un giorno a bologna, tre a grottaglie, ora a lecce. non vale la pena descrivere il milkshake emozionalsentimentale di sti giorni. però stasera quando ci si è separati, voi per tornare in quel dell'emiliaromagna, io per venire qui, avevo il groppo alla gola. viva il mare. viva i cani randagi. viva la signora gilda. viva i laquiete e il concerto farsa/cabaret/presa per il culo/karaoke per dieci stronzi di ieri sera. viva sven e viva taylor. viva giorgia versione centometristilelibero. viva la casa degli orrori. viva le ceneri della nonna dell'albanese. viva l'albanese che è fatto di merda e spacca tutti i culi del mondo. viva il quattrocchi che mi manca da levare il fiato.viva cebio e viva michele.
menefreghismo per il restante volgo.
quando si ha fame la polenta pare salame
però, diocane, un minimo di selezione vaginale.
ah e poi volevo dire che domenica e ieri ero a bologna. l'highlight della serata di domenica è stato che ho conosciuto tale pierpaolo. quello che fa il blog "glamorama". io pensavo fosse alto, efebico, che si vestisse da frocio e che avesse e i capelli neri tinti col ciuffo di lato. ah e poi che avesse un atteggiamento un po' cacaminchia e spocchioso. invece è uguale a gene wilder da giovane. m'ha fatto parecchio ridere.
giorgia era bellissima. clara era bellissima. il suo uomo nella parte di mimi metallurgico ferito nell'onore era poco credibile. un po' di ripiglio gioverebbe a tutti. non me la sento di autoescludermene, eh.
can i ride on your baaaaaaaaaaaaaack? l'agente stasera esce con mengacci. mengacci è la sua nuova amichetta. in realtà non si chiama proprio mengacci, il suo vero nome è betty. o meglio l'agente crede ch'ella si chiami betty, perchè gliel'hanno presentata ieri sera ma non si ricorda assolutamente il nome. quindi io la chiamo mengacci, come davide mengacci, perchè ha i capelli rossi, l'attaccatura dei capelli a metà testa, inconfutabilmente alta quindi, e un naso abnorme. mengacci. è una tipa un pallida e sfiorita, un po' goth un po' sfasciata dalla vita (e altro) mengacci fa parte di quella categoria di femmine di homo sapiens con cui l'agente non ci proverebbe mai scientemente. ma dato che
ella gli ha lasciato il suo numero di telefono, e lo ha successivamente messaggiato per uscire.
ella ha piu di trentanni e come ho suggerito all'agente, ultratrentenne solitaria uguale figa stagionata uguale esperienza uguale gran divertimento orogenitale
ella è amica di anita, amica dell'agente e l'agente ha sempre teorizzato che anita mettesse in atto sul suo ex fidanzato, detto il Nano Medievale, le peggiori nefandezze e sordidità sessuali, ergo per proprietà commutativa l'amica di una maiala è maiala anch'essa.
insomma a fronte di tutte queste motivazioni l'agente stasera è uscito con mengacci. l'appuntamento era alle nove di sera. sono le nove e quaranta, io sono su msn con Bavarese e stiamo prognosticando che lei si sia già fatta rifare la filettatura del proprio orofizio anale almeno tre volte. la fame è fame.un'ora fa ho beccato l'agente che scendeva le scale, appena uscito dal bagno.
cioè.
si è fatto la doccia per uscire con mengacci. mi sono sentita quasi offesa, ho passato due anni a sviluppare l'immunità fisica verso agenti patogeni tipo colera e difterite, data la sua nota e irremovibile avversione per l'acqua e il sapone, e lui si fa la doccia per uscire con mengacci.scena: io sto scrivendo al computer e lui scende. avverto nettamente il profumo di docciaschiuma, inconfutabile poichè in genere l'agente emana costantemente odore di sterco di stambecco. poi una nota di indicibile si fa strada attraverso il docciaschiuma. si è deodorato le ascelle. ha preso il mio stick per ascelle, quello che ho comprato all'eurospin per centesimi 65, quello dal btasso alcoolico talmente elevato che se lo annusi per piu di cinque secondi e poi guidi un automobile, ti levano quindici punti dalla patente.
