"stasera al cretino gli tagliano i coglioni" oh, io accarezzo l'idea di chiudere i battenti entro la fine dell'anno. come dice paolina la situazione sta diventando tipo salumeria rovagnati di fighe stellate. dispongo le mani in avanti ora che mi SENTO carne da macello prima di upgradarmi allo stato materiale della stessa. che già ci si va pericolosamente vicini. la prima ad arrivare e la prima ad andarsene. dignità. orgoglio. spocchia. autodeterminazione della propria testa di cazzo. snobismo. tutto questo, e anche altro. non vorrei che le altre mie compagne mi fraintendessero. è una situazione di stallo. anzi di stalla, cavalle o vacche non fa molta differenza, e badate, carissime. non è quello che IO penso di noi. è solo quello che vedo all'esterno della stalla, con occhi collettivi. se avevamo degli intenti, (e io personalmente ne avevo) che prescindessero l'esibizionismo fine a se stesso, io li sto vedendo sommersi da una asfissiante patina di gloss della quale, mio malgrado, mi sento pienamente responsabile, almeno in ambito italico.
il fatto è che non era cosi all'inizio, e la frase di registro gerontocomico qui è d'obbligo. gli intenti non erano quelli attuali, le rivendicazioni c'erano e si utilizzavano. che cazzo vogliamo rivendicare, ora? ora chi vuole prendere parte al banchetto lo fa perchè sedotta passivamente da esso. palesemente. ciò mi suscita pena mista a tenerezza. non puoi avere intenti nè manifesti programmatici da sventolare in quello che ormai si è ridotto a scintillante vetrina di carne che è si genuina ed innocente. ma il marcio sta proprio li. svendere come prodotti principali la genuinità e l'innocenza e la "giusta attitudine" verso il proprio corpo è un crimine
perchè l'innocenza, una volta posta in vendita, è un bene corrotto.
io mi chiamo cristina. aiki è una proiezione. aiki è quello che voi, il volgo, le persone non rilevanti, pensate di me. alla luce di una paginetta web, una tonnellata di gossip su chi mi sono scopata, quando dove come e perchè, e un po' di fotografie. che equivale al nulla matematicamente puro. perchè non avete conoscenza della mia persona, (cristina) nè ambite ad averne, vi va giusto bene il preconfezionamento. one fits for all. meno infinito come l'ampiezza della vostra visuale e dei vostri encefali. cristina è meno pruriginosa di aiki. cristina fa meno clamore di aiki. cristina è meno attaccabile di aiki. chi se ne fotte di volerla conoscere. capite bene che con tali premesse aiki non esiste.
e, lapalissiano. cristina non vi vuole conoscere. depongo il piglio disquisitorio.
mi pare di avere capito che il muro è stato abbattuto. abbracciami. la polvere e i calcinacci ricoprono le nostre teste.
la si smetta di chiedermi se stasera sarò a bergamo. non me ne frega un cazzo di quei froci che suonano. sarebbe già tanto se riuscissi a uscire di casa alla luce del sole. Exene Cervenkova non è proprio l'ultima cretina arrivata, e noi la si riverisce a priori.consequelzialmente x e auntie christ girano sul piatto del giradischi mentre voi in ogni dove sulla rete ( sulla rete, sempre sulla rete. sfogliare una bella fanzine invece, è noto, causa irreversibili lesioni ai legamenti metacarpali e cecità istantanea) vi scannate per gruppi con nomi ridicoli tipo cazzopuffo under the rain o planes mistaken for john holmes o analoghe ridicolaggini. sono questo o quello? fanno questo o quello? ha reale importanza?
non più del vostro ridicolo abbigliamento.
datemi un martello - che cosa ne vuoi fare? cosi fui in grado di agitare - finalmente! - una minuscola lama metafisica sotto il naso di una tal persona. soddisfazioni magrissime. ma che fanno volgere la situazione a mio favore. in realtà la situazione è già a mio favore. devo solo sviluppare gli skills necessari per evitare di cadere a faccia in giù e rincagnarmi come un pechinese. perchè 9 punto 81 metri al secondo quadrato sono un'opinione, in questa realtà dimensionale. siamo noi a plasmare le cifre a nostro piacimento e determinare l'unità di misura appropriata. per l'appunto,
forma peso potenza uguale scimmia uomo negro, enunciava luca ballestrero batterista dei bigots quartet.
non ritengo tra l'altro che luca sia a conoscenza del significato del verbo "enunciare".
lo capite che è inutile che mi scriviate "sul tuo blog non si capisce piu un cazzo, era molto meglio l'anno scorso quando parlavi schiettamente di sborra e stimolazioni prostatiche". il fatto è che un po' mi diverto a prendervi tutti per il culo, un po' ho passato la fase anale delle mie elucubrazioni e preferisco rivolgermi a quelle cinque o sei persone che per me realmente contano e interfacciarmici a mezzo di metafore di difficile comprensione per il volgo estraneo ai cazzi miei. nessuno vi pone una p38 sulla tempia e vi minaccia di morte, se non leggete queste pagine. ma vedo che gli accessi giornalieri sul sig. counter non accennano a diminuire, se non per un fisiologico deficit estivo di lettori in vacanza. singolare attitudine dei morbosi. tutto, subito e quel che dicon loro. e poi cos'altro dovrei elargire, pure due dita di buco di culo?
intanto sul desktop campeggia la foto di me e di giorgia guancia contro guancia sui prati osoppesi. e mi ubriaco un po' di dolcezza, un po' di entusiasmo nei confronti di ella. quando ci penso ho come un po' il timore di scheggiare una superficie di cristallo di boemia pattinandoci sopra con dei rostri piombati. e sentirmi, inesorabilmente. un sorridente sacco di merda.
sei ispirata dalla nientitudine
non ho tempo di aggiornare il blog. sono in sbattimento per i remix di violetta. violetta prende dodici canzoni di altrettanti gruppi italiani e li remixa. e approfitto di ciò per ribadire che VOI, e quando dico VOI, VOI sapete di chi parlo, avete delle registrazioni col suono impastatissimo e sto facendo una fatica boia perchè tutto non rassomigli, alla fine del pezzo, a una gigantesca scoreggia scrimotronica.
surrexit non est hic
ma si. un giorno, tra qualche mese, volgerò lo sguardo verso questi giorni e gaiamente riderò spensierata di tutto quel che è stato. e mi cospargerò di escrementi di porcellino d'india in segno di contrizione pentimento e ricerca della redenzione. E il Verbo eccheggerà etereo ma udibilissimo: cooooooooooogliiiiiiiiiiiiiiiiooooooooooonaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
parlando d'altro, ieri sera enola mi è venuta a trovare in sogno. temevo succedesse, dal momento della sua dipartita. nel sogno era muta, lei che miagolava sempre come uno di quei pupazzi di gomma che se li schiacci fanno squiiiiiiiiiiii. invece stavolta emetteva rantoli come quel mattino che era rimasta impiccata in una stringa da scarpe.
la toccavo ed era molle.
"dov'è la tua prole, enola" "rrrrrrrrrrraaaawwwwwwwwwwwwwgrrrrrrrrrrrrrrr"
"non hai piu le palpebre, enola" e a guardarla bene claudicava, poichè le era stata asportata una zampa,la posteriore sinistra. la fine che mio padre auspicava per pippo baudo. "perchè puzzi di sepolcro scoperchiato, enola." "rrrrrrrrrrraaaawwwwwwwwwwwwwgrrrrrrrrrrrrrrr" e ad ogni rantolo la bocca si apriva e mostrava un brunastro ed entropico impasto di denti, carne marrone e saliva vermiglia. "enola hai la testa molle. enola guardami. enola hai la testa molle. enola guardami. enola hai la testa molle. enola guardami" enola claudica verso la porta della cucina. non trova piu la sua cesta. se ne lamenta. "enola sei morta". "la cesta non ha piu ragione di sussistere in quando avevamo dei validi motivi per ritenerti clinicamente morta."
