lunedì, gennaio 31, 2005

 

Eunuch nights, know your rights. (vol 2)

 

"....ho visto questa persona aprire la bara con un piede di porco, e prendere in braccio il cadavere. l'ha preso in braccio! capite l'ha preso in braccio. se l'è tirato addosso. ha respirato le esalazioni ammorbanti di quella specie di mostro fatto di merda, vermi e carne andata in malora . è tutto sporco di quella cosa, ora. è infetto e io non ho potuto far niente per impedirgli di infettarsi. l'ho preso a calci, e gli ho ficcato le dita negli occhi. niente e lui è vivo ma ha addosso la puzza della morte. ora porterà il cadavere a casa sua. e lo metterà sul letto e ci farà l'amore. e anche il letto s'impregnerà.

e facendoci l'amore, magari con foga, qualche pezzo di cadavere si staccherà.

con che coraggio riuscirà ad accarezzare quella testa piena di cagnotti che brulicano appena sotto la pelle del cranio. questa persona mi ha detto che è l'unica cosa che è rimasta da fare.

e io impazzisco dallo schifo e dal disgusto. e dall'impotenza.

soprattutto perchè tutte le volte che bacerà quello scempio sulla bocca, e tutte le volte che le terrà la mano e che le dita del mostro si staccheranno perchè sono tutte marce, e tutte le volte che la metterà sul letto e se la scoperà, lui farà finta di

baciare

accarezzare

scopare

qualcun'altra

?

si."

 


femmina. sei seriamente immemore o fingi soltanto? quale è la parte di te che conosce ma non ammette e quale quella che agnosce? ancora una volta e per soggetti differenti  mi appresto ad agire in qualità di chirurga barra infermiera. ancora una volta scovo a distanza la setticemia . riconosco a distanza la setticemia. ancora una volta conosco da assai vicino l'ammalato. quante volte ho dovuto indossare l'apposito camice e i guantini sterili negli ultimi due anni? è per forza duopo soffermarsi sulla figura della cancrena e del sofferente? naaaaa. trattasi di un altro han solo, trattasi di un'altra lastra di grafite. connotati logistici differenti, medesima situazione. tanto è sempre la solita menata. è assodato che la cancrena non è da curarsi con l'aulin. è assodato che pochi valorosi si tranciano di netto l'arto. è assodato ci voglia del personale preposto.
che qui siamo ammorbati dal fetore. vorrei (vorremmo, che non è plurale majestatis) levarmi/ci le vesti e giacere con agio, senza una maschera antigas del cazzo che mi leva respiro e visuale e ti priva dell'ascolto di un mutuo ansimare coitale. si può parlare di mutuo ansimare quando si è in tre nello stesso talamo? si può parlare di mutuo ansimare quando non si scopa ma si ride e basta? eppure l'ansimare nella risata si rende piu forte e chiaro.

in tre abbiamo giurato che qualsiasi cosa ci allontanerà dal nostro protetto verrà spazzata via come una merda dal selciato.


del resto trattasi unicamente di fette di coscienze che han da dormire ronzando sommesse e che convivono con altre fette di coscienze che urlano e reclamano silenzio, e sollievo.  trattasi di coscienze che sorridono perchè qualcuno piangendo e strumentalizzando il dolore gli cava a forza i bulbi oculari. trattasi di coscienze che anelano il riposo beato a fronte di coscienze che  ululano con delle mazze ferrate in mano.  trattasi di cancrene intelligenti ma immemori. trattasi di femmine acute, incapaci di conversare con se stesse.  trattasi di chi è acuto ma non usa l'acume per grattare il fondo.  sto scrivendo ovvietà, ma oggi mi occorrono. l'infermiera non compia l'errore dell'ammalato e della malattia! l'infermiera sia autocosciente! si è mai chiesta l'infermiera i motivi per i quali ella esercita la sua professione, nel suo candido e ariano nitore, nella sua veste marmoreamente inamidata,  nel suo sguardo algido  reso ancora piu algido da meri artifizi cromatici. correlazione, correlazione.  si è mai chiesta l'infermiera il motivo della dedizione. il motivo dell'attaccamento ai propri assistiti.  scivola silenziosa lungo le corsie piastrellate . rimuove arti setticemici e li spappola a colpi d'ascia quando urlano rinchiusi nei loculi.  addormenta i convalescenti perchè non sentano il pianto della parte amputata.
è piu spietata l'infermiera che con piglio da istitutrice svizzera pone la verità d'innanzi agli occhi del malato o lo è di piu l'osceno urlo della cancrena?

in verità vi dico alle ore 23:32 | Permalink
lunedì, gennaio 31, 2005

kesk!kesk!
Qualche giono fa hanno rapinato la banca dove l’agente tiene il conto. Oggi ci siamo recati a riscuotere un assegno e lì napo ha fottuto un portascotch pesante che io avevo adocchiato la volta prima. Che banca di sfigati del cazzo.

