lunedì, maggio 30, 2005

lanciafiamme sulle puttane        
delle volte, semplicemente, no.

in verità vi dico alle ore 17:46 | Permalink
domenica, maggio 29, 2005

catalogo useless 2005 sul pavimento dell'affezionato lettore della periferia torinese delle volte credo che sarei disposta a dare via un rene pur di possedere una parvenza di grazia/maliziosa femminilità, nel reale.

in verità vi dico alle ore 23:06 | Permalink
domenica, maggio 29, 2005

manifesto programmatico del dare via il culo aka la scoperta dell'acqua calda vol. 378947984794 aka, che ci sta semrpe bene pur nella variegatezza/complessità della situazione, myspace free youth

come abbiamo potuto vivere pensando che il gigante si potesse abbattere sbriciolandogli le fondamenta, a picconate, noi cosi piccoli e formicolanti. ma è evidente che non siamo formiche, perchè le formiche son tante e s'aggregano e costituiscono una *forza*.
.tanti
.aggregato
.forza.
come abbiamo potuto pretendere di costituire una forza quando i nove decimi di noi, me compresa, passano il tempo stringendosi l'un altro anelando all'elite. fa freddo e siamo soli per nostra volontà. e le nostre picconate sono cacate di mosca. tutto questo non è democratico, tutto questo non è producente un cazzo se non feticci sui cui farsi le pippe. loro hanno automobili ribassate spoilermunite, pitbull e fica immemore al fianco, voi avete dischi in vinile, un pc collegato ad internet e fica immemore al fianco, cambia solo la pettinatura e il vestiario e le aspirazioni, uno vuole diventare costantino e l'altro il cantante del tal gruppo del cazzo. uno è abbronzato l'altro ha delle spille, uno va alla partita l'altro fa inutili fotografie in bianco e nero da mettere sul fotoblog. ci si lamenta che nessuno supporta ma quando si supporta troppo ci si lamenta che non si è più i dieci stronzi di un tempo. venti imbecilli e quaranta puttane che si fanno le foto su myspace tenendo la macchina fotografica in alto dandosi dei nickname evocativi non fanno una *forza*, o per lo meno il piccone in mano a questi io non ce l'ho visto mai perchè dio fatto essi non sono abilitati a reggerlo. provo a uscire dalle fondamenta di corsa, prima che mi schiacciate a martellate. appendere il piccone al chiodo al fine di cominciare a maneggiare bombe a mano, per strada, a viso scoperto. se cresco dimensionalmente combatto meglio o mi assimilo parimenti? (qualunquismo) voi che dite? anzi voi che giudicate? vi sentireste sollevati, rimpinzati di conferme oppure indignati nel mio comunicarvi che a me delle sentenze del Gran Tribunale del Popolo non fotte piu un cazzo? che me ne fotte delle Persone che conosco e che amo, e non della Gente aka sostrato sociale che provoca brusio, tenuto assieme da sborrichiate bianchicce e collose prodotto di pippe gossiparole e invidiucce e ripicchette e rosicamenti.
 in medio stat cristina, come al solito, e dietrologizzo già fin da ora, questo non è sputare nel trogolo nè creare una sovrastruttura autogiustificante le mie prossime ipotetiche mosse. "ordunque come la cataloghi?", mi si fingerpointa accusatori.
la chiamo cazzi miei.
la chiamo la mia vita.

in verità vi dico alle ore 14:27 | Permalink
sabato, maggio 28, 2005

del dna di colibrì è stato rinvenuto nello sperma del sospettato
settimana scorsa in quel di torino gli isis sono stati insostenibili e pretenziosi e sbrodolanti e grevi. diffidate dei gruppi che hanno il pavimento del palco piastrellato di delay e fanno le mossette quando suonano. non mi fotte granchè che dal vivo siano perfetti, enormi, inappuntabili. sono la versione con la puzza soto il naso dei neurosis, e inchiodati a quello stereotipo rimangono.
gli isis sono quel classico gruppo del quale pare si debba per forza concordare unanimamente a proposito della loro validità.
essendo che di mio non li tollero, in virtù di quanto sopra godo il triplo nell'asserire che essi sono un gruppo di merda.
diversamente, i jesu mi hanno sciolto parte del lobo frontale, e provocato non poca ammirazione. i jesu son stati essenziali, grossissimi, austeri, accartocciati su loro stessi.  zero fronzoli, zero sborra, zero concessioni al pubblico, zero autocompiacimento. li ho amati. diversamente, l'affezionato lettore della, per l'appunto, periferia torinese, non era del mio medesimo parere e si cacava sensibilmente la minchia nell'ascoltarli. quindi dopo i jesu e due pezzi degli isis si è optato per fare degli scherzi ai campanelli dei condomini degli albanesi, qui cupidius novissimum agmen insecuti alieno loco cum equitatu Helvetiorum proelium committunt.