alzo quindi la testa verso l'agente onde esprimere verbalmente il mio disappunto. e mi trovo davanti non l'agente, bensi una specie di Tony Manero meets Blake Schwarzenbach nano, con gli occhiali e i denti storti. si è messo la camicia nera che aveva al matrimonio del canadese che però gli ho lavato male e deve essersi ristretta perchè gli scoppiano tutti i bottoni. basta un mio sguardo per indurre l'agente a sostituire l' orpello tony manero con una sobria maglietta dei black flag.
chissà se avranno parlato di qualche cosa, per lo meno.
la fuori qualcuno sta prendendo sul serio i miei biscotti (e i miei muffin alla mela. e la linzertorte vegana). e non ci si crede.
aleatorio is my middle name sabato sera io e l'agente siamo usciti con maxxe, il pingue e rubicondo bassista dei bigots, e suo fratello federico. siamo andati a una festa orrenda sui colli alessandrini, non mi ricordo dove. so solo che c'era una band di liscio composta da ottuagenari e che non c'era niente da mangiare per me. ma la cosa non ha urtato in modo preponderante la mia sensibilità perchè sono stata quasi tutta la sera rimirare esteticamente il fratello di maxxe, che è buono come il pane, una specie di ralph fiennes piu alto e magro con aria lievemente stronza. molto bello e molto distante, e con nulla da condividere con la sottoscritta. fortunatamente. il mio interesse per egli è squisitamente estetico. è un pò come quando guardi una bellissima scultura, ti piace e ti affascina ma non ti verrebbe mai voglia di praticargli delle fellatio.nè di uscirci a cena. nè di parlarci di embriogenesi. e poi non è piu tempo di andare a troieggiare, costituisce solo fonte di avvilimento personale. l'agente non comprende questo mio improvviso e radicale rigetto del sesso facile, in lui lo spirito dell’Animale di Merda scorre ancora vigoroso, anche se fa di tutto per sublimarlo. ma è come rattoppare un diga fatta di pavesini, fa acqua da tutte le parti, io scorgo che qualche cosa di positivo in lui si dibatte ma non ce la fa proprio, l’Animale di Merda lo possiede e lo coercizza. L’agente nel viaggio di andata a questa festa ha fatto un discorso che m’ha lasciata basita, nello scorgere, per strada, una ragazza sui ventenni, abbastanza gradevole di aspetto, ha dichiarato spocchiosamente che non se la sarebbe mai fatta “perché ha le caviglie grosse”.
Ma come.
Cioè, hai i denti messi a file verticali come i lucci, hai la pancia, sei cieco, ti fai il bidè solo quando sai che devi scopare, e ti permetti di sindacare sulle caviglie di una (perlatro) gradevolissima ragazzina. E ti permetti di fare il difficile.
Tu!
Ti ricordo che sei stato
Per due anni con una specie di parodia di cantante del liscio con le tette lunghe come sciarpe e che si vestiva con stivali leopardati, minigonna e canottiera di glitter
Per sei mesi con un’americana che assomigliava a Phil Anselmo con la frangetta, tatuaggi di gesu cristo sulla schiena, quindi un affresco tre metri per due,e peli sulle gambe come delle mangrovie, e che si incazzava se dicevi porco dio.
Per altri due anni con la sottoscritta la quale ha un culo che ci si apparecchia sopra tavola, un banchetto da sposalizio nella fattispecie, occhi da down e naso suino.
E alla luce di tutto questo ti permetti di dire “ha le caviglie grosse”. suona quantomai ridicolo e grottesco.