Sempre a proposito di furti lunedì scorso ho rubato delle lenti a contatto colorate. Non puoi tenere dei prodotti poco voluminosi sul bancone del tuo negozio, appartarti nel retrobottega a farti i cazzi tuoi e sperare che a nessuno passi per la testa di prelevare alcuni dei prodotti ivi esposti. Faccio parte della categoria di esseri umani  per i quali sta scritto “se un oggetto rimane (piu o meno) stolidamente incustodito, automaticamente ti appartiene”.
Insomma, codeste lenti a contatto colorate. Sono uno skill non indifferente. Incredibile come il mutare il colore dell’iride cambi totalmente espressione facciale. Curioso come il mutare dell’espressione facciale celi una vasta gamma di emozioni et intenti. Qualcuno dice che paio strana e non mi si riconosce. orbene, era l’effetto che volevo ottenere. Qualcun altro sostiene che sia stupido cambiare il colore dell’iride. Non più stupido del tingersi i capelli o gli artigli.

Oggi c’era il video di luca derisio alla tele, quello ridicolo che si dimena dietro a un muro di mattoni e lascia le mani incollate allo schermo. Sembra che abbia ingoiato un’asse da stiro, per di più sembra un po’ francesco derchi, quello della nhn records. Non so per chi dei due sia l’onta peggiore, se per luca derisio o per il mangiamoccoli del cazzo. Credo vada peggio al derisio,  dal momento che non c’è gruppo su nhn che non stia dando a derchi del coglione, del resto noi lo si sa bene, dal momento che i bigots erano su nhn. Del resto derchi si intratteneva nell’apostrofare l’agente con termini quale “coglione sfigato” et simili, ovviamente non in presenza dell’agente stesso bensì di fronte a gruppi conoscenti dell’agente, i quali glielo riferivano, ma il derchi è troppo un dritto, e anche un po’ uno zanza, come dicono i brianzoli. Chiaro che in presenza dell’agente il derchi era gentile e financo deferente. Tipico dei coglioncelli mangiamoccoli fottere la gente sibilando stronzate alle spalle come umide serpi del cazzo. Poiché da che mondo e mondo le serpi strisciano nella mota, e, molto meno elegantemente, nella merda, ed è li che son destinati, infaustamente, a crepare.

Le amiche dell’agente sono invero una manica di puttane.

Ma si, voi volete sapere del palo nel culo di settimana scorsa.
Non v’è molto da raccontare, il tutto è riassumibile con un pomposo “le ho prese ma le ho anche date”, il resto è di poca importanza, o meglio. Il resto è di assai importanza per il manipolo onanizzante e non parlo di seghe su fotografie ignude ma di eventi correlati alla mia persona. Il resto è decisamente di poca importanza per la sottoscritta, che ora, incassato l’argent (francesismo),  riscossi i crediti monetari e saldati i debiti morali con l’Innominabile Sito, si sente in pace col mondo tutto e s’appresta traslocare in altro loco.
Certe cose, è belle farle quando si è in pochi. Io sono fan dell’elitarismo. Non mi scompongo nell’ammetterlo candidamente. Questa cosa nella fattispecie sta assumendo proporzioni bibliche. Come sta vergato sul frontespizio di questa paginetta, “la selezione all’ingresso tutela il tuo divertimento”. orbene, la dimensione attuale del fenomeno è quantificabile con “cani e porci”. Non sto parlando di chi ci sta già. Sto parlando di chi deve arrivare nei prossimi mesi. Io non accetto di stare sullo stesso sito dove arriverà gente che si fa immortalare per la galleria di fotografie dello Zoe, dio cane.

E comunque, giovedì sera yuki 1, coinquilini 0. supporto.

 
sabato 5 febbraio allo spaziorizoma di alano di piave, belluno, suonano ENT + violetta sborregarde.


in verità vi dico alle ore 17:52 | Permalink
mercoledì, gennaio 26, 2005

 ieri è arrivata missy aka la padrona dell'innominabile sito aka la tenutaria del postribolo virtuale.
starà qui fino a domenica per, appunto, adempiere al Palo nel Culo.
oggi era giorno di set fotografici. un amico di alessandra ci ha fornito la location, casa sua, affinchè missy potesse scatttare i sets. egli era felicissimo. è stato tutto il giorno con un mirabolante sorriso sulle labbra mentre sette ragazze stavano a tette al vento sotto le luci, nel suo salotto. nel frattempo si parlava gaiamente di gossip parascenarolo e si confrontavano prestazioni e misure di membri random. e che a nessuno venga mai in mente di affermare che le SG sono una manica di puttane. comunque il palo nel culo supremo avverrà venerdi. e noi tutte, ci si sta attrezzando non con lubrificanti ma con pali altrettanto voluminosi. o almeno è questa la mia speme.
di là in cucina l'agente e napo stan palesemente cercando, da circa un ora e mezza, di inorridire yuki con  racconti sui animali squartati da nostri amici, incidenti mortali divertenti, quella volta che l'agente ha ingoiato per sbaglio il liquido seminale del dottor brullonulla et similia. non riuscendoci, che yuki ride e non si scompone.  li vedo visibilmente in difficoltà e sogghigno.  han fatto male i conti, è evidente.