"rrrrrrrrrrraaaawwwwwwwwwwwwwgrrrrrrrrrrrrrrr" i miei sogni come del resto i vostri non sono mai del tutto lineari. Enola claudica come un grosso sacco di carne scomposta. Che cosa sono i legamenti? Che cosa i tendini? Gli arti superstiti sbattono qua e là. Lo stato mortale delle cose non necessita di legamenti. I miei sogni non sono mai del tutto lineari, no? Infatti mentre prendo in braccio enola e disgustata la lascio cadere sull’impiantito perché non ha piu le ossa arrivi tu e prendi la cosa poco sul serio. Anzi peggio, fingi di prenderla molto sul serio ma non ti curi di recitare bene e tutto assume i contorni di farsa e feroce presa per il culo nei confronti miei e di enola. Io ti odio. Nello stesso modo in cui le radici delle leguminose immagazzinano l’azoto. Le tue drammatizzazioni hanno rotto il cazzo a tutti quanti, in prima linea sostengo il gonfalone, venite meco uomini di poca fede, il ponte regge. Chi mi ama mi segua, chi mi odia s’incula, tu che nessuna delle due cose, prenditi quel che resta di enola sulle ginocchia e cullala, e respira a pieni polmoni dalla sua bocca. Stai li, cullala e respira, e non puoi fare altro, stai fermo, cristo di un dio porco, fermo in saecula saeculorum.
sono tra il gustosamnete divertita e l'ironicamente intenerita. l'agente sta usando il blog che ha aperto come elongatio penis, in modo sfacciatamente evidente. sopperisce alla sua carenza di affetto e di autostima incattedrandosi e unendosi al carrozzone di noi che abbiamo scelto di disquisire sull'aria fritta e spacciare il tutto per verità incontestabile. mi ricorda qualche anno fa quando tutto questo non esisteva, per fortuna, e vi erano solo fanzines cartacee. lui scriveva su due o tre di esse anche in quel caso incattedrandosi ed era divertente vedere come nello spazio di una ventina di righe riusciva a contraddirsi non meno di una decina di volte sul medesimo argomento, e poi stancarsi, non arrivare a nessuna tangibile conclusione e frustrato da questo fatto, mandare tutti a fare nel culo. lo trovavo ridicolo e lievemente fastidioso. piu volte sono stata sul punto di stroncarlo sulla mia fanzine, Lo Scolo, uscita in tre gustosi numeri, ma poi mi faceva tenerezza e desistevo dall'intento. io sei sette anni fa lo conoscevo solo di vista avendolo scorto a qualche concerto e mi veniva da scoppiargli a ridere in faccia ogni volta. la prima volta che lo vidi era a un festival orrendo al vittoria, mi ricordo che suonavano gruppi dell'antichità come i bigots, suo ex gruppo, stuntplasticpark, sottopressione e non mi ricordo piu, erano gli eversor o già i miles apart? l'ho visto suonare sul palco in canottiera e da lontano mi era sembrato una donna, uno di quei lesbiconi rapati a zero con gli occhiali con al montatura nera spessa, invece mi avvicino ed era un uomo, l'ho capito solo dal pelo toracico. mi faceva un po' ribrezzo, e un po' di tenerezza perchè rideva mentre suonava. e mi chiedevo, che cazzo hai tu da ridere? non c'è nulla da ridere, il tuo gruppo è un clone imbarazzante dei face to face e state solo facendo cover dei face to face. lungi dal sapere che anni dopo i bigots come il 90% dei gruppi di hc melodico decaduto, (un esempio su tutti i minnies, non me ne vogliano ma è la verità), si sarebbero riciclati a cloni di un qualche gruppo emo melodico. insomma l'agente blatera principalmente quando gli vanno male i sentimenti e allora riversa la frustrazione nei suoi precetti morali. per poi lamentarsi con la sottoscritta se raccoglie proseliti tra dei ragazzini emo minorenni con spiccato spirito di emulazione che gli scrivono per farsi consigliare su stronzate tipo quali samples e programmi scaricarsi da internet. insomma un fallimento su tutti i fronti. una volta i ragazzini creavano un gruppo musicale principalrmente per beccare della figa, adesso per beccare della figa acquistano delle drum machine e danno il via a progetti fallimentari che naufragheranno nel giro di due mesi.
e sto scrivendo apposta tutto questo, cosi quando leggerà il mio post si offenderà a morte, melodrammaticamente come è già successo in passato cancellerà il blog, poi lo rimetterà online dopo due giorni, intanto rimarrà confinato in camera sua ascoltando i cd di missy elliot, i nasum, gli screeching weasel e hit mania dance e giorni dopo ne uscirà, si metterà al pc e comporrà un ibrido crossoverizzato di tutto quello che ascolta, come suo solito. che non gli servirà a niente e finirà sul fondo del minidisk. insomma l'agente non è un essere umano, è un format vivente.
l'agente una volta era fidanzato con tale valeria. ella era molto bella, alta, magra e dicono assomigliasse a liv tyler. non ci è dato di sapere perchè stesse con l'agente. capite bene, anche io sono stata con l'agente, ma io non sono nè alta nè magra nè assomglio a liv tyler, tuttalpiu a susi blady da giovane. il che è drammatico se ci pensate bene. valeria ascoltava e suonava la musica post rock. l'agente, oltre ad avere l'ardire di starsene con una figa, la cornificava con delle trioette imbecilli alessandrine, e ad alessandria vi assicuro non è assolutamente difficile trovare delle troiette imbecilli. ovunque. anche valeria cornificava l'agente, ma lei lo chiamava "prendersi i suoi spazi". gli scriveva dai luoghi di villeggiatura delle lunghe lettere di stampo emozionale che non significavano assolutamente un cazzo, l'unico senso che avevano, una volta decrittate di tutti gli artifizi emoretorici che ella abilmente utilizzava, era:
mi sto scopando qualcun'altro, ma mi è dovuto perchè lo faccio con sentimento.
l'agente non ci arrivava. finchè la sottoscritta, anni dopo, impugnate le missive di valeria, si è messa a tradurre passo passo tutti gli scritti. dicevo valeria suonava in un gruppo che mi pare esista ancora one by one were all becoming shades o qualche cosa di simile. evito di commentare il nome del gruppo. esso, ampiamente, si commenta da solo. l'agente mi raccontava che erano in due o tre tizi seduti su una sedia e titillavano con delle chiavi inglesi le corde di basso e chitarra attaccati a dei delay e pedali analoghi. cosi, per decine e decine di minuti. finchè una volta, durante un concerto in quel di alessandria, il Canadese, eretico, ruppe l'atmosfera emozionalmistica creata dal gruppo di valeria gridando nel mezzo di un pezzo, con le mani a cornino "basta! vogliamo rawk'n'roll! cos'è sta merda! chitarra andare suonata come angus young non con chiave inglese plin plin plin"
evviva il canadese. abbasso liv tyler.
olè.
one two three i want more eight-o-eight for me sarebbe meraviglioso se mi venisse fornito un pretesto. un solido pretesto per provare odio nei confronti di. e non ce la si fa. mannaggia al cazzo.
intanto alla tele danno una puntata di ventanni fa di Saranno Famosi in cui Bruno Martelli sintetizza della musica con un computer preistorico, una 808 e un minimoog, mentre nell'accademia qualcuno porta avanti una crociata contro "questa musica sintetica e senz'anima fatta coi computer. dove andremo a finire?" . lacrime di commozione solcano le gote mie e dell'agente.
e qui mi rivolgo a tutte le persone care esenti da obblighi lavorativi settimanali. io mi sono un po' scartavetrata le palle di recarmi in quella grossa, afosa, nauseabonda, fetida, merdosa, affollata cloaca che i piu chiamano Milano. fosse solo per venirvi a trovare. poichè, se voi non avete alcun tipo di impegno vincolante, non sta scritto da nessuna parte che sia io a dovermi fare gli sbattimenti, prendere due treni, tutte le volte, e voi comodamente prendete la vostra merda di metropolitana, scendete e oplà il giuoco è fatto.
