venerdì, luglio 29, 2005

travasare il succo d'arancia col colino aka virgo dolorosa ora pro nobis
rassicurante è la ricorrenza degli studi effettuati da pavlov, nell'esistenza mia e di chi mi circonda. non finirà certo come vogliamo, stavolta. plurale majestatis.
fotografie blasfeme di cimiteri. sorrisi sui morti. bambini che corrono nei mausolei. io che faccio gli scivoloni nella camera ardente. hanno appena lucidato il pavimento. shhhhhhht. il genitore si volta stizzito e strattona l'infante. poichè nel mentre, l'infante s'è cacato il cazzo di stare compunto mentre il genitore si inebria e va in cartone con l'olezzo di fiori marcescenti. accade sovente che il congiunto nel ridicolo tentativo di rianimare la salma, diventi zombie se ipse.

digressione
[a proposito, il Film Del Cazzo del Luglio 2005 è the land of the dead. alla di cui proiezione io e l'agente ci siamo pregiati di assistere questa settimana. Lo zombie negro che guida il popolo dei morti viventi a mò di marthin luther king è impagabile.
anche asia argento è impagabile.
ella è un attrice emoviolence.
emo perchè fa talmente cagare che vien da piangere, violence perchè la riempiresti di calci nelle ovaie.]



perchè del resto cosa è peggio, sorriso sul morto o sega sul morto? rubare in pieno giorno un fiore da una tomba e appuntarselo in testa o riesumare di nascosto un cadavere onde farci un vudù propiziatorio? necessito di turn over delle metafore. ma anche no, che queste calzano ancora alla perfezione.
il mio cane non molla ancora la presa. la mascella serrata attorno a un refolo di alito vitale. ma è un inguardabile straccio addormentato.di conseguenza ho sentito la necessità di appuntarmelo sul braccio, prorompente e stronzo, come fu un tempo.

fuggire aka nascondersi, postulato che gode della proprietà communtativa.
suvvia, tanto lo facciamo sempre, non stiamo a sindacare su modo tempistiche e forma.
questi sono particolari infimi, e fonte di nutrimento per paraculi.
in verità vi dico alle ore 09:40 | Permalink
martedì, luglio 26, 2005

dlin dlon

. domenica 31 luglio a mantova violetta sborregarde + g.i.joe + altri @ stoned festival      per tutte le info www.stoned-festival.net
. lunedi 1 agosto a bologna @ scandellara rock festival violetta sborregarde + tiyng tiffany + divarikator + dj set    per info www.scandellararock.net
. mercoledi 3 agosto @ hana bi, marina di ravenna spiaggia 72 violetta sborregarde + dj set     per info www. bronsoproduzioni.com
. sabato 20 agosto @ festa di radio onda d'urto, brescia violetta sborregarde piu dj set

accorri numeroso.

in verità vi dico alle ore 12:50 | Permalink
martedì, luglio 26, 2005

l'ultimo disco dei bigots che non uscirà mai
è un peccato che un disco cosi bello e anninovanta sia stato registrato (apposta) cosi di merda
too many disasters kloakokokoko karl heinz.
in verità vi dico alle ore 11:50 | Permalink
lunedì, luglio 25, 2005

But then, I can't feel good about anything and just when i get something started I read or hear something, that makes me forget my confidence or honesty What are my motives are they selfless enough, are they  righteous, righteous enough? Then before I get started, I get all fucked up
Can't get sick of thinking about meaning or language or anything


dal ponte del tanaro s'osservano gli aironi. singolari bestie gli aironi. singolari bestie gli uccelli acquatici dotati di lunghe zampe. singolare il loro elegante avere a che fare col fango e la merda e l'acqua sporca e stagnante. singolare il loro noncurante rimestare la mota e riempirsi il becco di vermi e purtuttavia conservare candore, leggiadria, e compostezza silente. singolare la loro abilità nel non impantanarsi all'atto di librarsi in volo
il che si trasla in una cornucopia di metafore sull'esistenza di gente che mi passa di fianco.
singolare essere un lamantino e brucare le erbe del fondo con la testa infilata nella merda e desiderare di assurgere allo status non dico di airone ma per lo meno di lontra. con una trota cruda in bocca.
probabile che pechci di frivolezza e mi limiti ad osservare laspetto estetico della faccenda.


