Questi ultimi sei mesi sono scorsi oscenamente in fretta. È piu corretto affermare che sono scivolati. Con questo rumore fffffff o sssssssss. L’anno scorso a una cliente di mia madre hanno sfilato la vena safena dalla gamba perché aveva le varici. Immagino il dottore che con abile e teatrale mossa sfila la vena, tutta in una volta, dalla gamba della cliente. Ffffffffff o sssssssssssssssss. Il rumore, ne sono convinta, è questo. Pagherei per sentire il suono di vena safena sfilata. Questi ultimi sei mesi ne hanno tutto il gusto. Ffffffffff e ssssssssssss. I sicko blaterano dal giradischi. Ah gli anni novanta. [Quando le alternafichette ancora si scambiavano le figurine delle sailor moon, e non è detto che non lo facciano ancora, data la caratura mentale.] benvenuti al gerontocomio. C’è un ragno con relativo bozzolo retroposizionato che passeggia sulla cassa sinistra del pc. Ho paura di ucciderlo. In realtà non ho paura del ragno.
Temo per le conseguenze derivanti da questa mia azione. eterne conseguenze!
il fastidio provocato dal deambulare dell’aracnide ha il sopravvento sul timore di ripercussioni metafisiche.
Esso scompare sotto il peso della cultura. “manuale di elettrotecnica” grammi 3.600.
“sempre soluzioni drastiche che non ti porteranno ad alcun ottenimento. Sempre incistarsi, sempre inerpicarsi sulla cima e dall’eremo lanciare sassi. Tu non capisci un cazzo”
bofonchia tossendo il ragno da sotto il manuale. Può un ragno tossire. Italia uno.
“taci, menagramo. La mia coscienza è intonsa. Giacchè pare che non la usi mai. E rimembra che sei ragno. Non ti è concesso svolgere compiti da grillo parlante.”
Detto questo appoggio trionfalmente le voluminose terga sopra il libro. il ragno urla. Dio, che fatica m’è costato fare retromarcia. Spero di non avere investito nessuno. Poiché il Retrovisore è in frantumi. Sudo. E sorrido, qualsiasi sarà il responso. Sto bene ora.
con il potere conferitogli dai traduttori di google il signor szalmo consiglia:
o un piu dei mores o di tempora non di dieci euro per un piu del t-shirt non di venti euro per un piu della peluche non di trenta per un accoppiamento di un piu dei pantaloni non di quaranta per i pattini e non di un piu di cinquanta per i cappotti ed i rivestimenti. mutande e calzini del mercato. bracelets, spillettine, mollettine. sul pira riscaldato. polsini portano loro il tennisti ed i musicians mentre giocano. lo stile me che rendo inoltre con cinque euro, ago e filetto. acquistando l'in linea sopra situato del punk dell'abito (virgolette aperto) (virgolette delle chiuse) è concepito per il alternafichette. fa desiderare il motivo là il coinquilino ed abbastanza voi l'acquisto l'in linea? vi sedete giù. ma rimanete di quei con acuti alternafichette. fiera da vestirsi con il indumenti dai caritas del tamburo, se decretarlo è la gente del vostro foro. fiera per rendere cagare. giusto per comparire un sacchetto del merda. se lo detta dello stile sono stabiliti dal diciannovenni che spendono un rene (paterno, a tutto il loro)per per vestirsi. il ventilatore del superchicche a cagare, emily fa a cagare, le stesse persone che il onyx di schifano o il fornarina perchè sono aziende dal tamarri consuma gli stipendi paterni in marzo di mongoloidi e del ipervitaminizzate da Yankee, non mettere indumento hottopic anche quel sacchetto del rudo del osbourne dell'asta quadra di collegamento, che è emblema di po 'di tutti i bambini annoiati che adorn come gli alberi di traboccanti del sopportato loro un cornucopia del teschietti, stelline, animalini, bambolini, glitterini, cazzettini, pippottini. in incancrenito per attacarsi al preadolescence ed al relativo zoccolette di emblemi. che giocano al bambino defenseless. necesse orientale! e soprattutto crediamo tutto il loliti qualche e lo sborrati alcuni in faccia. ci vestiamo con che cosa troviamo perchè a) con i moneies che spendete per bard preferisca a voi a sveligiare un negozio del fabbro. b) Non ho tempo né l'uno né l'altro capo per rendere gli accoppiamenti giusti e scegliere fra tutto il immondizia. Preferisco al encefalo del adoprare per le altre portate la rosa di c) che mi rende a cagare d) lo stelline ed i cranei me ventilatore a cagare e) la pattumiera che ha comprato è della fattura di pessima, cucito male, tagliano più difettoso. e pagato un rene del bambino austriaco. mólto piu che in America, giusta, lo zarroni è vestito soltanto dal soggetto caldo. al concerto seguente andate a noi nel braghe delle tute e del ciabatte. ma già. il rischio da non scopare è troppo alto.
o tempora o mores #2
pedagogicamente interessante l'avere scosso l'animo di lolitine e relativi zerbini delle lolitine con considerazioni personali.
un post su scelte riguardo abbigliamento, stile di vita e impiego del proprio denaro genera alzata di scudi da crocchi di infanti inferociti. "ma come! ho la carta di credito e sono coerente con essa solo spendendo dei soldi!
ma come!ci vuole stile nella vita!
ma come! siccome mi sento punto nel vivo corro a giustificarmi di fronte a una sequenza di zero e di uno, cioè il vuoto pneumatico (cit) assoluto! bella li."
non vedo perchè dobbiate prendervela in questo modo, del resto non dovreste dare cosi importanza et nota all'opinione mia. perchè scaldarsi a tal guisa.
è solo un opinione.
è solo mia. manco mi conoscete. capisco fossi tua sorella. che ti frega di quello che penso? che manco sai chi sono? solo una sequenza di zeri e di uno.
da parte vostra fate anche bene, vivete con mammà e siete liberi di sperperare patrimoni in straccetti di cattivo gusto. però non sviate in altri discorsi. che gli specchi non son fatti per il free climbing.
pare anche che io sia costantemente monitorata da un satellite della nasa, giacchè persone mai viste e abitanti in luoghi sperduti della penisola, si prodigano in commenti sul mio abbigliamento.
e mi suona strano.
com'è mai possibile? del resto è noto a tutti che di me girano solo foto prive di indumenti. oibò.
di vero c'è che uno con internet ha la strada spianata se si vuole divertire alle spalle di infanti ottenebrati che prendono sul serissimo il cazzeggio di una persona x.
manco vi avessi preso a spintoni, o vi avessi rubato i soldi che la mami vi diede per la merenda.
o per i calzini con i teschietti ricamati.
com'è che dicevano?
ah si.
get a life.