oh già! la motivazione principale che mi si tira fuori dal cilindro è "alessandria è un micragnoso buco di culo piantato in mezzo alla campagna e non offre i divertimenti e le attrazioni della Metropoli". orsù prendete ad elencarmi le attrazioni e i divertimenti della Metropoli, a parte bar costosi pieni di gente di merda, locali di merda, strade trafficate di merda, eosi negozi di merda, et via loquendo. ergo è d'uopo lamentarsi che non mi si vede mai perchè alla luce di queste strabilianti caratteristiche della metropoli è un dato di fatto che sia IO a dovermi muovere.
col cazzo.
quindi o la montagna stacca il culo dalla sedia e si degna di venire a trovare maometto, o maometto se ne rimane gaiamente adagiato in mezzo ai campi di grano che circondano la sua umile dimora.
sic est.
i miei sogni sono più graziosi di me se chiudo i miei occhi, questo sono che cosa vedo che non sei mai là e non vedrai mai non importa la verità sarai sempre lo stesso Trovandosi tutto il tempo, voi neppure non se lo preoccupano può mai essere più grazioso per voi che sono soltanto mai più grazioso per me a genova c'è il cimitero di staglieno che è bello da togliere il fiato. ieri ci sono andata con tixi che mi ha accompagnato in motorino. ho fatto qualche foto, per ricordo. io non sono capace di fare le foto, premetto. io non ne so un cazzo. come è risaputo che non amo fotografare ringhiere arrugginite e lampioni e alberi con le foglie secche e tralicci dell'alta tensione in bianco e nero un po' sfuocato, come la maggior parte dei froci che conosco. quando tra ottomila anni una civiltà superiore scoverà i resti di quella odierna si troverà in mano una quantità inusistata di fotografie in bianco e nero di cancelli scrostati, tombini intasati di foglie morte e uccelli che si posano sui fili della luce. e non capiranno. o si faranno comunque un'idea sbagliata di quello che siamo stati.oppure una giustissima. in quel posto c'è pure la statua che appare nel disco dei joy division. cosi dice tixi. a me i joy division fan venire la piorrea.
poi tixi mi ha portato a portofino. tixi era inquietato dall'inusitata quantità di fighe discinte per strada, in quantità imbarazzante e imbarazzantemente belle. rischiammo piu volte il frontale a causa della sua distrazione. evito piu che posso situazioni come il mare. perchè ciò mi pone irrimediabilmente di fronte al mio status di sacco di merda. mi ci inchioda davanti e mi obbliga a confronti e pesanti ammissioni. alimenta i miei complessi e la tendenza a non uscire di casa.
esiste una forma di riscatto per i sacchi di merda? esiste un modo per non sentirsi a disagio e provare vergogna per la propria condizione fisica quando esemplari magnifici di femmine di homo sapiens sapiens vengono additate come esempi di beltà e ci si ritrova confinate nella colonnina delle reiette per l'abnorme dimensione del proprio posteriore o del proprio seno. il fatto è che le femmine indicate sono effettivamente esemplari magnifici della specie. tanto di cappello. è questione di sentirsi sozze e fuori posto quando implicitamente vengono fatti paragoni che mi vedono in svantaggio fisicamente.
ammetto di far cagare. è solo perchè ho il seno grosso che attira una fetta della popolazione maschile. null'altro. se non ci fosse quello nessuno mi cagherebbe di striscio. il fatto che mi mostri nuda su internet non significa che io mi trovi particolarmente attraente. magari questo lo trovano gli altri. a me occorrono i soldi, fondamentalmente. del resto a me il seno grosso fa schifo. è ingombrante, non serve a un cazzo e tra dieci anni mi cadrà per terra. invidio coloro che vagano per le città senza reggiseno. non concepisco perchè una donna debba farsi ingrossare le tette. hanno tutta la mia compressione coloro che invece se lo fanno ridurre.
morale della favola, le fighe passeggiano sul lungomare in costume da bagno e io posso solo schiumare d'invidia rinchiusa in un paio di pantaloni dell'agente e una maglietta informe. la verità è solo questa. nitida e cristallina (chiattona! culona! cosi mi apostrofano coloro che sono a corto di argomenti contro. quando gli artifizi retorici e la sintassi sono agli sgoccioli, quando la chirurgia lessicale è allo stremo ecco che si scaglia l'incudine dalla finestra. con inciso a chiare lettere
"stai zitta, culona".)
(col cazzo.)
oggi è stato particolarmente bello sentire, dopo mesi che no, un collo che scrocchiava avanti e indietro. crok crok crock.
chissà che sta facendo l'albanese.
non potrei mai indossare una maglietta dei !!!
non mi ci starebbero le tette.
Ho mille arretrati domestici da sbrigare. Ma ho anche mille pensieri riguardanti altrettante persone rilevanti. L’imperativo è categorico: verbalizzare. affanculo le faccende domestiche. Avviso. Trattasi di aggiornamento particolarmente melenso, al limite del diabetico. Uomo avvisato.
Caro signor jamesgionson. Caro alleato.
Non c’è gusto a camminare nella Metropoli in tua assenza. Non c’è gusto a pensare malignità verso sconosciuti in modo forbito se poi non si ha nessuno con cui dividerle. Non c’è gusto a ridere da soli di superbi giochi di costrutti sintattico-grammaticali. Non c’è gusto a farsi accompagnare in giro da persone sguaiate e ineleganti. Non c’è gusto e basta. Non c’è gusto a circondarsi di quaqquaraqua inaffidabili che non svelano il loro reale pensiero. Non c’è gusto a parlare con gente della quale non si può apprezzare la sfacciata sincerità. Perché nessuno è sincero quanto te. Sfacciatamente. Quanto spacchi. Ci vediamo graziosamente settimana prossima. Il porco dio solo sa quanto sono contenta che sei tornato.
Tua alleata
Caro stefano.
Mi fai incazzare quando non alzi la testa. Mi fa incazzare che tu ti ostini a volere pagare per le mancanze degli altri. Non mi farebbe incazzare se non ti volessi bene. Anche l’agente ti vuole parecchio bene.
Tua violetta.
Cara Claretta.
Ti amo.
Tua fidanzata.
Caro faccia di merda.
Buon ritorno a casa in albania. Ah già ma che scrivo a fare tanto tu non lo leggi piu questo blog. Quindi volendo posso qui fare menzione di particolari imbarazzanti della tua persona. tipo che ce l’hai piccolo, per esempio. Ce l’hai piccolo però sei tanto simpatico e di compagnia. Perché conta quello nella vita, essere tanto simpatici. Le dimensioni non contano. È la simpatia. Tanto non leggi piu il mio blog vero? a parte tutto. Ti auguro buona estate, e anche un restringimento prostatico. Ci si vede, prima o poi J
Tua faccia di cazzo.
Caro agente.
È pronto da mangiare. Vieni a tavola che si raffredda.
Ah.
I tuoi drum kit samples sono una merda. Ma ti voglio bene lo stesso.
Tua coinquilina.
Cara L.
Che ci posso fare? Non riesco a fare a meno di pensare, e ciò avviene spessissimo, che mi sto perdendo una gran persona. Non discuto sui motivi del nostro non-incontrarci. Ci siamo esaustivamente spiegate. Ma mi cruccio per quella potenzialità destinata a rimanere inespressa. E ti giuro. Rispetto e in molti punti condivido le tue scelte. Se fossi nei tuoi panni farei ugualmente. Ma questa occasione mancata mi sta cosi sul cazzo.
Tua maria goretti.
Cara paolina.
In un qualche modo ancora mi chiedo per quale motivo tu mi abbia concesso di sbirciarti dentro. Non dovrei pormi il problema. Dovrei ringraziare e basta perché li dentro c’è solo beltà.
Grattini.
Tua impiastro.
Caro sig. han solo.
Sono felice che sei in modalità il firestorm verso la sporcizia. Sono felice nel constatare quanta dignità ti conferisce l’ immagine di te chino a fare pulizia, PER TE STESSO, e nessun’altro. Se hai bisogno di cambiare l’acqua del secchio. Io sono qui. Lo sai.
Tua violè.
Caro signor quarantenne.
Di lei ho tessuto le lodi qualche post fa. Si accontenti.