cose dell' esperienza ad arezzo wave in ordine sparso.
il catering scimmiesco composto da banane e noccioline.
già mi immagino l'ordine dei capi "quella fa i film porno, portategli delle banane"
prendersi male prima di suonare.
singalongare il disco degli stinking polecats come tutte le volte che io e seba ci avviciniamo alla meta del viaggio.
i tennici del palco che mi prendono per il culo per il mio lussuoso equipaggiamento behringer.
cristiana.
prendersi male prima di suonare.
spocchia e sorrisetto di sfida nell'arrivare con una valigetta e un sacchetto con dentro dei cavi, attaccare in due minuti e suonare.
tutto qui l'equipment?
tutto qui.
seba fa le sgomme nel cortile ghiaioso dell'ostello con il freno a mano tirato.
augurarsi che durante la mia performans via siano tre persone sotto il palco onde ridurre il rischio di sovraesposizione mediatica.
all friends lost and gone fall like dominooooooooooooooooooo
constatare che invece c'è un fottio di gente porco dio.
prendersi malissimo.
sorridere perchè alla fine dsel concerto la gente è presa abbastanza bene.
rubare mille birre al catering.
damir come un nobile settecentesco che vaga mollemente nel backstage.
overdose di endorfine da "dioporco ce l'ho fatta ad arrivare in fondo all scaletta senza fare stronzate particolarmente grosse"
sperare che durante le interviste non mi facciano domande del cazzo non inerenti alla musica aka "perchè te ne sei andata da sg"
uno degli offlaga discopak mi guardava malissimo.
io volevo rispondergli che cazzo ti guardi ma mi sono trattenuta.
signor offlaga discopak,
ok che io sono solo una puttana che urla su delle scoregge elettroniche e Lei invece il nuovo Lenin dei miei coglioni, ma non mi sembrava il caso di guardarmi cosi schifato, a me, proletaria figlia di onesti operai della abb sace, non sono mica la nipote di confalonieri deh
marghe e anita non lo sanno ma parlare con loro all'ombra mi ha calmato.
schiavi, cospargetemi di cioccolato fuso.
no, non ascolto musica elettronica.
si, le basi me le faccio da sola.
no, non me le fa il mio ragazzo.
gente equivoca, parassiti e arrampicatori sociali all'aperitivo dei vips.
come me, ad esempio.
bagno al mare il giorno dopo, in mutande che non avevamo il costume.
tsunami sui coglioni.
le bambole di pezza bevono assai.
nonchè in televisione sembravano piu alte.
io in fotografia sembravo piu carina.
in realtà no.
non sono cattiva, è che mi fotoscioppano cosi.
seba mi ha venduto mille dischi.
nonchè fatto da roadie, driver, tour manager eccetera.
e anche grazie.
un tipo al main stage vendeva dei corni tipo olifante medievale che imitavano la voce di chewbacca.
c'era un gruppo sul main stage composto da due tipi di cui mi sfugge il nome, ricordo solo che il cantante m'aveva incuriosito perchè rassomigliava molto a pomini magro e in cartone.
siamo andati a dormire alle dieci, piegati dalla stanchezza et calura et ubriacatura.
grazie barnaba et redazione di zerodue che mi avete mandato ad arezzo uè.




nel frattempo in quel di milano l'agente combinava cagate.
in verità vi dico alle ore 21:44 | Permalink
venerdì, luglio 22, 2005

spero vivamente tu abbia finito di cagare in una casa (la nostra nella fattispecie) che non ti appartiene e che non ti apparterrà mai.
in una dimensione che ripudieresti normalmente ma adesso va bene cosi perchè è la buffa novità del cazzo di momento.
hai fatto una cosa di incommensurabile cattivo gusto e perseveri e reiteri.
ti fai filmini su persone che non conosci.
e non conoscerai mai.
non spendo altre aprole. giuro sulla testa di mia madre se provi a rompere i coglioni nuovamente ti allargo il sorriso da orecchio a orecchio con un trinciapolli.
e qualcun'altro si ritrova con le palle stipate in bocca.
period.