o tempora o mores
non piu di dieci euro per una maglietta
non piu di venti euro per una felpa
non piu di trenta per una paio di pantaloni
non piu di quaranta per le scarpe
e non piu di cinquanta per cappotti e giacche.
mutande e calzini del mercato.
braccialetti, spillettine, mollettine. sulla pira infuocata.
i polsini li indossano i tennisti, e i musicisti mentre suonano .
lo stile me lo faccio anche con cinque euro, ago e filo. lo shopping online su siti di abbigliamento (aperte virgolette) punk (chiuse virgolette) è stato concepito per le alternafichette. c'ha ragione il coinquilino e basta. volete lo shopping online? accomodatevi. ma rimanete delle insulse alternafichette.
fiera di vestire con indumenti da bidone caritas, se a decretarlo è gente del vostro calibro.
fiera di far cagare. fiera di apparire un sacco di merda. se i dettami dello stile sono stabiliti da diciannovenni che spendono un rene (paterno, mica il loro)per vestirsi.
le superchicche fan cagare, emily fa cagare, le stesse persone che schifano la onyx o la fornarina perchè sono firme da tamarri consumano stipendi paterni in marche da yankee ipervitaminizzate e mongoloidi, non a caso si veste hottopic anche quel sacco del rudo di kelly osbourne, che è un po' l'emblema di tutte le ragazzine annoiate che si addobbano come alberi di natali traboccanti una cornucopia di teschietti, stelline, animalini, bambolini, glitterini, cazzettini, pippottini. in un incancrenito attaccarsi alla preadolescenza e ai suoi emblemi. zoccolette che giocano alla bambina indifesa.
necesse est! e soprattutto ci crediamo tutti. lolitine e sborratine in faccia.
ci vestiamo con quello che troviamo perchè
a) con i soldi che spendete per bardarvi preferisco sveligiare un ferramenta.
b) non ho tempo nè testa per fare gli abbinamenti giusti e scegliere tra tutta l'immondizia. preferisco adoprare l'encefalo per altri scopi
c) il rosa mi fa cagare
d) le stelline e i teschi mi fan cagare
e) la pattumiera che comprate è di pessima fattura, cucita male, tagliata peggio.
e la pagate un rene di bambino austriaco.
tanto piu che in america, giustamente, solo gli zarroni si vestono da hot topic. al prossimo concerto andateci in braghe della tuta e ciabatte.
ma già. il rischio di non scopare è troppo alto.
Du iu uont mi tu cuc iu?
Quando la tecnologia di riciclo si unisce in sordido amplesso col sacco della rumenta, ecco che nascono le Maracas della Morte. La strumentistica di MissVioletta si amplia di un neonato gingillo. Domani il giorno del collaudo.
davanti a me il solito pianale di marmo, lo spigolo esterno del quale attende la sua dose di (mie) capocciate. un weekend all'insegna del buonumore e della buona compagnia.
mi viene nettamente da piangere. e stavolta non v'è una chiave di lettura ironica e scherzosa in tutto questo.
ritorno nel sarcofago. sarcomero.
e l'altro ieri ho dimenticato:
tanti auguri Signor Fava.
Lunedì gay pride al Transilvania. Blood brothers e Liars. Ghiotta occasione per le finte culandre milanesi di leccarsi il ciuffo sulla fronte e infilarsi la maglia del pigiama del loro cugino di sette anni e mezzo, e per le fighe di marmo emo di lustrarsi le spille ed altri orpelli come fossero diademi. Essendo che entravo aggratis per gentile concessione di ste, grazie ste e grandi i tuoi toast, non ho resistito alla tentazione di assistervi. I blood brothers mi sono piaciuti, han spaccato rispetto a quando li vidi a brescia l’anno scorso.
L’idolo delle folle è il finocchio biondo che urla in falsetto tipo michael jackson con l’ernia. Un uomo dalla notevole virilità gestuale. poca gente sotto il palco. Loro belli grossi e belli spessi. L’altra volta mi sono parsi piu approssimativi. Supporto, non fosse altro per lo spettacolo del biondino esagitato che regalava perle di omosessualità.
I liars.
O meglio!
Il pubblico dei liars.
Perché alla fine. Suppongo che i liars siano nel giusto e possano portare avanti quello che fanno come credono, tantopiu che vengono profumatamente pagati.
Se tu sei un gruppo mediamente apprezzato e ti diverti a suonare 70 (settanta) minuti seguendo il medesimo schema in tutte le canzoni
- cantante vestito di paillettes che danza in modo stupido e pretenzioso nell’essere stupido dice una frase random
- la frase random viene campionata
- il campione della frase random viene looppato all’infinito e il cantante o chi per esso si diverte ad alzare o abbassare casualmente il pitch del loop.
- Chitarra e batteria vi suonano sopra in modo non troppo impegnativo ma abbastanza pesante da sbriciolare i coglioni a un essere umano che ha per lo meno la cognizione di ciò che sta accadendo sul palco e che non appartiene alla categoria a) figa di marmo indierock che non capisce un cazzo b) finocchio indierock che non capisce un cazzo
- Aggiunta di altri suoni fastidiosi, unico aspetto che ho apprezzato del gruppo
Dicevo, se tu sei un gruppo e fai queste cose sul palco, e sotto il palco alberga una folla che non solo te le lascia fare senza tirarti giù dal palco e allargarti il buco del culo a manate, ma che paga pure sedici euro, e questo in virtù di un video trasmesso a tarda sera su apposita trasmissione di MTV, che ti frega? Lo fai e basta. Conscio del fatto che li stai prendendo tutti per il culo, e che, ripeto, ti pagano.
I liars fanno sperimentazione da seconda elementare con strumentazione oscenamente costosa. E la gente ci si fa sopra le seghe. Il concerto dei liars sembrava una sessione di prove di un gruppo che l’altro ieri ha acquistato uno stock di multieffetto sequencer e campionatore e si diverte a smanettargli per vedere che suono esce.
Come acquistare uno yacht e piazzarlo in una piscina di plastica. Ma il made in usa si consuma e non si discute. Se il liars fossero stati tre gagnetti di pessano con bornago (mi) li avrebbero ricoperti di sputi.
Adesso non voglio adoprarmi in confronti azzardati. Però io preferisco smontare pezzi di tastiere giocattolo e riassemblarli in modo da produrre suoni intollerabili, gli stessi che in definitiva producevano loro, forse solo con delle frequenze piu fastidiose (ehehe), utilizzare un campionatore ricavato da una segreteria telefonica che fornisce meravigliosi loop a 8 bit e farmi costruire dal Fele un trigger con il joystick del commodore , piuttosto che utilizzare milionate di roba solo per looparmi la voce e alzare il pitch.