Insomma il sabato sera è passato scialbissimo e deficitario di persona degna al mio fianco. Fosse essa un amico, un alleato o un amante non occasionale. Sic transit gloria mundi.la canzone di una volta #3985 "It got to resembling a vaudeville show, the show of shows, such comedy unserpassed as juvenile theatrics go, but who am I to tell you to
contain yourself? And who are you to tell me to control it? When we both have prepared so carefully. One day you'll know we never meant each other harm in any way, one day you'll know we never meant eachother sorrow, gotta keep my distance. I keep sifting through the loot to find the stairs, this business burning to the ground, I can't look back my hindsight seems to be impared, my outlook has no holds to see out. It's starting to hurt when I open my arms too wide, a milky white haze invades my vision, my lungs are heavy with your presence as if you were standing right behind me, and I can't bring myself to turn around, gotta keep my distance." Tilt, "play cell", 1993. l'antichità.
eunuch nights know your rights #2
"perchè alla prima situazione di buio o di orizzontalità te lo ritrovi dentro dappertutto"
sto gran cazzo.hai fatto malissimo i conti.
quanta bellezza emani nell'atto di vomitare la tua palletta di frustrazione, ansia, desiderio confessatissimo di quellacosachenonsipuòdescrivereennoèquellochetuttistannopensando che purtroppo non posso donarti, o che per lo meno non hai esplicitamente richiesto alla mia persona.
infatti, guardare non costituisce reato. farò quello, quindi.
la cartina del continente europeo troneggia sulla parete di fronte alla scrivania nel suo minaccioso metro per due. quattrordici fottute date da fissare per novembre. ce la si sta facendo. fisso tre punti precisissimi sulla cartina, quello in mezzo è perfettamente equidistante dagli altri due. solo sulla cartina? solo sulla cartina. i due antipodici punti si toccano idealmente, tendenti come sono a distanziarsi dal punto centrale. da giorni mi interrogavo sull'origine di queste due piaghe livide sul dorso della mano destra. una sulla prima nocca del dito medio e l'altra tra il pollice e l'indice. e non ne venivo a capo.ora che ne conosco la causa sono conscia di avere un ulteriore elemento accessorio all'autocommiserazione. fa sempre comodo, come quando supermario mangia il fiore e consequenzialmente acquista l'invidiata capacità di sparare le pallette di fuoco. anche io vorrei sparare le pallette di fuoco, tipo ai concerti, per esempio. ma conoscendomi, al massimo potrei acquisire la capacità di lanciarvi in faccia dei boli alimentari. l'agente fugge per strada inseguito da funghi e tartarughe, o almeno cosi a lui pare.
ieri sera io, ste e l'agente abbiamo visionato tre film in dvd.
recensione di down with love: ewan mcgregor coricabile iqpc*. recensione di lost in translation: figa anemicofilosofica sposata con fotografo finocchio la fa subodorare ad uno dei ghostbusters. nel frattempo, gli abitanti di tokyo sono stupidi. recensione de il pianista: un uomo a varsavia non riesce ad aprire un barattolo di cetrioli.
* iqpc: in qualsivoglia posizione coitale
i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not.i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. i will not. decreto questo disco il migliore pezzo di vinile di tutta la storia del punkrock. joe vindictive ha sempre capito tutto. prima degli inesorabili anni di decadenza in cui ben weasel fa le cover dei manges (nulla contro i manges ma è un po' come se il capocuoco copiasse la ricetta agli chef arrivati da due mesi) e i giovani rimangono sedotti da bands di merda tipo alkaline trio e buttano alle ortiche le loro magliette di gruppi della Dr. Strange, Egli registra Il Disco. che darà fastidio a tutti e che la totalità degli ottenebrati e oscurantisti e convenzionali punkrockers rotti nel culo rigetterà in nome della purezza del suono e delle intenzioni. questo disco va preso come supremo e sublime atto d'amore verso la musica e di odio e non allineamento verso la stupidità umana e del mondo tutto. supporto incondizionatamente.