in verità vi dico alle ore 01:15 | Permalink
sabato, maggio 28, 2005

questo è veleno per colibri e tu ne hai appena ingerita una quantità mortale aka qualcuno sta per leggere una riga si e una no
pare sia giunto l'Attimo del Consuntivo. non sto rispondendo alle email. comunque pagherai e ti ingozzerai di feci come è giusto che sia. tu che non hai mai vissuto. tu che non realizzi di aver contratto debiti con l'esistenza. tutti abbiamo pronunciato il falso, tutti siamo maliziosi, tutti deviamo. perchè vuoi ostinatamente convincerti/ci che tu no. grondi del pantano in cui sprofondi, ma col tuo sereno cipiglio del cazzo persisti ad ostentare il tuo cartello
sono pulito
sono pulito
sono pulito
sono pulito
sono pulito
l'anno scorso scrissi che gli abbracci non hanno da strappare la pelle come il filo spinato e le carezze non dovrebbero rassomigliare ai calci isterici di un asino e tu asserivi comprensivo. e poi, ineluttuabilmente, implacabile, hai seguito percorsi che aborrivi, naturale, come è naturale che nel frattempo il bagagliaio della tua autovettura sia stato stipato di uccelli morti e di piume impastate, sangue di braccia e capelli sporchi di merda, stupidi cazzo di fiorellini colonizzati dal cladosporio e missive di legno bagnato, come di legno è la tua vita, tu stipi e comprimi e l'apparato scricchiola e collassa, ma tu seguita pure a ingigantire il sorriso et l'aureola et il lenzuolo che usi a mò di tunica, a coprire l'Immondo Te Stesso che si masturba frenetico con un occhio sull'uccello e un altro sul corridoio per vedere se arriva qualcuno. ho commesso un animalicidio e ti ho anche mentito, e allora? cazzo vuoi? le tue stronzate positiviste da uomo di scienza di fine ottocento non bastano a celare l'evidenza che anche tu agisci bipolarmente, anche tu raccontasti il falso nel tentativo di farmi vergognare di mie azioni pregresse ( di cui io non provo e mai proverò vergogna e pentimento poichè non offesero/ferirono/arrecarono danno a nessuno) colpevoli solo di mettere in discussione la dignità del tuo io di maschio di merda, (hai sempre ostentato sublimazione di quella parte di te stesso, ma ora ti svelo un mirabolante segreto: anche tu possiedi una coscienza da maschio/scimmia di merda, e piu la sublimi piu essa svicola e si manifesta obliquamente subdola e laida, come hai operato in quei momenti, come stai operando ora) tu, meschina cacata di scarafaggio, e non me ne frega un cazzo se te ne sei pentito subito dopo. poichè quel che conta è l'istante in cui concepisci la stronzata, non puoi abortirla, essa già non è piu morula ma stronzata fatta, formata e godente di vita autonoma. ma pur sempre correlata all'autore genitoriale.
non toccarmi, non parlarmi, non avvicinarti, non tentare mai più di schiacciarmi nel fango delle tue purghe morali da monaca di monza screamo dotata di uccello, non provare mai piu a farmi sentire indegna e lorda, stai semplicemente lontano

e muori

ho sempre fatto partire colpi di mortaio a viso scoperto, diversamente da te che sei una merda infame e spari fucilate a tradimento, appollaiato nel tuo rifugio imbottito di bambagia e teorie che non sarai mai in grado di applicare, povero stronzo. altro che hc punk, sei hardcore solo nell'essere ignobile e bifido, parassita sociale financo nella tua nicchia, ti fai bello di qualcosa che non è nemmeno opera tua bensì frutto di sbattimento altrui e tua marginale e supponente partecipazione. non volevi sentirti rovesciare addosso tutto questo? cazzi tuoi, male non fare paura non avere, alla cagata che compi corrisponde il cazzo nel culo implacabile, tanto tu sei un fan dell'anal concettuale applicato alla tua persona, alla fine ci godi nell' albergare sul tuo golgota personale ostentante, occhi a cielo, le ferite crocifissorie.

e poi ho sorriso alla ragazza con la pelle della faccia rovinata, incrinandomi l'arcata dentale tutta. lo sforzo procura crampi addominali, serpeggia nei femori e riscalda il liquido articolare. ribolle. sega le ginocchia, genufletto e scansiono le sue anche sporgenti dallo strato di epidermide, all'altezza dei miei occhi. io le vorrei toccare. io non avrò mai anche sporgenti dall'epidermide. io me ne vergogno. scommetto, pure chi ha preso il mio posto ha le anche sporgenti. con te non discorro perchè ancora non ho imparato a verbalizzare, in situazioni analoghe, ma prometto che.
tu, taci. imperativo. si, starò a casa. non faccio più parte di voi.
se due anni fa l'imperativo era provocare il pianto a chicchessia, ora opto per l'altrui ilarità. ma una ad una le mie gag si infrangono miserrime sull'impiantito. che creaturina merdosa, opto per l'ilarità solo perchè rimasi fottuta dalle mie medesime macchinazioni. se l'avessi scampata, avrei reiterato. se l'avessi scampata sarei ancora qui a spostare banderuole sulla cartina e  predisporre trappole e inganni con fare meta-immacolato.
una scatola smaltata di rosso piena di caccole, o una cassaforte di ghisa colma di cubi di piombo?