in verità vi dico alle ore 14:43 | Permalink
mercoledì, luglio 20, 2005

sindrome del procione seduttivo
stasera vagavo per alessandria in bicicletta. ho vagato fino a mezzanotte. odio l'estate. odio le sere estive. nelle sere estive le creature con cromosoma xx sono tutte tendenzialmente e gioiosamente portate al meretricio visivo. alcune anche a quello pratico. io non potrei nemmeno avendone la velleità. questo mi rode. la mia attività di meretricio visivo sull'innominabile sito era data dalla spinta emulatoria di queste creature con cromosoma xx. volevo anche io fare un po' finta che ce la potevo fare. è oltremodo comodo e facile fare finta che ce la puoi fare scegliendo le inquadrature giuste e asfaltandoti il culo col fotosciòp, come del resto si fa per tutte le donne su SG. realizzato che non ce la posso fare, ( e in più: realizzato che l'innominabile sito è oramai un sito di merda, realizzato che non voglio essere accomunata a ragazzine inconsapevoli al soldo dei festival indipendenti grossi, le quali semiprostituiscono la loro immagine per un pass gratis aka questa è la non è la rai degli alternativi e manco vi fate pagare profumatamente, ma questa è una disquisizione da approfondire in seguito, e non me ne vogliano le giovani nuove leve italiche, lo dico solo perchè mi dolgo per esse) dicevamo realizzato che non ce la posso fare, la spinta ad apparire discinta ed avvicinarmi falsamente ad una parvenza della cosiddetta femminilità cade miserrima.

la sera estiva porta alla luce, enuclea, scansiona e scodella agli occhi del mondo la mia condizione di inferiore sacco di merda. non vi è nessun cappotto entro il quale nascondermi. nessuna nebbia dietro la quale celarmi. è tutto alla luce del sole, e la sera è tutto dolorosamente alla luce della luna, che è risaputo dona fascino. lo dona alle altre creature xx. a me no. delle volte non sono ben sicura di possedere dei cromosomi xx. delle volte mi sento d'esser un qualche cosa fra l'uomo e la donna e l'ibridazione tra un lemure una scrofa e un procione e l'immancabile scarabeo stercorario che stoico deambula spingendo seco la pallina di merda. et lux perpetua luceat eae. non sono stilosa, non sono seduttiva, non sono femminile, non mi riesce e manco mi ci applico, perchè terrei la posa giusto per due minuti con la fronte sudata e cagandomi addosso per lo sforzo, poi direi o farei qualche bestialità com'è nel mio comportamento standard abituale, che ridicolizzerebbe e vanificherebbe i già di per sè vani e ridicoli sforzi. a volte tiro pacco alle mie amiche temendo il confronto con esse, sto spesso chiusa in casa e mi fa fatica uscire e per giustificarmi mi trincero dietro una misantropia fittizia, di comodo.
sentirsi fuori posto inopportuni ingombranti impacciati sgraziati
non cerco nessuno che smentisca caritatevolmente quanto asserisco. sono certa di quello che sono e la riprova mi viene da un curioso oggetto riflettente a nome di "specchio" gli occhi li hanno tutti, e la carità è per gli zingari, o gli albanesi (o i negri).
a volte ho l'impressione di puzzare da tanto che mi faccio cacare. a volte devo rompere gli specchi. a volte La Cosa me li copre. sono talmente poco sicura di me stessa che in linea di massima mi scelgo uomini poco seducenti secondo i dettami estetici in vigore cosicchè costituiscano scarsa attrattiva per le altre donne. oppure carini ma stupidamente remissivi e deboli di carattere.  quando ciò non avviene e inspiegabilmente qualcuno appartenente ad altri canoni estetici e caratteriali si degna di cagarmi, delle volte bramerei scherzosamente di sfigurarlo con l'acido, non tanto per mera fame di possesso, o per stolida dittatorialità affettiva, ma in quanto scoparsi un'altra per me equivarrebbe all'immancabile conferma che sono l'ultima delle merde e in quanto tale per nulla degna financo dell'esclusiva sessuale.
ne posso fare vessillo di questa situazione, in modo sottilmente ( ma neanche poi tanto) paraculo. e andarne fiera e gettar merda su tutto ciò che è contrario a me (ma tragicamente uguale nel modulo), quindi colpi di mortaio sulla vanesia femminilità etc ma tanto non ci crede nessuno perchè si sgama subito che rosico. oppure posso (aperte virgolette) migliorarmi (chiuse virgolette). ho cercato. è come chiudere le falle a una diga fatta di merda. fa acqua dappertutto. non ce la si fa. il mio è il tipico atteggiamento di chi si fa il nido nella merda e gli fa fatica metter fuori il naso da li poichè la merda putea ma è confortevolmente calduccia e alla merda nessuno si avvicina ergo nessuno rompe i coglioni, la merda è meglio di una garitta con sopra un soldatino SS attaccato al mitra. ognuno di noi risiede in un confortevole nido nella merda per un qualche motivo personale e non dite di no.
e mi rendo conto che anche questa affermazione è paracula e autogiustficatoria aka "se anche loro per un qualsiasi motivo hanno un nido nella merda ci sta che ce l'abbia anche io aka non rompetemi i coglioni e lasciatemici crogiolare"
brava la nostra prestigiatrice retorica del cazzo