Ma se in definitiva il risultato non cambia e sotto il palco hai trecento rincoglioniti che a bocca aperta esclamano
“oooooooooooooooooohhhhhhh!!! Geniale”
ogniqualvolta aggiungi un po’ di delay al cantato,
cari liars,
fate bene ad essere cosi.
E pur essendo stati oltremodo pallosi, e avermi fatto incommensurabilmente cacare, vi rispetto, per la truffa che avete architettato, a proposito di vuoto pneumatico preconfezionato, e dai voi ho solo da imparare, lo farei anch’io se potessi.
E non è detto che non possa.
Ah. La mia claretta era bellissima. e TU sei stato provvidenziale. E molto grazioso.
Per la precisione.
Checchè se ne dica, non mi sono mai posta al comando di un manipolo di leccaculi. È il manipolo di leccaculi che si pone dietro di me. Volontariamente e da niuno spronato. Stessa cosa, speculare, per i detrattori.
Da entrambe le fazioni prendo le distanze.
Non sono responsabile né dei miei detrattori né dei miei leccaculi. Ergo, se avete un problema con la sottoscritta, additate la sottoscritta. Se avete un problema coi leccaculi, fatelo presente ai leccaculi. Non mi pare ci voglia una laurea in ingegneria nucleare. Inutile ironizzare sulla sottoscritta e poi, una volta scherzosamente interpellati, scaricare il barile sui leccaculi. Il codone di paglia vi scodinzola fedelmente dietro le terga. Rispetto a chi mi caga la minchia incessantemente e a viso (piu o meno) scoperto. Spregio dei quaqquaraqqua, et similia.
stasera siamo stati al forte guercio a vedere un concerto. Nervi da milano e radio bikini dal belgio.l'unico highlight della serata era una tipa che pazz ha soprannominato Spavento, e che io ho ribattezzato Chernobil.
auspico che il tuo pene sia consistentemente piu voluminoso del tuo vocabolario" spera che nessuno ci presenti mai [e vedo questa cosa come imminente]. lungi dal voler giudicare a priori le persone. fatto sta che mi stai visceralmente sul cazzo, e con questo non sto affatto trinciando un giudizio. è bensì una decisa presa di posizione nei tuoi confronti.
se vogliamo quantificare quanto mi urta l'idea della tua esistenza. neppure Sua Maestà ha toccato queste vette e mai le toccherà anche volendosi impegnare. per lo meno a lei riconosco dei meriti. e te manco quelli, trasudi il nulla piu totale, la famosa pissicologia pane e mortazza è il tuo nutrimento, il companatico è costituto da figure retoriche scadenti e metafore da diario di terza media, e un vocabolario limitato e avvilente dicevo spera che non ci presentino perchè lestamente, prima della presentazione, mi sarò passata la mano destra sul culo dopo aver di fresco espletato. e quel che resterà sopra il mio palmo sarà tutto, insindacabilmente, per la tua persona. Italia uno. Tu. Si, TU. riconoscerai che sei TU la prescelta da come t'apostroferò con l'ausilio del solo sguardo. e da come ti stritolerò l'estremità in modo affabile, perchè non ti conosco ma scommetto una cornea che quando stringi la mano alle persone, essa assume la fastidiosa e consistenza di una sogliola bollita.
e quando avvertirai la mia stretta e scruterai nelle mie pupille e avvertirai l'umidiccio del mio palmo.
saprai bene che il succitato umidiccio non è causato dal sudore.
avvertirai il desiderio di staccarti dalla presa, ed io non te lo impedirò.
Tanto ormai la tua mano odorerà insindacabilmente di merda.
E allora tutti a dirmi che sono la solita sborona dall’attegiamento barocco.
Il fatto è che certi episodi barra atteggiamenti barra esternazioni, tendo a legarmeli indissolubilmente al dito. E solo la piccola vendetta micragnosa fine a se stessa è in grado di sciogliere tali nodi. Mi spiace non conoscerti. Perché sono sicura che mi staresti triplamente sul cazzo, e potrei disquisire piu a lungo sulla tua pochezza. Cave.
ah ah ah ah ah ah ahahaahahahahahahahahahahahAHAHAHAHA AH AHA HA AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH AHA HA AHA AHA HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHH!
!
!
ah
ahah
!
!
!
!!!!
ah
.
.
.
.ah.
orbene, soccombi e perisci.
“Andiamo a mangiave il gelato cosi staseva mi cago addosso di nuovo”
questo post è dedicato al defunto fotoblog dell'amata claretta, ingiustamente censurato dalla littoria direzione di fotolog.net. respect per la mia fidanzata e morte a fotolog, e ai blog di merda contenuti in esso, tranne il mio e quello del Bavarese.
come avrete facilmente intuito ieri sera pazz si è cagato addosso dopo aver consumato un cono da 2, 50 euro di gelato gusto malaga, torrone, cioccolato e banana.
Le prime avvisaglie sulla via del ritorno, pedalando pei viottoli campagnoli.
P “ coinquilina, sto malissimo, mi sto pev cagave addosso, tovniamo a casa in fvetta”
A “ vai in quel prato ed espleta, non c’è in giro nessuno”
P “ NO! la tengo fino a casa, non sono mica un vecchietto dell’ospizio uso a defecavsi nei pantaloni”
A “come vuoi”
In cuor mio speravo accadesse.
Arrivati al cancello e apertolo, pazz abbandona la bicicletta in mezzo al cortile, apre la porta di casa, si protende verso la cucina, e dalla finestra, trovandomi all’esterno della casa, lo osservo lanciarsi nel bagno del piano terra.
Mestamente raccolgo la sua bicicletta e la parcheggio nell’apposito spazio, di fianco alla mia. Mi dirigo verso la soglia di casa, giusto in tempo per sentire eccheggiare la temuta implicita richiesta di aiuto.
“NO. MEVDA. MI SONO CAGATO ADDOSSO”.
Amen! Due sono le opzioni. Lasciare che se la sbrighi da solo, in modo che si possa vergognare di se stesso solo davanti alla propria dignità, e non ai miei occhi impietosi e smaniosi di giudicarlo un sacco di merda. O arrivare in suo soccorso, e guadagnare i seguenti skills in un sol colpo a) creare un precedente da fargli pesare quando mi tornerà comodo, cioè tra pochissimo b) metterlo alla gogna sulle pagine di questo blog letto da trecentocinqunta persone ogni giorno, per vendicarmi dei torti subiti da egli negli ultimi due anni e mezzo c) guardarlo in faccia, e ridere. Ergo mi tappo il naso ed entro il bagno. È inutile che vi descriva quello che ho visto. Potreste cogliervi dell’autocompiacimento che non ha ragione d’esser colto. Immaginatevelo voi.
Erano sporchi persino il pavimento e il muro piastrellato.