Sua miss
Caro jake bavarese.
Farai bene a portare abbondanti dosi di vaselina, la prossima volta che ci becchiamo. Il tuo sfintere anale ne trarrà giovamento. Se abitassimo piu vicini penso che saresti l’amico con cui esco di sera per dire ( e fare) una carrettata di stronzate. E poi fai anche dell’ottimo devasto elettronico, anche se ovviamente sono meglio io. Ergo prostrati al mio cospetto, adorami e suca, mortale. Un bacio.
Tua violetta.
Caro Mostro.
Il fatto che mi hai reso partecipe del tuo naufragio sentimentale mi ha permesso di guardarmi, in un certo qual modo, dall’esterno. Per vari motivi che ti spiegherò. Però è buffo come si dispensano consigli e impressioni sull’altro e poi non si riesce a venire a capo dei propri problemi. Sono contenta che parliamo ancora come esseri umani, dopo e nonostante tutti i vari trascorsi. Però rimani comunque una testa di cazzo.
Tua crosta.
Cara giorgia.
Non sembri manco vera. Ci sarà di sicuro la gabola. Non la voglio scoprire. Sono in arrivo biscotti, visto che quelli dell’altra volta se li è mangiati un albanese. A domani, tra le altre cose.
Tuo mattoncino del lego.
Caro marito di giorgia.
Tu e quegli altri. Fatemi sto favore.
Non perdete MAI. Dico MAI. L’aureola. Attendo il fituring.
Cara olli.
Torna presto. Mi manchi. Quanto non spacca 02 di sto mese.
Tua schiacciatrice di bottoni.
Cara lavi. Cara gaia. Cara contessa. Cara Francesca.
Anche se non ci si sente spesso. Ho un’ammirazione e una devozione per queste donne che sfocia nell’adorazione.
Vi ho trovate un po’ come si potrebbero trovare dei diamanti ravanando in un cesso intasato di merda. Per vari motivi. E mo’ vi tengo strette. C’è una canzone di violè che è dedicata a tutte voi. Lavi c’ha pure fatto la spilla. Spaccate.
Vostra tettona suo malgrado.
Carissimo.
Butterò giu quel muro. Dovessi usare degli stuzzicadenti per raschiare via la pietra e starci dietro tre lustri.
Tua rompicazzo.
l'altra sera una donna alessandrina media (naso adunco, pelle marrone, capelli neri tinti, abbigliamento "vorrei esser trendy ma sembro la cugina moldava di simona ventura" ) sedeva davanti a me, rivolgendomi la schiena seminuda.
ero invidiosa della sua schiena. era una schiena magra e allungata. non le indvidiavo il colorito marrone, nè la pella arsa dagli uva, foriera di presagi funesti di melanomi e altre disgrazie. ma era un dorso magro, asciutto, allungato. l'avrò guardata per venti minuti. lei era protesa in avanti dimostrando la propria ricettività sessuale al compagno di tavolo. gesticolava e rideva scioccamente, per nulla. ma a me non importava quello. importava che le sue vertebre spiccavano nette verso l'esterno come la cresta dorsale di uno stegosauro. la cassa toracica si stagliava contro la pelle sottile. a lisca di pesce.
ero fottutamente invidiosa della sua schiena.

perchè anche io ho un cuore. e se mi toccate la mia O vi ammazzo tutti.
primo passo rapati a zero, ma al contrario
è noto che con le dovute eccezioni, il genere umano (senza fare un distinguo di sessi, ma la percentuale prepondera verso il cromosoma xy) è uso ad esibirsi in funamboliche movenze pur di ottenere favori sessuali da altri individui. l'acqua calda! (si, non discorrerò d'altro stasera).
il verbo le movenze e le espressioni facciali. il verbo calibrato anche quando sembra irruento e istintivo. sassi lanciati contro la vetrina dei timori e dei pudori. sassi camuffati da palle di lana. palle di neve con cuscinetto di piombo all'interno. uso abuso e sottomissione sono i tre cardini. il fottuto orgoglio è l'unica cura ai tre mali, e l'essere facce di cazzo paga. la domanda giusta non è
fino a che punto sono colpevole se mi armo di machete ed espianto? magari un machete non è utensile proprio della chirurgia piu fina. ma non v'è sempre tempo di stare a cesellare col bisturi per circoscrivere ed estirpare il male.
bensì
fino a che punto si è colpevoli se si è stati cosi miopi da cedere alle lusinghe? fino a che punto si è colpevoli se si cede al proprio slancio. ma anche, si può chiedere alla controparte
fino a che punto si è innocenti se ci si illude traendo in illusione. fino a che punto si è innocenti se si inganna in buona fede.fino a che punto si è innocenti se l'Usato finisce col sentirsi poco meno di un trofeo. fino a che punto arrivano l'innocenza e la buona fede. e a che punto sopraggiunge la perversione.
nessuno si deve stupire se l'Usato, poi, sradica ed estirpa il Male con mezzi istintivi e poco ortodossi. che a nessuno fa piacere essere parassitati dall'interno, e che la propria carcassa (vuota) venga lasciata a marcire al sole.
" santo cielo, violet! - strillò mrs beauregarde guardando la ragazzina - che cosa sta succedendo al tuo naso!"
"mamma non seccare e lasciami finire" rispose violet.
"sta diventando blu!" gridò mrs. beauregarde "sta diventando blu come un mirtillo!"
"la mamma ha ragione! - intervenne con voce altissima mr beauregarde - tutto il naso è diventato violaceo!"
"che cosa volete dire?" domando violet senza smettere di masticare
"le guance!" urlò mrs beauregarde "stanno diventando blu anche quelle! anche il mento! tutta la faccia sta diventando blu!"
"sputa quella gomma immediatamente!" urlò mr beauregarde.
"aiuto! aiutateci!" implorò mrs beauregarde "a bambina sta diventando viola dappertutto!anche i capelli stanno cambiando colore! violet, sta diventando violetta! che cosa sta accadendo!"
[...]
"violet, ti stai gonfiando!!
"mi sento male" dissse violet.
"ti stai gonfiando" gemette mrs beauregarde.
"mi sento strana" ansimò violet.
"non mi stupisce!" disse mr beauregarde.
"gran dio, bambina!" squitti mrs beauregarde "stai diventando come un pallone!"
"come un mirtillo!" corresse mr wonka.
"salvatela!" pregò mrs beauregarde, torcendosi le mani.
ma ormai non era piu questione di salvarla. il suo corpo si gonfiava e cambiava forma con tale velocità che nel giro di pochi minuti si era trasformato in un enorme palla blu - o meglio un mirtillo gigantesco - e tutto quello che rimaneva di Violet Beuaregarde erano un paio di piccole gambe, due braccine che sporgevano dal grosso frutto rotondo insieme a una piccola testa.
[ah. la risposta al quesito è: tre. uno per avvitare la lampadina, e gli altri due per reggere lo specchio.]
[finocchi.]
scadere nell'egotrip.
tornata. due giorni genitoriale serena. 48 ore in cui, per almeno il 72% del tempo, ho dormito. credo non siano a sufficienza 36 ore di sonno per recuperare le energie perse negli ultimi tempi. perse per cosa, non ci è dato di sapere. perse nel reiteraggio delle cadute. perse nel non accorgersi che la soluzione è accovacciata e silente a un metro dai miei piedi. la soluzione quasi mai si sbraccia e parla a vanvera. la soluzione quasi mai promette e non mantiene. la soluzione osserva e aspetta di farsi trovare. la soluzione pare irriconoscibile. la soluzione non ti invade come uno sciame di cavallette, animata dallo spirito della razzia, per poi abbandonare il campo una volta finito lo scempio. la soluzione duole ma persiste. e il persistere è un grosso pregio. la soluzione mi osserva, ripeto, accucciata sull'impiantito. purtroppo non sono in grado di raggiungerla. ed essa non può (o non vuole) raggiungere me. scansiona. e questo è quanto.
ed è un vero peccato.
entro in camera mia e scorgo il calendario che mi ha donato lavi. è di quelli le cui pagine si devono strappare quotidianamente. rido. mi accorgo solo ora che non levo le pagine dal 27 giugno. rido. rido. rido.
starò via fino a mercoledi. vado alla casa genitoriale a bergamo. dove non c'è computer e connessione internet. vergo queste pagine di inutilità quando invece dovrei fare il bagno antiacari alle cavie. e preparare lo zainetto. ma mi spiace svegliarle. sono cosi rotonde e fiduciose. avete presente quel libro di merda chiamato il piccolo principe che tutte le liceali regalano ai loro amichetti nel tentativo di stabilire connessione empatica?
