send those apes back to the trees
sono a torino in modalità pre-john blutarsky. domani suono ad arezzo wave, alle 15,00 per l'esattezza, sullo psycho stage. dicono che quest'anno l'affluenza ad arezzo wave è stata scarsa e davanti ai liars c'erano duecento persone. sono troppo addolorata per essi. a proposito di gruppi di merda stasera suonano le yumi yumi. vogliamo parlare dell'ingiustificato hype intorno alle yumi yumi? e poi com'è che sono sempre qui in italia in mezzo alle palle. perchè nessuno le blocca alla frontiera. potrebbero portare la sars e noi non lo sappiamo. se proprio vogliamo ascoltare dei cacariso con un minimo di skill e talentuosità fate venir qui i polysics, che ne sanno a pacchi. e invece no, due deficienti con la tuta dell'anas che non vanno manco a tempo.
perchè i gruppi di merda non ammettono di fare della musica di merda? perchè se la devono menare? perchè noi gruppi di merda non ci si fa tutti una grossa autoanalisi et esame di coscienza e non si ammette di essere un gruppo di merda? con tanto di banner sul sito personale "associazione mondiale gruppi di merda" un vessillo da portare a testa alta, con fiero cipiglio, e non da occultare dietro pretese di artistoidità.
io spero solo una cosa, e cioè che domani non mi arrivino delle sassate. tutto il resto è grasso che cola, il mio ad esempio dato che farà un caldo del dio merda e suderò come una porchetta montata su uno spiedo. spero che non mi arrivino delle sassate perchè so che ci godrei oltremodo e cercherei di prendermele tutte, farebbe tanto maria maddalena dell'elettropanc.
alla fine è un concerto come tutti gli altri ma mi spaventa la macchina organizzativa che vi sta intorno.
spero di avere un pubblico di raver fattoni sotto il palco. come già asserii in passato, essi sono i migliori. spero che seba abbia cuore di tollerare la mia pletora di fangose paranoie pre e post concerto. spero che si senta bene aka che si sentano solo la frequenze tra i 60 e i 170 hertz e i 14 e i 16 Kilohertz, cioè quelle che dan fastidio, chi se ne frega di quelle in mezzo. spero di fare a botte con qualcuno. spero che ci sarà tale fabio cagnetti, professionalissimo colalboratore di varie testate giornalistiche musicali per poterlo informare del fatto che io, obesa puttana succhiacazzi che ha fatto strada solo grazie a favori sessuali e la cui musica è una merdata mediocre e inutile (ipse dixit), sarò sulla stessa etichetta di uno dei gruppi che ha fatto suonare con la sua agenzia di booking e nelle cui chiappe egli stesso ha piantato la lingua. che tempi, eh sig. cagnetti?
mi sa che mi farò tredici giri di duct tape intorno alle tette per ridimensionarle che so già mi daranno noia.
il palco è troppo grande e io sono da sola. l'agente mi ha suggerito di fare una serie di installazioni di riempimento che abbiano per protagonista un ornitorinco. tipo avvitargli il becco al pavimento del palco con un blackedecker e poi lasciare che giri permanentemente su se stesso facendo perno sul becco muovendosi lateralmente con gli zampini palmati. mi domando che verso facciano gli ornitorinchi con una vite di traverso nel becco. napo mi ha suggerito di mettere ottanta colombe ricoperte di merda in una scatola di cartone e poi farle volare sul pubblico. mi mancheranno i coinquilini. ma del resto l'assioma è: dividiamoci, cosi facciamo piu danni.
Ein zwei drei sudtiroler volkspartei
sicchè io e seba dieci giorni fa siam partiti alla volta del sudtirolo.
chi l'avrebbe mai detto in qualche anno di scaramucce che egli fosse un Tuff Guy di Montagna. Figata. E' talmente Tuff che ho dovuto fargli desistere dall'autoprodursi dei polsini black metal infilando una mano nel culo a una marmotta (viva) e facendola uscire dalla bocca della suddetta.
Ridnauntal in quei giorni figurava spaventevolmente irreale.
Sembrava di stare nel Truman show e con scadenza regolare volgevo gli occhi al cielo nella sicurezza di veder dei riflettori infrangersi a terra. Rispetto al solito era tutto più arianamente silenzioso, rigoroso, austero, compulsivamente ordinato e permeato da ineccepibile nitore.
O forse osservavo l’oggetto deformato, attraverso gli occhi stupiti di un’altra persona.
Ma comunque.
Com’è noto amo il sudtirolo. Un giorno non lontano, a tutto questo aggregato coacervoso di fregnacce verà posta la parola “fine” e manderò affanculo violetta, internet, il blog distaminchia, i concerti, le seghe, il people watching e la scena e il porco dio, mi piglierò un cane e nel caso lo trovassi anche un essere umano degno che mi accompagni, e mi installerò irreversibilmente in un simpatico maso a quota 2500 metri e tutto questo sarà solo un cumulo di polverosi cicaleccii, stronzate stipate nella memoria di google, ricordi fotografici di bei concerti e persone del cazzo. Metterò di guardia il cane nel cortile dell’alpeggio e darò istruzioni all’altro essere umano presente di eliminare qualsiasi animale dalle sembianze anche solo vagamente umanoidi che dia parvenza d’appropinquarsi.
Ma comunque.