Sembrava gli fosse esploso il culo.
Sembrava che qualcuno fosse entrato in bagno e avesse giocato a gavettoni di merda.
A (seria in modo beffardo) “ scusa. ma in che direzione ti sei cagato addosso? Come è possibile che ci sia merda sul muro?”
P (mortificato e con la medesima espressione di Spud in trainspotting quando si sveglia nel letto pieno di diarrea) “Boh! Non lo so! ti pvego aiutami! Non posso nemmeno sedermi è sporca pure l’asse del watev!”
Lo aiuto a tirarsi in piedi come un infermiera di bergen belsen aiuterebbe un vecchio diarroico ad alzarsi da terra. Vorrei dargli una spintarella e farlo finire seduto nell’impiastro di cui egli stesso è l’autore. Dopodichè esco e affacciandomi alla porta
“ lo spazzettone e lo straccio sai dove sono. Voglio vedere tutto brillare e (sottolineato) profumare. D’ora in poi ti servirò da mangiare in una ciotola, e ti riposerai in un giaciglio di paglia. Uomo di merda.”
Pazz annuisce chinando il capo. Egli sta annegando nel proprio degrado.
Domani sera noodle party con madre coraggio e angiuolina. Non se ne vede l’ora.
dling dlong.
il sito di violetta beauregarde (violettasucks.altervista.org) è stato aggiornato con i soliti pesismi risultati, nelle sezioni mp3, news, video e fotografie. sia veste grafica sia contenuti. andate a darci un'occhiata e scaricatevi lo scabroso mpeg che farà mormorare per settimane le italiche message boards.
dling dlong.
come si possa pretendere di ergersi a voce autorevole, e poi ascoltare i saves the day, rimane un mistero insondabile.
ormai è cosa nota che vivo con quattro animali. enola, houdini, o, e pazz. pazz è annoverato nella categoria animali. infatti svolgo le medesime funzioni nei confronti di tutti e quattro.
li nutro e pulisco dove sporcano.
oh beh.
[citazione]
0)LO ZIO DEL FELE MORENDO LASCIA IN EREDITà AL SUO NIPOTINO PREFERITO (LO STESSO FELE) UN IMPIANTO DI DEMOLIZIONE AUTOMOBILI. IL FELE UTILIZZA QUESTO IMPIANTO PER COSTRUIRE UN ROBOT GIGANTESCO CON CUI CONQUISTARE IL MONDO. LA PRIMA COSA SU CUI IL FELE INFIERISCE è IL PALAZZO DI INTERNET DOVE RISIEDE IL PRESIDENTE DI INTERNET IL QUALE MORENDO SI PORTA NELLA TOMBA (ANCHE SE IL FELE LO RIDUCE A BRANDELLI E LO SPARGE IN UN CAMPO) LA PASSWORD PER FAR FUNZIONARE IL MONDO DI INTERNET. INTERNET FINISCE. COSì COME TUTTE LE TUE RELAZIONI SOCIAL-AMOROSE. SEI QUINDI COSTRETTO/A AD USCIRE DI CASA E CERCARE UN PARTNER O UN GIORNALAIO APERTO. IL GIORNALAIO APERTO SI TROVA ANCORA, MA TI ACCORGI (NON SO COME,MA CI RIESCI) CHE TUTTI I POSSIBILI PARTNER SONO DELLE PERSONE VOMITEVOLI IN QUANTO ALLA RICERCA DI UN IDEALE DI UOMO/DONNA CHE NON ESISTE. ALLORA DECIDI DI OPTARE PER LA SOLUZIONE "GIORNALETTO". MA GUARDACASO IL GIORNALAIO HA APPENA CHIUSO E RIAPRE DOMANI. SMANIOSO CERCHI DI SVALIGIARLO. TI TAGLI ERRONEAMENTE LA GOLA CON LA SARACINESCA. SE AVESSI PREFERITO LA MASTRUBAZIONE DA SUBITO ALLORA NON SARESTI MORTO.
[citazione]
il gorgo mi attende. e io non recalcitro, perchè evidentemente la devo pagare fino in fondo, amen.
spero che accorrerai numeroso
con incommensurabile ritardo, analisi scritta.
Stupidi insulsi giochini con le dita delle mani che significavano “conigli”. Ecco il primo ricordo che affiora dal minestrone.
“Non ho bisogno di un bicchiere d’acqua. Non ho bisogno di un cerotto. Non ho bisogno di una sedia. Non ho bisogno dell’ambulanza”. Non c’era bisogno di ostentarmi sicurezza. sorridermi per rassicurare voi stessi. Io ero già rassicurata. Provare del dolore non significa per forza non sapere da che parte sbattere la testa, a me qualunque spigolo di un banale pianale di marmo va benissimo.
Quella sera è stato molto istruttivo osservare da vicino
- la persona che si adirò con me per la mia immorale condotta;
- la persona dall’indiscutibile rettitudine, il faro alla cui luce tutti facevano (fanno) riferimento;
- la persona dallo stile perfetto e inappuntabile;
- la persona che non consentiva ad alcuna delle sue emozioni di far capolino dalla sua corporeità. ( perché troppo disdicevole far trapelare delle emozioni, troppo faticoso, e soprattutto troppo pericoloso. Quindi alè! Sublimiamo, e poi lamentiamoci delle inevitabili conseguenze, aka solitudine)
cadere con uno sgraziatissimo tonfo (concettuale), completamente sbronza, al limite del coma etilico, sbracata nel fisico e nella coscienza, e vedere, in quel gesto cosi normale e lecito in quella festosa circostanza, tutto il suo malessere, la disperazione e la solitudine che l’attanagliavano.
Ed è stato parimenti istruttivo constatare che
- io, persona conducente immorale condotta;
- io, persona dal comportamento e dal carattere ondivago e scostante;
- io, persona che presa da entusiasmi e sull’onda emotiva non esito a esprimermi in modo sguaiato e inopportuno ed esageratamente sborone,
me ne stavo seduta con due cozze sotto gli occhi (vedi disegno qui a lato), contro una parete sulla quale era stato sparpagliato il mio cervello, che qualcuno invano cercava di scrostare via, ma mica per carità e pena nei miei confronti, solo che siamo a una festa e ci sono mille invitati e i pezzetti di cervello sul muro sono disdicevoli e non s’intonano al clima festoso. Me ne stavo seduta in silenzio e vi guardavo tutti, ed ero l’unica persona totalmente e drammaticamente lucida quella notte.
E ironia della sorte ero considerata la più alterata emotivamente. per lo meno ero capace di percorrere piu di tre metri in linea perfettamente retta. io.