(e i suddetti amichetti ne simulano prima la lettura e poi la comprensione nel tentativo, ammesso che ne valga la pena, di stabilire connessione coitale)
è un po' la summa filosofica delle cagate che pò pensare un adolescenrte, ecco perchè piace tanto. qualunquismo. un po' meno comprensibile che piaccia agli over20. ergo, perchè TU ti ostini a citarmi estratti da codesto libro. mi fai venire il diabete. pari una stupida chioccia gonfia di uova ripiene di buonsenso e perle di saggezza da discount . ed hai visto 25 primavere. muori.
se vogliamo proprio parlare di letture non impegnative (perchè sui libri impegnativi lascio disquisire voi sborroni, io i libroni mi limito a leggerli con interesse e a trarne conseguenze e riflessioni, i cattedratici mi stanno simpatici come quattro dita nel culo), io preferisco un libro, anzi due libri da scuola media, semplicini semplicini, ma che mi hanno solcato l'esistenza preadolescenziale. uno è marcovaldo di italo calvino, e l'altro risale alle elementari addirittura, ma ogni volta che lo riprendo in mano mi causa cascate di brividi e dejavu e soddisfazioni nel constatare che un certo tipo di immaginario mi è scaturito dalla lettura reiterata di quel libro. e si chiama "fuga nel quadro" di sauro marianelli.
ma a parte tutto questo. io sto aspettando da giovedi un paio di fotografie.non vorrei essere tediosa nel ricordartelo.eh.
black!domina!now!
perchè da due giorni null'altro gira nel mio lettore cd. stamattina matrimonio del canadese e della fidanzata del canadese. matrimonio in chiesa. la prima immagine flashback della cerimonia è all'ingresso della basilica, quando una sessantina di ospiti vestiti a festa di caramellosi e gai colori ammutoliscono all'incedere mio e dell'agente. io ho camicia nera, gonna nera, ciabatte rubate al Club del Risparmio il giorno prima.. l'agente ha camicia nera, pantaloni scuri e doc martens bassi. due macchie scure, malaugurali, di apocalittica cupezza in mezzo alla festosa folla. ridiamo beffardissimi. entriamo e si prende posto.
l'organo comincia a suonare melodie random. io pensavo che l'organista stesse facendo il soundchek. invece mi si dice che sta suonando la marcia nuziale. tipo che suona due note, poi silenzio di due secondi, poi mucchietto randomizzato di accordi, poi caduta libera, poi due secondi di pausa ancora. tipo che potrebbero prenderlo a suonare gli erase errata. lui si cela ai nostri occhi ma io me lo immagino con la testa da pinhead, calvo, gobbo, vestito di stracci marroni, il pazzo dell'organo che il sagrestano tiene in una cella due metri per due lorda di escrementi, nutrendolo una volta al giorno con pappa di avena servita in una ciotola che poi rovescia con un calcio per assistere allo spettacolo del subumano che lecca il pavimento sporco. e lo libera solo per suonare l'organo ai matrimoni. e lui ovviamente si chiama igor. dopo averlo attentamente ascoltato decido che lo voglio come turnista e performer durante i miei concerti.picchi altissimi vengono toccati quand'egli suona note acute al limite della soglie di udibilità per un cane da pastore, susseguite da frequenze cupe e bassissime al cospetto delle quali treman le navate.l'effetto è apocalittico. dio cane, sembra stia suonando con la fronte appoggiata sulla tastiera. usa il mio stesos metodo. è già l'idolo. esigo un suo featuring.applausi.
segue la predica del prete. i picchi di blasfemia da parte della sottoscritta solcano le colonne della basilica, il cristo crocefisso scuote la testa sconsolato, gli angeli si scoprono le pudenda dall'alto degli stucchi nell'atto simbolico di pisciarci in testa, le reliquie dei santi crepitano nelle teche,
"SIA LODATO GESU' CRISTO!" e io, sottovoce ma nitido e chirurgico
"sticazzi".
il canadese se ne sta davanti all'altare e francesca lo guarda sognante. e prega pure! il canadese mi ha confessato, giorni fa, di essersi scaricato le preghiere da internet e di averle imparate alla bell'e meglio. e poi ci si chiede perchè amiamo il canadese.e
"RESUCITEREMO DALLA MORTE DEL CORPO?" e l'agente nettissimamamnte si tocca i coglioni. la matrona seduta accanto a lui sussulta.e
"IO DA BRAVO CRISTIANO TUTTE LE SERE MI FACCIO UN ESAME DI COSCIENZA" immagine nitidissima del prete che ogni sera, dopo l'esame di coscienza, si scarica da soulseek filmati di nani vestiti da hitler che si fanno leccare i glutei cosparsi di chappi da dei cani da slitta.
"VUOI TU MICHELE PRENDERE COME LEGITTIMA SPOSA" bisbiglio udibile "ma quanti anni sono che non ti fai possedere analmente?"
"E ORA PUOI BACIARE LA SPOSA" "lingua! lingua!lingua!lingua!"
ci mettono al tavolo con coppia di amici fidati ed ilari, l'autista della macchina, un marpione che sta talmente alle cozze che ci prova pure con me, ed Egli, L'Imperatore del Midi, l'Uomo Orchestra. subito assilliamo nevroticamente l'imperatore del Midi di domande da geek sulle tecniche da egli utilizzate. l'agente ci sballa per ste cose, in lui il lo spirito del piano bar scorre vigoroso e possente. io verso le quattro post meridiane mi rompo i coglioni, vedo le cinquantenni da balera infoiate che svolazzano sul dancefloor ballando "datemi un martello" della pavone e lancio via le ciabatte precipitandomi a ballare con loro, altro che moshpit, queste si che si divertono, altro che ste fighe di marmo dei concerti modello amelie dei poveri con una barra di travertino su per il culo. paz si unisce alle danze e viene eletto re del dancefloor dalle vecchie, troviamo pure uno che è un incrocio fra solange e cristiano malgioglio scrutante con estrema insistenza e voluttà le terga dell'agente medesimo, io da dietro gli canto "il mio slip fa pam pam" di leopoldo mastelloni (grazie wertham per avermi fatto scaricare sta chicca) ma egli pare non apprezzare, l'agente all'apice del delirio si slaccia i bottoni della camicia per dare sfoggio della pelazza toracica che a suo avviso fa faville e con le anziane infoiate e con il maxifrocio.
insomma, la giornata scorre gaiamente. torniamo a casa mentre paz in deliquio vaneggia di tirasi fuori il cazzo sul balcone come l'anno scorso, io lo sprono ma egli desiste. si ritira a dormire in camera sua dandomi della lurida sgualdrina e ruttando. applausi.