tu, taci. presente indicativo.


in verità vi dico alle ore 00:34 | Permalink
martedì, maggio 24, 2005

"la percezione di chi sei e di dove sta il marcio" arriva un momento nel nostro discorrere in cui tu mi chiedi "parliamo grezzo?"
e so che mi rivelerai un pezzettino di quello che agnosco, e mi farà un po' male sapere, ma di cui abbisogno.


come volevasi dimostrare.

in verità vi dico alle ore 03:56 | Permalink
lunedì, maggio 23, 2005

coff coff
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra
non sturerò mai piu il lavandino del cesso con la soda caustica pura senza avere prima aperto la finestra



pare che questo blog stia per raggiungere le 200,000 cliccate.
vediamo chi, tra di voi, si distinguerà come il pirla che comincia a fare refresh per poter dire di essere stato il 200millesimo. chi si fregerà di tale gesto mi mandi poi un'email.

in verità vi dico alle ore 17:44 | Permalink
giovedì, maggio 19, 2005

le stesse frasi che hai testè pronunciato, le enunciò con enfasi, tempo addietro, pure l'Albanese.
ahi ahi ahi ahi ahi ahi ahi.
marchiamo molto male.

in verità vi dico alle ore 15:00 | Permalink
mercoledì, maggio 18, 2005

la fica equa e solidale
(qualcuno le ricordi che non abita a reykjavik, vol 2)
 
Pare che suonerò sul palco della per ora Innominabile Grossa Manifestazione Musicale Estiva. Innominabile fino a fine mese, poi se ne potrà amplissimamente disquisire, e li qualcuno mi ha avvertito, sarà tutto un fiorire di polemicucce e cacamenti di cazzo che mi premurerò di affrontare con la piu sorridente faccia di merda che mi riesce di fare, v'ho avvisato. Comunque non temete, paladini del diy, non trattasi del Cornetto Music Festival. e a proposito di questo mi premeva di ringraziare chi mi propose agli organizzatori della Manifestazione Musicale. senza pretendere fellatio in cambio. prodigioso nevvero?  
non so ancora come riuscirò ad occupare un palco intero da sola, l'ego in questi casi non so se sia sufficiente. necessito di materialità. solo che io vado in giro con la strumentazione nello zaino o dentro degli scatoloni di cartone, non posso mica permettermi di viaggiare con appresso una struttura basculante ribaltabile a forma di asse da stiro in titanio progettata dalla Nasa e propedeutica a a) l'appagamento del mio ego b) apporgiarvici dei monumentali pianoloni farciti di presets imbarazzanti. in sunto vorrei menarmela per qualche motivo reale, e non dovermi accontentare di menarmela con il fatto che non me la meno, risultando cosi il triplo pretenziosa e fuori luogo.
tra l'altro l'affezionato lettore dalla periferia torinese mi informa che solitamente il terreno al di sotto del palco è sassoso, ergo dovrei (giustamente) aspettarmi lancio di materiale pietroso nella mia direzione. cosa che se da un lato m'attira (lapidata come la Maddalena! autoimmolazione! biblicità! chi è senza peccato scagli la prima pietra!) dall'altro mi inquieta lievemente.
nel frattempo codeste persone stanno organizzando a me e alle antiquark (gruppo di donne elettroniche di sandiego) un tour settembrino di quindici giorni.
vi lascio per stasera, che l'infame lettore dalla periferia torinese mi ha attaccato quel prodigioso morbo venefico che di nome fa skype, e non riesco a staccarmene, dio povco.

in verità vi dico alle ore 03:35 | Permalink
martedì, maggio 17, 2005

we run and hide from all the other boys and sit in parks with educational toys we sit and sip hot water and milk and talk about how all the blood got spilt un affezionato lettore dalla periferia torinese mi comunica, essendo lui poco aduso all'astrazione, che le mie elucubrazioni sono totalmente inintellegibili, ultimamente. nonchè, mi fa argutamente notare,  è ormai sua abitudine leggere una riga si e tre no, tanto dai miei scritti non si evince comunque una beata fava di nulla.
può starci che egli sia un po' uno stronzo, ma del resto, come dargli torto.
sotto sotto, questa strenua attitudine depistatoria sta cominciando a tediare pure la sottoscritta.
mi rendo anche conto di essere letta da un pubblico di inetti,
aka le mie cesellature stilistiche non vengono colte dai piu.
aka perle ai porci.
del resto dopo lo tsunami emozionale di stamattina la situazione ha assunto globalmente contorni piu netti, e TU, piccolo esorcista/catechizzatore/gran mogol/frate benediciente  dei miei coglioni, te ne ritorni di gran carriera nella fossa che avevo predisposto mesi fa, et lux perpetua luceat eis.