E possedevo ancora un refolo dello spirito burlone che mi contraddistingue, e per dimostrarlo sono entrata nel cesso, vi ho prelevato il batterista di un noto gruppo italico sfasciacoglioni con annesso video orribile, che al momento giaceva con la testa nella tazza del water, l’ho messo a sedere su uno sgabello e gli ho appoggiato uno scolapasta di plastica gialla sulle ginocchia e l’ho cosi apostrofato “vomita qui dentro che sei piu comodo, tieni libero il cesso che la gente deve pisciare” e l’ho lasciato li a sboccarsi sulle ginocchia essendo che il colapasta per definizione lascia passare i liquidi e trattiene i pezzettoni piu grossi.
E alle dieci del mattino ero sveglia, pimpante e sul treno Bologna-Lecce con il mio carico di fastidio sonoro da esportare in puglia al seguito degli Ovo.
Olè.
“sei ingestibile” , cosi m’apostrofò un baffuto amante/interlocutore l’estate di due anni fa.
E vabè.
In sintesi.
Se quella sera vi siete sentiti inutili sono solo cazzi vostri.
E pensare che una persona che ci conosce entrambi molto bene mi aveva preso da parte e aveva espresso i suoi dubbi
"siete fragili. finirete col farvi male a vicenda".
il mio sguardo gli rispose "no! poichè stavolta sono ben intenzionata a far filare tutto liscio"
la mia bocca gli rispose "starò attenta allora"
la mia testa gli rispose "fatti i cazzi tuoi, fottuto menagramo"
non servì a molto, ma tant’è. Sempre treni persi all’ultimo momento. Sempre minestre di ceci e coticchioni scongelate al momento sbagliato. E non me ne voglia una persona graziosa se tiro fuori particolari revivalistici scomodi. Che anche tu lo fai spesso.
cara Deana Laird
il mio pene non ha alcun bisogno di incrementare le proprie misure.
grazie per l'interessamento.
e ora, pubblicità.
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dling dlong.
dieci anni fa ben weasel indossò una maglietta dei pink lincolns e qualcuno gli scattò una foto e quella foto fini sul frontespizio della sua column mensile su maximum rockenroll. gli weaselofili di allora, vedendola, si precipitarono a comprare vinili dei pink lincolns perchè se ben weasel indossava una maglietta dei pink lincolns significava insindacabilmente che i pink lincolns spaccavano.
[in effetti i pink lincolns spaccano parecchio, a prescindere dal fatto che ben weasel ne avesse indossato la maglietta]
a nessuno dei punkrockers è mai passato per l'anticamera dell'intelletto che ben weasel quel giorno avesse finito tutte le magliette pulite. e che avesse trovato sul fondo dell'armadio l'unica maglietta sana, quella appunto dei pink lincolns. relegata sul fondo dell'armadio in qualità di "maglietta di gruppo che mi fa cagare ma è pur sempre una maglietta utilizzabile nelle situazioni di emergenza, cioè quando non ho fatto il bucato e le magliette pulite sono esaurite".
insomma dicevo magari a ben weasel facevano davvero cagare i pink lincolns.
o magari no.
fatto sta che un orda di punkrockers, categoria umana dalle limitate capacità intellettive e dalla scarsa cultura, (questo almeno nel 70% dei casi),( e mi vorrei soffermare sul fatto che essi ne facevano un vanto e lo declamavano a gran voce una canzone si e una no), si precipitarono a ordinarne le intere discografie. con gran gaudio dei distributori che diventavano pingui sulle disgrazie altrui. una volta arrivate le discografie a destinazione, i punkrockers mettevano sul piatto i pink lincolns e un'ombra di delusione oscurava i loro visi.
"ma sono dei metallari (in un tempo in cui qualsiasi canzone suonata in modo piu tecnico dei ramones era catalogabile come "metallara", e non fate quelle facce, che ve lo ricordate tutti, altro che "giulia metallara uo uo uo")"
"sono dei metallari, ergo fanno cacare, ergo ben weasel è uno stronzo"
in verità vi dico.
gli stronzi eravate voi,
a) perchè nessuno vi ha mai obbligato a compiere l'idiozia di acquistare dischi di un gruppo solo perchè un tizio che suona ne portava la maglietta
b) perchè eravate cosi babbi di minchia da credere che i pink lincolns facessero pop punk, in quanto ben weasel, essendo che suona in un gruppo pop punk, secondo la vostra ampia visione del mondo, deve ascoltare solo pop punk.
c) perchè i pink lincolns spaccano.
ovviamente mi degnai di ascoltare i pink lincolns soltanto dopo l'ondata di idiozia che investì la penisola, rifiutando di prenderne parte.
spero che gli idioti del periodo punkrock italico 95/98 stiano rivalutando i pink lincolns.
dj francesco compreso. ah-ah.
"Ma siamo in democrazia e siete liberi di fare schifo."
come si fa a non amarti.
come è bello frustare i cavalli ed andare per monti e per valli
Stasera sono a casa, solitaria. Il coinquilino stanotte lavora come di consueto alla fabbrica della morte e da li mi ha appena inviato un sms avvertendomi lieto che c’è una perdita e quando accade mi racconta che sono tutti felici, si mettono le tute antiacido, ma anche no, e bestemmiando vanno a cercare perdite e tappare buchi. È a metà tra una gita scolastica e una puntata dell’A-Team, tata tataaaaaaaaaa tata tataaaaaaaaaa, se non lo fanno
a) loro in quanto operai restano intossicati
b) avete presente qualche anno fa in india che sono morte trentamila persone avvelenate da una perdita,
insomma fanno il loro dovere fino in fondo, tanto comunque finchè non hanno trovato la falla non li lasciano uscire, quindi o la scovano prima possibile ed evitano di morire, o rimangono li dentro mettendo a repentaglio le vite dei loro cari di fuori, nel mentre i capi e il direttore generale sono già in volo verso le pinete svizzere sull’elicottero d’emergenza.