è forse la prima volta in vita mia che pronuncio la seguente frase : "se avessi dei soldi te li presterei volentieri" date le mie origini sulle quali a molti è concesso di ironizzare. ma davvero ho pronunciato una simile frase? porco dio, si. sto cominciando a preoccuparmi.
faccia di merda.
ho un'idiosincrasia nei confronti della parola "eternità"
niente stooges. avrei voluto? no. serata passata dalla futura moglie del canadese, che convolerà a nozze domani. a scrutare il suo sorriso radioso. per lei prospettive che avanzano. per me immagini che arretrano. dovrei cominciare ora a rendermi presentabile per la cerimonia cioè fare una doccia. levarmi quel dito di terra dalle piante dei piedi. tentare di ristabilire l'equilibrio cromatico nei miei capelli. dormire affinchè tutti smettano insistentemente di chiedemi per quale motivo ho i bulbi oculari fissi nel vuoto. livellare le unghie. impostare una procedura di sorriso. sorriso a mezzo di cosa? sorriso a causa di cosa? domani spero che l'agente si ubriachi. l'ultima volta che siamo stati a un matrimonio e si è ubriacato pesantemente. poi a casa usciva sul terrazzo e quando passavano i treni in corsa si tirava fuori il cazzo urlando. amo vedere la gente che in occasione di festività si ubriaca e perde le inibizioni. auspico di essere l'unica lucida su cinquanta invitati. lo spero.
tutto quello che chiedo è calore che esula dall'ansimare e dal sudare. evidentemente, e me ne sto accorgendo con ritardo imperdonabile, non sono in grado di chiederlo, nè consequenzialmente, di ottenerlo. mea culpa. e poi vogliamo parlare di quanto non fanno cacare questi ultimi aggiornamenti. vorrei trasudassero dolcezza. non ce la fanno. perchè non ce la fo io. l'ultima volta che ho avuto a che fare con la dolcezza allo stato puro è stato osservando gente che suonava. il che mi ha pure fatto riflettere sulla mia solitaria condizione di onegirlband. a livello emotivo il gruppo composto da piu elementi e le cui dinamiche funzionano, esplode. violetta beauregarde invece, emotivamente implode. rumore dell'implosione: tciak secchissimo. come un infante al quale hanno forzatamente introdotto mezzo litro di succo di limone puro nel cavo orale. presente la faccia che fa? implode.
le emozioni ricadono una sull'altra e si schiacciano a vicenda. si compattano! non ho di che esternare, fisicamente, se non con la voce. ma con il resto? la performance è triste se si ferma nell'audio. ma del resto con chi mi è stato concesso di rapportarmi. con voi stronzi che mi ascoltate e siete venuti a me spinti da curiosità che dista anni luce dal reale interesse. e forse un tre percento di estimatori sinceri che per lo meno unos forzo lo compiono. quindi nella medesima circostanza tu corri da un tuo amico ad abbracciarlo, io invece mi accartoccio e guardo storta la platea tutta. il fatto che urliamo ci accomuna. ma tu puoi raggiungere il tuo fine. io non credo che mai mi sarà concesso.
devo, per questo motivo, smettere? ma col cazzo. vi piacerebbe troppo, eh.
l'ultimo pensiero della nottata va all'Albanese che or ora mi messaggiò. starà rubando delle casse di pomodori per il racket locale, presumibilmente. faccia di merda.
Enola miagola sommessa. il Mostro prevede una cucciolata di proporzioni bibliche. se ne nascono piu di tre o quattro te li porto e li allatti tu, portasfiga.
lunga vita alle angurie. lunga vita alle pornodive. e alla tua faccia di merda.
tra l'altro, a proposito di merda, ancora non comprendo perchè se apro il frigorifero si sente siffatta puzza. quasi come se il gatto avesse cagato nel cassetto della verdura. o magari è stato l'agente, dati i noti trascorsi.
i parlatori spingono l'aria
osservando nei vetri alla mia destra il treno scorre, alla sinistra rimane inersorabilmente fermo e ciò induce nausea. ho una nutria zombi che mi raschia il fondo dello stomaco con gli unghioni. ma soprassiedo ai disagi gastroenterici in favore della scrittura serale. tutto come al solito viene finalizzato al gran cazzo di nulla, e l'equazione risulta splendidamente uguale al numero 0. o per lo meno ci piacerebbe, e "ci" con accezione plurale majestatis ma anche no. ma ciò implicherebbe l'esistenza di un doppio segno positivo se porto tutte le componenti a destra del segno = della sovracitata equazione. il che significherebbe che stavolta m'è andata di lusso.
col cazzo.
del resto io non sapevo che il prezzo del biglietto per disneyland fosse tanto esoso. già mi par di sentire una voce nota che mi sussurra "potevi rubarlo". ma in queste delicatissime situazioni metaforiche, chi gioca a inculare si ritrova inculato. in questo modo i debiti vanno estinti, a quanto sembra. essendo che ho fatto debiti per entrarci è giusto che paghi, e oplà porgo le terga. solo che adesso vago tra le attrazioni chiuse e non si capisce dove abbiano posto l'uscita. (evoluzione della metafora del luna park). dissimulare sempre e comunque negare sempre financo di fronte all'evidenza, dubitare ogni momento del prossimo. anche quello estremamente prossimo. con quel luccicante specchio per le allodole chiamato "buona fede" ci concimo i campi di erba medica, pur essendo passata la stagione dell'erba medica, peraltro. sconcertante è la debolezza dell'io di fronte alle cucciolesche manfestazioni d'affetto. abbracci come giri di filo spinato e carezze come zoccolate di cavallo in faccia. a posteriori, sempre a posteriori. e intanto si sogna beati.
col cazzo.
di nuovo è periodo propizio per chiudere tutte le finestre e coprire gli specchi come già ci insgenò gianni morandi, gloria a lui e alla coprofagia volontaria e non indotta. camminare rasente i muri. vergognarmi di avere cromosomi XX, una volta di piu. il fardello cromosomico è troppo ingombrante e la vergogna non la si sa dove nascondere. cerco a gran voce il mio alleato. il mio amato alleato. rivoglio indietro il sonno. voglio i danni morali e se non mi vengono concessi ne entro in possesso motu proprio.quest'aria sa di bambino, il tuo cervello sa di bambino, io so solo di muffa e vergogna. la mia fidanzata ha sempre ragione. e con quale liberazione vorrei trovare un motivo per rispondere a quest'affermazione con un
col cazzo.
ma non trovo nulla di sbagliato nelle sue parole. e allora riapriamo lo sportello del freezer e via che si ricongela tutto, di nuovo, come a dicembre. anzi. no. non congelamento che presuppone la conservazione cellulare seppur in modo barbaro. fossilizzare. sostituzione di materia organica con materia inorganica. eterno stato inerte. (allitterazioni). il sapore dell'eternità è solenne e rotondo. e qui c'è qualcuno che deve morire perchè le parole non sono come i cani, che gli si può fischiare per richiamarle indietro, leonardo sciascia l'ha detto eh, mica io. invece chirurgicamente per vari scopi se ne scelgono di improbabili che uccidono si la gente, ma prima ancora la coerciscono dolcemente. e lo scopo è perseguito. il fatto che i fardelli che porto siano troppo pesanti non significa che io chieda a qualcuno di farmi da lacchè.
col cazzo.
in sunto non resta null'altro da fare che schiacciare tutti i miei bottoni contemporaneamente, e girare le manopole e alzare il pitch a tavoletta e si va di onda quadra e gaiamente si degrada tutto a quattro bit perchè l'insieme assuma la consistenzae la forma di una immane scoreggia, offesa al buonsenso (comune) e insulto alla mia, seppur limitata, (come ampiamente dimostrato da recenti fatti) intelligenza. nessuno prende mai sul serio i miei biscotti.
olè.
i biscotti sono nel forno e mentre attendo la cottura, in vena citazionista, mi sento di dispensare consigli per bocca altrui.
you're almost invincible aside from all the nods and smiles but i know that you're gonna blow up 'cause you're a time bomb all set to go off you're a time bomb and nothing can stop you you're a time bomb you're such a beautiful accessory when you get home and you're alone i know she's gonna see what she's dealing with you're gonna blow up 'cause you're a time bomb all set to go off you're a time bomb and nothing can stop you you're a time bomb behind the door all the numbers hit zero you might just turn cold or you just might explode in his face everyone knows what's really going on but no one is gonna applaud you for your timing on him just 'cause you're gonna blow up 'cause you're a time bomb all set to go off you're a time bomb and nothing can stop you you're a time bomb
e già una volta te lo dissi, con le medesime parole. però se mi permetti, anche
if i was in your boots i'm telling you i would be making things my way i'd take what's mine if i was you you'd never catch me killing time if i was you and i'd take everything that's mine if i was you i'd go and live my life if i was you if i was you i'd wake up every day and every day i'd save all my energy for making everyday the someday i talk about all the time i'd take what's mine if i was you you'd never catch me killing time if i was you and i'd take everything that's mine if i was you i'd try and live my life if i was you if i was you i would refuse to let anything pass me by i would insist on a better life now if i was you i'd know what to do
ma questa mattina improntata su riflessioni blandissime e per nulla profonde sulla coglioneria amorosa
i totally drool when i think about you totally neat totally sweet totally knocked me off my feet totally rad but it's too bad you're not aware of all my plans i totally lust when i see you around
ben conscia che però
can't change the fact that everthing she touches turns to shit.