in verità vi dico alle ore 05:17 | Permalink
martedì, luglio 19, 2005

badger badger badger badgher badger badger badger mushroom mushroom
voi volete sapete come è andata ad arezzo nevvero? sennò non si spiega l'impennata misteriosa di accessi degli ultimi tre giorni.
è andata bene.


in verità vi dico alle ore 22:18 | Permalink
venerdì, luglio 15, 2005

send those apes back to the trees

sono a torino in modalità pre-john blutarsky. domani suono ad arezzo wave, alle 15,00 per l'esattezza, sullo psycho stage. dicono che quest'anno l'affluenza ad arezzo wave è stata scarsa e davanti ai liars c'erano duecento persone. sono troppo addolorata per essi. a proposito di gruppi di merda stasera suonano le yumi yumi. vogliamo parlare dell'ingiustificato hype intorno alle yumi yumi? e poi com'è che sono sempre qui in italia in mezzo alle palle. perchè nessuno le blocca alla frontiera. potrebbero portare la sars e noi non lo sappiamo. se proprio vogliamo ascoltare dei cacariso con un minimo di skill e talentuosità fate venir qui i polysics, che ne sanno a pacchi. e invece no, due deficienti con la tuta dell'anas che non vanno manco a tempo.

perchè i gruppi di merda non ammettono di fare della musica di merda? perchè se la devono menare? perchè noi gruppi di merda non ci si fa tutti una grossa autoanalisi et esame di coscienza e non si ammette di essere un gruppo di merda? con tanto di banner sul sito personale "associazione mondiale gruppi di merda" un vessillo da portare a testa alta, con fiero cipiglio, e non da occultare dietro pretese di artistoidità.

io spero solo una cosa, e cioè che domani non mi arrivino delle sassate. tutto il resto è grasso che cola, il mio ad esempio dato che farà un caldo del dio merda e suderò come una porchetta montata su uno spiedo. spero che non mi arrivino delle sassate perchè so che ci godrei oltremodo e cercherei di prendermele tutte, farebbe tanto maria maddalena dell'elettropanc.

alla fine è un concerto come tutti gli altri ma mi spaventa la macchina organizzativa che vi sta intorno.