A volte mi pesa passare la notte sola in casa. la nostra magione è posta nel mezzo di un campo di granturco, in posizione isolata quindi, e ho la sola compagnia di Enola, Houdini e O. Enola è incinta, e ha preso l’abitudine di dormire sul divano, cosa che non ha mai fatto, non vorrei le venisse l’infelicissima idea di sbambinarmi i gattini li sopra, con grande logorio dei tessuti del divano medesimo, causa spargimento di placenta e liquido amniotico, ogni tanto la osservo distendere le membra e allungarsi e allargare le unghiute zampine e acciambellarsi e penso, tu prova a cagarmi i gattini sul divano, che te li servo scuoiati nella ciotola del cibo. il sabato sera mi tedia in quanto sabato sera, i presenzialismi sono, per l’appunto, per i presenzialisti e in quanto presenzialisti persone ridicole. Un po’ come quei classici individui che in mancanza di beveraggio o sostanze psicoattive non riescono a trovare divertimento e spasso nelle situazioni in sé. E quindi si da il via alle danze e via alle scenette del volemose bene al concerto punkrock on saturday night, fotografie, toccate di culo, peccato che non c’eri non sai cosa ti sei persa, la prossima volta non puoi mancare, battute da gita di prima media riportate in maniera complice sulle message boards, il gruppo statunitense che passa dall’italia non potete mancare sennò siete dei sucker, tutti che fino al giorno prima ignoravano beati l’esistenza del gruppo statunitense, e il giorno dopo a singalongare ritornelli e snocciolare bio e discografie, ma come, non vieni a vedere neanche una data dei cazzominchiators? Ma come, il gruppo seminale statunitense e tu pacchi cosi, si con sommo gaudio, e infinita pace dell’animo mio, pacco la serata, il gruppo di cui non mi frega un cazzo, la gente di merda con la quale non voglio avere a che fare, se vado a un concerto ci vado perché voglio e perchè mi interessa e non per partito preso o per dogma imposto eccetera. E preferisco passare una serata come questa, per l’appunto, tenendo in mano pezzi di carota con i quali nutro il mio porcellino d’india, e lanciando palline di gomma al gatto. Ho chiuso le persiane delle finestre e coperto gli specchi e spento tutte le luci. È il nulla. Il carnevale mi è sempre stato in culo, tutti ridevano felici e mia madre tutti gli anni mi vestiva da pierrot, che è la maschera piu emo del globo terracqueo, con sta faccia bianca e la lagrima nera sulla guancia e un berrettino di lana con il pon pon davanti. E poi si meravigliano se la gente crescendo assume comportamenti discutibili.
Il carnevale si trasferisce nei locali dove si suona, tutti i santissimi sabati sera, all starine, eightball, bananine luccicanti, fiammettine sulle scarpe, magliette con dadi e pistoni di automobili che neanche il carrozziere in parte a casa mia, e poi non siete capaci di cambiare una ruota sgonfia. Ma ancora non vi siete stancati di questa macchietta, noi italiani come background culturale storico abbiamo pupo e vasco rossi, e mi venite a parlare di hot rod, siete come quegli americani che si costruiscono le gondole e le fanno navigare sul Mississipi.
vai negli altri posti e ti becchi ste specie di bambinone cresciute che a 20/25 anni s’aggirano con gadgets e accessori da tredicenne, la pedopornografia è fuorilegge ma si sa il peccaminoso attira sempre e comunque, pippottini, stelline luccichini. colori rosa pastello cosi stucchevoli da procurare il coma diabetico alla sola vista, spilla di gruppo metal di sfigati camuffato da punkhardcore e mezza milionata di scarpe e vestiti. Capelli tagliati goniometro alla mano e spacciati per home made, avete pagato settanta euro per un taglio che pare eseguito da un malato parkinsoniano in cartone però è molto trendy l’asimmetria e ancora seguitate a credere che le persone siano tutte deficienti come i pippotti che frequentate. Arriva il banchetto delle spille e vi ci buttate come squali ansiosi di trovare la scritta o l’immagine definitiva che vi farà guadagnare punti di stima e rispetto, o semplicemente per affascinare individui e successivamente trombarveli, dopo la trombata l’individuo vi regalerà la spilla del SUO gruppo e voi la indosserete orgogliose, in questo modo voi vi vanterete di aver scopato con tal dei tali che suona nei tal dei tali, e il tal dei tali avrà apposto, in un simbolismo a metà tra la tacca sulla pistola e la pisciata territoriale, un segno distintivo sulla vostra persona. Essendo che per l’appunto nessuno possiede pistole, e nessuno si farebbe mai delle tacche lungo il pene, si ricorre alle spille e piu in generale al merchandising. L’evoluzione della specie.
il signor vitaminic ha messo online i nuovi pezzi.
QUI
ma questa donna ha ingoiato un ferro da stiro!
settimana dell'Autoimmolazione e del Cilicio. la ciclicità di questo evento mi disturba, arriverà un giorno in cui sarà un cilicio perenne pret a portè da indossare sotto gli abiti di tutti i giorni. una cosuccia cavina da metteve quando vai a fave la spesa, pev esempio. italia uno. non ripeterò due volte la stessa cosa. non sei il papà e io non sono la bambina. non sei il maestro e io non sono la scolara. Non sei il carabbignere e io non sono il lestofante. hai capito? hai capito? hai capito? me lo ripeti? me lo ripeti? me lo ripeti? sono stato chiaro sono stato chiaro? sono stato chiaro? Che cosa. che cosa. che cosa. c’è un secondo significato intrinseco? No. c’è un secondo significato intrinseco? No. c’è un secondo significato intrinseco? Nooooooo. Nooooo no porco dio, no.
mi autocito.
perchè no? perchè no? devo per forza trovare la salvezza dalla trappola / nido accogliente nel quale vivere? Non fuggo dal tepore. Non fuggo dalla vita. ah si ho delle persone che mi vogliono bene. In questo modo non tributo loro il degno affetto che si meritano per starmi vicino quotidianamente bla bla, instillazione del senso di colpa, guarda cosa facciamo per te e tu come ci tratti.
No.
Nooooooooooo.
Stavolta non la bevo. I dont drink it. Ho chiussoooooooooooooo la finestraaaaaaaaaaa come cantava Gianni morandi, e io strenuamente mi rifiuto di credere ai gossip sulla sua presunta coprofagia, del resto il chiacchiericcio è stato alimentato dagli emo, quindi credibile come la loro eterosessualità. Faciloneria. Go Gianni go. mi sfugge però cosa gli debba tributare, a Coloro i Quali Mi Stanno Vicini: il fatto di accostarsi alla mia persona cercando di capire , sed frustra, (non che lo debbano fare per forza), il fatto di starmi vicino senza compiere il minimo sforzo di capirmi o il fatto di starmi vicino con l’aberrante nonché pericolosa convinzione di capirmi, e invece no.
Qui s’ha sempre da cercare di capire, buttare giù a capocciate, estirpare il male. Convinzione e strenuità che sono solo violenza ed egoismo e potenziale esercizio del controllo sulla mia persona.
non venite a raccontare la storiella del "lo facciamo per te" che suona molto ma molto simile a quella del "vedi quel furgone bianco con la croce rossa disegnata sopra, loro sono amici, ti porteranno in un luogo tranquillo e starai bene. ti rilasserai ."
indubbio, che mi rilasserò.
Non v’è altruismo. E come mi crogiolo nell’egoismo me medesima, ammettete di farlo anche voi. il sillogismo è che i Vostri sensi di colpa saranno chetati se almeno provate a far qualcosa. Invece vi suggerisco di lasciarli urlare, e non rompete il cazzo a me.
Anzi a noi.