in verità vi dico alle ore 23:27 | Permalink
martedì, maggio 17, 2005

La Cosa, vigile e servile, mi prepara da mangiare. ha le chiavi di casa mia nella tasca del suo grembiule da vecchia. e non ho idea di quando esprimerà la volontà di restituirmele. il desinare è ghiacciato come le stesse mani della cosa. ma è ottimo, e io al pari di un maiale affondo il grugnetto laido nel trogolo.
vorrei piangere in quanto un'era è terminata, ma trattengo, poichè sono un'orgogliosa testa di minchia.
La Cosa mi incita. affinchè io apra le chiuse della diga, reclini la testa sulle sue ginocchia ed inizi a singhiozzare. ma non voglio versare lacrime sulle varici della Cosa. La Cosa abbozza ad un sorriso, occhi bassi. paziente, materna e padrona. ricordiamoci che la Cosa non scopre i denti mentre sorride.
tanto entrambe sappiamo che in un dato istante x io prenderò a correre per le stanze urlando.
in verità vi dico alle ore 03:30 | Permalink
lunedì, maggio 16, 2005

punk merda    gabber dio
 
nel frattempo La Cosa suona amorevole alla porta. ha con sè una valigia, martello, chiodi, e assi di legno.

grande è la mia sorpresa nel rivederla.
"dove sei stata? non mi facevi visita da ottobre"
"aspettavo che mi chiamassi"
"ma io non ti ho chiamata"
"ah no?di norma io appaio solo se evocata"
"touchè"
"qualcuno qui si è preso piu del consentito. sei fuoriuscita dalle tue stesse fortificazioni come il dentifricio che esce spremuto dai tubetti. come lo slime che trabocca da tombini e finestre. le persone golose, molli e lascive raccolgono le fuoriuscite con un cucchiaino. attingono aleatoriamente, oppure dove gli fa piu comodo, oppure dove è piu semplice arrivare. ti lasciano esausta ed incompleta. ed essi se ne vanno a pancia piena, raminghi e perennemente affamati,  in cerca di altre falle e di altre fortificazioni difettose. non ti parlano e non ti scrutano. e se lo fanno, è solo un comportamento laidamente finalizzato a.
ora, vai a letto. io starò alzata tutta la notte, e domani quando ti sveglierai troverai le falle riparate, e le finestre chiuse, e gli specchi coperti come di consueto, e la mia mano sopra la tua testa, e non avrai bisogno di nient'altro, e non anelerai mai piu a delle sciocche invasioni in aree che non ti competono, non ti appartengono e non ti si addicono, e che, in ultima analisi, scoprendo la tua vera natura, non vorrebbero avere nulla a che fare con te. mai piu. mai piu. mai piu. "


già La Cosa si è messa al lavoro, industriosa. il rumore di assi inchiodate lungo tutto il perimetro della casa dovrebbe tediarmi. tuttaltro. mi culla. domattina mi sveglierò e Lei sarà accanto al letto, materna, vigile e sorridente. e l'abitazione buia, fresca e impenetrabile.

la luce del sole ci rende marroni e aridi. come tante merde secche.

parimenti ma inversamente le rane si adagiano mollemente sul fondo melmoso dello stagno.
avvinghiate ai loro simili.
l'avevo già scritto.




in verità vi dico alle ore 02:33 | Permalink
lunedì, maggio 16, 2005

perchè quello che ha in mano è un detonatore termico in virtù del disco degli shelter di cui parlai sotto, stasera si è ascoltato con attenzione il disco dei limp bizkit. (non chiedetemi perchè posseggo un cd dei limp bizkit. lo posseggo, e non paga di possederlo l'ho anche ascoltato piu volte. la scusa, peraltro vera e documentata, che era nice price alla virgin, non fa che aggravare la mia situazione. e però sti cazzi, nice price alla virgin ho anche trovato far beyond driven e vulgar display of power, mica la merda ).
l'agente si esalta quando ascolta i limp bizkit,  gli ricorda quello che un dì gli disse la tipa di Rosini. Rosini era uno sfigato boyscout che suonava nel gruppo del cugino dell'agente, aveva sta tipa abbastanza figa, ma incredibilmente e irrimediabilmente votata al meretricio, che ci provava con tutti gli amici del sediciente Rosini.  Rosini, come avete capito, era un immemore et inconsapevole pippotto,  in quanto boyscout e in quanto cantante di infimo gruppo clone dei get up kids et similia, e ora pare che suoni in altro gruppo di sfigati alessandrini piu buttati sull'elettro indie, (sic est, l'evoluzione della sfiga).
la tipa di Rosini ci provava anche con l'agente. l'agente mi ha riferito che nel lontano 2001 la accompagnò a vedere noto gruppo torinese con due cantanti, ed ella nel tripudio ovarico, dovendosi accontantare di quello che trovava sotto il palco, pur essendo proiettata verso il sopra, strusciandosi sul di egli corpo prese a sussurragli  frasi tipo "oh come sei carino, sembri fred durst".
cioè.
si, fred durst dopo che gli è arrivata nei denti la pala di una scavatrice.
risi tanto da sfiorare il colpo apoplettico quando me lo riferì, orgogliosissimo.
ma l'agente si è preso benissimo, anche perchè fred durst scopa un botto nonostante sia un botolo, ergo da quel giorno l'agente periodicamente mette su il cd dei limp bizkit, mi fotte il 58 dalla scatola dei microfoni, si mette il cappello al contrario e fa le mossette pelvica compresa.