attenzione, scoperta dell'acqua calda #945 dal particolare si passa al generale, quindi il Sig. Coda di Paglia aka holettoiltuoblogemisonopresomaleperchèstavisicuramenteparlandodime non si senta tirato in causa, almeno per questa volta. ripeto qui si parla del Generale. quanto sarebbe tutto piu facile se io e te si avesse i medesimi cromosomi sessuali, entrambi o XX o XY. se io fossi maschio o se tu fossi femmina. quanto sarebbe tutto piu lineare, limpido, cristallino, disteso, sorridente. se tu fossi femmina ti comporteresti, indubbio, da laida meretrice, da immonda libertina, da svergognata senza timore. e anche ora, tu, da uomo, pur ammantato di quello status che ci urla in faccia altisonante " ho il cazzo, quindi è lecito che io mi comporti come una troia" l'appellativo che meriti, e che meritano gli appartenenti alla tua casta è uno solo.
troia.
e posso ripeterlo con tutta la convinzione e sprezzo e disgusto e acrimonia e alterando i miei lineamenti facciali e sputando bile saliva, ossa e capelli e sangue mentre pronunzio il verbo infamante. ma mi si spieghi perchè, con tutta la buona volontà, essendo che hai un pene, ciò non suona cosi spregiativo come dovrebbe. e se sostituiamo la vittima da apostrofare e per caso fortuito essa ha cromosomi sessuali XX, basta accennare sussurrando il marchio d'infamia. ac-cen-na-re sus-sur-ran-do. e la vittima ne verrà subitaneamente ammantata, il marchio le si stamperà in fronte fumando e colando grasso e derma squagliato, ella urlerà e il volgo la additerà ridendo scompostamente e gettandole addosso bucce di patate e zampe di coniglio (un tizio che conoscevo regalava alla sua sorellina di otto anni delle zampe di coniglio che egli aveva personalmnete ucciso a pugni sul cranio. la sorella le usava come cancellini per la lavagna che utilizzava per insegnare la matematica alle barbie.), dicevo, la svergognata col branding frontale si ripara dalle bucce di patate e dalle pallete di fango e tu, con la scritta "troia" vergata in faccia a pennarello, perseveri lascivo, sorridente e postribolare. e fai bene a farlo. perchè te lo lasciano fare.
ieri pomeriggio, ho sentito la voce lontana che desideravo ascoltare. è stato un po' come raccogliere i pomodori nell'orto sotto casa nostra, alle undici del mattino, prima di preparare il pranzo. sprofondando i piedi nella terra, con un coltello in una mano e la padella nell'altra. si colgono i frutti maturi. ne è valsa la pena grattare con le unghie per buttar giù quel muro. dimmi che ne sta valendo la pena.
la biciletta riparata dallo scontro con l'ape sfreccia nuovamente come il porco dio. le mie ginocchia viola, sfrecciano estremamente meno. lo ste rappresenta, il plettro delle shonen knife troneggia, paolina svolazza e l'agente smanetta col tetris e con exploited asian teens vol 14.olè.
le email giacciono nella casella. la mia voglia di rispondere giace con esse. la mia voglia di relazionarmi con l'esterno è pari al valore assoluto della capacità volumetrica della scatola cranica di asia argento. e cioè qualche cosa di pericolosamente avvicinantesi al valore del punto d'incontro degli assi cartesiani. c'è solo una persona, ora come ora, della quale gradirei sentire la voce. bramo un allevamento di porcellini d'india. bramo l'assoggetazione del mondo intero. bramo un panino col seitan. bramo una partita a forza quattro. bramo che tu muoia e che in punto di morte mi chieda perdono. ancora meglio bramo che io muoia e che tu in mio punto di morte mi chieda perdono perchè ti senti una merda. i patetismi come questo aiutano a procedere col sorriso sulle labbra.
claretta ha sacrosantamente ragione quando asserisce che non sono (ancora) avvezza agli schemi mentali e comportamentali di una determinata categoria di persone.ma a conti fatti io cara fidanzata ti ribatto, non è colpa mia se sti qui si comportano come dei froci.
fondamentalmente ho quel paio di domande da porti.