insomma, dopo sette anni di oblio anthem for a new tomorrow e how to make enemies tornanoa girare di prepotenza sullo stereo. e perdonatemi la vetustà e l'arretratezza e l'anacronismo. del resto i risultati sono quelli che sono.
l'unico quarantenne assimilato ma autocosciente e un minimo capace di riuscire a scorgere filo logico e tessere costrutto cause/conseguenze in tutta questa dimensione da segaioli indieweb, o per lo meno ci prova, mi invitò al ristorante in quel di milano. pur mantenendosene virginalmente al di fuori devo dire che, da bravo stronzo qual'è, ci prende sempre alla perfezione. e forse ci prende proprio perchè esterno, e quindi scevro da influenze. poi vogliamo parlare di una certa lungimiranza conferitagli dall'età, anche se questo è argomento tabù. poi mi piace questa sua attitudine ipercritica e supervisionatoria nei confronti della sottoscritta. visto che manco mio padre è cosi cagacazzo, sempre verso la sottoscritta.gli auguro di farne almeno un paio, di figli, con la sua incantevole fidanzata. e veders e è ancora cosi lungimirante.
e io non posso far altro che accettare l'invito, perchè voglio calarmi una sera in un ambiente totalmente antipodico al mio, cosi come sono. e poi perchè sarà divertente andare nel lusso e nel danaroso sfarzo per una sera, e scoprire, una votla per tutte, se è poi cosi vero che il nostro mondo è migliore del loro. o se siamo solo, alla fin fine, una cerchia di sfigati che tutti assieme paiono un po' meno sfigati. e perchè sarà assai divertente vedere il Signore in questione portarsi in un lussuoso ristorante, vistosamente imbarazzato, una nana con le scarpe da ginnastica tirate assieme con il nastro adesivo e le braccia scarabocchiate.
però vestita benissimo.
ieri ho inavvertitamente, giuro, rifatto la fiancata a un bmw parcheggiato con il manubrio della bici. sono parecchio distratta ngli ultimi giorni. appetito e sonno, due parole delle quali ricordo vagamente il significato. a ciò si aggiunge che in questo periodo ho la memoria di un vic20. due cerchi viola sotto gli occhi. e un sorriso vagamente ebete. e non si sa a cosa possa essere dovuto. faccia di merda.
da domani a bologna per qualche giorno. si hanno da ridefinire degli assetti.e io devo consegnare dei biscotti.
registro 28: uscita dell'inviluppo 3
questo ci permette di leggere lo stato dell'inviluppo adsr della voce tre di cui abbiamo già parlato nel capitolo 3. può essere usato epr modulare altri parametri. in particolare, può avere una grande influenza se inserito nel filtro o nel controllo dell'ampiezza dell'onda pulsante.
come no.
temo sia ora di andare a dormire.
guardare films recitati da attori defunti è triste, affascinante e grottesco. stride il contrasto tra la pellicola che li ha fissati, e la biochimica del suolo che li decompone. un po' qualunquista come contrasto. ma stride lo stesso e io non voglio fare a meno di pensarci. gassmann è morto. mastroianni è morto. sordi è morto. manfredi è morto. tognazzi, porco dio, ugo tognazzi è morto.
secondo quale distorta giustizia lino banfi è ancora in vita? per propinarci lacrime e buonismo nonnistico riciclandosi dopo decenni passati fra le chiappe della fenech. tu devi troppo morire. ugo tognazzi è sotto due metri di terra da anni, e tu ancora spadroneggi. Nonno Libero del cazzo.le tue nipotine a quindici anni parlano già di aborti, i loro. i tuoi nipoti si fanno di crack e vanno a puttane. non ci crede nessuno, alla famiglia felice, piangi a comando, unto pelato obeso del cazzo, mi fai cagare. tu devi troppo morire.
ah, sappi che se per un qualsiasi motivo tu dovessi aprire un blog.
io ti ammazzo.
somebody put something somebody put something in my schlutzkrapfeeeeeeeeeeeeeennnnnnnnnnnn e non si può avere già compreso propria sponte questo punto chiave dalla mia persona. la sorella del canadese è incinta. di sette mesi e mezzo. per sua fortuna è rimasta magrissima e ha questa bozza sferica a livello addominale. sembra che abbia ingoiato un anguria, è un po' come enola, cambia solo il contenuto, moccioso al posto di gattini. sto venendo a contatto con molteplici forme di maternità in questo periodo e un po' ne rimango affascinata un po' spaventata un po' nauseata. la sorella del canadese parla in continuazione con il proprio utero farcito di altro essere umano miniato, lo accarezza, gli sorride. ieri sera la osservavo stravaccata sulla sedia del ristorante che esclamava aiha! aiha! sta dando dei calci e delle gomitate, e rideva. diceva guardate come si muove. inforco gli occhiali e scorgo la superficie addominale ingobbirsi laddove l'infante tira calci. cioè la pancia si muoveva nettamente. sono corsa in bagno a sboccare e a ridere vagamente isterica, mi sembrava di vedere la scena di Balle Spaziali in cui parodiano Alien.
io certi spettacoli non riesco a reggerli.
ieri sera invece i maschi sono andati alla festa dell'addio al celibato del canadese. sono andati alla cascina orloski, tenuta da eva orloski, la pornostar anni 80. l'agente è tornato a casa con il poster di eva orloski autografato "per paz sensualmente tua eva", dopo faccio le foto e finiscono dritte sul fotoblog. l'agente dice che eva si tiene bene ma è tenuta insieme con lo stucco per i muri, c'ha cinquantanni e fa ancora i numeri con le zucchine. io avrei voluto esserci, per lo meno avrei assistito a dell'intrattenimento trash e non avrei dovuto difendere scazzata le mie posizioni antimaternità di fronte a un manipolo di italiane medie ossessionate dall'Idea Della Famiglia Qualunquista. che poi sapete bene che a me piace fare le battute stupide sulle minoranze svantaggiate e quando sono in compagnia femminile mi trovo di fronte un muro di spessume impenetrabile. che palle. poi non ho capito. io in teoria non posso fare le battute su omosessuali o africani sennò sono rude e scorretta e insensibile. e poi se uno è avaro o taccagno o semplicemente pieno di soldi e gli dicono "vah che ebreo", a me pur essendo di origini giudaiche scappa da ridere e mi unisco ai lazzi, dio cane siate un po' sportivi pure voi no. insomma loro eva orloski e risate a profusione e io addomi semoventi. ho sbagliato sesso.