E’ figo andare in giro con egli, ad esempio perchè qualsiasi stronzata mettente a repentaglio la nostra incolumità fisica io gli proponga di fare, lui accetta entusiasticamente. lo sprezzo del pericolo è una dote che apprezzo nell’essere umano xy. L’importante è che, nell’affrontare l’impresa, ci sia la possibilità concreta di morire per una qualsiasi causa x . tipo balneare nelle algidissime acque dei torrenti montani, o tipo scendere a piedi sui binari di un piano inclinato di trasporto del minerale, 530 metri di dislivello, praticamente in verticale, disdegnando un comodo sentiero in dolce discesa. In quell’occasione sono pure scivolata e cadendo mi si è conficcato un pezzetto di legno nel palmo della mano ed esso ha preso a sanguinare. Alla vista del sangue a seba gli son venuti gli occhi neri fissi come gli squali, ha insistito mezzora molto freddamente per aprirmi un pezzo di palmo con il coltello, in alternativa m’ha proposto l’amputazione, mi eccheggiavano nel cervello le parole di mio padre quando ero piccola, in questo medesimo luogo (frase da leggersi con pesante accento bergamasco) “cristiiiii, se ti morde una vipera e sei sola la prima cosa che devi fare è prendere un coltello e incidere i due buchi dei dentiii e poi spremere via il velenooo, se sei tanto in quota e non c’è nessuno devi mordere un ramooo e tagliarti subito via il pezzo di carne che è stato morsoooo. E poi devi fasciare strettooo.” io ho creduto a sta cosa del tagliare il pezzo di carne fino ai 17 anni, tipo.
Sto sprecando del Verbo inutile tanto siete dei fighetti metropolitani del cazzo per nulla adusi alle gioie della vita alpestre. La vera vita alpestre neh, mica parcheggiare la macchina e camminare per trecento metri su una mulattiera e dire “siamo in montagna”
finocchi

meno lacrime più sborra
aka c'è una punizione per tutto
aka realizziamo amaramente che la didascalica e simbolica storiella della minigonna e della tipa stuprata è un concorso di colpa, checchè se ne dica (enunciato da applicarsi, con amplissimo respiro, a vari ambiti socioculturali)
cioè mi è stato proposto/offerto, da un congiunto, una consulenza/supporto/scandaglio psicoanalitico paraprofessionale da me non richiesta.
evidentemente l'aere qua intorno è gravido di supponenza nei miei riguardi.
Evidentemente il gggiovane psicologo di staminchia fresco di laurea è bramoso di scansioni gratuite.
la reiterazione apparentemente casuale di questo comportamento nei miei confronti non ha attenuanti. Avete cacato il cazzo e stop.
quindi no, grazie. in ultima analisi non credo di volere, in nessun caso, che qualcuno si faccia i cazzi miei col mio inconscio, non supporto la scansione del mio io o di quel che ne traspare, al solo fine di soddisfare una qualche egomane velleità professionale travestita da intenti umanitari. lighten the fuck up, come mi diceva il sig. gerry, non ci crede nessuno. o meglio forse uno ci sta credendo ma solo in virtù di pregresse (?) sovrastrutture del cazzo. vero che è fastidioso quando qualcuno ti giudica e non sa un cazzo, come sto facendo io? vero? vero? vero?
qua qualcuno forse nutre la convinzione che ci si possa permettere di utilizzare gli strumenti e le nozioni apprese studiando, per tassonomizzare l'umanità a proprio fottuto piacimento. non va cosi. orsù costringetemi a scegliere. dai dai mostriamoci vicendevolmente quante ne sappiamo. le teorie del cazzo che ormai sono pure patrimonio di panettieri, salumieri e financo della shampista di maria de filippi, si basano su un algoritmo muffito e incancrenito. su sorrisi falsi e cortesie fittizie aka mettere qualcuno a proprio agio onde sezionarlo com maggior comodità. non volete guarire nessuno, non sapete guarire nessuno. tu hai un cuneo di ferro travestito da bisturi, io ho una motosega, vediamo chi la vince, le tue molli teorie da succhiaminchia si infrangono tragiche sul muro del buonsenso. puoi anche prenderci e indovinare il mio disagio, ma ciò non ti autorizza a segarmi i coglioni con sta storia della guarigione, non ti do le chiavi del portone principale. il numero di strumenti di decodificazione in mio possesso è pari al tuo, l'unica differenza è che tu sai a memoria quel centinaio di classificazioni per i quali ti arroghi il diritto di sorridermi e dirmi che calma va tutto bene, ne usciremo.
usciremo? prima persona plurale? usciremo da cosa? io sono una minchiona egomane autoreferenziale, tu sei un egomane che cela le proprie ambizioni da san francesco del cazzo aka decodificare il linguaggio di creature aliene, cioè gli animali (aka io, nella fattispecie), dietro un fittizio paravento missionaristico. hai sempre avuto a che spartire con immemori smidollati, i quali trovavano confortevole il lasciarsi circuire da diagnosi sommarie confezionate a mò di nido su misura ? cazzi tuoi, io le mie garitte non le lascio sguarnite, c'è sempre un omino in cima troneggiante con l'indice premuto sul grilletto del mitra. il tulle, la seta, la lana, il raso e la bambagia li userai tu per foderare i suddetti nidi, io personalmente gradisco dormire per terra con il naso schiacciato nella merda, in tal modo vivo costantemente allertata e riconosco al volo gli stronzi. che palle che sono nevvero?
Sempre a pormi quesiti, sempre ravanare, sempre cacare il cazzo
“vivi, lasciati un po’ andare” imperativo categorico
“vivi, accorgiti di pensare a metà” mia vana e inconcludente risposta. Elabori ma lo fai fin dove ti aggrada, finiti gli agi, iniziati i cosiddetti bug, ometti e seppellisci e paraculi e tutto ciò che varca il confine va etichettato come ”che palle”. Occhio che se seppellisci vivo un qualche cosa esso ritorna dalla non vita sotto forma di maleodorante e zombesco cazzo nel culo, realizza.
Remember stunted relationships just for the sake of relating, just to have someone to talk to? Talk got cheaper as the shit got deeper that I had to wade through to get to you.