spero di avere un pubblico di raver fattoni sotto il palco. come già asserii in passato, essi sono i migliori. spero che seba abbia cuore di tollerare la mia pletora di fangose paranoie pre e post concerto. spero che si senta bene aka che si sentano solo la frequenze tra i 60 e i 170 hertz e i 14 e i 16 Kilohertz, cioè quelle che dan fastidio, chi se ne frega di quelle in mezzo. spero di fare a botte con qualcuno. spero che ci sarà tale fabio cagnetti, professionalissimo colalboratore di varie testate giornalistiche musicali per poterlo informare del fatto che io, obesa puttana succhiacazzi che ha fatto strada solo grazie a favori sessuali e la cui musica è una merdata mediocre e inutile (ipse dixit),  sarò sulla stessa etichetta di uno dei gruppi che ha fatto suonare con la sua agenzia di booking e nelle cui chiappe egli stesso ha piantato la lingua. che tempi, eh sig. cagnetti? 

mi sa che mi farò tredici giri di duct tape intorno alle tette per ridimensionarle che so già mi daranno noia.

il palco è troppo grande e io sono da sola. l'agente mi ha suggerito di fare una serie di installazioni di riempimento che abbiano per protagonista un ornitorinco. tipo avvitargli il becco al pavimento del palco con un blackedecker e poi lasciare che giri permanentemente su se stesso facendo perno sul becco muovendosi lateralmente con gli zampini palmati. mi domando che verso facciano gli ornitorinchi con una vite di traverso nel becco. napo mi ha suggerito di mettere ottanta colombe ricoperte di merda  in una scatola di cartone e poi farle volare sul pubblico. mi mancheranno i coinquilini. ma del resto l'assioma è: dividiamoci, cosi facciamo piu danni.

 

in verità vi dico alle ore 17:20 | Permalink
mercoledì, luglio 13, 2005

"mio dio quell'uomo usa il cazzo come una rete a strascico"
ho un'unghia del piede nera e un dente scheggiato e non posso nemmeno incazzarmi. normalmente, chiunque m'avesse provocato siffatte ingiurie fisiche, sarebbe stato passibile di perforazione delle cornee.


"schiavi! ricopritemi di cioccolato fuso"
qualcuno è arrivato sul mio blog cercando su google "mappa prostituzione a torino"

"vieni nell'altra stanza ragazzina! ho un piccolo tesoro da mostrarti"
"oh sisisisi andiamo!"
"eccolo qui"
"ma è un cazzo! mi hai ingannato cattivone eheheheheeheheheheh"

mentre scrivo l'agente prova per il suo live milanese di sabato. faremo live separati, lui a milano io ad arezzowave. ah giusto arezzo wave, psycho stage, ore 15,00 circa. anche io dovrei provare ma non ne ho voglia. vorrei non avere le tette cosi potrei suonare a torso nudo come henry rollins. oggi sono svogliata. però ho trovato l'etichetta olteroceanica che mi farà uscire il disco nuovo. ma non si può ancora dire. l'agente ha ragione. io non merito tutto questo. tutto questo è solo propedeutico alla risoluzione dei miei problemi esistenziali e io mi permetto il lusso di essere svogliata. tutto questo è solo propedeutico allo schiacciare play e fare la cogliona su un palco. che poi grazie al cazzo. la gente dice che faccio un karaoke ed è quasi vero, però gentilmente vi ricordo che le basi non le tiro giù dagli alberi, diocan. anche un cantante di un qualsiasi gruppo, un cantante che canti e basta, fa il karaoke con dietro una band che suona. e spesso anzi quasi sempre non fa nemmeno lo sforzo di comporre le canzoni, scrive unicamente dei testi del cazzo e si atteggia. io almeno compongo le canzoni solo che siccome esse vengono suonate dal lettore cd e dal campionatore, in definitiva sembra che non le suoni nessuno e quindi via col "cosi sono capaci tutti"
sono svogliata. e sospettosa.come si chiama quando il sospetto di tramuta in certezza.
nonchè dislessica e il mio eloquio incespica.
è, nella media, una serata di merda.





in verità vi dico alle ore 20:22 | Permalink
martedì, luglio 12, 2005

Ein zwei drei sudtiroler volkspartei
sicchè io e seba dieci giorni fa siam partiti alla volta del sudtirolo.
chi l'avrebbe mai detto in qualche anno di scaramucce che egli fosse un Tuff Guy di Montagna. Figata. E' talmente Tuff che ho dovuto fargli desistere dall'autoprodursi dei polsini black metal infilando una mano nel culo a una marmotta (viva) e facendola uscire dalla bocca della suddetta.