è morto marlon brando e a me non frega un cazzo
cena di addio al nubilato della futura moglie del canadese. scappai a mezzanotte e mezza, esasperata da tanta vacuità. gaia e innocente. ma pur sempre vacuità. sulla strada del ritorno camminavo spedita sovrapensiero e con la Musica del Lato Oscuro negli auricolari. una motosega incessante praticava toracotomie. sorrisetto. nasi schiacciati l'uno contro l'altro. ben tre obnubilati automobilisti hanno accostato al marciapiedi, chiedendomi quando volessi. e si che non ero vestita Hottopic. il pensiero di maurizio costanzo nudo avvolto stretto nello scotch da cartone non m'ha abbandonato.e neanche quello di tracheotomie praticate mediante abbracci.
e comunque, tu, nonostante il cambiamento di registro relazionale, rimani il piccolo lord fautleroy. il mio, nella fattispecie.
io per esempio potrei ammazzare per una trapunta
chi sei, tu, per sapere chi sia aiki e chi sia cristina. chi sei, tu, per capire di cosa ho bisogno. stai alla larga. sciacquati dal cazzo, e mi scusi il cattivo francese. solo perchè non accetti di essere stato annoverato fra i degni. io abbisogno di avere male mentre respiro. non di orpelli e superficialerie. da mesi ormai mi diletto nell'ascolto di musica asoslutamente non consona e mi sorprendo a seguirla con movimenti del capo e,
ORRORE!
a comprenderla e trovarvi analogie e radicamenti insaospettabili nella mia esistenza. il Lato Oscuro mi ha accolto, che io sia dannata.
quest'uomo (cliccate)
veramente notevole come alle critiche di un microbo (uno straordinario microbo neh) di diciassette anni si possa controbattere, da onesti e puntigliosi recensori, con considerazioni sull'aspetto fisico del suddetto microbo. avresti potutto dare sfoggio di intelligenza e preparazione e superiorità. qualità di cui evidentemente sei deficitario, dal momento che preferisci raschiare il fondo del barile come un naufrago vestito di stracci, appigliandoti alla presunta cessitudine della mia splendida fidanzata. a parte che cesso sei te, tua madre, tua sorella e chi t'ha vestito stamattina. a parte che con il frontespizio del tuo blog (la tua faccia rifatta a photoshop tutta piena di crepe, tipo terreno del deserto, ma neanche tiziano ferro nel fulgidume della sua equivocità) è auspicabile e non opzionale per lo meno il tuo silenzio, religioso e compunto. a parte tutto questo. le critiche si accettano. il recensore è per antonomasia quello che si becca le badilate di merda per quello che dice. quindi o sottostai o cambi hobby.
e lascia stare claretta, pezzente.
the only reason men talk to you is because they want to get laid you stupid fuckin cunt sfreccio sul selciato in sella alla bici e nell'involucro a tracolla un altro involucro di plastica areato contenente altri involucri di carne e pelo. la scabbia è il motore, la paura della morte e del fallimento è il carburante. demotik un cc in mezzo litro, e se non basta eleva a 2 cc, e se non basta ergiti a terminatore come già feci un'altra volta e fai quello che va fatto, ma stavolta non si può. sono troppo grossi e hanno gli occhi troppo mansueti. e non ti hanno mai morso. e quando entri nella stanza al mattino fischiano e squittiscono e si sporgono in direzione tua. Terminatore sto cazzo.e le ricordiamo che la scabbia è una malattia debilitante e puo' provocare il decesso dell'animale se lo stesso non reagisce alla cura. vi ho cresciute premurosamente e mi muorite di minuscoli insettini che vi scavano gallerie nella pelle e provocano prurito. singolar guisa di perire provocandosi escoriazioni con le proprie unghie. l'agente leggendo il giornale dalla poltrona disquisisce ed ha il mio supporto, "perchè i gruppi tipo gli stp di truccano? non pensano che la gente a casa li consideri dei coglioni?" io comunque rilancio, coinquilino, non ti è mai passato per l'anticamera del cervello che quelli a casa considerano anche NOI dei coglioni? si? no? gentile pubblico di violetta beauregarde, se non siete paghi delle frequenze fastidiose, posso pure industrarmi a tirarvi bulloni e tyrax di ferro. cosi disporrete di validi argomenti di conversazione, senza per forza vedervi costretti a toccare le vette pruriginose delle mie presunte evoluzioni sessuali. mi par già di vedervi con gli occhi bendati come i lebbrosi del Tempio, e senza denti per le bullonate inferte, inveire sulla mia persona, e come darvi torto, del resto è piu legittimo inveire per un occhio sfondato che per un soffocotto mancato. olè. mi manca di udire una voce. a ricordarmela, rumori di motosega dallo stomaco. enola è piena di un numero x di gattini. sembra ch'ella abbia ingoiato un pallone da basket, intero. come è goffa e lasciva. these are the cats. this is the bag. there is the river. non si fa, ma me l'hanno suggerito in molti.

Two ugly people come my way, Tell me that I'm wrong But I don't care what people say
And it goes on and on Now I'm wishing for your death Tell me that I'm wrong But I'm just wasting all my breath And it goes on and on He's a bad kind of soul How can he be so mean
And he'll take everything Just you wait and see He's a mean kind of man I know you would agree If he died suddenly I'd live happily
Kim Shattuck che gorgheggia gaiamente. Fine settimana pregno di contenuti, di musica, di volti, di situazioni e in generale di finocchi.
Sulla visita che io e l’agente abbiamo ricevuto venerdi e sabato non v’è molto da disquisire. Poiché non voglio dare in pasto al volgo bifolco e congetturante le due giornate passate con l’ospite d’onore. L’agente preme perché tu ti trasferisca in Continente. Dovessimo ospitarti nella suite imperiale del primo piano. E io supporto.
Sullo sciabolation festival al quale ho partecipato, e sui due giorni successivi passati in quel di bologna. Se volete seriosi pagellini tennici andate su fastidis. Qua diamo solo impressioni fresche e pregne di slancio. E vi batto in emitudine non lo nascondo.
. giorgia.
. i tunas che arrivano sul luogo del concerto con un ghettoblasta che sprigiona canzoni delle bobbyteens. Che contrasta beffarda e gracchiante i ritmi gayfunkfreejazzsticazz uscenti dalle casse del sound system. Mi veniva da andar li da loro, e abbracciarli tutti assieme, gogo dancer (perché c’hanno la gogo dancer!!!!) compresa.
. il gruppo del fratellino di emilio, quelli che han suonato per primi, è un clone di un incrocio tra settlefish e fine before you came. Sembrano quei bambini della trasmissione di mike buongiorno, Bravo Bravissimo, che suonano il pianoforte pallidi e seriosi come mummie nel sarcofago. Porco dio, a diciassette anni dovete suonare crust o punkrock, divertitevi, guardate dei film porno, ascoltate gli inhalants, fatevi delle seghe, mica fare le pose epilessia con la testina tra le mani.
. giulio calvino magister elegantiae, sempre e comunque.
. mi mancava Claretta. Ma tanto davvero.
. sumo belli grossi. Con trasporto.
. gay camionero irritanti, e per questo li stimo.
. “lo so che a voi piacciono ste musichette da finocchi”
. pensiero dell’agente a casa da solo che impazzisce dietro ai sequencers. Avrà dato da mangiare agli animali? Si sarà cagato addosso? E se si caga addosso chi lo ripulisce?
. la quiete, complici luci pretramonto, complice cantante capelluto istrionico, complice che spaccano, mi causano seri problemi respiratori, e danno un calcio in culo a tutto il resto, e me ne sto incredula a contemplare, complice il fatto che non li avevo mai visti dal vivo, e mai e poi mai pensavo fossero cosi.
. tunas salgono sul piedistallo coi la quiete e sgomitano parecchio. Vincono pure loro, trionfano, viva loli and the chones, viva la gogo dancer, viva i capelli da he-man del frabbo, viva l’onetwothreefour, viva i ramones, viva tina lucchesi sempre sia lodata, viva il roccherroll, quello vero mica gli strokes, finocchi.
. cazzata che ho fatto, grossa, enorme, elefantiaca. Fardelli di odorosi sensi di colpa. mesi di buoni propositi buttati nella turca. Silenzi imbarazzanti, univoci, sguardi da totano lesso, silenzio multimediale. Sconforto nel cuore. Profondo schifo. Errori.
.settlefish stanchi e meritevoli, hanno organizzato un evento figo e anche se mai riuscirò a capire la loro musica, stasera vincono.
. mani che prendono la mia. Desiderio di seguire le mani che prendono la mia (QUESTE erano quelle giuste, e manco ho avuto il tempo di metabolizzare una presa), e vaffanculo tutto il resto, ma una zavorra di convenzioni comunicative e formali impedisce il librarsi. In sintesi: cogliona.
. cut: che cosa aspetta la estrus a metterli sotto contratto. Meglio quasi dei fatal flying guilloteens. Meglio quasi dei federation x. Li ho amati.
. “dolce”. anche questa parola, l'ho amata. anche il balbettare, l'ho amato.
. finocchi.