Che prima o poi i suddetti sensi di colpa si tedieranno a furia di berciare a vuoto.
L’angolo del qualunquismo.
(se tutto il sopra non vi fosse bastato)
gli snuff movies non li hanno mica inventati gli iracheni. C’eran già prima. Perché scaldarsi tanto. Un’appunto solo agli iracheni. Se è cosi vero che l’avete fatto per lavare l’onta della donna occidentale che umilia i valorosi maschi musulmani, dico l’avrete pure avuta una prigioniera femmina, ci avreste guadagnato in spettacolarità e risonanza dell’evento.
Tu che disegnavi i fumetti orripilanti dietro alla collezione di settepollici della Blu Bus. Ho ascoltato il tuo gruppo su un vecchio cd compilation. Non ne hai fatta una giusta, in vita tua.
contrordine
il signor vitaminic ha caricato i titoli, ma i pezzi sono rimasti gli stessi di un tempo. attendo notizie dal signor vitaminic. scusate.
l'orologio del computer può essere sbagliato
dling dlong.
messi nuovi pezzi su vitaminic. presi dal disco. tre. http://stage.vitaminic.it/violetta_beauregarde
dling dlong.
cosi vomitevolmente caldo e gli aironi concordano
questo l'ho scritto a luglio dell'anno scorso. sulla prima pagina di un quaderno con la copertina nera. è stato censurato. sarò emo, quindi non siete obbligati a leggere. oppure vi sentite obbligati cosi mi potete prendere per il culo canzonandomi e additandomi "aiki è emo.aiki è emo". e io annuirei e me ne starei computamente zitta perchè in questo momento sono emo e non ho nulla da nascondere mica come tutti voi ricchioni che se vi dicono, a ragione peraltro, "sei emo", voi gli rispondete "no sono indie rock"
finocchi.
Sono sul treno e sto scrivendo sulla prima pagina del quaderno che mi è stato regalato un par di mesi fa. Mia madre mi ha accompagnato in stazione perché ho una grossa valigia piena di vestiti e orpelli inutili. E non ce la facevo a trascinarla in giro da sola. altri oggetti aspettano il loro turno per il trasloco.
Finalmente riesco a fuggire dalle responsabilità. Mi rifugio al purgatorio sperando che non venga degradato allo status di inferno. Ho compiuto delle scelte fondamentalmente disprezzabili ma mi sono autoconvinta di non avere avuto scelta. Che abile prestigiatrice del cazzo. vivo tutto questo con addosso un senso di ineluttabilità. in realtà esso è una comoda coperta che a luglio non è di alcuna utilità. ma copre e nasconde, e sotto il caldo la materia va in malora e fa i vermi.
Dove vado a vivere c’è solo caldo torrido, zanzare e terra secca. No non è vero. Ci sono anche nidi di vespe, un fiume semiprosciugato con dei pesci morti dentro, aironi che ravanano nel fango col becco, sterpaglie.
Strade deserte ogni giorno dell’anno, ragazzi e ragazze mediocri come in ogni città, commesse di negozi di scarpe e shampiste con la pelle arsa dagli u.v.a. e i capelli neri tinti, (come del resto sono neri fasulli i miei), una quantità imbarazzante di albanesi e magrebini.
Ragni grossi come galline appostati sul corrimano del ponte, polvere che si solleva ad ogni soffio di vento caldo. Ti unge i capelli. Abiterò con una persona di cui non mi fido. Dormirò sopra un materasso sul quale alberga indelebile una vistosa macchia di mestruo, lasciata dalla ragazza con la quale il mio attuale ragazzo mi ha tradito tre mesi fa. Settimana scorsa ho provato a ribaltare il materasso dall’altro lato. Ci ho dormito sopra e ho sognato lady mestruo e il mio ragazzo impantanati in una pozzanghera di sangue viscoso misto a grumi di endometrio sfaldato. Annaspavano, e mi chiedevano se per favore avevo degli asciugamani. Io gli lanciavo un materasso.
In autunno tutto sarà color legno marcio e pelo di pantegana bagnata. Intorno alla casa c’è pieno di nutrie dal pelo color biscotto. Non hanno paura degli uomini e si alzano sulle zampe posteriori. Ho idea che mi vogliano sfidare. Sono grosse come gattini di qualche mese. Fondamentalmente sembrano dei topi di fogna, col muso un pelo più simpatico, quasi dei castori in miniatura. poi ci sono dei leprotti. ma fuggono.
la cancelleria è per sempre.
affanculo i diamanti.
Facendo zapping notturno in un orario osceno, mi pare le quattro del mattino, ho scoperto la replica di questa trasmissione che si chiama musicfarm. Essendo un reality show ed essendo che riesco ad assumere un reality show per volta, ho aspettato la fine del grande fratello per dedicarmi allo studio comparato delle tipologie umane. Tre personaggi balzano subito all’occhio.
Il baffo dei ricchi e poveri. Cioè, tutti si sono sentiti coinvolti nell’operazione di disperato e vano restyling fisico e canoro. Tutti tranne il baffo dei ricchi e poveri, che seguita come ormai da trentanni a questa parte a presentarsi con, per l’appunto, il baffo e la pelata con capello lunghetto dietro, che pure mio padre l’ha ormai abbandonata da almeno un lustro in favore di una piu consona e dignitosa rasatura integrale. Amo la sua presenza superflua e inquietante. Gli altri due si mummificano sotto u.v.a. e cerone, phonano capigliature, arricchiscono stilisti, mai domi di suscitare pena nel pubblico under 40. lui no. lui si presenta pallido e unticcio, con un bomberino rosso a manica larga ottantas style, ma mica rivisitazione ottantas, è proprio di ventanni fa e basta, gli altri due smaniano nell’aere estatici e istrionici interpretando la canzone, lui esegue la sua parte di basso con mestizia e rassegnazione, infatti si vede benissimo che non gliene frega un cazzo, a lui andava benissimo anche continuare a fare le serate revival alla sagra del coticchione di cinghiale di casalcermelli cantando volevu dansè davanti alle sessantenni infoiate che di sicuro apprezzano molto piu genuinamente e sinceramente del pubblico feroce della rai, che è davanti allo schermo solo per assistere alla decadenza fisica e morale delle loro persone, e gioiscono della progressiva perdita di dignità dei concorrenti.è lui il vero eroe. Perché è un po’ come il cantante degli ac dc, c’è ma a nessuno gliene frega un cazzo perché tutti guardano angus young, io per questo lo stimo e lo rispetto. Il baffo dei ricchi e poveri, non il cantante degli ac dc.