in verità vi dico alle ore 23:03 | Permalink
mercoledì, gennaio 26, 2005

kesk! kesk!
vederti ieri sera ubriaco e che, con quel sorriso da coglione soddisfatto, cercavi invano di richiamare a te skills sociali camuffati da piani cospiratori,  causa tuo sentirti fuori posto e a disagio nei confronti di una persona estranea,  mi ha rimembrato una persona che mi conosce dalla nascita, e che per 25 anni quasi ogni giorno si è comportata come te ieri sera, e questi sono i risultati. fastidio, paura, schifo. i tuoi piani per sconfiggere chi è piu alto e piu magro e suona piu di te. se le tue armi sono una bottiglia della passata di pomodoro piena del tuo piscio caldo temo dovrai rivedere il tuo arsenale. di Blutarsky c'e n'è stato uno solo, i tuoi tentativi di pedissequa imitazione cadono sullì'impiantito e si infrangono. Blutarsky non rideva soddisfatto alla ricerca di conferme dopo ogni cazzata. suvvia hai mai visto Blutarsky ridere?  un'altro te stesso al di fuori tira i fili . fai la cazzata. ridi. ritieniti soddisfatto e con la risata richiedi consenso. ti comporti da coglione per riscuotere consenso da una schiera di altri coglioni che si suppone sian d'accordo con te.  sei tanto diverso dalla schiera che osteggi? spe-cu-lar-men-te u-gua-le.
il discorso sulla mafia dei perdenti rivolgilo anche a te stesso.
tu non parli con te stesso e quandanche lo facessi l'altro te stesso ha seri problemi uditivi. prende a picchiarsi le mani sulle orecchie e fare bababababababababababababababa!!!! mentre l'altro gli parla. 
costruttivo.
devi giustificare il tuo sentirti fuori posto con un manifesto d'intenzioni? affanculo le intenzioni, se fossi veramente chi sostieni di essere agiresti zitto e fiero. invece hai bisogno di appuntarti nell'encefalo sovrastrutture organizzative inutili. che celano vuotezza, pochezza e inconsistenza.
la verità è che ti senti inferiore e disagiato anche nei confronti della TUA schiera di perdenti.
ti supporterei se fossi un VERO coglione, a prescindere.  i coglioni non scrivono manifesti di intenzione. i coglioni li bruciano e gettano la palla di carta  fiammeggiante addosso ai passanti.
riponi le fotografie di anni fa.  non ti servono a un cazzo, solo a pensare, a torto, che l'epoca del branco dei pirla selvaggi e giocondi non sia ancora finita.
non possiedi piu quello slancio, non hai piu quelle intenzioni. e ancora non lo accetti. ti ci attacchi come ti attacchi a dei dischi di merda di dieci anni fa e ad un gruppo di merda composto da individui che sono la cacata dell'ombra di coloro che furono un tempo. senza nulla togliere ai dischi di merda, che anche io apprezzo.
ti ricordi quel filmato del padre che assillava il figlio con la storia che lui era il batterista di billy joel, o sarcazzo chi.
ora ecco le ventose, per arrampicarti sui vetri, oppure ecco due assi e tre chiodi e una corona di spine.  perchè la tua reazione a tutto questo è già stata prevista e incamerata.

io vado ad affrontare il secondo giorno di pali nel culo.

in verità vi dico alle ore 08:31 | Permalink
domenica, gennaio 23, 2005

e no, non ho riabilitato i commenti agli utenti di splinder. li ho riabilitati a selezionati utenti di splinder. 
in verità vi dico alle ore 23:06 | Permalink
domenica, gennaio 23, 2005

kesk! kesk!
settimana prossima sarà un poderoso palo nel culo. non per le persone che incontrerò e con le quali dovrò interagire. tutt'altro, esse rappresentano la parte piu dolce e lenitiva  del succitato palo. trattasi di palo nel culo attitudinale. l'ultimo palo nel culo prima che me ne esca dall'innominabile sito e mi trasferisca in lidi piu consoni.