ah poi ci sarebbero quei due o tre recenti accadimenti da ridurre a disquisizioni criptiche, sulle quali si potrebbe argomentare per lustri.
ma non lo farò, che qualcuno se lo aspetta e cosi facendo gli darei, incontrovertibilmente, una grossissima soddisfazione.
in verità vi dico alle ore 01:12 | Permalink
sabato, maggio 14, 2005

decodificami sta ceppa
in vena revivalista, come di consueto del resto, l'agente ha messo su "mantra" degli shelter.
tipo che la prima canzone è un pezzo dei limp bizkit.
ma voi ve li ricordate quei poverelli che nel 95 andavano in giro con la collanina di legno degli hare krishna e bevevano acqua dal collo della bottiglia facendo attenzione a tenere la bocca staccata dalla medesima. andavano a mangiare al govinda e se la menavano. io me li ricordo assai bene, in quel della scena hardcore milanese. se non erro tre quarti di essi, in data odierna, risultano cocainomani e frequentanti il mazoom.
mi dispiace che la mia piccola clara avesse solo otto anni all'epoca. la sua ilarità alla vista di questi pippotti sarebbe stata somma.
soddisfazioni.


in verità vi dico alle ore 20:03 | Permalink
sabato, maggio 14, 2005

and even if i do i dont mean i want to with you
vediamo se il settepollici delle raouul  mi riporta alla realtà. oh beh. no.
oh, mi sto troppo divertendo a non farmi capire.
lasciatemi fare ancora per qualche giorno, che poi mi passa. prometto.

nooooooooooooo hai interrotto il flusso di coscienza negativo. lo vedi che non capisci un cazzo. cambiando di registro hai interrotto il flusso che ti allontanava. che mi allontanava. adesso s'ha tutto da rifare, che palle, e soprattutto, non capisci un cazzo (inserire lettera alfabetica a determinare il genere, che in questo caso risulta indifferente). clamoroso.

noooooooooooo lo hai rifatto! non è possibile. lo hai appena rifatto. di nuovo. reiteri! questo supporta la mia assiomatica teoria secondo la quale tu non capisci un cazzo, indipercui avevo ragione (si auto-fa pat pat sulle spalle) (nel frattempo la giovane marmotta col camion pieno di mortadelle mi sorride "scarico qui?" e mi lancia una fetta in faccia a mò di sberleffo. adesso sottosto a fuoco incrociato di mortadelle. inaudito! ma la giovane marmotta può farlo. ella può. ma tu! nes.su.no.ti.ha.au.to.riz.za.to a lanciarmi mortadelle.) nonchè nessuno ti ha autorizzato a uscirtene dal recinto di filo spinato, non ho mandato alcun messo a strofinarti dell'endometrio sfaldato in faccia. ma delle volte ho desiderato farlo e tu comprendesti ahimè in virtù dell'Assioma di Behringer ("in un locale scaroso adibito all'espletaggio di musica live del cazzo troverai sempre un complemento della Behringer a supportare le tue esibizioni di merda, sia esso sotto forma di mixer, d.i. box  o altri ammenicoli falsamente benfunzionanti")
sia ben chiaro che quest'anno non ci sarà un'altra sciabolation summer camp fest. non ci saranno i relativi et corrispondenti cazzi nel culo, e non mi riferisco a cazzi di natura musicale, che, a dire il vero, non ve ne furono, anzi. aka non andiamo a cercarceli altrove, inutilmente. conseguentemente nelle prossime settimane non accadranno accartocciamenti attitudinali, nè fiancate rifatte alle automobili con il manubrio della bicicletta perchè stavo sulle nuvole, nè sacrifici di sangue innocente, nè Violetta Contromano Beauregarde che si schianta contro le apecar in virtù delle medesime nuvole, nè spine dorsali spezzate, nè dischi rotti per ritorsione, nè biscotti divorati senza cognizione di causa,  nè "gimme brains" nel walkman mentre schivo i coniglietti nei campi, nè niente. che avete tutti cacato il cazzo.
oh, no



in verità vi dico alle ore 01:38 | Permalink
venerdì, maggio 13, 2005

a titolo informativo


in verità vi dico alle ore 13:04 | Permalink
giovedì, maggio 12, 2005

fenomenologia del soffocone

Realizzo il fatto che sto or ora ascoltando i firebird band. Segnale nefasto. Foriero di brutture, dolci cazzi nel culo e sbattimenti sulla scia della solita invereconda natura solipsistica.
Pensa te se proprio là avrei dovuto trovare lo spunto per la risposta al mio quesito, sotto forma di arguto commento di sconosciuto che vuol far comunella. Evviva la forza di gravità, tra le altre cose.
Nel dubbio sospendo il giudizio e sprango le porte, previa l’ appensione di flyer esplicativo