Ridnauntal in quei giorni figurava spaventevolmente irreale.

Sembrava di stare nel Truman show e con scadenza regolare volgevo gli occhi al cielo nella sicurezza di veder dei riflettori infrangersi a terra. Rispetto al solito era tutto più arianamente silenzioso, rigoroso, austero, compulsivamente ordinato e permeato da ineccepibile nitore.

O forse osservavo l’oggetto deformato, attraverso gli occhi stupiti di un’altra persona.

Ma comunque.

Com’è noto amo il sudtirolo. Un giorno non lontano, a tutto questo aggregato coacervoso di fregnacce verà posta la parola “fine” e manderò affanculo violetta, internet, il blog distaminchia, i concerti, le seghe, il people watching e la scena e il porco dio, mi piglierò un cane e nel caso lo trovassi anche un essere umano degno che mi accompagni, e mi installerò irreversibilmente in un simpatico maso a quota 2500 metri e tutto questo sarà solo un cumulo di polverosi cicaleccii, stronzate stipate nella memoria di google, ricordi fotografici di bei concerti e persone del cazzo. Metterò di guardia il cane nel cortile dell’alpeggio e darò istruzioni all’altro essere umano presente di eliminare qualsiasi animale dalle sembianze anche solo vagamente umanoidi che dia parvenza d’appropinquarsi.

Ma comunque.

E’ figo andare in giro con egli, ad esempio perchè qualsiasi stronzata mettente a repentaglio la nostra incolumità fisica io gli proponga di fare, lui accetta entusiasticamente. lo sprezzo del pericolo è una dote che apprezzo nell’essere umano xy. L’importante è che, nell’affrontare l’impresa, ci sia la possibilità concreta di morire per una qualsiasi causa x . tipo balneare nelle algidissime acque dei torrenti montani, o tipo scendere a piedi sui binari di un piano inclinato di trasporto del minerale, 530 metri di dislivello, praticamente in verticale, disdegnando un comodo sentiero in dolce discesa. In quell’occasione sono pure scivolata e cadendo mi si è conficcato un pezzetto di legno nel palmo della mano ed esso ha preso a sanguinare. Alla vista del sangue a seba gli son venuti gli occhi neri fissi come gli squali, ha insistito mezzora molto freddamente per aprirmi un pezzo di palmo con il coltello, in alternativa m’ha proposto l’amputazione, mi eccheggiavano nel cervello le parole di mio padre quando ero piccola, in questo medesimo luogo (frase da leggersi con pesante accento bergamasco) “cristiiiii, se ti morde una vipera e sei sola la prima cosa che devi fare è prendere un coltello e incidere i due buchi dei dentiii e poi spremere via il velenooo, se sei tanto in quota e non c’è nessuno devi mordere un ramooo e tagliarti subito via il pezzo di carne che è stato morsoooo. E poi devi fasciare strettooo.” io ho creduto a sta cosa del tagliare il pezzo di carne fino ai 17 anni, tipo.