in verità vi dico alle ore 22:19 | Permalink
giovedì, gennaio 20, 2005

piovono wombati, alleluja
quasi sette mesi dopo, e di colpo, il percorso spiraloide s'arresta. il punto al centro della spirale non è stato raggiunto nè v'è più mezzo di raggiungerlo, nè l'intenzione. non toccheremo il punto e non ce ne allontaneremo. incredibile dictu nessuna porta dimensionale da scassinare barra abbattere a spallate s'è presentata sul percorso verso il punto, semplicemente una botola mi si è aperta sotto i piedi. come è molle e inconsistente e poco attraente il mio scrivere, siete tutti qui solo per capire di chi mai stia parlando. questi scritti sono una merda, il mio pensiero in data odierna si presenta come non mai qualunquista e discarso interesse, e  voi siete dei finocchi, e il cerchio quadra anche stavolta, olè. dicevo la botola apertasi sotto i piedi, e io scivolo placida  fuori dalla spirale. ed è ancora una spirale il percorso nel quale piombo, ma stavolta angolata e formata da linee spezzate, marziali ed  efficientiste come lo sei tu e come lo saremo noialtri, marzialmente te lo giuro. pattino lungo i pavimenti di marmo, se la femmina non avesse le gambe,  al suo incedere lascerebbe la bava come le lumache. la figa non è la figa, è, piuttosto, un obice. giuro che non sarò una femmina, che con te non ve n'è bisogno, nè convenienza. mi ritrovo a scansionare il punto che invano ho tentato di raggiungere nei mesi scorsi.  è un puntino, una cacata di mosca, una gomma masticata appiccicata al muro.
che con sapiente uso di artifizi e skills sociali si digievolve nell'ologramma del monumento alla disinvoltura. puoi farmi fessa una volta, mica vita natural durante, ti ricordo che la figa non è la figa, e il punto è in realtà un rospo livido enfiato di nulla. non intendo lordarmi le mani sperimentando la punzonatura del batrace con uno spillone. gli schizzi di rospo scoppiato mi macchiano il vestito, che siam tutti concordi, non è candido. ma io lo ammetto e ne fo vessillo. orsù apprendiamo l'arte di cagare fuori dal vaso senza sporcarci. allora ben venga colui che fa della timidezza e dell'insicurezza un'arma e uno skill. lo ammiro nonostante i succitati skills verranno implacabilmente usati contro la mia persona. ma supporto, poichè sono a scopo difensivo. ci si deve pur difendere in una qualche maniera dalla mia persona che fa partire colpi di mortaio sulla tua coscienza e rade al suolo le tiepide caselline nelle quali ti rifugi, nevvero. aaaaaaahhhh! guardandomi dall'esterno allora capisco perchè z incontra k  e sotto i miei occhi essi connubiano impuniti. impuniti! perchè non v'è nulla da punire. punibile è la mia testa di cazzo e la mia cecità e dabbenaggine. e in sunto. non v'è piu niente da dire. nulla da condividere. mai nulla è stato condivisibile se non in preparazione di una eventuale preparazione di lenzuola e federe su cui stampare sacre sindoni di liquido seminale. che gentilezza. il letto che sa di bucato appena fatto, e il materasso sottostante che crocca di sborra secca. la figa non è la figa, è piuttosto un tostapane, o cosi dovrebbe essere. provo avvilimento, non indignazione.  per il resto cerco di evitare contatti col rospo. non so cosa rispondere ai vari richiami. groak grooooooak groooooak. sono, semplicemente, idiomi differenti dal mio, e mi annoio a tradurli. ergo annoto e tengo a memoria imperitura che il tutto è sintetizzabile in: accanto a te occorre un sorriso splendido e luminoso, ma non troppo sovrastante. guai a fare ombra al batrace. guai a fare ombra al batrace. guai a fare ombra al batrace.


in verità vi dico alle ore 00:36 | Permalink
mercoledì, gennaio 19, 2005

vediamo se si cancella anche questo terzo post
in verità vi dico alle ore 19:13 | Permalink
martedì, gennaio 18, 2005


direi che alla luce di tutto ciò è davvero ora di dire basta. quale migliore pretesto. ed è solo questione di poco tempo ormai. quel che v'era da definire è stato definito, ora ho solo da aspettare la fine burocratica della mia esperienza.. va bene il dadaismo yankee, ma tutto ha un limite.
in verità vi dico alle ore 20:24 | Permalink
martedì, gennaio 18, 2005

Incredibile come la statuetta glows in the dark di padre pio e la statuetta di obiuan kenobi siano tanto rassomiglianti. Mi rifiuto di credere che sia una casualità. Se pesti una merda in istrada ci fai una figura migliore se ti fermi a levartela dalla suola, o se prosegui disinvolto ed eventualmente vìoli lussuosi impiantiti con ignominiose tracce fecali. Se cammini sul ciglio della strada è preferibile farlo lungo il senso di marcia rischiando che la morte ti arrivi all’improvviso nel culo, oppure è d’uopo un sano contromano in modo da poter scrutare la mietitrice nelle palle degli occhi. Son capaci tutti a fare i film con i cavalli o i maiali, provate invece con un capodoglio. Li fanno i film animal con i capodogli? I maschi capodogli hanno il pene lungo due metri e mezzo, dicitur. Se ti pagassero una cifra consistente per tuffarti con pinne maschera e boccaglio e saltellare sul posto aggrappata al pene del capodoglio onde farlo eiaculare sotto l’impietoso occhio della telecamera?

