque. vi ricordo che domani 20 agosto miss violetta suona alla festa di radio onda d'urto a brescia, si, l'ampio spazio sassoso pieno di pusher e frichettoni.
dopodichè io e lui ce ne si va amabilmente in vacanza per una decina di giorni in quel della Mitteleuropa.
aka
non mandatemi sms, non chiamatemi, non speditemi email, a meno chè voi non siate
n. 2 Genitori
n. 2 Coinquilini
Paolina
Dr. brullonulla
Fidanzata
Lo Ste
(aka persone di enorme rilevanza nella mia vita )
poichè altrimenti non avrete risposta.
aloha
swallow my pride, slap me silly, i could never be like her even if I tryyyyyy
la morte chiamasi anche giustizia sociale. anche voi morirete e diverrete mangime per anellidi et succulento larvame. a questo punto dubito che caduche e temporanee sovrastrutture contino piu di tanto.
vorrei vivere in un paese le cui convenzioni sociali mi obbligassero ad andare in giro vestita come uno dei banana split.
l'altra sera l'agente aveva la nevralgia e non c'era l'aulin in casa sicchè per non farlo soffrire, come si fa coi cavalli, gli somministrai un medicinale simil benzodiazepinico ipnoinducente di cui non citerò la marca, al fine di addormentarlo e lenire i suoi tormenti.
purtroppo l'agente s'è dimostrato refrattario alla cura, e ne ha ricavato solo un lieve stato allucinatorio in cui rideva come un pirla e pronunciava frasi quali "voglio uno stuolo di ancelle che mi lecchino i capezzoli" e io lo istigavo al delirio parlandogli all'orecchio di topi con le zampette meccaniche e i polpastrelli di tungsteno e teste di zombi che volavano per la stanza.
sabato scorso non si sapeva che fare e siamo andati al sestvieve a fare del blando people watching. non ero mai stata al sestvieve.
meglio che stare a torino a sudare come giumente partorienti, giacchè al sestvieve l'aria era fresca e il cielo terso.
ho però ben compreso che il sestvieve d'estate è una sorta di ritaglio di ambiente urbano incastrato nelle rovine di quello che un tempo fu un paesaggio montano, prima che delle merde di speculatori edilizi e proprietari di impianti radessero al suolo ampi fazzoletti forestali al fine di costruirvi residence e funivie et similia.
se in inverno quel posto può avere un senso, aka praticare sport invernali, d'estate il sestvieve si ammanta di un aura di di decadente snobismo nonchè pretesa di vita paramontana.
sabato sera suonerò alla festa di radio onda d'urto in quel di brescia.
schiavi ricopritemi di raclette afghana!
cari affezionati lettori,
siamo in vacanza perdio, piantatela di scassare la minchia che non aggiorno.
gerontofilia
se avessi ventanni di piu vorrei sposare marco paolini.
ma anche LUI.
lui anche subito.
i've got the plan b ability
si stia pure tronfiamente orgogliosi de piano A. io non ho nemmeno un piano invece, vado avanti a balzelloni, scosse e tentennamenti e dove capita mi aggrappo e mi inerpico. non ho bisogno di indorare disagio e frustrazione con un qualche manifesto di intenzioni. sono in disagio e sono frustrata e ammetto candida e cristallina che delle volte vorrei assurgere a degli status differenti dal mio. degli status che passo il tempo a disprezzare, magari. e perchè no. sconvenienza uguale espressione di frustrazione, il disprezzo di caratura sociale come lo si intende qui, si traduce in una caratura sociale al contrario aka è semrpe e comunque una caratura sociale aka siete tanto quando gli alessandrini del cazzo che prendete per il culo da mane a sera. inutile che dare delle puttane e tutte le tipe che si incontrano nonchè cercare di metterle in imbarazzo solo per sublimare il pensiero che le si vorrebbe farcire di minchia come dei capponi natalizi. comportarsi da coglione per riscuotere consenso da una schiera di altri coglioni che si suppone sian d'accordo, darsi le gomitate e ridondare nelle stesse gag del cazzo per me non è poi sto granchè come piano cospiratore. inutile ora incelophanare il manifesto di intenzioni in una pellicola giustificazionista, che il domopack non va bene nemmeno per pulirsi il culo.
che poi non ho capito, sconvenienza del piano A buona, sconvenienza mia cattiva. quindi, va bene rompere i coglioni ma finchè non cozza con interessi copulatori/situazioni sociali propedeutiche a.
ah beh.
dling dlong
il mio stimato e caro e ottimo amico stefano gilardino ha scritto un pregevole libro, chiamato cento dischi ideali per capire il punk, editori riuniti. è appena uscito, stefano ne sa a scaffali, e il libro spacca. nonchè (elongatio penis) ho collaborato alla stesura scrivendone un capitoletto. fatelo vostro.
l'odio per i vecchi ti vene in situazioni tipo andare al centro prelievi e vederti questo esercito acciaccato, lamentoso e malfermo sulle gambe, in coda per consegnare barattolini ricolmi di merda e piscio o farsi levare qualche fialetta di materiale ematico. in un solo istante si è dimentichi di tutti i confettosi discorsi sugli anziani patrimonio di cultura e di storia nonchè gli anziani risorsa umana ancora sfruttabile aka babysitter/parcheggio o altre attività con le quali li si illude che il loro posto nella società non sia solo alla sala del bingo o mummificati sulle panchine dei giardinetti. tipo il vecchio che fa attraversare la strada con la paletta. con la paletta e un ridicolo copricapo parapoliziesco che , dicitur, dovrebbe conferigli una certa qual, mi azzardo a dire, autorità. una tale mole di sovrastante autorità che tre anni fa in quel di ponteranica (bg) aka mio paese natale un'automobile in corsa ne ha stirato uno in mezzo alla strada, lui, la paletta e il cazzo di berrettino.