Sto sprecando del Verbo inutile tanto siete dei fighetti metropolitani del cazzo per nulla adusi alle gioie della vita alpestre. La vera vita alpestre neh, mica parcheggiare la macchina e camminare per trecento metri su una mulattiera e dire “siamo in montagna”

finocchi

 

 

in verità vi dico alle ore 15:56 | Permalink
venerdì, luglio 08, 2005

in che grossa vasca di merda sono andata ad infilarmi


in verità vi dico alle ore 11:32 | Permalink
venerdì, luglio 08, 2005


è bene che non mi sia lasciata sfuggire dei dolciumi dallo sportello del forno. che sono avveduta, mica come tempo fa!
è bene che abbia falciato più della metà dei miei contatti sul messenger
è bene che io non t'abbia qui davanti perchè ti seppellirei di merda, e non sto usando degli eufemismi, falsa patetica puttanella
è bene che la Cosa stia per venire a trovarmi, nuovamente, con il suo carico di piorrea e di umidi grembiuli a fiori da vecchia.
è bene sentirsi le sue mani ghiacciate e protettive sulla testa in quanto è l'unica protezione consentita e sfruttabile
è male ricorrere col pensiero a brandelli di momenti di esultanza/serenità. sono avvilenti, e non portano a un cazzo se non alla attuale volontà di incistarmi sotto le coperte, e ascoltare la Cosa seduta a fianco al letto mormorante frasi circostanziali
"te l'avevo detto"
che scivolano sulla di lei voce di vetro.
la Cosa è un po' una seconda madre

perchè ogni tot mi sento in dovere di estrarre dal baule la metafora delle rane sul fondo dello stagno?
eppure non ve n'è di piu azzeccate.



in verità vi dico alle ore 10:28 | Permalink
martedì, luglio 05, 2005

meno lacrime più sborra
aka c'è una punizione per tutto
aka realizziamo amaramente che la didascalica e simbolica storiella della minigonna e della tipa stuprata è un concorso di colpa, checchè se ne dica (enunciato da applicarsi, con amplissimo respiro,  a vari ambiti socioculturali)
cioè mi è stato proposto/offerto, da un congiunto, una consulenza/supporto/scandaglio psicoanalitico paraprofessionale da me non richiesta.
evidentemente l'aere qua intorno è gravido di supponenza nei miei riguardi.

Evidentemente il gggiovane psicologo di staminchia fresco di laurea è bramoso di scansioni gratuite.
la reiterazione apparentemente casuale di questo comportamento nei miei confronti non ha attenuanti. Avete cacato il cazzo e stop.
quindi no, grazie. in ultima analisi non credo di volere, in nessun caso, che qualcuno si faccia i cazzi miei col mio inconscio, non supporto la scansione del mio io o di quel che ne traspare, al solo fine di soddisfare  una qualche  egomane velleità professionale travestita da intenti umanitari. lighten the fuck up, come mi diceva il sig. gerry, non ci crede nessuno. o meglio forse uno ci sta credendo ma solo in virtù di pregresse (?) sovrastrutture del cazzo. vero che è fastidioso quando qualcuno ti giudica e non sa un cazzo, come sto facendo io? vero? vero? vero?
qua qualcuno forse nutre la convinzione che ci si possa permettere di utilizzare gli strumenti e le nozioni apprese studiando, per tassonomizzare l'umanità  a proprio fottuto piacimento. non va cosi.  orsù costringetemi a scegliere. dai dai mostriamoci vicendevolmente quante ne sappiamo. le teorie del cazzo che ormai sono pure patrimonio di panettieri, salumieri e financo della shampista di maria de filippi, si basano su un algoritmo muffito e incancrenito. su sorrisi falsi e cortesie fittizie aka mettere qualcuno a proprio agio onde sezionarlo com maggior comodità. non volete guarire nessuno,  non sapete guarire nessuno. tu hai un cuneo di ferro travestito da bisturi, io ho una motosega, vediamo chi la vince, le tue molli teorie da succhiaminchia si infrangono tragiche sul muro del buonsenso. puoi anche prenderci e indovinare il mio disagio, ma ciò non ti autorizza a segarmi i coglioni con sta storia della guarigione, non ti do le chiavi del portone principale. il numero di strumenti di decodificazione in mio possesso è pari al tuo, l'unica differenza è che tu sai a memoria quel centinaio di classificazioni per i quali ti arroghi il diritto di sorridermi e dirmi che calma va tutto bene, ne usciremo.