Ho saputo che Cabani dice in giro che faccio i film con gli animali e con i negri. Cioè, passino gli animali, ma i negri diocane, per chi mi hai preso? Cabani, il valerio merola dell’ardcore. Sabato sera il festival industrial mi ha tediato. Non ho visto suonare wertham, i coinquilini e il dottor brullonulla si son sgretolati i coglioni e siamo andati via prima, senza salutare nessuno. È figo andare via senza salutare nessuno. Io non mi offendo se qualcuno se ne va da un posto senza salutarmi. È suo diritto, come suo diritto è quello usare le dita in mancanza di carta igienica e poi strofinarle sulle piastrelle del bagno. In quel momento sei solo tu le piastrelle e le tue dita. In quel momento sei solo tu il tedio e l’anelare d’essere a casa. La gente da salutare è ininfluente. Il discorso non fila, ma è un mio diritto fargli prendere una piega simillogica anche se non ve n’è parvenza alcuna. All’inizio hanno suonato tre gruppi tutti uguali tanto da sembrare un unico monolitico concerto di due ore. C’erano mille omosessuali conclamati. Omosessuali, non finocchi né froci, che, checchè se ne dica, io nutro del gran rispetto per essi. (solo gli effemminati, con il loro squallido e inconsapevole parodiare i lati piu frivoli e stupidi di una donna, mi stanno in culo, ma questo è un discorso attitudinale) il termine froci e finocchi lo tengo in serbo per gli indierockers. C’era del pretenzioso, sabato sera. Tranne con i corpo parassita che performavano come se stessero affettando del pane e mortadella, e per questo hanno il mio supporto.  Per il resto mi pare si tendesse a  prendere sul serio questo giocare wannabe tenebroso con un po’ di pedali e il depitchamento di qualche loop messo come sottofondo di videoinstallazioni.

Ma a proposito di indi rochers, mi sto chiedendo, dopo avere ultimamente parassitato la scena garage/rochenroll, cos’altro hanno in serbo di sputtanare questi coglioncelli sudaticci. Dopo avere ammantato di un alone di pretenziosità pure questo genere. Dopo avere dato il supporto a boyband travestite da musicisti efebici con i capelli a ciotola ribaltata. Dopo avere sparso merda su codesto genere musicale disquisendo e spompinando sulle loro mediocri riviste elongatiopeniche e i loro blogghettini da intellettuali che non han mai suonato in vita loro ma hey, ho cento dischi di merda in casa e ciò mi upgrada alla qualifica di recensore barra critico musicale. Dopo questo che altri generi avranno intenzione di dare in pasto alla sottostante massa di rincoglioniti con camicia cravattina e spille? Ormai rimane ben poco, la gabber, per esempio, o i ramones. Non dubito che troverannno il modo di rendere pretenziosi i Rotterdam Terror Corpse o in alternativa i Groovie Ghoulies. Mi chiedo, ma voi negli anni novanta dove cazzo eravate? Cosa ascoltavate? A chi suggevate lo scroto? Perché se allora vi si parlava di gruppi garage o rock’n’roll voi ci guardavate come un sacco di interiora bovine marcite al sole? Perché se oggi vi si parla di  veri  gruppi rocknroll voi ciucciandovi il pollice destabilizzati vi rifugiate ad ascoltare quelle merde degli ikara colt o dei von bondies?  
in verità vi dico alle ore 13:29 | Permalink
venerdì, gennaio 14, 2005

l'intervista telefonica alla radio è stata imbarazzante, assolutamente non per le domande che il buon fabietto mi ha posto coscienziosamente, bensi per le risposte condizionate dal fatto che mi trovavo sul furgone con i coinquilini che facevan di tutto per cercare di farmi ridere, quei due coglioni. ergo se vi è parso che qualche cosa  non avesse un senso, non siete caduti in errore. in realtà non ce l'aveva davvero. è periglioso articolare discorsi in posizione rannicchiata nel vano tentativo di isolarsi dagli elemnti di disturbo, col telefono in mano, mentre due trisomici ti sbeffeggiano alle spalle.
mi han spiegato che se dico "trisomici" e non "mongoloidi" la gente si offende di meno
peccato che domani, recandomi nella piu vicina farmacia, acquisterò num. cinque flaconi di stimolatore dell'attività enterica aka guttalax  il cui contenuto verserò copiosamente nei pasti del coinquilinaggio, che cotidie preparo loro amorevolmente.
pezzi di merda.

in verità vi dico alle ore 03:26 | Permalink
giovedì, gennaio 13, 2005

invece la canzone di oggigiorno la fanno utilizzando i macchinari non te la levi piu di torno con quella cassa rotterdàm
dopodomani in quel dell'alessandrino, wertham, corpoparassita e altri gruppi che in generale fan ciadello si diletteranno ad intrattenere le folle, in quel posto chiamato uappa, se non erro. situazione sociale farcita di potenziali gag, e per questo è richiesta a gran voce la presenza del Dottore (Brullonulla, ovvio) che come skill sociale da portarsi in giro equivale all'avere in tasca un uzi carico, basta dargli l'avvio con una battuta sul ventennio o sui negri.  che egli non adduca scuse, o gli si fa il culo in tre.


in verità vi dico alle ore 20:30 | Permalink
giovedì, gennaio 13, 2005

tra pochi giorni questo oggetto sarà nelle mie mani. mi viene da sborrare.