mi sputi dal terrazzo quando vedi che mi arrampico
the rodent command gira in loop mentre faccio le pulizie di casa. la prima sera che la ascoltai fu quando cercai di lapidare l'agente, l'estate di tre anni fa. ero estremamente adirata. pare che a distanza di tre anni ad alessandria la storia circoli ancora. questa e altre. il tempo si arrotola su se stesso e si farcisce di persone un po' come quei cosi che mangiavo da taco bell di cui mi sfugge la denominazione. è banale da dire ma fotte sega, è già passato quasi un anno dagli scambi di sms equivoci italia-svezia, gli emo mind trip, i jedi mind tricks estrogenici, velati ma neanche troppo, occhi che vagano sulla cartina geografica e che scrutano il sito della raianèr in cerca della via di fuga dalla quale ho poi saggiamente desistito, muffin preparati a scopo coercitivo, bologna deserta d'estate aka città architettonicamente pregevole priva di qualsivoglia forma di scarto societario giovanile, giorgia dormiente in tenda che mi tira dei lievi calcetti, baci occhialuti.
è un po' come un coso di taco bell ripieno di lana.
"mi stai a prendere per il culo a torino non c'è la marina militare"
sto ascoltando november rain.
sono sola in casa, napo ha portato l'agente con se a firenze, l'agente non s'è mai scopato nessuna ragazza di firenze, deve rimediare assolutamente. io credo che egli sia molto vicino al pensare che inforcarsi piu tipe possibili (tutte rigorosamente con grossi disagi mentali e con un aspetto oggettivamente rivoltante ma che lui ostina a farsi piacere con degli escamotage psicologici aka idealizzazione aka "questa tipa spacca mentalmente" [e non è vero un cazzo, perchè ci hai parlato mezzora e non puoi realmente saperlo] ), dicevo, il cercare di concupire cosi tante tipe sia come partecipare a una sorta di metafisica raccolta punti del supermercato, e alla fine ti regalano una macchina fotografica o il servizio di porcellana. premio fedeltà al concetto di vagina.
ma parlando d'altro.
qualche giorno fa io e seba e il suo collega di lavoro (che per rispetto della privacy denomineremo semplicemente collega di lavoro) ci siamo recati in quel di imperia, per fare dei bagni, nella fattispecie. imperia è una gradevole cittadina, come in generale tutte le cittadine liguri, anche se a dire il vero l'angolo della liguria che prediligo è quando si sta per entrare a la spezia e la fabbrica dell' Oto Melara si staglia in tutta la sua magnificente austerità, austerità supportata dal font demodè dell'insegna dello stabilimento. mi piace la costa ligure, in qualsiasi luogo ci si trovi, tranne a spezia, c'è questa nobile atmosfera illusoria tipo aristotele onassis dei poveri. il collega di lavoro aveva una casa e li abbiamo albergato. mi sta simpatico il collega di lavoro, poichè è una traslazione disperatamente eroica di un cartone della warner, ti aspetti che da un momento all'altro venga schiacciato da un incudine o un pianoforte gettati da una finestra, e che si rialzi staccandosi dal pavè con gli uccellini che gli danzano intorno alla testa.
la popolazione di imperia è di temperamento litigioso. nel giro di due giorni abbiamo assistito a tre semirisse/contenziosi in strada di cui una provocata da noi. rissa a) una tipa da un pugno sulla schiena a un nordafricano perchè teneva occupato il telefono pubblico, rissa b) due tipe si davano della troia a gran voce poichè una aveva fatto pisciare il cane vicino al portone dell'altra, rissa c) noi intranprendiamo una competizione sportiva lanciando una serie di limoni ed ortaggi sul terrazzo del dirimpettaio che vive solo ed è di orgini partenopee e ci fa scendere in strada per risolvere il contenzioso. ovviamente neghiamo beffardi di avere qualsivoglia forma di responsabilità nell'accaduto anche di fronte alla ridicola evidenza che potevamo essere stati solo noi. ciò fa imbestialire il dirimpettaio che minaccia a vuoto, come è tipico, e la cosa si risolve in un cazzo.
una sera siamo andati in un locale ridicolo sulla spiaggia a fare del people watching. c'erano delle quarantenni infoiate che ballavano intorno a un ventenne a torso nudo,e un dj negro che metteva della musica scadente. a un certo punto ha messo message in the bottle e all night long allora mi sono esaltata e mi sono recata alla consolle e gentilmente ho chiesto al negro se poteva mettere piu pezzi anni 80 che volevamo fare del fingerpointing. ma il negro ha scosso la testa disgustato e ha messo un altro pezzo sudamericano scadente, quasi sicuramente per sfregio.
[ziereis mode on]
era di sgustato da me, borghesemente disgustato, sta merda ha dimenticato che il 95% della gente che lo incontra durante il giorno in giro per imperia pensa che sia un pusher o comunque uno che ti entra in casa e ti ruba il televisore, ma no, lui la sera si trasforma da Scarto male integrato a Negro Buono che mette i dischi groovy per i falliti , due colpi di bacchetta magica, pampulu pimpulu parimpam pum
[ziereis mode off]
amo dominare gli elementi in piedi sugli scogli con un altro megalomane di fianco.
uhhh uh.