 

 

non aspetto un responso da nessuno e non cercherò di ottenerne.
Oh oh oh ohohohoho. Altra scelta di comodo.
Tu le chiami “scelte di comodo”, io rispondo ad altre  regole tassonomiche e le catalogo sotto la dicitura “se proprio avete stabilito che ho da morire, fatelo in fretta”. L’insostenibile leggerezza delle sfumature. non v'è bisogno di giocare a fare il piccolo aruspice con le mie budella per stabilire ora data luogo e modalità dell'esecuzione (oh! si! mi autoimmolo! sono tanto buona e volgo gli occhi al cielo e attendo che tutto si compia! sto quasi per crederci io stessa! menate il fendente!).
è sufficiente uno specchio, vah.


in verità vi dico alle ore 23:38 | Permalink
mercoledì, maggio 11, 2005

ieri sera io e l'agente siamo andati al cinema a vedere il film su hitler. è un bel film a mio parere, molto asciutto, poco sensazionalista, un bel mattone drammatico come piace a me. mi sono commossa quando hitler uccide il suo amato cane, Blondie, prima di togliersi la vita. mi sono commossa poichè il cane guaiva, io non tollero di udire i cani guaire. mi viene la gastrite. chissà se i Blondie sanno di chiamarsi come il cane di hitler.  l'agente sostiene che il film ha fatto discutere per come viene tratteggiata la figura di hitler. cioè di molto avvicinantesi a quella di un essere umano, cosa che di fatto egli era. all'inizio del film, quando si sceglie la segretaria, è rappresentato come un simpatico e garbato vecchietto. forse i sionisti se la sono presa un po' a male. 
ricordiamoci che hitler era vegetariano e sxe, e che secondo i diari di eva braun, egli si faceva cagare in petto dalla suddetta. e altro.  il che la dice lunga. su tutto. e come dire, fa un po' quadrare il cerchio.  non so a voi ma a me fa sorridere pensare a numero x di personaggi vegan sxe della scena nostrana nell'atto di farsi cagare in petto.  me li rende piu umani. un po' come hitler.
siamo tornati a casa, ho scritto delle stronzate inintellegibili a chi non dovevo, e abbiamo guardato i videoclips. c'era beyoncè e l'agente era felice. poi i liquido e l'agente seguitava a sorridere. poi jennifer lopez e la felicità s'è trasformata in giubilo e sommo tripudio. poi c'era il video live dei subsonica e l'agente ha cambiato canale con un perentorio "ai tempi di ******  tutto questo non sarebbe successo" io ho protestato, volevo vedere il tipo divertente che quando suona si tiene in mano lo scroto.


in verità vi dico alle ore 13:39 | Permalink
lunedì, maggio 09, 2005

figa in poliestere

infatti stavolta non ho portato i biscotti. non a caso. e nessuno ne avrà. qualcuno declamava i've got the plan b ability e mai come ora il verbo mi permane marchiato a fuoco. il maestro insegna, vietato il namedropping, vietate le ammissioni, dissimulare sempre, negare tutto anche di fronte all'evidenza, compartimenti stagni, sfruttare le asperità del terreno.
la morte come pena dell'ammissione.
la mappa non ricalca fedelmente il territorio.  tra le altre cose la disgrazia si è abbattuta stamattina ma io me ne fòtto.  fintanto che son la parte meno lesa della situazione.

intenzioni foderate di marmo. io A, anche tu A? no, io B. ok, allora anche io B, ma il parametro A era già preventivamente dissimulato e sfumato nel B affinchè , in caso di asperità, mi ci potessi elegantemente aggrappare, oplà. grazie al cazzo, che vi credevate, so giocare anche io a indovina chi, magari in scala infimamente ridotta ma la riproduzione è fedele.
"c'è uno strapuntino nel muro, si accomodi pure al mio desco, che da mangiare v'è in abbondanza".
"invero, a volte appare come  uno strapuntino ove poggiare le terga, altre volte repentinamente cangia e assume i connotati di un moderatamente voluminoso cazzo che si fa strada tra le mie chiappe ma tant'è, denti serrati e  cheeeeeeeese. l'ho notato, che fanno tutti cheeeeeese.  a ciascun luogo il proprio meta-bug."
"il dessert non è di suo gradimento?"
"era ottimo, grazie."
"allora lo finisca e lucidi il piatto. ma che non diventi un'abitudine, che lei qui è in regime di subordinazione"
"non era mia intenzione...."
"non mi prenda per il culo"
" i miei sogni sono piu belli di me"
" sussiegosamente noto che inizia a capire"

e poi grazie al cazzo, odio ridondare ma del resto la figa non è la figa (TM) , è, piuttosto, un aratro.