stasera violetta sborregarde intervistata a quindie, trasmissione di radio popolare a torino, per infos quindie.splinder.com
nel frattempo si andrà anche a visionare l'emo boyband milanese aka fbyc.
in verità vi dico alle ore 18:45 | Permalink
martedì, gennaio 11, 2005

voglio possedere un cane. non in senso biblico, è che proprio vorrei essere la proprietaria di un cane. il mio vecchio cane, il Signor Michele, è rimasto a casa dei miei. egli non si muove piu di li.
ed io non ne ho piu uno.
ho pressante desiderio di  occhi liquidi, naso umido e puzza di  pelo bagnato. ho pressante bisogno di uno stupido essere adorante. c'è questa convinzione diffusa secondo la quale  il cane, piu sa compiere gesti di eclatante obbedienza e perizia assimilabile a comportamenti umani, più è intelligente. tutt'altro, io credo che il cane più è avveduto e meno s' adopra a supportare l'essere umano che gli impone di performare ridicoli tricks ginnici.
il fatto è che a me non interessano i trick ginnici, io vorrei solo uno stupidissimo canide che mi seguisse fedele e mensueto nei miei spostamenti. un'appendice scodinzolante che non mi parli alle spalle.
ma come cazzo faccio? non posso mica portarmelo dietro quando suono. non sono mica un punkabbestia. i punkabbestia sono i migliori, tra l'altro, nel dare i nomi ai cani. sicchè quando a gran voce, nel clamore della sala concerti, il punkabbestia chiama le bestiole smarrite, "hey Sputo! dove cazzo sei? Skifo, porcoddio smettila di leccare il vomito di Krosta!" io mi sento pregna di rispetto per essi e per i loro skills di dispensatori di gag.  E'  per questo motivo che il mio cane lo chiamerei Merda o Sborra, solo per eguagliare le gag dei punkabbestia.  oppure Bush, che in un csa sarebbe ancora piu gag. 
del resto una volta ho sentito un tizio  al Conchetta che aveva chiamato il suo cane pol pot, ergo perchè io non posso chiamare il mio cucciolo reagan o tatcher?


in verità vi dico alle ore 21:53 | Permalink
martedì, gennaio 11, 2005

i cuscini non hanno le tette
 a distanza di mesi tre ricevo ancora feedback in modalità lamentela a proposito del mio concerto di apertura delle tigre e cioè, la storia del plastic, delle fighe di marmo, etc.  se ne deduce che in sunto, ste fighe di marmo non posseggono il dono dell' autocoscienza. l'acqua calda! capisco bene che passare tutto il giorno a scegliere la foggia delle scarpe e la pertinenza delle scritte sulle spille con la situazione sociale del locale dove devono folleggiare il venerdi sera, non lasci loro il tempo necessario per parlare con se stesse. soprattutto lo scegliere la foggia delle scarpe regala certezze che il parlare con se stesse purtroppo non dona. 
ergo come biasimarle.
il termine figa di marmo è un'infame etichetta che ti viene affibbiata. quando io, alla vista di una vacua parata di mongoloidi tappezzate di spilline, scarpe col tacco, vestiti finto '80 e frangette tagliate storte apposta, il che cela un retroscena di ore passate a casa a scegliersi i vestiti, il che cozza dolorosamente con la mia visione di quello che un concerto delle tigre, nonostante non apprezzi la loro musica, avrebbe dovuto rappresentare, e questo solo in virtù di chi ci canta, e del grosso fardello ideologico che (almeno per le nostalgiche) tuttora si porta dietro, insomma dicevo, quando io, alla visione di tale scempio, declamo  "questa canzone è per le fighe di marmo che in questa sala vedo numerose",
"che in questa sala vedo numerose".
non
"tutte voi fighe di marmo"
se tu ti adiri e ti senti chiamata in gioco, pur avendo compreso che non parlavo di tutte le ragazze della sala, significa in modo lampante che sai di esserlo.
è quello che gergo popolare significa avere la coda di paglia.
 il succo sta banalmente nel non recarsi alla mia porta bussando sguaiata e isterica rompendomi i coglioni per averti edotto su ciò che tu, nel tuo intimo, non sai confessarti.
ripeto: se non sei in grado di parlare con te stessa, non rompere i coglioni a me.
dovreste altresi ringraziarmi, ingrate del cazzo.

in verità vi dico alle ore 10:58 | Permalink
venerdì, gennaio 07, 2005

cadeau natalizio
il pomeriggio del 31 dicembre 2004 la cerimonia dei regali hardcore è avvenuta solenne in quel di milano a casa di robin, prima di recarci a genova. munifici furono i partecipanti, e assai acuti nell'affibbiare ad ognuno il regalo che meglio si sposasse con le rispettive personalità.
perone mi ha regalato una balestra di legno trovata in casa dei suoi.
la jen mi ha regalato un cd degli ace of base contenente la hit del 93 all that she wants.
il fele mi ha regalato un cartello di divieto di caccia del comune di pavia, catenelle per lavandino anni 70, uno zampirone e un paio di occhiali da sole rotti.
rico mi ha regalato una maglietta trovata nei sacchi della caritas. all'agente ha regalato due custodie di dvd porno amatoriali, vuote.
napo che è un pezzo di merda ha rubato un regalo donatomi da un'amica in occasione di questo natale, l'ha impacchettato e me l'ha donato a sua volta.