1) non ti fa male la zampa mozzata? è vera quella leggenda metropolitana che pare di averla ancora al proprio posto e poi invece no? timidi assensi con cenni del capo
2) chi ti ha nutrito in quest'ultimo mese?
e quel paio di scuse da porgerti. mi spiace di essere scappata quando ti ho scorto sotto il cavalcavia e tu hai preso a strusciarti contro la ruota della biciletta. mi spiace di avere urlato e inforcato il velocipede ed aver pedalato fino a strapparmi i tendini per seminarti. ma ammetterai che non è punto piacevole la sensazione di ritrovarsi dentro pet sematary. dissipate le nebbie dell'irrazionalità sono tornata a cercarti. nuovamente scomparsa. l'ideale sinusoide tracciata nell'aria dal tuo corpo zoppicante e ciononostante agile, tarda a staccarsi dal fondo della mia retina. l'ideale sinusoide del braccio del Fele che brandisce un decespugliatore accesso per atterrire la gente all'interno della cascina tarda a disincistarsi dal mio cuore. amate il Fele, ma soprattutto amate il decespugliatore come arma a modulo dissuasorio/coercitivo. non ho la minima intenzione di muovermi da qui. disponiamo, plurale majestatis ma anche no, di tutto ciò che è accessorio alla nostra sopravvivenza e acconcio alla nostra concezione di sopravvivenza, ma anche, solamente, vivenza. l'agente smadonna, alternativamente, di fronte a un emulatore del supernintendo e a un giga e mezzo di filmati porno con finte teenager bionde wasp che ci ha portato rico ieri sera. Lo vedo appagato e manualmente attivo su entrambi i fronti. ciò regala sorrisi. anche affettuosi sms dal nord europa, mediamente in numero di quattro/cinque al dì, da qualche giorno mi regalano sorrisi e liquefano stalattiti.
le 5678's a piacenza. era evitabile l'apparato scenografico post kill bill.a parte questo loro a me sono parse come tre anni fa. gioiosamente incapaci di suonare. solo che tre anni fa non se le inculava nessuno, e la loro incapacità era incasellata sotto la dicitura "selvagge e roccherroll". per un arcano meccanismo ora che son famose pare non abbiano piu scuse per suonare di merda. a costo di autoreiterare, mala tempora currunt.
intanto l'agente smanetta alle mie spalle, non si sa se con supermario world o con exploited teens. credo di non volermi voltare per accertarmene.gentilmente copro i rumori di fondo con i dropdead.
ape furgonata must not kill mountain bike io e l'agente aspettiamo che tixi e lake vengano a prenderci per andare a piacenza ove suonano le 5678's. restando in ambito di psicosociologia pane e mortazza. è comunemente noto che i disclaimers celano coda di paglia. mettere le mani avanti significa che si ha da far posto a quello che sta dietro. e ciò che sta dietro non è dato di sapere. nessuno ha posto alcunchè tipo di quesito, perchè si vuol fornire un responso a domande che non sono stata rivolte. cosi qualcuno percorre la spirale di mani avanti che ansa dopo ansa, come se ne disquisiva per l'appunto l'altro ieri, si avvicinano ineluttabilmente al punto. il punto può rappresentare la felicità fine a se stessa, un disco dei river city rapists, un piatto di pasta fagioli, l'assoggetazione a scopo sudditanza trofeistica, o, fin piu meramente, il mio organo riproduttore. è li che si cade, io ma anche la controparte. con solennità ripeto il voto di non ritrovarmi ad arti inferiori agganciati a dei lombi random. ma nemmeno poi tanto, anzi forse è meno dannosa et dolorosa l'aleatorietà, la randomizzazione della scopata, la non conoscenza, piu precisamente la non conoscenza di quella che poi si rivela comunque una non-conoscenza, rispetto alla zuccherosa illusione di conoscere, a tentoni, chi ti sta infilando una spanna di carne su per la, dopo magari un paio di zuccherose settimane di zuccherosissime moine volte allo scopo di e mascherate da. rifletto ancora una volta sull'andamento spiraloide della situazione e soprattutto della sola rifilatami. ancora una volta guardando il vuoto nel soffitto con la schiena poggiata su un lenzuolo sudato e le zampe superiori circoscriventi una qualche schiena altrettanto sudata. ancora una volta chiedendomi cosa ci faccio qui. ognuno mira alla soddisfazione del proprio benessere, quante volte lo feci me medesima? può l'appuntatore di bandierine trasformarsi motu proprio in bandierina se ipse? e come no. in modo bizzarro è successo a entrambi, nel medesimo istante, ed è utile ammetterlo. e una volta consapevoli di ciò è inutile sputarsi addosso monocotiledoni di cucurbitacee e simulare benessere e disinvoltura. passeà del tempo prima che la parola "disinvoltura" faccia parte del nostro vocabolario comune. e almeno questa volta sarebbe d'uopo non ostacolare la naturalità di un processo.