in verità vi dico alle ore 01:11 | Permalink
venerdì, maggio 06, 2005

ok visto che con le buone non la si capisce, ammazzerò un ostaggio ogni qual volta mi rivolgerai la parola.

in verità vi dico alle ore 18:47 | Permalink
giovedì, maggio 05, 2005

but that "hurricane what's-her-name" mentality was not for me and never could be cause it surely brings bitter things and misery
questo, in sunto. e come dar torto.
macedonia di dati. qualcuno è arrivato con una (stavolta)(lussuosa) motozappa a rivoltarmi le zolle da sotto il naso. dio cane, si, ok, hai ragione, ma allora qualsiasi assurzione a un qualsiasi status è una questione di comodo. bella li, ho trovato lo skill per non sentirmi completamente una merda nell'atto di rigetto del bolo.
poi. siam sicuri che la padronanza di se stessi si esprime solo nell'atto del rifiuto?
accensione del carrarmato. cazzi vostri, ora.

invece mi spiace che TU non mi possa (piu) vedere ora. parassito gli scritti di una persona che avrei voluto conoscere per ricordarti che che i saltimbanchi sono un triste spettacolo. con tutto quello che abbiamo fatto per te.




in verità vi dico alle ore 18:31 | Permalink
mercoledì, maggio 04, 2005

figa tipo pastamatic non hai mai fatto caso che le cavie squittiscono quasi a tempo quando mettiamo della musica particolarmente ritmata.
qualcuno mi chiede ancora come è andato il minitour di qualche settimana fa.  com'era ovvio i ricordi rimangono  vividi ma intrascrivibili.  come le classiche gag tra compagni di gita che trovano divertentissime battute inconsistenti pronunciate durante il viaggio in pulmino , e che provocano ilarità solo ad essi quando le risfoderano nel tentativo di riesumare atmosfere ilari, ma defunte. lapalisse. della data di milano già ne parlai. trieste è città deliziosa, austera e semi mitteleuropea. l'etnoblog è posto delizioso. il pubblico triestino possiede elementi singolari. tra cui un tizio con un fiocco di tulle sulla giacca che mi ha chiesto dove può scaricare le suonerie di violetta per il suo cellulare. confesso di non aver saputo rispondergli a tono. il di egli candore mi ha segato le gambe.  ma soprattutto supporto  agli organizzatori all'etnoblog aka il gruppo tetris costituito da gaii figuri dei september 10th e tale gorillo che a quanto pare militava in un oscuro gruppo chiamato cazzodio, e per questo ha il mio rispetto e la mia venerazione.  se abitate in quel del friuli o della slovenia supportate i concerti che essi organizzano. sempre che non apparteniate alla casta delle caccole tipo  "sono indie perchè nessuno lassu in alto mi caga, e parassito come una piattola tutto lo sfruttabile di un certo ambiente diy, sono parcheggiato qui in quanto sto aspettando solo la buona occasione, quindi chi se ne frega del supporto alle iniziative? tutto io tutto io tutto io" oh oh ooooh.  comunque. la serata è trascorsa tranquilla e ilare, l'agente ha suonato egregiamente, io ero un po' accartocciata, ma pare che i piu abbiano gradito lo stesso, napo come al solito vigile al banchetto della Mezzadria Distribuzion che dispensava soprannomi degradanti alle tipe del pubblico  che transitavano nei pressi del bar, come FrangiaBecco, TettamanzaCampanellino e TrecciaMostruosa, nel mentre mi disegnava cazzetti sulle braccia e i miopi  mi venivano a chiedere oh ma sei fuoooriii hai dei cazzi tatuati sulle braccia ma stai maleeee. l'indomani mattina ci si alza ad orario ragionevole. io annuso l'aria, calcolo le distanze con la cognizione geografica di un procione e decido che se non deviamo verso il confine altoatesino/austriaco muoio. tanto c'abbiamo il day off. troveremo da dormire nel posto dove mi fermo di solito, sennò dormiremo in furgone, e vaffanculo al cazzo. il resto dell'equipaggio accoglie positivamente. durante il tragitto mi balza all'occhio che il mio potrebbe essere catalogato come capriccio da primadonna del cazzo in (micro)tour, e non ho ancora firmato per sony, per dio.  si passa dall'austria. mi si staccano pezzi di cervello man mano ci addentriamo nel territorio. da ventotto anni nutro la certezza che qui dovrei stare. qui dovrei vivere. l'austria è la nazione degli eletti. è l'austria che domina il mondo e voi non ne siete al corrente, finocchi. il furgone procede in mezzo ai boschi e a cartelli di discount con font austriaci kitch. in tre concordiamo che sentiamo la mancanza di quello che si rivelerà poi un Traditore. ridnauntal è la destinazione adagiata in mezzo alle montagne. le nevi si sono appena sciolte. crocus. (non il gruppo svizzero). gli industriosi contadini altoatesini concimano i prati con genuina merda di vacca. i coinquilini non mi vedono ma all'arrivo e alla partenza piango.  aristocratico dissidente. di queste nemmeno 24 ore trascorse nel luogo che io considero a tutti gli effetti l'utero materno ricordo bene la mia persona in piedi sull'asse del cesso a scrutare le montagne dall'abbaino, alle sei del mattino.  le schiene di napo e dell'agente sul uno spuntone di roccia, in fondo alla valle. i suddetti all'ombra di una chiesa. e un singolare angioletto di marmo sulla tomba di un bambino, nell'atto di fare del fingerpointing. settembre non è cosi lontano. tornerò. via verso piacenza, ma prima ci fermiamo alla sede della bayernland a fare le foto con le mucche di plastica a grandezza naturale.