i miei regali harcor sono stati, invece.
a perone un cd di bastard pop fatto di merda, mixato fuori tempo  e tonalità, che qualcuno mi aveva spedito.
a napo un regalo che avevo trovato in un uovo di pasqua, che fa pipipipipipipi, ed è utilizzabile come skill sociale nelle situazioni serie e silenziose.
a robin una matita che avevo rubato all'ikea.
al fele un computer rotto.
a rico avevo promesso che per il live del 31 non avrei utilizzato la tastiera giocattolo perchè rico odia i suoni della mia tastiera giocattolo, e avrei altresi utilizzato il casio. il mio regalo per lui è stato quello di consegnargli un foglietto con scritto, caro rico, ho dimenticato a casa il casio. però ho portato la tastiera giocattolo, lo show è salvo.
all'alba delle due antimeridiane del 31, pochi minuti prima di partire per milano, ci rende conto che nessuno ha provveduto al regalo per la jen. ne io nè napo avevamo idea di che presente portarle. ergo,  saliti sul furgone alla volta di milano, abbiam trascorso il viaggio esplorando con occhio vigile il ciglio della strada, decidendo di affidarci al caso e ai doni del fato. dopo avere scartato l'ipotesi di regalarle:
un secchio di neve sporca
un secchio di terra di campo
un cono stradale
una bottiglia di plastica schiacciata
dei sacchetti di plastica stracciati

e dopo avere cercato di investire una bestiola simile a un cane da pastore onde donare il cadavere alla jen, il fato ci ha assistito sulla strada  principale di Rozzano (mi).
sotto forma di vaso di rose, crisantemi e stelle di natale di plastica posto d'innanzi a una croce commemorativa di un morto in un incidente stradale, che ho prontamente sottratto e occultato sul furgone. il vaso ho sottratto e occultato, non la croce commemorativa. che era invero piantata robustamente nel terreno, e, per l'appunto, non essendo riuscita a sradicarla, ho optato per l'omaggio floreale.
la jen era commossa.

ed è in questo spirito natalizio che mi appresto a farvi omaggio di questo cadeau.
l'emmepitre che ivi ho linkato è un brano tratto dalla compilation data 1997 su cassetta  "guai a voi!", a cura del buon ale formenti della HM distro e produzioni, la qual cassetta includeva vecchi gruppi panc arcor italici come arturo, solido nulla, dead boyz cant fly, l'aleph, bocca chiusa, dick dastardly, supereroi, smodati, implosione.un bel mischiotto di generi e intenti.
oltre ad essi figurava un gruppo ai piu noti come digestionecho
se andate indietro di qualche mese negli archivi di questo blog, a ottobre credo, scoprirete che ne avevo parlato in quanto i digestionecho furono il primo gruppo ska-punkrock  di francesco facchinetti aka dj francesco.
nei quali cantava e suonava la chitarra.
il cadeau è quello che state bramando.
scaricate copiosi.
giorno di pioggia


in verità vi dico alle ore 23:07 | Permalink
venerdì, gennaio 07, 2005

lamantinità dell'agente

l'agente tiene un foruncolo sul labbro superiore. il foruncolo è degenerato in ascesso. indi per cui il labbro superiore s'è setticemicamente gonfiato. ora l'agente assomiglia a natalie caldonazzo o altra eclatante meretrice televisiva. a guardarlo di profilo mentre mangia, mi sovviene anche un documentario sui lamantini che vidi tempo addietro a geo & geo.

in verità vi dico alle ore 18:22 | Permalink
martedì, gennaio 04, 2005

minchia
le agatha spaccano. fa piacere di riuscire a vedermele dal vivo, finalmente.
in verità vi dico alle ore 10:58 | Permalink
martedì, gennaio 04, 2005

*** Mi[s(s)] V/Fest(i)?

PRIMO LADYFEST EKIDNA - Carpi (MODENA)
domenica 9 Gennaio 2005 dalle ore 17,00 con:

MOTORAMA (r'n'r' Roma) http://www.motorama.org
ALLUN (sperimentale Milano) http://www.barlamuerte.com
ALMANDINO QUITE DELUX (r'n'r' Bologna)
http://www.almandino.com/
AGATHA (Milano) http://stage.vitaminic.it/agatha
IOIOI (Bologna)
MISS VIOLETTA BEAUREGARDE (Alessandria)
http://www.violettasucks.com
ROIPNOL WITCH (noise Carpi)
http://www.roipnolwitch.com/
SORELLE KRAUS (r'n'r' Ferrara)
http://www.sorellekraus.com/


portate banchetti e fanze e amore.