almeno questa volta.
le rane in calore scivolano abbracciate sul fondo melmoso. dello stagno.
vo ad accendere un cero.
recensione di Evil Dead: porco dio assiro babilonese sotto forma di rametti. recensione di un disco qualsiasi delle chicks on speed: vagine di marmo mezze disco dozzinale mezze anni 80. definizione di emo: finto punk vestito da omosessuale che fa fotografie in bianco e nero ad oggetti inanimati. definizione di morrissey: il mike ness degli emo.però frocio. recensione dell'ultimo video dei the servant: cantante coricabile i.q.p.c. *. definizione di elettroclash: metrosessuali che ballano al Plastic su drum samples e synth imbarazzanti in 4/4. definizione di punk funk: village people in cartone ballati dagli emo. recensione di carrie lo sguardo di satana: non fate girare i coglioni ai telecinetici. definizione di robert smith: decadente ciccione ridicolo con rossetto. definizione di audrey tatou, o come cazzo si scrive: emovagina eterea di palissandro che recita in film onirico-buonisti.
*i.q.p.c.: in qualsivoglia posizione coitale
jake says:
io che ho scopato anche i mostri
jake says:
non la toccherei manco con il cazzo del mio peggior nemico
amate quest'uomo.
mi domando se sono l'unico individuo al quale han sempre incommensurabilmente fatto cagare gli happy tree friends.
enola scritta al contrario si legge alone. L’avevo già detto ma tocca ribadirlo. C’è qualche cosa che rema contro. C’è una segretaria d’azienda che lancia palle da bowling in un corridoio di bicchieri di cristallo di Boemia. Mio nonno che requiesce dal 93 si oppone alla Legge e fa ritorno per strisciare le unghie sulla superficie della lavagna. Mio nonno, ne ignoro il motivo, teneva le unghie lunghe. è l'inizio del mese e come di consueto si fa il repulisti delle persone inutili. la depennazione oggi colpisce due soggetti, le cue email verranno democraticamente filtrate da tutte le mie caselle di posta. non sarà doloroso, del resto non ho mai visto in faccia questi individui. basterà un clic. due, nella fattispecie. la falce colpisce i Morboso patetico, e Colui che tutto crede di sapere, e che amerebbe sollazzarsi mostrando il fenomeno da baraccone ad amici incuriositi. che invade la mia vita tarsversalmente infiltrandosi in quella di una persona che adoro. che mi tormenta con le sue saccenti scansioni psicologiche. malattia mentale, morbosità, vite nostre prese come passatempo da buontemponi che ostentano benessere socioeconomico. cosi essi credono di colmare la voragine di pochezza che si apre in mezzo ai loro possedimenti. il Suo mondo, carissimo, mi provoca conati solo a scorgerne le porte d'ingresso. il suo modus operandi. la risata che riveste i discorsi come una coperta impastata di acari e piattole. fate cagare, entrambi.
il segreto è andare in senso spiraloide, e non circolare. avremo per lo meno la chance di avvicinarci al punto seguendo la spirale. nell'insieme dei punti equidistanti dal centro non ci è stata data questa possibilità.diversamente, in altra guisa, le volute che percorriamo risultano sempre piu strette. non ci è dato di sapere quante siano. ma ci si avvicina. non saltare sul cerchio. non reiterare. la circonferenza è il nostro nemico.luglio è scorso sibilando, come un'aspide sotto le foglie secche. e io non l'ho vista. mi sento depauperata. derubata di un mese di vita. acrimonia che deve spegnersi. e si spegnerà, ne sono certa, lasciando il posto a quelche cosa di dolcemente costruttivo. almeno lo auspico. potrei recarmi a chiedere i danni, ma finirei col bussare alla porta di camera mia.