usciremo? prima persona plurale? usciremo da cosa? io sono una minchiona egomane autoreferenziale, tu sei un egomane che cela le proprie ambizioni da san francesco del cazzo aka decodificare il linguaggio di creature aliene, cioè gli  animali (aka io, nella fattispecie), dietro un fittizio paravento missionaristico. hai sempre avuto a che spartire con immemori smidollati,  i quali trovavano confortevole il lasciarsi circuire da diagnosi sommarie confezionate a mò di nido su misura ? cazzi tuoi,  io le mie garitte non le lascio sguarnite, c'è sempre un omino in cima troneggiante con l'indice premuto sul grilletto del mitra. il tulle, la seta, la lana, il raso e la bambagia li userai tu per foderare i suddetti nidi, io personalmente gradisco dormire per terra con il naso schiacciato nella merda, in tal modo vivo costantemente allertata e riconosco al volo gli stronzi. che palle che sono nevvero?

Sempre a pormi quesiti, sempre ravanare, sempre cacare il cazzo

“vivi, lasciati un po’ andare” imperativo categorico

“vivi, accorgiti di pensare a metà” mia vana e inconcludente risposta. Elabori ma lo fai fin dove ti aggrada, finiti gli agi, iniziati i cosiddetti bug, ometti e seppellisci e paraculi e tutto ciò che varca il confine va etichettato come ”che palle”. Occhio che se seppellisci vivo un qualche cosa esso ritorna dalla non vita sotto forma di maleodorante e zombesco cazzo nel culo, realizza.

Remember stunted relationships just for the sake of relating, just to have someone to talk to? Talk got cheaper as the shit got deeper that I had to wade through to get to you.

in verità vi dico alle ore 23:12 | Permalink
lunedì, luglio 04, 2005

bidone della caritas is the reason
ad esempio quando le vostre armadiate di scarpe da ballerina di staminchia non andranno piu di moda

in verità vi dico alle ore 17:22 | Permalink
lunedì, luglio 04, 2005

è la stagione delle zucchine, olè.
mi trovo in casa da sola. l'agente sta registrando da rico. napo lavora nella vigna. questa casa da cascina vianello si è trasformata in una versione porno di "friends" ibridata con clerks e kids. aka una pletora di gag che rinfrancano lo spirito ma che alla lunga sono propedeutiche alla costituzione di un poco costruttivo benchè confortevole Nido nella Merda. l'agente dopo le performance di questo weekend sale sul podio e s'aggiudica la palma di Incementatore di Ovaie dellla settimana entrante. è rientrato in modalità Ron Jeremy meets Bob Nanna, o, nella versione light, Tony Manero meets Blake Schwarzenbach, ma la sostanza non muta, cioè lo spatolatore folle che poi gli vengono le crisi di coscienza a fatto compiuto, per essersi infilzato una o piu tipe che, in condizioni di lucidità, non avrebbe toccato nemmeno col cazzo del suo peggior nemico, indi si upgrada a maschio emo col cuore in pezzi straziato dal rimorso. qui cadrebbe a fagiuolo o il motto del nostro amico coi baffetti, male non fare paura non avere,   ma poi mi date della criptonazi.
in questi ultimi tempi dell'agente sto odiando le esalazioni venefiche che emette dormendo. non trattasi di scoregge nè di essudato ascellare. il tanfo è più assimilabile a, siete mai stati d'estate in una camera di macellazione bovina con l'impianto di areazione fuori servizio? ecco. egli emette puzza di interiora di mucca. lasciate al sole, tipo. e se con indicibile sprezzo del periglio ci si riesce a fare strada tra i miasmi e ci si avvicina al giaciglio, o pagliericcio data la connotazione bestiale del fenomeno, si noterà ch'egli non è affetto dall'ordinaria fiatella mattutina di pesantezza variabile.
il fiato dell'agente sa di sabbietta di gatto usata.



in verità vi dico alle ore 15:45 | Permalink