Ekidna, via lunga 3, Migliarina di Carpi (modena)

per info: http://www.ekidna.org/

in verità vi dico alle ore 10:49 | Permalink
lunedì, gennaio 03, 2005

benzina sui ribelli

ho editato togliendo l'email della settimana in quanto il mittente ne auspicava la pubblicazione su questo blog, (a seguito di quanto mi ha riferito il buon dott. brullonulla, dopo uno scambio di battute su msn con la mittente)

io e l'agente abbiamo l'influenza gastroninestinale. l'agente di più. ieri sera al culmine del delirio febbrile parlava di puntate della casa nella prateria nelle quali bambine con le trecce morivano di tifo petecchiale. l'agente adora immedesimarsi eroicamente nella parte del moribondo, nonostante gli si faccia notare che, nel suo caso, un po' di diarrea e qualche conato di vomito non costituiscono presagio di malattie mortali.



ergo oggi si è passato tutto il giorno sonnecchiando sotto le coperte davanti al teleschermo. e tra sacchi del rudo pieni di fangosi cadaveri indonesiani e una puntata de "il ristorante" ecco che fa capolino il video del band aid anglosassone del 2005, su mtv. cioè un rifacimento di quello anni 80. fin qui nulla da dire, la solita stronzata di natale che avrebbe il compito di scuotere e mondar coscienze. però poi si arriva al punto in cui, nel video, i partecipanti del band aid vengono sottoposti alla visione di breve filmato mostrante un paio di fanciulli negri in braccio alle loro rispettive genitrici. fanciulli vistosamente deperiti e morenti di denutrizione e chissà quali curiose affezioni virali esotiche. e intervallati a queste immagini vengono mostrati i volti dei noti musicisti contrarsi in faticosissime smorfie che vorrebbero essere di dolore compartecipativo, pena per i fanciulli e comprensione infinita per il dramma svolgentesi. siete star del jet set musicale, siete pieni di cocaina, puttane, after parties babilonesi in stanze di alberghi lussuosi, champagne e carta igienica di christian dior e cercate di far finta che ve ne fotta qualcosa? l'unico credibile è bob geldof che è un vecchio fattone pacifista del cazzo, ormai non ce la fa più, è ancora in giro a cantare we shall overcome con la sua chitarrina di merda. guardate in faccia uno come robbie williams, pensate alle quindici fotomodelle diciottenni che stanotte lambiranno ogni centimetro quadro del suo corpo nella suite imperiale dell'hotel sheraton e poi quantificatemi il suo grado di interesse per l'agonizzante fanciullo negro con le mosche negli occhi.

ai destinatari del messaggio non frega un cazzo della situazione geopolitica del burundi, vuoi che a una quattordicenne infoiata con quei froci dei keane importi di tutto questo? vuoi che all'agente freghi qualche cosa degli scopi umanitari quando tutto quello che fa è slumarsi joss stone e ravanarsi nelle mutande quando la inquadrano nell'atto di mettersi una mano davanti alla bocca alla vista dell'implacabile morente terzomondista?







in verità vi dico alle ore 18:30 | Permalink
sabato, gennaio 01, 2005

uno degli scuola furano assomigliava all'ermafrodito che suona nelle tigre. gli scuola furano avevano il cappellino da camionista, le magliette stilose, il jeans stiloso e facevano le mosse stilose. noi invece siamo arrivati con un furgone blu targato sondrio con la fiancata rifatta e gli strumenti messi nelle scatole di cartone del supermercato. si è subito subodorata l'incomunicabilità. per la giuoia degli invertiti che scrivono su fastidis, con gli scuola furano c'era anche superliz. volevamo fare la foto assieme ma poi ci siamo dimenticate. superliz è piu figa di me, e non ci vuol molto, eppoi è tutta coordinata e col capello in piega e il trucco perfetto, io invece, al par di calimero, ero completamente vestita di nero cosi non sbagliavo gli abbinamenti sennò domani cosa scrivono gli indieblogger. e con fiera ed essenziale marzialità portavo jeans nero stretto arrotolato e gli anfibi annodati fino all'ultimo occhiello. brullonulla, che per intrattenerci ha passato gli ultimi due giorni a casa nostra esprimendosi SOLO con gergo del ventennio fascista tipo cinegiornale dell'istituto luce, ha fatto notare che cosi vestita sembravo la nipote di pino rauti.
voglio rilanciare il trend anni 90 del dottor martins alto, che comunque non attecchirà tra voi mollissime checche.

noi si è optato per set semicontinuativo a 180 bpm e scoregge noise di sottofondo messe a tempo. non tenevo voce e mi tediava cantare sicchè non ho cantato, dedicandomi al gaio smanettamento. napo ha cantato quattro o cinque canzoni, per il resto del tempo abbiam dato del fastidio. la gente applaude. la gente non ha ancora capito che ste cose son divertenti da fare e non da ascoltare.
comunque.

grazie tixi e grazie matteo.

quante suore canterine del coro di sister act saranno morte negli ultimi anni.
in verità vi dico alle ore 17:46 | Permalink