cazzo vuoi che me ne freghi dell'alettronoise giapponese. a me piacciono gli adrenaline o.d.
sfigata.
advolant verba electro per orbem O, Marshmello ed Epidurale si allungano lascivi/e sulla segatura della gabbia appena cambiata. l'umidità affatica pure i porcellini d'india. ho già in mente di predisporre un'ulteriore elemnto, il quarto. Una femmina, in modo che Epidurale ci si congiunga e ne scaturisca della pelosa discendenza. la progenie dei mortali è simile al germinare delle foglie. questo mi rende impotente e mi fa tremare. l'agente è al lavoro. l'agente, di notte, quando io dormo, va sulle chat omo e bisex di mirc, l'ho scoperto recentemente, però quel bastardo cancella le log tutte le volte che esce dalla chat, in tal guisa io non posso scoprire che cosa ha da dirsi con dei quarantenni obesi e sudati alla ricerca di foto di ragazzini glabri. sorrido pensando all'agente che tenta di spacciarsi per un ragazzino glabro, sed frustra.
agosto fa cagare, perchè le persone che adoro si allontanano. partono. dove cazzo andate. tanto i problemi e le frustrazioni graveranno ovunque andrete. costituiranno lattiginosa e appena palpabile presenza che tenterete di scacciare scuotendo la testa, guardando il panorama, consumando prodotti tipici, stendendovi al sole, scansionando i posteriori delle autoctone e recensendone forma e consistenza alla vista. le rocce arroventate al sole. fino ai tre quarti del viaggio essi dicevo costituiranno presenza lattiginosa e impalpabile, ma da li in poi la vostra schiena prenderà a scricchiolare, le ossa a schioccare, il respiro a farsi affannoso, gli occhi a farsi liquidi. io aspetto le suddette persone fiduciosa ma con l'ansia che non facciano piu ritorno un po' come Argo con Ulisse. colleziono pensieri aleatori su di esse, congetturo, onanizzo, patisco. scrivo. cammino in senso rotatorio cosciente del fatto che essi hanno ben altro da fare, che pensare alla sindrome da abbandono della sottoscritta. ciò aumenta la spinta all'onanismo encefalico. al loro ritorno lo tsunami della mia felicità e delle parole che ho serbato per essi li investe in pieno volto. non me ne frega un cazzo, in sunto, se lo gradite o meno. ho sempre disdegnato le partenze in agosto. anche quando lavoravo in modo fisso e continuativo e avevo solo vacanze ad agosto mi rifiutavo di viaggiare in mezzo alla feccia nazional-popolare testè uscita dalle gabbie e ritrovarmi nella bolgia appiccicaticcia e impastata di sudore, polvere e registri di linguaggio inappropriati, movenze sguaiate, goffaggini. le mie vacanze sono state consumate a giugno, nel silenzio inviolabile e nella solitudine turistica. in ogni caso. buon viaggio.
gesu cristo non so se fosse un fake o meno, ma ci aveva preso benissimo quando disse "non gettate le perle ai porci, che le calpesterebbero". nella fattispecie le mie parole, la fiducia che ho malamente riposto nella tua persona, i pensieri miei che ti dono, pensieri scevri da altri significati, non temere, speranzosa che tu li possa accogliere, il tutto fine a se stesso, sono le perle.
e tu sei il porco. muto, sordo, cieco. una mortadella vivente. un cotechino monco.
non pretendevo molto sai. solo l'essere ascoltata. solo un'interlocuzione. null'altro. orecchie, occhi e corde vocali. e una fetta di cervello, se possibile. sentirsi trofeo non rende felici nessuno.