Loredana Bertè pazz ha decretato che è il gg allin della situazione. Come altro definirla, in effetti. Soprattutto dopo avere assistito a una sua incursione nelle cucine del centro dimagrimento, in cui ha aperto un frigorifero, estratto una scatola di gelato, leccato il gelato direttamente dal contenitore, richiuso il contenitore e ripostolo nel frigorifero ad uso e consumo di altri utenti ignari, e dopo aver distrutto un infornata di brioches per ritorsione dovuta al fatto che lei non le può mangiare in quanto sottoposta a dieta ferrea. Fuma ovunque irrispettosa, caga il cazzo in continuazione, è tirannica e dispotica, si veste come una di quelle cinquantenni decadenti semialcolizzate con quaranta gatti in casa che pisciano dappertutto, ha una giacca oversize con scritto dietro michael jackson world tour 98. un giorno la troveranno morta in qualche angolo, o per overdose, o perché la ammazzata qualcuno.
annalisa minetti vincerà lei il reality show, perché bisogna fare vincere quelli svantaggiati, come gli handicappati, i negri, gli emo, gli albanesi, i ciechi, eccetera. Lei è cieca, e tutte le volte che si presenta a qualche concorso e non vince, piange e caga la minchia che doveva vincere perché lei è svantaggiata. Ha rotto il cazzo a miss italia, ha rotto il cazzo a sanremo e l’han fatta vincere e poi è stata (giustamente) inghiottita nell’oblio, (un po’ come i jalisse, che erano gli eurithmics italiani dei poveri di cui ho visto ieri il cd nice price 4 euro e volevo prenderlo a testimonio di quello che fu), adesso si presenta qua. Tutti la trattano come una ragazzina mongoloide affetta da tetraparesi, e lei al posto di incazzarsi e tirare fuori orgoglio e dignità lascia fare e si crogiola in questa dimensione forzatamente ospedaliera. Se qualsiasi cosa non le sta bene basta approfittare della sua condizione aka pestare i piedi, frignare e tirare fuori la lagna che non vede un cazzo. Non dico che abbia una vita facile, ma aleandro baldi non s’è mai lamentato della sua condizione, non vedo perchè dovrebbe farlo lei.
Pazz sta cercando qualcuno che sia pronto a ideare e realizzare l’emogame italiano.
In realtà è soltanto un pretesto virtuale per sparare a un tot di persone che gli stanno sui coglioni.
del resto gli emo, pardonvolevodireindierockers sono esseri costituiti principalmente da una sequenza di zeri e di uno.nessuno li ha mai visti realmente, e soprattutto nessuno li ha mai sentiti parlare. com'è possibile che, pur non esistendo, infestino l'ambiente in modo cosi fastidioso, a nessuno è dato di saperlo.
Ieri sera ho visto il grande fratello. Ha vinto la ragazza italiana media. Cosi ora tutte le adolescenti isteriche e disadattate si potranno immedesimare in essa, e sperare di essere la numero uno.
Era piu giusto che vincesse la biondazza. A parte le doti istrioniche che me la rendevano particolarmente simpatica, io sostengo la causa delle ragazze facili e travolte dagli eventi, che al momento giusto sanno ridurre in suppli sanguinolento il cervello del concubino.
La ragazza italiana media mi ha fatto una gran pena.
L’hanno intabarrata in un abito che la faceva sembrare una tazza da caffelatte capovolta, che non le consentiva neppure la deambulazione. E l’hanno fatto apposta per sottolinearne la goffaggine e l’inadeguatezza fisica.
Hanno chiamato la defilippi che da uno schermo gigante ha ricordato alla ragazza piangente e urlante la sua condizione di loser fin dalla nascita, casomai se lo fosse scordato nei ventitre minuti passati ad stridere emettendo frequenze vicine al verso dell’orca in calore dopo avere appreso della fortunosa vittoria.
Non paghi di tutto ciò, hanno fatto entrare la sedicente defilippi nella casa, foriera di un cubo di vetro contenente un superbo e pingue esemplare di ululone dal ventre giallo, o rospo che dir si voglia. E la defilippi algida come ilsa apostrofa la ragazza media scartavetrandole l’encefalo con la voce roca: “bacia il rospo, si trasformerà in principe”
La ragazza media ora è del tutto soggiogata. Per un uomo che la caghi si farebbe amputare ambedue gli arti inferiori rinunciando persino all’insegnamento dell’aerobica.
E quindi prende l’ululone, visibilmente terrorizzato, e lo bacia.
Se l’avessero proposto a me, avrei dato fuoco alla casa, e ci avrei buttato sopra defilippi, ululone e presentatrice famelica, della quale mi sfugge il nome.
La ragazza media depone l’ululone, e la defilippi scivola silenziosa fuori dalla casa.
La ragazza media attende il principe, già pregustando festini e copule sfrenate, freme, fruga gli angoli, perde saliva, rotea le pupille, s’agita e raffazzona l’abito, la porta si apre e chi arriva?
Un ballerino albanese.
Io dall’umiliazione mi sarei tolta la vita.
il mio convivente russa in modo singolare. pare che abbia un octaver incastrato tra le mascelle.
mi sono testè ricordata che abito a mezzo chilometro dal fiume tanaro.
e che piove ininterrottamente da tre giorni.
olè.
ripeto: conversazioni tra piloni di cemento farcite di scheletri e armadi a muro ripieni di sabbia di gatto usata. il sapore dolce delle conferme.
da che mondo e mondo gli zombi non corrono. soprattutto non corrono a gruppetti di venti trenta modello gruppo podistico del dopolavoro. notevole il finale mezzo blair witch project mezzo isola dei famosi. ci voleva pappalardo intonante "ricominciamo".alchè i morti viventi si sarebbero rifiutati di costituire ulteriore fonte di fastidio. e avrebbero capitolato.
che film di merda.
faccio orgogliosamente parte della schiera di teste di cazzo impressionabili dai film horror, nella fattispecie dai film sugli zombi, che si recano al cinema in qualità di spettatori dei succitati film in modo da procurarsi scariche adrenaliniche e notti insonni. ergo ieri sera ho dormito con pazz contravvenendo alle regole. pensando "giacendo in compagnia il sonno mi risulterà facilitato". in questi giorni pazz è affetto da raffreddore. ergo pazz produce nella notte rumori nasali simili a rantoli di morto vivente. ergo ho passato la notte giustamente insonne dormendo sul bordo del letto. tirando calcetti al convivente e controllando, di tanto in tanto, con la luce del cellulare, che la pelle del viso non avesse mutato colore, e che non tenesse gli occhi rivoltati all'indietro, e che non sbavasse. pronta a scappare in caso di risveglio oltretombale. alle ore quattro antimeridiane nel mezzo del delirio sono scesa in cucina e ho cercato degli utensili contundenti onde contrastare l'attacco del non-morto convivente. che a quel punto si delineava matematicamente sicuro.
che film di merda.