il resto domani.
in verità vi dico alle ore 13:33 | Permalink
lunedì, maggio 02, 2005

Vuoi sapere cosa ha fatto quella stracciacazzi di tua figlia

Il caldo merda di sti giorni funge da agitatore molecolare per gli encefali di taluni, nel senso negativo del termine, aka cervello impanato e fritto. Nel frattempo giro in braghini mimetici e ciabatte da piscina e mi faccio schifare anche da gente che non dovrebbe, il Piano A è ai suoi massimi storici, e non è detto che abbia toccato il picco massimo. Oh oh oh oh, avevamo bisogno della controprova per capire che non stavo dicendo stronzate? Vi ringrazio? VI? Comunque. Sono elitaria e non divido niente con nessuno, il pallone è mio e quando me ne vado non si giuoca più,  VOI DUE avete un qualche cosa da comunicarmi? Schnell, che qui non ho tempo da buttare nel cesso, se volete uscire dal condominio dichiarate gli intenti chiaramente, mi si mostri bene il labiale e mi si riconsegnino le chiavi delle stanze, che si ha da cambiare aria, rassettare i letti, disincrostare i lavandini e spurgare il cesso. e non sto parlando dei miei fraterni e stronzi coinquilini del civico n° 6 del bivio san michele (AL), bensì di conviventi metaforici assimilabili alle tenie. Ergo, non concordate sulla gestione del condominio? Codesta è l’uscita, e non provate a fottermi gli asciugamani. Mi scusino il francesismo ma ne ho pieni i coglioni di chi mi spelvica sui polpacci ansimando come un chihuaua del cazzo. 

chi impone la pisciata territoriale e poi ritratta  circostanzialmente.

chi ha la volontà di un celenterato.

Né rimorso né rancore né rimpianto né nulla, ma mi si costringe ad evolvermi in un grazioso et austero monolite a forma di crauto, omnivedente, omniauscultante e omnipercepente ma che marzialmente se ne sbatte il cazzo, come dicevo stanotte a una persona, impongo limiter sulle stronzate e gate sulla puzza di cadavere che vi esce dalla bocca, che non ne voglio piu sapere. Oh si lo dissi mille volte ma stavolta lo penso, senza avere addosso le due dita di livore, propositi di vendette e stragi e regolamenti di conti. Molto banalmente scelgo la non scelta. Venite a prendere il the in veranda, si ride e si scherza amabili e compassati, ma col cazzo che vi ridò una stanza in cui albergare e machciarmi le lenzuola di sborra. Il condominio è mio e lo gestisco io, a breve distanza segue La Gente Di Cui Mi Fido aka  i coinquilini #1 e #2, la mia Fidanzata e Paolina. tutto il resto dell’umanità dovrebbe essere gestibile da una garitta dotata di mitra, vi sorrido dall’alto del firewall ma occhio. Ovvio che esistono sfumature. Ovvio che ho adocchiato due persone a cui, molto prematuramente, andrebbe data una copia delle chiavi sulla fiducia. Nel mentre, la breccia di porta pia si allarga, e nell’aria risuona la marcetta della Morte Nera. Ta ta ta tatata tatataaaaaaaa.

Sabato scorso i la quiete e gli infarto scheisse asfaltarono decine di culi, i transistor transistor mi stettero simpatici perché capelloni e zapponi, e i laghetto furono un amabile sottofondo di conversazioni con l’Albanese, che eran lustri che non ci si trovava a confabulare. Il charlie con quei capelli è pronto per i simple plan. il quattrocchi da vecchio sarà uguale a padre carras. già ne ha l'attitudine.

susseguirsi di sbadigli. era da tempo immemore che non mi cimentavo in una maratona telefonica notturna di portata esistenzialgossipconcettuale (sorriso)

in verità vi dico alle ore 16:00 | Permalink